lunedì 27 luglio 2009

La sovranità ai cittadini!

Il 15 luglio scorso si e' tenuta a Roma la Conferenza stampa dell' On. Peterlini ed altri parlamentari, sul tema della democrazia diretta e sulla introduzione di alcuni strumenti di partecipazone dei cittadini alla formazione delle leggi.
All'incontro hanno anche partecipato alcuni rappresentanti del Coordinamento per la Democrazia Diretta e di Officina Democrazia - i cui lavori seguiamo personalmente con particolare attenzione - che sostengono l'iniziativa del Senatore Peterlini.

Sotto riportiamo il comunicato stampa di Peterlini. Il progetto di affermazione della democrazia diretta nel nostro paese avanza e vi preghiamo non solo di esserne informati, ma di sostenerlo, diffondendo a vostra volta il messaggio. L'appuntamento è a dopo le ferie per verificare l'avanzamento della relativa discussione parlamentare in agenda per settembre e valutare insieme agli amici di Officina Democrazia eventuali iniziative a sostegno.

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COMUNICATO STAMPA

Oggetto: comunicato: conferenza stampa in Senato del sen. Peterlini: "Democrazia diretta: ridare ai cittadini la possibilità di partecipare in prima persona"

Il senatore sudtirolese ha illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa al Senato il suo disegno di legge costituzionale sulla democrazia diretta

Roma, 15 luglio 2009 - "La crisi della politica e la perdita di fiducia

nelle istituzioni, dimostrano che gli strumenti di cui oggi dispongono i

cittadini per attivarsi sulle questioni di loro interesse, non sono

sufficienti. È tempo che il Parlamento avvii autonomamente un processo di

riforma degli strumenti di democrazia diretta per ridare ai cittadini la

possibilità di partecipare in prima persona alla vita democratica del

Paese". Ad affermarlo è il senatore altoatesino Oskar Peterlini che nel

corso dell'odierna conferenza stampa al Senato, ha illustrato il disegno

di legge costituzionale di sua iniziativa sulla democrazia diretta. Sono,

inoltre, intervenute nel dibattito le senatrici Marilena Adamo e Donatella

Poretti, anch'esse prime firmatarie di due ddl costituzionali di modifica

dello strumento referendario, nonché svariati esponenti di diverse

organizzazioni che promuovono la democrazia diretta, come Giuseppe Strano

del "Coordinamento per la Democrazia Diretta, Leonello Zaquini dell'

"Officina Democrazia", Thomas Benedikter e Stephan Lausch, del movimento

di Bolzano "Iniziativa per più democrazia".

"La democrazia diretta è un concetto ben più ampio rispetto ai limitati

diritti referendari attualmente presenti in Italia. Il Parlamento è

chiamato, oggi più che in passato, a rimediare a questa carenza". Questo

quanto premesso dal senatore Peterlini il quale ha spiegato che il suo ddl

mira innanzitutto al riconoscimento del potere legislativo effettivo dei

cittadini tramite il recupero degli strumenti essenziali della democrazia

diretta. Il ddl di Peterlini prevede quindi da una parte, il rafforzamento

delle iniziative popolari, imponendo - per non farle cadere nel

dimenticatoio - degli iter e dei tempi ben precisi, dall'altra, invece, di

allargare i referendum confermativi anche alle leggi ordinarie per

consentire ai cittadini di bloccare quei provvedimenti che presumibilmente

non hanno il consenso della maggioranza dell'elettorato. "Ciò significa

dare in mano ai cittadini sia l'acceleratore sia il freno di emergenza in

politica: accelerare l'iter, quando l'esame di riforme importanti e

urgenti non va avanti in Parlamento, e frenare la maggioranza politica

quando quest'ultima cerca di imporre le sue scelte, senza tener conto

della volontà popolare", hanno sottolineato Lausch e Benedikter dell'

"Iniziativa per più democrazia". La proposta di legge prevede, oltre a

ciò, la cancellazione del quorum di partecipazione del 50%, imponendo in

sostituzione che in tutte le votazioni referendarie siano approvate le

proposte se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. Per

quel che concerne le modifiche parlamentari al testo della Costituzione,

Peterlini intende, invece, aumentare il quorum dal 50% al 60%, "altrimenti

- spiega il senatore - risulta troppo facile per ogni maggioranza di

governo adottare nuove riforme costituzionali, senza tenere conto del

volere delle opposizioni. Per cambiare le fondamenta dell'assetto

istituzionale è, dunque, necessario e opportuno trovare un largo

consenso."

I disegni di legge sulla democrazia diretta sono già stati incardinati in

1° Commissione e saranno trattati subito dopo la pausa estiva.


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