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lunedì 5 dicembre 2016

Referendum: due piccioni con una fava!

 
 
Secondo me hanno vinto gli Italiani, anche quelli del SI, perché da un lato la Costituzione è salva e lo è per tutti, dall’altra Renzi si dimette ponendo fine ad una vergognosa jacuvella che durava ormai da mesi e stava spaccando e paralizzando il paese.
Non ci illudiamo, però, perché è solo una battaglia vinta sulla lunga e dura strada del cambiamento. Il fronte del NO è stato ampio e composito, ma ora ognuno riprenderà le proprie posizioni. Ci aspetta probabilmente un governo fantoccio, lo chiameranno tecnico o “di scopo” o in qualche altro modo non importa. Un governo che porterà avanti la legislatura almeno fino al superamento della soglia minima prevista per i vitalizi, darà tempo per la costituzione definitiva di una enorme ammucchiata centrista in chiave anti-M5S imperniata su un nuovo accordo Renzi-Berlusconi con l’unico impegno politico di gettare fango sul M5S fino alle prossime elezioni e cucirà addosso a questa riedizione in peggio della DC una nuova legge elettorale anch’essa volta ad impedire al MoVimento, ormai il vero ed unico Nemico Pubblico N. 1 dei partiti, di entrare a Palazzo Chigi.
Ci aspettano quindi, come M5S, tempi ancora più duri. Il MoVimento dovrà impegnarsi in un ulteriore processo di maturazione politica e soprattutto di aggregazione di nuove risorse umane, capaci di governare a tutti i livelli ed allo stesso tempo sincere e disinteressate. Il buon governo di Roma e Torino saranno fondamentali. Ancor più, dunque, dovremo tutti rimboccarci le maniche ed impegnarci stringendoci intorno ad un concetto chiave per qualsiasi nostro successo: la partecipazione dei cittadini.
In queste ore nelle quali come al solito tutti si proclamano in qualche modo vincitori, permettetemi di rivendicare di sicuro al M5 il merito di essere stata la forza politica che più di ogni altra ha contribuito a salvare la Costituzione dalla schiforma di Renzi e Napolitano, prima evitando le modifiche all’art. 138, poi impedendo il raggiungimento dei 2/3 dei voti in sede parlamentare che avrebbero reso impraticabile il Referendum Costituzionale e infine con una campagna referendaria a tappeto per tutta Italia che ha riempito le piazze nella migliore tradizione partecipativa del MoVimento.
A riveder le stelle!

martedì 28 maggio 2013

Acqua e democrazia partecipativa: l'Amministrazione Comunale alla prova del nove!

 

Il M5S stelle sollecita un ampio dibattito pubblico.

Lunedì prossimo 26 maggio, finalmente, il Consiglio Comunale di Formia prenderà in esame, nell'apposita Conferenza dei Capigruppo convocata per le ore 9.00, le due Proposte presentate a febbraio dal MoVimento 5 Stelle aventi per tema l'introduzione nello Statuto Comunale (... e non "Popolare" come indicato con evidente lapsus freudiano nella convocazione) del principio dell'Acqua Bene Comune e dei Referendum propositivi ed abrogativi.

E' bastata una larvata minaccia da noi espressa a denti stretti pochi giorni fa per smuovere finalmente il Consiglio Comunale e spingerlo ad affrontare la discussione, segno evidente che, come ampiamente dimostrato in Parlamento dai nostri Portavoce, l'unica arma per arrivare al dialogo con le forze di governo in questo paese è il "ricatto" (politico, si intende!).

Ci teniamo comunque a precisare e ricordare che diversamente da quanto indicato nella stessa convocazione (ma chi l'ha scritta?) non si tratta di "iniziative referendarie popolari" da sottoporre eventualmente al voto dei cittadini, bensì di vere e proprie Delibere su Proposte di iniziativa popolare che l'Amministrazione Comunale deve decidere se adottare o meno. Sono atti, cioè, sui quali il Consiglio Comunale deve prendere posizione e una volta approvati saranno definitivi ed operativi. Se adottati apporteranno infatti un paio di modifiche sostanziali al nostro Statuto Comunale e, visti gli argomenti, sono quindi atti di estrema rilevanza.

Ci avrebbe fatto piacere che su entrambe le tematiche questa Amministrazione si fosse pronunciata ben prima delle Elezioni Europee in modo da far sapere finalmente ai Formiani prima del voto europeo da che parte stanno i loro eletti in Comune, se dalla parte di Acqualatina o di quella degli utenti, se dalla parte della partitocrazia o di quella della partecipazione dei cittadini.

Comunque meglio tardi che mai. Nella passata campagna delle elezioni comunali sia da destra che da sinistra ( ma,come diceva Gaber: "qual è la destra, qual è la sinistra"!) sono state fatte molte chiacchiere e molte promesse sull'acqua pubblica e sulla partecipazione dei cittadini (qualcuno parlava, probabilmente senza neanche sapere quello che diceva, addirittura di "democrazia diretta"!). Bene ora siamo alla prova del nove, vediamo di che pasta è fatta questa Amministrazione Comunale, se di gente che mantiene le promesse o di quaquaraqua. La calendarizzazione della discussione a dopo le Europee, però, ci fa purtroppo temere il peggio, ma speriamo di sbagliare.

Auspichiamo dunque, e ci batteremo per ciò, che su queste due delibere si apra un ampio dibattito cittadino cui invitiamo tutti i Formiani a partecipare attivamente: come MoVimento 5 Stelle faremo l'impossibile per informarvi e coinvolgervi.

lunedì 3 dicembre 2012

Centrale del Garigliano: inchiesta per disastro ambientale!



A pochi giorni dal Tavolo detto della Trasparenza tenutosi il 27 novembre scorso a Sessa Aurunca durante il  quale le cosiddette autorità costituite presenti    – stiamo parlando di rappresentanti dei Comuni e Province interessati, dell'ISPRA, del Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo economico, dell'Osservatorio Ambientale, dell'ASLCE , dell'ARPAC  e della Sogin  -  si sono premurate di rassicurare tutti, con estremo puntiglio,  sull’impatto ambientale di quello che resta della Centrale elettronucleare del Garigliano, affermando tra l’altro che la media dei tumori nel Comune di Sessa Aurunca è inferiore a quella della regione e tirando anche le orecchie a chi crea allarme sulla incidenza del cancro in tutta l’area circostante la Centrale, c’è chi a livello di autorità, finalmente, la pensa diversamente ed apre un’indagine giudiziaria.
E’ il sostituto procuratore della Repubblica Giuliana Giuliano di Santa Maria Capua Vetere che ha aperto un fascicolo per disastro ambientale e irregolarità in materia di sicurezza nucleare, con un blitz della Guardia di Finanza presso la Centrale che ha portato al sequestro di documenti ed accertato fatti  gravissimi di cui si sono resi colpevoli Enti ed Autorità che hanno il compito di mettere in sicurezza il sito e di vigilare sulla tutela dell’ambiente e della nostra salute.  
Controlli dell’Arpa previsti ogni sei mesi che non vengono svolti da sette anni, rifiuti radioattivi interrati a meno di 50 cm di profondità e a contatto con la falda acquifera, scoli dei reattori che finiscono nel Garigliano … cioè tutto quello che comitati e cittadini denunciano da anni, lì, in bella mostra, in barba al Tavolo della Trasparenza, a denunciare un rischio  ormai conclamato!
Ma allora tre giorni prima le autorità presenti a questo benedetto Tavolo di cosa stavano parlando? Su quali basi si permettono di fare certe affermazioni? Quali lavori di decontaminazione sono stati realmente effettuati dalla SOGIN, con quale efficacia? E per il futuro che garanzie ci sono che questo disastro strisciante abbia termine? Stiamo parlando di scorie che resteranno in quel sito “temporaneamente” ancora per decine di anni  prima di essere trasferite in un fantomatico Deposito Nazionale di cui nessuno sa se e dove sarà realizzato, stoccati in una struttura chiaramente decrepita e fatiscente, a rischio di inondazioni, in una zona sismica e densamente abitata!
L'esito del referendum ha posto un freno, almeno per un po’, alla questione nucleare da un punto di vista dell’approvvigionamento energetico e ci auguriamo che ciò costringa il Governo ad aprire finalmente alla ricerca ed agli investimenti in energie alternative ed  a basso impatto ambientale ed a spingere per la riduzione dei consumi ed il risparmio energetico. Come è sotto gli occhi di tutti, però, con il nucleare non si può abbassare la guardia e non solo per il Garigliano. Resta infatti, sempre più grave, nel nostro paese il rischio ambientale e sociale delle tonnellate di scorie e di rifiuti radioattivi derivanti non solo dalle centrali dismesse , ma anche dalle attività civili e sanitarie (per non parlare delle testate nucleari presenti sul nostro territorio!).
Noi del MoVimento 5 Stelle siamo convinti quindi, come più volte affermato durante la recente campagna referendaria, che il problema della Centrale del Garigliano non riguarda solo  il Comune di Sessa Aurunca e le zone immediatamente a ridosso della Centrale, bensì l’intera area compresa in un raggio di centinaia di chilometri  da questa e indirettamente tutti noi italiani e poiché come due anni fa non abbiamo alcuna fiducia nelle autorità comunali delle nostre città in tema di tutela della salute dei cittadini e di difesa dell'ambiente e del territorio, torniamo ad invocare ancora una volta – e ci adopereremo per essa - una  mobilitazione generale dei cittadini a sostegno questa volta dell’azione della magistratura, affinché i responsabili vengano puniti in maniera esemplare, si faccia chiarezza (Trasparenza?) sulle reali condizioni della centrale  e si adottino provvedimenti immediati ed efficaci.

Giovanni Nocella
MoVimento Formia 5 Stelle

martedì 14 giugno 2011

Referendum: hanno vinto i cittadini.

Una vittoria che non deve fare abbassare la guardia.

Quasi 29.000.000 di Italiani hanno risposto SI a quatto quesiti che toccano tre punti vitali della nostra vita democratica: la gestione dei servizi pubblici, la politica energetica e la giustizia.

Di questi forse solo l’ultimo è direttamente collegabile ad una presa di posizione netta contro un provvedimento ad personam ed in senso più ampio contro un atteggiamento del governo in carica ormai sempre più orientato negli ultimi tempi a stravolgere anche i più elementari principi del diritto e del comune senso del pudore pur di favorire il suo premier nei suoi rapporti con la giustizia.

Per gli altri due la vittoria dei SI ha una valenza di gran lunga più importante che coinvolge il rapporto tra i cittadini e l’intera classe politica di questo paese a dimostrazione che una svolta c’è, un vento nuovo soffia , ma forse non nella direzione che molti millantano.

Premettiamo che siamo convinti che se non ci fosse stata la tragica fatalità del disastro nucleare di Fukushima forse il quorum non sarebbe stato superato, visti l’indegno boicottaggio che i referendum hanno subito, con la complicità vergognosa di stampa e TV, da parte del governo e dei partiti della maggioranza e la prevalente indifferenza della quale erano fatti oggetto fin dai tempi della raccolta delle firme da molti degli esponenti degli altri partiti, PD in testa, fino alla fatidica data dell’11 marzo 2011.

L’onda emotiva dello “tsunami nucleare” giapponese ha infatti cominciato a stravolgere i sondaggi d’opinione ed abbiamo assistito ad una delle più rapide manovre di trasformismo politico di questa Repubblica che ha consigliato a tutti i leaders dei vari partiti di cavalcare a spada tratta l’onda di un voto popolare che stava andando contro ogni iniziale aspettativa, a costo di contraddirsi anche con le loro più recenti affermazioni.

Ora tutti a mettere il cappello sulla vittoria referendaria, improbabile fino a poche settimane fa e da molti indesiderata, tutti a proclamarsi virtuosi della democrazia diretta senza neanche sapere di cosa stanno parlando e quale sia la differenza tra la partitocrazia che questi signori incarnano e la reale partecipazione democratica dei cittadini. La vittoria non è dei partiti, non è di questo o quel leader, ma dei comitati spontanei, dei movimenti civici, di quei cittadini che ancora una volta in questi ultimi tempi si sono riappropriati di quella sovranità riconosciuta loro dalla Costituzione ed usurpata dalle segreterie dei partiti, votando secondo coscienza e non in base al colore dei partiti ed ai loro dettami.

Nelle ultime settimane abbiamo cucito le nostre bocche che volevano gridare contro tale turpe mistificazione, abbiamo preferito tacere consci che l’importante era superare il quorum. Ora però non possiamo fare a meno di ricordare le responsabilità trasversali che accomunano destra e sinistra sia nella politica energetica che in quella delle privatizzazioni ed a mettere in guardia i cittadini dall’abbassare la guardia contro le immorali lobbies di potere che attraverso la politica agiscono secondo un unico pensiero dominante: privatizzarne i profitti e scaricarne i costi sulla collettività.

E allora ricordiamo che la privatizzazione del servizio idrico affonda le sue radici nella Legge Galli del 1994 (Governo Ciampi) che dà il via al trasferimento dal pubblico al privato e nella più ampia politica di privatizzazione del pubblico portata vanti dai governi di ogni colore a partire dal 1994 in poi; che il decreto Ronchi (Governo Berlusconi) non ha fatto altro che portare a termine il progetto di privatizzazione del decreto Lanzillotta (Governo Prodi , cofirmato da Pier Luigi Bersani, da Giuliano Amato (PD), Antonio Di Pietro (IdV) ed Emma Bonino (Radicali)), che durante la campagna referendaria alcuni esponenti di spicco della "ex-sinistra” non si sono smentiti e personaggi come Renzi (Sindaco di Firenze), Chiamparino, Fassino (Sindaco di Torino) Enrico Letta, Enrico Morando hanno dichiarato di votare NO, quantomeno al secondo quesito sull’acqua: quello che elimina la remunerazione del capitale investito.

Ed ancora a proposito di nucleare ricordiamo i 57 parlamentari italiani sui 72 che nel Parlamento Europeo avevano votato a favore di una “strategia europea” che sostenesse anche il nucleare, peraltro sponsorizzato fino all’ultimo da molti esponenti di sinistra e l’assoluta mancanza di una strategia energetica che attanaglia l’Italia fin dai tempi di Enrico Mattei E ci fermiamo qui, per evitare di annoiare il lettore.

Attenti dunque. E’ stata vinta una battaglia, ma la guerra è lunga e per niente affatto vinta. Grazie al Trattato di Lisbona, che gli Italiani ignorano nel suo contenuto e nella sua portata e che sancisce la priorità delle direttive europee sulle leggi del Parlamento Italiano ciò che oggi è uscito dalla porta potrebbe rientrare in un prossimo futuro dalla finestra.

E poi ci sono ancora da scardinare gli accordi che i nostri amministratori hanno stipulato e gestiscono per nostro conto con le varie Veolia (Acqualatina) , Suez, Hera, quelle multinazionali che gestiscono i nostri acquedotti secondo la logica del profitto. Bisogna attivarsi per un piano energetico fondato sul risparmio, sulla microgenerazione diffusa, sulla diverisificazione delle fonti energetiche e sulla ricerca scientifica che migliori l’utilizzo delle fonti rinnovabili e le renda più economiche. Bisogna lottare contro discariche a cielo aperto ed inceneritori.

Infine poniamo la massima attenzione sulle regole del gioco: il solo referendum abrogativo non basta! Occorre introdurre ulteriori mezzi di partecipazione dei cittadini e di controllo dell’operato degli eletti: referendum deliberativi senza quorum, obbligatorietà di esame delle leggi di iniziativa popolare, azione di recall nei confronti dei politici trasformisti, riforma della legge elettorale. Una strada lunga che coinvolge la partecipazione attiva dei cittadini e parte dai nostri Comuni.

Certo, un vento nuovo c’è ed è quello della partecipazione democratica dei cittadini al governo del loro paese e delle loro città.




mercoledì 25 maggio 2011

La guerra del “quorum”!

Il governo pone la fiducia sulla sospensione del programma nucleare.

La decisione di rinviare di un anno qualsiasi decisione in merito al ritorno del nucleare in Italia, inserita nel decreto “omnibus” sottoposto ieri alla fiducia della Camera, rappresenta il tentativo estremo con il quale il Governo sta cercando di vanificare l’esito dei referendum del 12 e 13 giugno.

Ora siamo tutti in attesa del parere della Cassazione, cui spetta decidere della compatibilità di tale decreto con il referendum di giugno.

Escludendo il quesito sul nucleare il Governo di questa “repubblica delle banane” spera che il famigerato “quorum” non venga raggiunto. Altro che l’invito balneare di craxiana memoria. Quella era l’espressione – infelice – di un’opinione. Questa è una vera e propria indegna manovra di governo, inaccettabile in un paese democratico!

Democrazia significa “governo del popolo”. L’art. 1 della nostra Costituzione sancisce nel 2° capoverso che “La sovranità appartiene al popolo”.

Tu che leggi queste righe, ritieni che sia proprio così, nel nostro paese? Indipendentemente dall'invito a votare SI, non ti senti indignato ed offeso?

Molti oggi parlano di “democrazia diretta”, ma cos’è? Che differenze ci sono con la “democrazia rappresentativa”? E’attuabile in Italia?

Cos'è un referendum? Perché è previsto il quorum in Italia? A chi serve?

I cittadini che a giugno vogliono votare SI per evitare la privatizzazione dell’acqua, il ritorno al nucleare ed il legittimo impedimento, sono in pratica cittadini di serie “B”, rispetto a chi è contrario. Perché?

Questa, secondo te, è “democrazia”? Dobbiamo rassegnarci o possiamo reagire, democraticamente?

Ne parleremo sabato alle 17.00 nella Sala Archivio Storico di via Lavanga a Formia, nella manifestazione dedicata alla Settimana nazionale della Democrazia Diretta per cercare di capire le radici profonde della crisi etica e politica della democrazia in Italia.

Ti aspettiamo. Perché informarsi oggi non è più solo un diritto, ma un dovere. Per te stesso e per le persone che ami.

Sabato, metti da parte il divertimento. Il tuo "status" di cittadino libero e democratico è in pericolo. Partecipa ed invita altri a partecipare.

Vai alla pagina evento facebook



domenica 22 maggio 2011


Settimana nazionale della Democrazia Diretta

Iniziativa nazionale per diffondere la conoscenza sugli strumenti di Democrazia Diretta e la partecipazione dei cittadini alla politica.


La partecipazione democratica dei cittadini e
i Referendum del 12 e 13 giugno


Incontro - Dibattito sui seguenti temi:

  • Democrazia Diretta: ovvero la democrazia come strumenti per la pratica egualitaria della sovranità (Pino Strano – Democratici Diretti)
  • Gli strumenti di democrazia diretta nello Statuto del Comune di Formia (Giovanni Nocella – Formia 5 Stelle)
  • L’informazione: ”Senza energia nell’età del nucleare” (D.ssa Roberta Fiore)
  • Esperimento pratico di Democrazia Diretta (I cittadini di Formia)

In giugno si voterà per l'abrogazione della Legge 99 del 2009 che riammette il nucleare in Italia e si dovrà votare sul tema dell'acqua pubblica e sul legittimo impedimento.

Si utilizzerà il referendum abrogativo, uno dei pochi strumenti di democrazia diretta di cui dispongono gli italiani.

Lo scopo di questa iniziativa nazionale è quello di diffondere la conoscenza sugli strumenti di Democrazia Diretta che esistono e funzionano da molti decenni nel mondo e di ottenere concreti strumenti di partecipazione diretta dei cittadini alla politica comunale e regionale affinché possano aver voce in capitolo nella gestione delle loro comunità.

Sabato 28 maggio 2011 ore 17.00

Formia - Sala Archivio Storico
Via Lavanga, 140


Partecipa e diffondi

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martedì 19 aprile 2011

Referendum: siamo un popolo di fessi!

E' allarme referendum. Il Governo soprassiede sul nucleare! (vedi articolo su Repubblica.it)

Non c'è affatto da cantare vittoria. Quello che sta accadendo è di una gravità eccezionale per la nostra democrazia e per la difesa dei diritti civili!

Il governo sta tramando una strategica e fittizia moratoria del ritorno al nucleare nel tentativo evidente di evitare una chiara espressione di volontà da parte dei cittadini ed un loro coinvolgimento nella partecipazione al voto di giugno che potrebbe far superare il quorum anche per i quesiti contro la privatizzazione dell'acqua e sul legittimo impedimento. Si parla addirittura di "stop" al nucleare.

In realtà si tratta di un grave attentato alla tanto bistrattata sovranità del popolo, già resa tronca dalla stessa Carta costituzionale che la sancisce all'art. 1 e limitata da un sistema elettorale iniquo ed antidemocratico!

E c'è ancora chi si illude che in Italia ci sia la "democrazia"! Fessi!

Il rinvio che i referenti del Governo, con la complicità e la connivenza di buona parte delle pseudo opposizioni, fanno a quanto potrà decidere sull'argomento l'Europa rappresenta una chiara ed esplicita rinuncia alla sovranità nazionale ed una presa per i fondelli dei cittadini-sudditi, in quanto questi signori, a differenza della maggioranza degli Italiani, sanno benissimo che qualunque decisione sarà presa a livello comunitario avrà prevalenza sulle leggi e le decisioni nazionali, ciò in virtù del Trattato di Lisbona che il popolo italiano ha accettato passivamente senza discuterne i contenuti e senza capirne la portata.

C'è il rischio quindi che la privatizzazione dell'acqua proceda indisturbata con l'avallo delle multinazionali europee e dei nostri politici ed il ritorno al nucleare sarà imposto da una decisione europea tra qualche mese, quando l'effetto emotivo di Fukushima si sarà attenuato e gli "esperti" avranno tirato fuori dal cappello nuova cazzate sulla sicurezza!

La privatizzazione dell'acqua e la nuclearizzazione del pianeta sono ormai questioni di una rilevanza economica internazionale che va al di là delle sovranità nazionali e della volontà dei popoli, le cui decisioni al riguardo non possono essere lasciate ormai neanche nelle mani dei parlamenti, figuriamoci se possono essere condizionate dalla volontà dei cittadini!

E di tutto ciò dobbiamo essere grati a questa classe politica che da destra e da sinistra sta accompagnando e favorendo per i loro interessi lo sfascio della nazione.

Occorre cambiare le regole del gioco. Basta con le manifestazioni di massa contro testa d'asfalto, colorate o meno, ma inutili, se questi sono i risultati! Basta con la delega in bianco a questi signori!

Occorre la riforma elettorale e l'introduzione dei referendum propositivi con l'eliminazione del quorum e termini tassativi per l'esame in Parlamento delle leggi di iniziativa popolare. Bisogna mandare a casa i pregiudicati ed i mestieranti della politica. Occorre introdurre il vincolo del mandato e la revocabilità degli eletti. Solo così i cittadini potranno esercitare tempestivamente la sovranità che gli spetta. Altro che riforma del processo breve e cronache del bunga bunga!

Ma i partiti, questi partiti potranno mai essere d'accordo con una tale riforma istituzionale?

La risposta ve la daretre forse quando sarà ormai troppo tardi, mentre invece un'alternativa c'è ed è molto più vicina di quanto credete!

Il problema di questo paese è che ci si agita tanto, ma la "monnezza" non è solo quella delle strade di Napoli!


Giovanni Nocella



domenica 6 marzo 2011

Referendum acqua e nucleare: fermate Di Pietro!

Nella sua pluriennale (e vana) battaglia contro il cavaliere, il leader di IDV rischia di provocare un danno irreparabile alla battaglia per la pubblicizzazione dell'acqua e contro il ritorno al nulceare.

Alla manovra del governo che non vuole riunire le date dei referendum con quelle delle elezioni amministrative, nel chiaro intento di evitare che possa essere raggiunto il quorum, rischia di aggiungersi l'effetto negativo della solita sterile contrapprosizione tra pro e contro Berlusconi.

L'accanimento di Di Pietro sul tema del legittimo impedimento rischia di riportare la campagna referendaria nella solita diaspora personalizzata contro il premier, che potrebbe spingere gli elettori di centro destra a non partecipare al voto per motivi di opportunità politica e penalizzare ulteriormente il raggiungimento del quorum. Mai come in questo caso, infatti, i quesiti referendari potrebbero sollecitare l'interesse e la partecipazione di tutti gli Italiani indipendentemente dal proprio schieramento politico trattandosi di una questione di coscienza su problemi di primaria importanza per il benessere e la salute della collettività.

Per favore: fermate Di Pietro!

(Vedi su Il Riformista: http://www.acquabenecomunetoscana.it/IMG/pdf/Il_Riformista_04-03-2011.pdf)



domenica 11 ottobre 2009

GRILLO A BOLZANO PER IL REFERENDUM SULLA DEMOCRAZIA DIRETTA

BOLZANO. Sarà Beppe Grillo a chiudere la campagna pro-referendum con una manifestazione in piazza Matteotti il 23 ottobre. .....«Voi a Bolzano - afferma - siete avanti anni luce rispetto al resto d’Italia. Mentre noi abbiamo solo la possibilità del referendum abrogativo, voi avete la possibilità di dire sì o no. Bene - chiude con una provocazione - io verrò a Bolzano per dirvi di tornare a adeguarvi al resto d’Italia e quindi di non andare a votare...». Succederà ovviamente il contrario e Stephan Lausch, che nel 2007 era stato ospite di Grillo durante lo spettacolo “Reset” in cui aveva promosso la raccolta firme a favore dei referendum, potrà ricambiare l’invito.



Per saperne di più sui Referendum in Trentino Alto Adige vedi qui


lunedì 27 luglio 2009

La sovranità ai cittadini!

Il 15 luglio scorso si e' tenuta a Roma la Conferenza stampa dell' On. Peterlini ed altri parlamentari, sul tema della democrazia diretta e sulla introduzione di alcuni strumenti di partecipazone dei cittadini alla formazione delle leggi.
All'incontro hanno anche partecipato alcuni rappresentanti del Coordinamento per la Democrazia Diretta e di Officina Democrazia - i cui lavori seguiamo personalmente con particolare attenzione - che sostengono l'iniziativa del Senatore Peterlini.

Sotto riportiamo il comunicato stampa di Peterlini. Il progetto di affermazione della democrazia diretta nel nostro paese avanza e vi preghiamo non solo di esserne informati, ma di sostenerlo, diffondendo a vostra volta il messaggio. L'appuntamento è a dopo le ferie per verificare l'avanzamento della relativa discussione parlamentare in agenda per settembre e valutare insieme agli amici di Officina Democrazia eventuali iniziative a sostegno.

= = =

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: comunicato: conferenza stampa in Senato del sen. Peterlini: "Democrazia diretta: ridare ai cittadini la possibilità di partecipare in prima persona"

Il senatore sudtirolese ha illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa al Senato il suo disegno di legge costituzionale sulla democrazia diretta

Roma, 15 luglio 2009 - "La crisi della politica e la perdita di fiducia

nelle istituzioni, dimostrano che gli strumenti di cui oggi dispongono i

cittadini per attivarsi sulle questioni di loro interesse, non sono

sufficienti. È tempo che il Parlamento avvii autonomamente un processo di

riforma degli strumenti di democrazia diretta per ridare ai cittadini la

possibilità di partecipare in prima persona alla vita democratica del

Paese". Ad affermarlo è il senatore altoatesino Oskar Peterlini che nel

corso dell'odierna conferenza stampa al Senato, ha illustrato il disegno

di legge costituzionale di sua iniziativa sulla democrazia diretta. Sono,

inoltre, intervenute nel dibattito le senatrici Marilena Adamo e Donatella

Poretti, anch'esse prime firmatarie di due ddl costituzionali di modifica

dello strumento referendario, nonché svariati esponenti di diverse

organizzazioni che promuovono la democrazia diretta, come Giuseppe Strano

del "Coordinamento per la Democrazia Diretta, Leonello Zaquini dell'

"Officina Democrazia", Thomas Benedikter e Stephan Lausch, del movimento

di Bolzano "Iniziativa per più democrazia".

"La democrazia diretta è un concetto ben più ampio rispetto ai limitati

diritti referendari attualmente presenti in Italia. Il Parlamento è

chiamato, oggi più che in passato, a rimediare a questa carenza". Questo

quanto premesso dal senatore Peterlini il quale ha spiegato che il suo ddl

mira innanzitutto al riconoscimento del potere legislativo effettivo dei

cittadini tramite il recupero degli strumenti essenziali della democrazia

diretta. Il ddl di Peterlini prevede quindi da una parte, il rafforzamento

delle iniziative popolari, imponendo - per non farle cadere nel

dimenticatoio - degli iter e dei tempi ben precisi, dall'altra, invece, di

allargare i referendum confermativi anche alle leggi ordinarie per

consentire ai cittadini di bloccare quei provvedimenti che presumibilmente

non hanno il consenso della maggioranza dell'elettorato. "Ciò significa

dare in mano ai cittadini sia l'acceleratore sia il freno di emergenza in

politica: accelerare l'iter, quando l'esame di riforme importanti e

urgenti non va avanti in Parlamento, e frenare la maggioranza politica

quando quest'ultima cerca di imporre le sue scelte, senza tener conto

della volontà popolare", hanno sottolineato Lausch e Benedikter dell'

"Iniziativa per più democrazia". La proposta di legge prevede, oltre a

ciò, la cancellazione del quorum di partecipazione del 50%, imponendo in

sostituzione che in tutte le votazioni referendarie siano approvate le

proposte se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Per

quel che concerne le modifiche parlamentari al testo della Costituzione,

Peterlini intende, invece, aumentare il quorum dal 50% al 60%, "altrimenti

- spiega il senatore - risulta troppo facile per ogni maggioranza di

governo adottare nuove riforme costituzionali, senza tenere conto del

volere delle opposizioni. Per cambiare le fondamenta dell'assetto

istituzionale è, dunque, necessario e opportuno trovare un largo

consenso."

I disegni di legge sulla democrazia diretta sono già stati incardinati in

1° Commissione e saranno trattati subito dopo la pausa estiva.


sabato 20 giugno 2009

Votare o non votare, questo è il problema

Referendum: un dubbio amletico.

Nei giorni scorsi abbiamo ampiamente commentato i motivi per cui riteniamo che l’esito positivo di questo prossimo referendum, almeno per quanto riguarda i primi due quesiti, non cancellerebbe affatto il “porcellum”, anzi è più che evidente che avrebbe conseguenze ancora più gravi sul nostro sistema elettorale, per cui per tali argomentazioni vi rinviamo al citato post pubblicato anche su questo blog.

Ciò su cui invece abbiamo sentito la necessità di riflettere sono le nostre conclusioni finali in quel post, cioè l’invito a non andare a votare, affermazione che indubbiamente, pur se dettata dal desiderio di contrastare in qualche modo l’arroganza della nostra classe politica, ci va un po’ stretta e in verità contrasta con alcuni principi di cui siamo promotori.

Siamo infatti convinti che la nostra sia una democrazia “zoppa” e che il referendum rappresenti una delle principali forme di partecipazione diretta da parte del cittadino alla formazione delle leggi e che in Italia, nella quale è operativo solo il tipo abrogativo, sia necessario ampliare l’iniziativa popolare introducendo anche il referendum propositivo/modificativo, da utilizzare per approvare o modificare nuove norme, e quello confermativo facoltativo oggi ristretto solo ad alcuni casi di modifiche costituzionali, da utilizzare per verificare che alcune norme approvate dal Parlamento riscuotano effettivamente il consenso popolare. Il referendum sarebbe così un potente strumento di iniziativa legislativa nelle mani dei cittadini e di controllo dell’operato dei nostri parlamentari.

Siamo altresì convinti che sia necessario abolire il cosiddetto quorum che attualmente svuota di efficacia lo strumento referendario in quanto equiparando l’assenteismo al NO, ne falsa qualsiasi esito finale a vantaggio di chi si oppone a qualsiasi cambiamento.

A conferma del nostro profondo convincimento nella validità di questi principi proprio in queste settimane stiamo partecipando ad un Coordinamento a livello nazionale fra numerose associazioni a sostegno del disegno di legge presentato al Senato dal sen. Oskar Peterlini che ci auguriamo si discuta a breve e che prevede una radicale modifica dell'esercizio del potere legislativo con l'istituzione dei Referendum deliberativi a iniziativa popolare senza quorum.

C’è poi da considerare anche che se non si va a votare, potrebbe persino apparire come se la legge "porcata" ricevesse una specie di "avallo" da parte dei cittadini.

Da queste considerazioni deriva il dubbio amletico votare o non votare e la considerazione finale di andare ad esercitare comunque questo nostro diritto e di votare NO ai primi due quesiti, in quanto proponendo di abrogare il premio di maggioranza alla coalizione conferirebbero ai partiti maggiori ancora più potere; e votare invece SI al quesito n. 3, in quanto proponendo l'abrogazione della candidatura multipla in più circoscrizioni eviterebbe che la persona candidata una volta eletta possa essere ritirata da qui o da là dal partito-mandante che può così riservare a suo piacimento l'accesso al ruolo di "rappresentanti" ai più servizievoli al partito, e pur non intaccando l'"effetto porcata" dell’attuale legge elettorale per lo meno va già in un senso di maggior correttezza. In fin dei conti un piccolo scherzo alla casta si riuscirebbe a farlo.

Certo, si corre il rischio che raggiungendo il quorum in caso di vittoria dei SI ai primi due quesiti la “porcata” si aggraverebbe, ma visto il degrado politico cui siamo giunti……

E poi qui è in ballo la “Democrazia” come noi la intendiamo, di cui non possiamo affermare in linea teorica i principi fondanti e poi negarli nei fatti!

Ci auguriamo, invece, che anche chi legga percepisca l’importanza dell’abolizione del quorum e della introduzione di nuovi tipi di referendum, argomenti su cui torneremo a breve nel tentativo di approfondirne insieme i termini e sostenere in qualche modo la legge in discussione al Senato.


venerdì 12 giugno 2009

Beppe Grillo lancia il terzo V-Day contro il nucleare!

Lo annuncia nel comunicato politico n. 22

Un referendum per impedire la costruzione di centrali nucleari in Italia: è questo il prossimo obiettivo di Beppe Grillo. Lo ha annunciato nel comunicato politico n. 22 nel quale fa il punto dei risultati raggiunti in questa prima parte dell'anno.

Ai successi elettorali di de Magistrisi ed Alfano si aggiungono oltre 30 consiglieri conquistati in altrettanti comuni dove si sono svolte le elezioni il 6 e 7 giugno scorsi.
Dopo averli definti nei giorni scorsi i primi "virus" portatori di democrazia iniettati nel sistema politico italiano, conferma che nei comuni in cui si andrà al ballottaggio non ci sarà alcun apparentamento nè con PD nè con PDL.

Ieri ha illustrato con parole forti e pesanti davanti alla Commissione affari costituzionali del Senato la proposta di legge popolare Parlamento Pulito per la quale l'otto settembre di due anni fa furono raccolte oltre 350.000 firme e che da allora è in attesa di essere discussa. Non gli è stata fornita però alcuna data per la discussione della proposta di legge.

Infine l'annuncio del terzo V-Day con il quale chiedrà agli italiani un referendum per impedire la costruzione di centrali nucleari in Italia, per una politica che invece sfrutti il vento, il sole, l'acqua, le energie alternative e la possibilità di ridurre gli sprechi energetici.

Insomma un rullo compressore! Ed è solo l'inizio.

Vday, Vday, Vday.


mercoledì 13 maggio 2009

NO alla truffa del referendum “Guzzetta”

Secondo i promotori del referendum, in base alle motivazioni addotte a sostegno dei primi due quesiti votando a favore “….Si potrà aprire, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica. La frammentazione (dei partiti) si ridurrà drasticamente.”

Nell’analizzare i risvolti effettivi che potrebbe avere il risultato referendario, partiamo proprio da questa considerazione. Innanzitutto la pretesa di restituire governabilità al nostro paese attraverso la riduzione a due soli partiti dell’intero arco del pensiero politico italiano rappresenta un’azione niente affatto coerente con il principio della partecipazione libera e democratica dei cittadini che è alla base della nostra Costituzione. Ed è anche fuori da ogni logica: è assurdo che tutto possa essere o bianco o nero. Nella realtà delle cose, in natura come in qualsiasi branca del pensiero umano, ci sono mille e mille sfumature e pretendere di ridurre il diritto alla partecipazione politica da parte dei cittadini a due soli mega-partiti significa limitare di fatto la libertà politica e di opinione, almeno con questi partiti.
Ancora una volta si confondono i problemi connessi alla governabilità del nostro paese, che andrebbero risolti restituendo dignità al Parlamento e sovranità al popolo, con i principi della democrazia.

Il bipartitismo – obiettivo che sembra comune ai due partiti maggiori delle due coalizioni, PDL e PD, perseguito non solo dal leader del centro destra, ma anche da quelli che si sono succeduti nel centro sinistra - segue una logica che nella realtà finisce innanzitutto con lo spaccare in due l’elettorato e quindi il paese, creando un antagonismo senza fine con effetti deleteri che alimentano l’ingovernabilità (che sia questo il fine ultimo di un sistema politico autoreferente?) e creando inoltre una corsa continua alla conquista - ad ogni costo - del 50% + 1 dei voti, tant’è vero che sembra ormai di vivere in un clima elettorale perpetuo.
Per raggiungere questo obiettivo negli ultimi anni i nostri politici si sono inventate norme che attribuendo premi di maggioranza ed alzando la soglia di ingresso in Parlamento insieme con l’esclusione del voto di preferenza finiscono col violentare ed annullare la reale volontà dei cittadini, oltre che alimentare una continua guerra senza esclusione di colpi all’interno degli stessi partiti e tra di loro.
Pertanto il SI ai primi due quesiti di questo referendum non contribuirebbe certo a risanare il nostro sistema democratico. Infatti i cittadini continuerebbero a non poter scegliere né candidati, né programmi; i milioni di elettori che votano i partiti minori continuerebbero, come accade oggi, a non essere rappresentati in Palamento e ad essere costretti ad allinearsi ed uniformarsi ai partiti maggiori; addirittura si creerebbe una sorta di anticamera di un governo a partito unico, in quanto assegnando il premio di maggioranza non più ad una “coalizione” di partiti (come attualmente avviene, cosa che consente ancora una sia pur limitata pluralità di opinioni) bensì al partito di maggioranza relativa, cioè quello che indipendentemente dalle sue alleanze ed accordi raggiunge il numero più alto dei voti, si consente a quest’ultimo di governare da solo l’intero paese pur rappresentando un piccola parte del suo elettorato!
Questo era il principio ispiratore della legge “Acerbo” del periodo fascista! Torneremmo indietro di 70 anni ad un regime che tutti (escluso l’estrema destra) dichiarano di aborrire!
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Facile capire dunque perché il PDL sia favorevole al SI e la Lega invece contraria. Berlusconi potrebbe governare senza Bossi & C. Non solo. Avrebbe addirittura la possibilità di liberarsi di coloro che potrebbero rappresentare un ostacolo all’interno della sua attuale coalizione a quello che è il suo obiettivo ormai chiaramente prioritario: cambiare da solo la Costituzione, ridurre i poteri della Corte Costituzionale e del Parlamento ed instaurarsi a capo di una Repubblica presidenziale con i più ampi poteri!
Non si riesce invece a capire a che gioco stanno giocando nel PD, in quanto dichiarandosi favorevoli con diverse motivazioni al SI, di fatto favoriscono questa manovra. Per il PD potrebbe anche valere la possibilità di giocarsi il governo del paese in alternativa al PDL, ma non certo nelle condizioni in cui versa oggi e continuando a tradire le aspettative del suo potenziale elettorato.
Quanto a Di Pietro, la sua è una posizione un po’ ambigua: dopo aver raccolto le firme per questo referendum ed affermato inizialmente di preferire il SI come male minore rispetto ad una legge elettorale iniqua ed antidemocratica nell’illusione che questa maggioranza e questa opposizione possano poi provvedere ad una riforma elettorale che il paese aspetta dalla passata legislatura, si è poi schierato per il NO dopo essersi accorto che “anche il referendum e' stato strumentalizzato da Berlusconi per consolidare il suo disegno autoritario”.

A meno che, alimentando con il loro appoggio la minaccia di una vittoria del SI, l’opposizione non punti su una clamorosa rottura nel centro destra che spinga la Lega a far cadere il governo prima del referendum! Il che da un lato potrebbe essere l’occasione per rendere a Berlusconi la pariglia di ciò che è capitato a Prodi nella passata legislatura, ma non sarebbe certo la soluzione ottimale visto che si tornerebbe a votare con il “porcellum”!
Non sarebbe il caso, invece, di spingere la Lega e la parte sana del centro destra (ammesso che ci sia) a rivedere prima la legge elettorale (in senso democratico e non assolutistico) e poi andare “democraticamente” alle elezioni?

C’è inoltre da sottolineare che il SI al referendum avrebbe comunque per effetto un sistema elettorale diverso tra le due Camere, che così risulterebbe ancor più confuso e non garantirebbe a priori quella “governabilità” del Paese tanto cara ai referendari.

Quanto al 3° quesito forse si tratta dell’unico apparentemente approvabile in quanto finalizzato a rimuovere le candidature multiple imposte dall’alto nelle liste, cioè un’altra vera e propria “porcata” della attuale legge elettorale che rappresenta un’arma di ricatto interna ai partiti e riservata alle loro segreterie in base alla quale, dopo il voto, la dirigenza del partito può a suo piacimento pilotare l’esito elettorale verso quei candidati più fedeli ed allineati ed evitare così eventuali “sorprese”. Tutto ciò però presupporrebbe una legge elettorale diversa dall’attuale e da quella che entrerebbe in vigore con una vittoria dei SI al referendum, basata invece sul voto di preferenza, cioè sulla possibilità che effettivamente i cittadini possano scegliere e votare il proprio candidato in una lista liberamente proposta. Invece con l’approvazione dei primi due quesiti del referendum ci troveremmo comunque davanti a liste e candidati imposte dalle segreterie dei partiti, per cui un voto favorevole al terzo quesito non darebbe alcun beneficio sostanziale.

Ci spiace che ancora una volta l’arma istituzionale del referendum, che a nostro giudizio dovrebbe essere rivalutata e rafforzata ampliandone l’applicazione anche in sede propositiva e costitutiva e senza applicazione di “quorum”, come già indicato in altra nostra analisi in riferimento alla proposta di legge presentata in tal senso dal senatore Peterlini, debba essere svilita e vanificata da un uso improprio e fuorviante.
Molti si fanno paladini dei principi democratici – ma, ormai in Italia, chi è che a chiacchiere non si proclama “democratico”? – ma nessuno si accorge che dietro i roboanti messaggi dei promotori del referendum che inneggiano alla restituzione del potere sovrano ai cittadini c’è invece una chiara violazione del principio di uguaglianza del voto sancito dall’art. 48 della Costituzione e del diritto di tutti i cittadini ad associarsi liberamente in partiti politici per concorrere a determinare la politica nazionale (art. 49 Cost.) che andrebbe ad aggravare ulteriormente la crisi istituzionale che sta attraversando il nostro paese.

Purtroppo siamo di fronte ad una situazione che comunque, nei suoi vari risvolti, desta ulteriori preoccupazioni sulla reale “democraticità” dei principi che ispirano tutti questi “signori”, senza distinzione di schieramento, e a questo punto qualsiasi soluzione è giusta per contrastarne il potere: non basta argomentare il NO a questo referendum, occorre non andare a votare!.


domenica 5 aprile 2009

Eccezionale: al Senato disegno di legge per l'istituzione dei referendum deliberativi a iniziativa popolare senza quorum!

4 marzo 2009

E' stato presentato al Senato un disegno di legge che prevede l'istituzione dei Referendum deliberativi a iniziativa popolare senza quorum. Il testo, presentato dal sen. Oskar Peterlini del Gruppo UDC-SVP-Aut propone una radicale modifica dell'esercizio del potere legislativo con l'introduzione dell’iniziativa legislativa popolare e dell’iniziativa legislativa costituzionale e di democrazia diretta.
In sostanza quello che rappresentava il punto centrale del programma elettorale della Lista Civica da noi sostenuta e da noi ritenuto come la riforma istituzionale più importante da attuarsi per restituire la Sovranità al Popolo potrebbe concretizzarsi molto prima di quanto potevamo prevedere.
Pur se ci speravamo, non credevamo certo che in questa legislatura ci fosse qualche parlamentare che osasse una cosa del genere andando contro gli interessi della partitocrazia che ci governa. Forse ciò è merito delle origini altoatesine del senatore, visto che in Trentino Alto Adige c'è sicuramente una maggiore confidenza con la democrazia diretta. Ma la proposta c'è e il disegno di legge sembra quasi perfetto. L'analisi fatta dal Sen. Peterlini sui Referendum e gli strumenti di iniziativa popolare in Italia sembra tratta da un manuale di diritto costituzionale ed evidenzia la necessità che anche in Italia si arrivi finalmente ad una forma di democrazia reale in cui venga finalmente consegnato ai Cittadini il diritto di avere l'ultima parola sulle leggi di questo paese.
Si tratterebbe di una vera e propria "rivoluzione democratica" come in più occasioni abbiamo affermato.
Usiamo il condizionale perchè chiaramente ora si apre un iter che non sarà certo facile e che a questo punto, per quanto concerne il nostro impegno politico, diventerà il punto centrale della nostra azione e che stavamo anticipando aderendo ad Officina Democrazia, il Coordinamento per i Referendum Deliberativi a Iniziativa Popolare senza Quorum nato nell'ambito dei Meetup degli Amici di Beppe Grillo.

Il disegno di legge prevede:

* L’iniziativa popolare legislativa

I cittadini possono avanzare una proposta di legge, il parlamento deve discuterla e approvarla entro un periodo di tempo stabilito, se non lo fa, o se ne approva una versione emendata il comitato promotore può richiedere l’avvio del referendum legislativo.
Il parlamento può avanzare una controproposta. In questo caso l’elettore dovrà decidere se approva l’una e/o l’altra. Qualora entrambe fossero ritenute valide dovrà scegliere quale delle due preferisce.
Il parlamento non può modificare nel corso della legislatura la legge così approvata .

* Il Referendum confermativo facoltativo

Il “Referendum confermativo facoltativo”, che oggi nell’ordinamento giuridico italiano esiste solo per i casi di modifica della Costituzione da parte del Parlamento, approvati da una maggioranza inferiore ai due terzi dei Parlamentari, viene esteso alle leggi ordinarie dello Stato.
E'simile all’attuale referendum abrogativo ma è espresso in termini positivi (volete voi questa legge?). Viene inoltre introdotto il principio che se la legge viene respinta il parlamento non può ripresentarla nel corso della stessa legislatura. La Corte Costituzionale potrà bloccare eventuali leggi esercitando il giudizio di “similitudine” alla legge già respinta.

* L’iniziativa popolare costituzionale

Viene riconosciuta ai cittadini la facoltà di iniziativa per l’esercizio della legislazione costituzionale. E' prevista la presentazione di una proposta di “preesame” di ammissibilità redatta in articoli da parte di almeno 50.000 cittadini le cui firme vanno raccolte nell’arco di 6 mesi. Una volta ottenuta la verifica di ammissibilità di una loro proposta di modifica costituzionale da parte della Corte Costituzionale si può passare alla seconda fase di raccolta effettiva delle firme che dovranno essere di almeno un milione. Ciò per evitare che la bocciatura da parte della Corte Costituizionale avvenga dopo la raccolta certamente impegnativa e dispendiosa di un milione di firme, come accade oggi. Anche in questo caso il Parlamento può presentare una sua controproposta che verrebbe sottoposta all’elettore nel referendum alla stregua dell’iniziativa popolare per le leggi ordinarie.

* L’abolizione del quorum di partecipazione

Il Sen. Peterlini sottolinea nella sua relazione, come affermano da sempre gli oppositori di questa norma aberrante, che l'applicazione del quorum di partecipazione è un principio antidemocratico utilizzato come mezzo per aumentare la forza dei no, in quanto parifica gli astenuti dal voto a chi vota "no", indebolendo di fatto la forza dei "si".
L'abuso, poi, che ne è stato fatto in più occasioni dalle parti politiche, con l'invito ai cittadini a disertare il voto allontanandoli di fatto dalla partecipazione, ha contribuito a svuotre di importanza l'istituto del Referendum.

Infine il disegno di legge introduce l’ innalzamento della soglia di voti necessaria per le modifiche costituzionali deliberate dal parlamento, norma tesa a scoraggiare modifiche costituzionali effettuate da maggioranze contrarie alla volontà generale ed il principio che le proposte di legge costituzionali a iniziativa popolare vanno approvate non solo dalla maggioranza dei cittadini ma anche dalla maggioranza delle regioni, inserendosi questo principio nella direzione di un più ampio ruolo di queste in ottica federalista.

Quest è la strada giusta, perchè il primato della sovranità spetta al popolo, non ai suoi rappresentanti.


lunedì 25 agosto 2008

“Cittadini di Formia” ed il Referendum contro il Lodo Alfano

Alcune considerazioni sul Referendum proposto da Di Pietro.

Nei giorni scorsi Di Pietro con Italia Dei Valori ha lanciato un nuovo referendum per l'abolizione del cd. "Lodo Alfano" che prevede l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato.
Gli Amici di Beppe Grillo dell’Associazione promotrice della Lista “Cittadini di Formia” nel valutare l’opportunità di aderire o meno alla raccolta delle firme vuole condividere con i lettori alcune considerazioni.

Al riguardo c’è da tener presente che Beppe Grillo a tutt’oggi non ha ancora fatto dichiarazioni, salvo il riferimento espresso nel suo Comunicato Politico n. 15.

Del resto l'oggetto di questo nuovo referendum è di indubbia importanza, perchè il lodo Alfano può essere definito senza mezzi termini l'ennesima porcata della nostra classe politica. In tempi normali non ci sarebbero dubbi ad accodarsi e partecipare, ma oggi la situazione è particolare.
Ci si può chiedere innanzitutto, perchè IDV limita l'iniziativa al solo Lodo Alfano?

In questo modo infatti non solo si rischia di dare indirettamente ragione a Veltroni, che giustifica il suo No dichiarando che non vuole correre dietro ad una querelle personale tra Di Pietro e Berlusconi che dura da Tangentopoli, ma si tralascia tutto il resto.

Il Lodo Alfano è infatti solo una delle tante leggi e leggine fatte da questa maggioranza che dovranno essere modificate, cancellate o abrogate per ripristinare un minimo di legalità e democrazia in Italia. Il problema per noi Italiani infatti sarà riuscire a contrastare nei prossimi mesi, forse anni, questa manovra avvolgente che sta portando il paese verso il partito unico a totale beneficio di una classe dirigente indegna di guidare il paese.

Il referendum andrebbe sfruttato magari utilizzandolo più volte durante la legislatura per richiedere l’abolizione di più norme, senza tuttavia riporvi grandi aspettative dal punto di vista dei risultati pratici. Tenuto conto, infatti dei suoi tempi lunghi - questo potrebbe esplicare i suoi effetti solo nel 2010 - dedicarvi troppe energie potrebbe rivelarsi un boomerang e finire col fare il gioco della casta: “impegnare” cioè l’opposizione reale del paese su una questione secondaria ed a lungo termine dall’esito incerto e distoglierla in pratica da azioni più incisive su problematiche ben più importanti per il paese.

L’unico obiettivo pratico che si potrebbe raggiungere è di tenere desta l’attenzione degli Italiani , tenere il fiato sul collo alla maggioranza e ricevere un po’ di visibilità sui media. Ma può bastarci?

Lo stesso Beppe Grillo sembra si sia convinto a mettere un po’ da parte queste azioni di grande risonanza mediatica, ma dallo scarso risultato pratico e sia orientato ad azioni ben più concrete ed incisive, con grossa soddisfazione ed aspettativa di gran parte dei suoi Amici. Dopo aver dimostrato con i V-Day le sue capacità di coinvolgere migliaia di cittadini, nel suo recente comunicato politico n. 15 ha infatti detto chiaramente: “Non chiederò più niente a questa classe politica. Per cambiare è necessario che venga sostituita dai cittadini. Da settembre sosterrò le liste civiche per le amministrative del 2009. Lancerò una campagna di informazione all’estero sulla dittatura presente nel nostro Paese. Chiederò a chi segue il blog di partecipare a una serie di azioni immediate per cambiare la nostra realtà. Informazione, sanità, alimentari, mobilità, lavoro. Un’azione ogni mese per colpirli nel portafoglio e riprenderci il nostro Paese. Loro non molleranno mai, noi neppure.”
C’è poi un’altra esigenza molto sentita ormai a livello nazionale tra gli Amici di Beppe Grillo e che noi Cittadini di Formia condividiamo in pieno che riguarda le modalità della eventuale partecipazione alla raccolta delle firme ed è quella di arrivare comunque eventualmente a questo referendum, come a qualsiasi altro appuntamento, con una nostra precisa ed indiscutibile identità.

Non siamo e non vogliamo essere la spalla di nessuno.

Gli Amici di Beppe Grillo hanno sempre tenuto a mantenere distinto il proprio movimento da qualsiasi partito o etichetta riconducibili alla casta o comunque legati alle vecchie legislature e Di Pietro e IDV, con tutto il rispetto, non si sottraggono certo a questa valutazione.

Sull’argomento, dunque, stiamo seguendo l’ampia discussione in corso a livello nazionale all’interno degli Amici di Beppe Grillo anche in attesa di una chiara presa di posizione da parte dello stesso Beppe Grillo o comunque di sue indicazioni sulle prossime iniziative che vorrà promuovere. Intanto, ne discuteremo comunque ampiamente anche fra di noi, qui a Formia, chiedendo e valutando comunque il contributo di quanti siano interessati all’argomento.


lunedì 4 agosto 2008

Il Referendum contro il Lodo Alfano

Amici,
Di Pietro con IDV nei giorni scorsi ha lanciato un nuovo referendum indirizzato contro l'abolizione del cd. "Lodo Alfano" cioè quell'insieme di disposizioni che prevedono l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato.
E' un'inizativa importante ma che può nascondere numerose insidie, sia in termini di risultati pratici che di immagine per coloro, come la nostra Associazione e gli Amici di Beppe Grillo, che hanno sempre tenuto a mantenere distinto il propio movimento da qualsiasi partito o etichetta legata alle vecchie legislature.