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martedì 11 agosto 2015

Grillo, il MoVimento e l'immigrazione.

    A beneficio di chi cerca di capirci qualcosa nell'ennesima diatriba alimentata in questi giorni dai media di regime su Grillo e l'immigrazione, prima di emettere giudizi affrettati e sommari e magari un po' di parte, mi permetto di dare un mio contributo facendo alcune considerazioni sulle regole suggerite da Bertola sul blog di Grillo. Naturalmente, valutatele come meglio credete.

    I quattro “suggerimenti di Bertola”:
  1. Giro di vite sui permessi di soggiorno. In sostanza si chiede maggiore attenzione sul rilascio dei permessi che in Italia vengono rilasciati anche a chi in altri paesi europei non verrebbe accolto. Motivo? Non solo per adeguarci all'Europa, ma soprattutto perché questo sistema alimenta volenti o nolenti il business dell'accoglienza!
  2. Rimpatrio anche “forzoso” di chi non è autorizzato a stare in Europa. Nella realtà italiana gli “espulsi” non lasciano per niente affatto il paese, ma restano in Italia. Però, essendo clandestini, non possono cercare casa e trovare lavoro, ma non possono neanche andare nel resto d'Europa e restano a vegetare nel lager dell'accoglienza oppure ne scappano e vanno ad alimentare il sottobosco del lavoro nero e dei fitti irregolari, dei vucumprà illegali, dello spaccio di droga e della prostituzione, della delinquenza in generale, delle periferie delle città. Come al solito chi critica dà peso forse solo alla parola “forzoso”, interpretandoila come forma di violenza e sopruso verso i più deboli, ma non al rispetto delle leggi che ci siamo dati!
  3. Iter veloce per valutare i ricorsi degli immigrati contro il diniego di accoglienza. Il ritardo cronico delle attuali procedure consente (o meglio costringe) all'immigrato giudicato clandestino di rimanere ugualmente in Italia fino all'esito del ricorso. Poiché esse impiegano anche anni per la risposta il clandestino, ma anche chi ha subìto un errore di valutazione ed avrebbe diritto all'asilo, continuerà ad affollare i lager dei centri di accoglienza e per di più pagheremo per lui oltre il soggiorno (alle cooperative) anche le spese legali (agli avvocati). Secondo voi chi ne trae vantaggio da questo casino?
  4. Sorveglianza più stretta dei centri di accoglienza. Si tratta di applicare semplicemente le norme di vigilanza e prevenzione che le cooperative cui è affidata l'accoglienza dovrebbero rispettare e per le quali probabilmente sono anche pagate. In questo caso, secondo voi, contro chi è puntato il dito?
In sintesi, per deduzione logica, chi critica queste proposte dunque vuole:
  1. Che vengano violate le norme italiane ed europee che distinguono tra rifugiato con dirito ad asilo e immigrato senza diritto di asilo;
  2. che l'espulsione e di conseguenza il diritto di asilo continuino ad essere una farsa a beneficio del buonismo di facciata di PD e soci  e soprattutto dell'industria dell'accoglienza e della macchina della delinquenza, organizzata e non;
  3. che i centri di accoglienza continuino ad essere affollati all'inverosimile di “espulsi” succhiando soldi agli italiani;
  4. che i centri di accoglienza continuino ad essere focolaio e rifugio della delinquenza immigrata, mettendo a rischio la tranquillità degli italiani.

In sostanza chi critica queste proposte vuole che si continui ad ingrassare chi mangia a danno degli Italiani sul problema dell'immigrazione,  ivi compreso, a quanto pare, i centri religiosi che gestiscono l'accoglienza, viste le rimostranze suscitate dalle suddette proposte nei Vescovi italiani ed esternate con tanta arroganza dal Segretario Generale della Cei! E, naturalmente, che si continui a votare PD (Partito Democattolico)!
In linea generale, insomma, assistiamo , secondo me, all'ennesimo tentativo di demonizzare il M5S accomunandolo alla Lega in un unico calderone di irresponsabili, disumani, razzisti, fascisti eccetera eccetera. Insomma la solita storia della diffamazione ad ogni costo di Grillo e del MoVimento, senza che alcuno dei giornalisti di regime metta in evidenza gli illeciti, le illegalità, le frodi, le omissioni da cui prendono stimolo le proposte di Bertola in questo caso e del M5S in genere. Continuano a guardare al dito e non alla luna! Nessun commento invece a quanto pochi giorni prima è stato pubblicato  sullo stesso blog di Grillo che invito a leggere e che puntava per l'ennesima volta il dito contro gli affari sporchi che l'industria dell'accoglienza alimenta in Italia!

Giudicate voi!

rif.
http://www.beppegrillo.it/2015/08/quattro_proposte_sullimmigrazione_di_vittorio_bertola.html
http://www.beppegrillo.it/2015/08/i_clandestini_sono_il_nuovo_oro_nero.html

giovedì 25 luglio 2013

Il M5S chiede al Comune di Formia l’emanazione dei Regolamenti per gli Istituti di Partecipazione popolare


Prende formalmente il via l’operazione “Fiato sul Collo”del M5S con la nuova amministrazione.

“Fiato sul collo” sull’Amministrazione Bartolomeo:  è quanto avevano promesso in campagna elettorale i candidati della Lista del MoVimento 5 Stelle a prescindere  dal risultato elettorale e infatti, a poche settimane dall’insediamento della nuova Giunta, il gruppo di attivisti del M5S facenti capo al Meetup di Formia ha protocollato questa mattina la prima iniziativa istituzionale nei confronti  della nuova amministrazione.
Dopo le dichiarazioni di sostegno alla proposta dell’Associazione Caponnetto per l’istituzione di un osservatorio comunale contro le illegalità e la proposta informale di deliberazione per la disciplina delle sale giochi, arriva il primo atto formale: la petizione, firmata da alcuni cittadini formiani,  per la emanazione del Regolamento di attuazione degli Istituti di Partecipazione popolare dei cittadini all’amministrazione locale.
In particolare ci si riferisce ai  Regolamenti di attuazione delle disposizioni previste dall’art. 17 e 18 dello Statuto Comunale relative alle modalità di presentazione e le procedure per l'esame di ammissibilità di istanze e petizioni, nonché  delle Proposte di delibera ad iniziativa popolare. Si tratta in entrambi i casi di un atto dovuto, reso obbligatorio  dal T.U del 2007 sulla Disciplina degli Enti Locali e dallo stesso Statuto, dei quali, invece, ad oltre sei anni dall’entrata in vigore del nuovo T.U., non c’è alcuna traccia negli atti del Comune di Formia. Pertanto, il MoVimento 5 Stelle invita con questa petizione l’Amministrazione Bartolomeo a colmare questa lacuna, promuovendo una delibera importante che agevola la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa della città.
Il MoVimento 5 Stelle mette dunque in mora l’Amministrazione che  ha ora  60 giorni di tempo per deliberare in merito ed evitare la denuncia al TAR.
Si tratta del primo atto formale con il quale gli attivisti di Formia intendono  adoperarsi per realizzare uno degli obiettivi fondamentali del MoVimento 5 Stelle: la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della loro città, dimostrando altresì che la partecipazione politica può essere espletata anche senza sedere in Consiglio Comunale. Altre iniziative seguiranno, infatti,  finalizzate da un lato ad un sempre maggior coinvolgimento dei cittadini, sia per la individuazione delle esigenze  primarie della cittadinanza che per  la formulazione di richieste da proporre all’A.C., dall’altro alla costante verifica della efficacia e correttezza dell’operato dell’Amministrazione Comunale.  
Il tutto senza alcuna contrapposizione o contrasto a priori, ma proponendo un’opposizione seria e costruttiva tesa alla tutela degli interessi della cittadinanza ed alla salvaguardia del bene comune.

Il MoVimento 5 Stelle di Formia

mercoledì 13 febbraio 2013

Incontro pubblico del MoVimento 5 Stelle con i cittadini.


Nuovo appuntamento mercoledì 13 febbraio

Dopo l’incontro pubblico di giovedì scorso il MoVimento 5 Stelle dà un nuovo appuntamento ai cittadini per mercoledì 13 febbraio, sempre all’Archivio Storico di Formia in via Lavanga , 140 dalle 18.30 in poi.
Giovedì scorso i candidati portavoce alla Regione hanno illustrato alcuni punti del Programma Regionale del MoVimento 5 Stelle.  Laura Vallucci ha fornito alcuni chiarimenti sulle modalità con cui è stato predisposto il Programma Regionale, basato sulla partecipazione in rete di attivisti e cittadini, sul ruolo del portavoce del M5S  in Regione e sul tema della mobilità. Gaia Pernarella ha parlato invece di come cultura e turismo siano elementi centrali del Programma a 5 Stelle per la riqualificazione del territorio ed il rilancio dell’economia locale. Infine Fabrizio Ferraiuolo ha spostato l’attenzione dei presenti sul ruolo fondamentale della informazione cui i cittadini hanno diritto di accedere e del ruolo fondamentale che a tal fine ha la libera connessione in rete, presupposto essenziale per qualsiasi innovazione in tema di amministrazione locale, diffusione della cultura, nuovi lavori, scuola ed educazione.
Nella fase iniziale dell’incontro Giovanni Nocella, candidato portavoce alla Camera dei Deputati Lazio 2 ha fatto un breve riepilogo su alcune motivazioni di fondo che caratterizzano il MoVimento 5 Stelle inquadrandolo come fenomeno di aggregazione sociale e politica decisamente innovativo e del ruolo di rottura che il M5S dovrà assumere rispetto a quel modo di fare politica dei partiti oggi presenti  in Parlamento che ha portato alla rovina il paese.
Mercoledì 13 invece il tema centrale sarà "Mafie e illegalità" e le istanze di cui il M5S potrà e dovrà farsi promotore come forza politica in Regione ed in Parlamento.  La situazione in particolare nel nostro territorio presenta elementi di una estrema gravità ed è compito di cittadini ed istituzioni di farsi carico ognuno nel ruolo che gli compete di affrontare il problema con decisione e responsabilità.
Oltre ai candidati del M5S  parteciperà all’incontro con la sua competenza in materia il dr. Elvio Di Cesare, segretario dell’Associazione Antimanfia “Antonino Caponnetto”.

Cittadini, stampa e rappresentanti delle istituzioni sono invitati tutti a dare il proprio contributo partecipativo.

venerdì 8 febbraio 2013

Stati Generali della Sanità del Lazio - MoVimento 5 Stelle Lazio


Gli AttiVisti del M5S daranno voce alla voglia di cambiamento e alle proposte civiche degli Operatori della Sanità del Lazio in data giovedì 14 febbraio dalle ore 15 alle ore 18 introdotti dai  Portavoce Regionali, Nazionali e dai singoli AttiVisti impegnati sul tema.
L'incontro, a cui parteciperà il Candidato Portavoce alla Presidenza della Regione Lazio, Davide Barillari, si svolgerà presso la Citta dell'Altra economia, Largo Dino Frisullo (zona Testaccio) e sarà trasmesso in diretta streaming.


Come partecipare:

Ogni operatore, rappresentante di una categoria o semplice lavoratore del settore, verrà introdotto da una “madrina” (Portavoce o Attivista) che si farà anche carico di portare avanti e sviluppare in rete e sul territorio l’istanza che verrà presentata durante l’incontro.

Ogni operatore/relatore avrà circa 10 minuti per parlare, a seconda del numero di adesioni, quindi si consiglia di prepararsi l’intervento, che sarà videoripreso e caricato sui canali You Tube.

Ogni operatore che relazionerà avrà l’obbligo di fornire alla propria “madrina” i seguenti dati: nome, cognome, una breve breve presentazione (ca. 10 righe), un abstract dell’intervento (ca. 10 righe). Tali dati verranno pubblicati in rete e promossi attraverso le nostre piattaforme e i nostri canali di divulgazione.
Lo scopo è quello di  fornire la massima visibilità e il massimo approfondimento relativo all’intervento, attraverso la presa in carico e la diffusione da parte della “madrina” che assicureranno una capillare diffusione delle diverse questioni sul web.

Successivamente agli operatori prenotati, daremo voce alle persone del pubblico che vorranno intervenire.

Tutti gli operatori che desiderano partecipare e che non hanno contatti diretti con AttiVisti e PortaVoce del M5S Lazio possono scrivere a: ufficiostampa.sanita@lazio5stelle.it. Verranno messi in contatto e seguiti da un nostro portavoce o attivista competente nella tematica in questione.

Nessuno verrà lasciato indietro.
Buon MoVimento.


venerdì 16 novembre 2012

Israele vs Gaza: 23 a 2!


23 a 2!
Non è il numero dei missili che si stanno scambiando Israele e Gaza, nell'ultima giornata di quella che sembra una improvvisa escalation  nella quale, come al solito, il Popolo Palestinese viene presentato come l'aggressore e quello Isareliano come la vitima,ma dei morti.
 
MA SAPETE COSA E' ACCADUTO PRIMA DEI DUE MISSILI PALESTINESI SU ISRAELE?

Sono certo di no, visto che media e TV di regime ci propinano una sola campana, per cui vi indirizzo al Blog di Oliva (www.ilblogdioliva.blogspot.it/2012/11/escalation-israeliana-sulla-striscia-di.html) dal quale potrete ricostruire dal vivo la tragedia documentata che da tempo immemore il popolo palestinese sta subendo nell'incuria più assoluta della informazione occidentale.
Visitatelo, leggete i suoi reportage dagli ospedali e dalle strade e dalle campagne di Gaza, guardate i suoi video e ditemi se si può definire INFORMAZIONE le menzogne che ci propinano la STAMPA ED I MEDIA DI REGIME!
E noi dobbiamo valutare e giudicare chi ci governa e rischia di coinvolgerci da un momento all'altro nell'ennesima aggressione militare di questi ultimi decenni alla quale assisteremo magari con sdegno e convinzione sulla base di notizie false e tendenziose? 

NEANCHE IL FASCISMO ERA ARRIVATO A TANTO!

Sia ben chiaro! Qui non è questione di razzismo o antismitismo. Qui è in ballo la libertà e l'autodeterminazione di una Nazione! Siamo di fronte ad un Popolo che senza alcuna colpa o responsabilità, ma per decisione di altri, che ritengono che il resto del mondo debba essere a loro disposizione, è stato espropriato della propria terra e da decenni vive vessato, ignorato ed oltraggiato da tutto il mondo occidentale. Non si può parlare in TV, con enfasi ed allarme,  di 2 - dico DUE - missili palestinesi che non hanno neanche colpito il bersaglio, come chissà che cosa ed oscurare da sempre il rimbalzare continuo di notizie sull'embargo e le violenze e le sopraffazioni che i Palestinesi della striscia di Gaza stanno subendo da anni nel silenzio di tutti i paesi occidentali!
Poi ci lamentiamo che l'Islam lancia la Jihad contro l'Occidente.
E stiamo molto attenti a questa improvvisa escalation che coincide - ma guarda un pò - con l'aggravarsi delle proteste in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia e la paventata ingovernabilità dell'Italia.

Informatevi!


venerdì 2 marzo 2012

Siamo stati in Val di Susa



Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale

Appello, per non restare in silenzio e costruire Informazione

fonte: http://siamostatiinvaldisusa.wordpress.com


Siamo stati in Val di Susa ospiti degli abitanti della valle: insegnanti, agricoltori, pensionati, studenti e abbiamo visto:
Un luogo attraversato da due strade statali, un'autostrada, un traforo, una ferrovia, impianti da sci, pesanti attività estrattive lungo il fiume
Persone che continuano a curare questo territorio già affaticato da infrastrutture ed attività commerciali e cercano di recuperare un rapporto equilibrato con l’ambiente e la propria storia.
Una comunità che crede nella convivialità e nella coesione sociale e coltiva forti rapporti intergenerazionali.

Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale. Un popolo unito e coeso, una comunità forte non può essere assoggettata a nessun interesse nè politico, nè economico. E’ interesse di tutti i poteri forti dividere, isolare, smembrare per poter meglio controllare e favorire interessi particolari.

Abbiamo capito
perché tutto l’arco costituzionale vuole la TAV, non è dificile, basta guardare alle imprese coinvolte:

Cmc (Cooperativa Muratori e Cementist) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.

Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.

Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.

Abbiamo capito che l’unico argomento rimasto in mano ai politico-imprenditori ed ai loro mezzi di comunicazione per giustificare un inutile progetto da 20 miliardi di euro mentre contemporaneamente si taglia su tutta la spesa sociale è la diffamazione. Far passare gli abitanti della Val di Susa come violenti terroristi. Mentre noi abbiamo visto nonni che preparavano le torte, appassionati insegnanti al lavoro, agricoltori responsabili, amministratori incorruttibili.

Abbiamo capito che questo è l’unico argomento possibile perchè ormai numerosi ed autorevoli studi, di cui nessuno parla, hanno già dimostrato quanto la TAV sia economicamente inutile e gravemente dannosa.

Questi i principali:

Interventi scientifici e studi relativi all'Alta Velocità Torino-Lione dei ricercatori del Politecnico di Torino: http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/

Analisi degli studi condotti da LTF in merito al progetto Lione-Torino, eseguiti da COWI, rinomato studio di consulenza che lavora stabilmente per le istituzioni europee: http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/doc/2006-04-25/2006_ltf_final_report_it.pdf

Contributo del Professore Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino: http:/www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2010_11-Angelo%20Tartaglia%20confuta%20teorie%20S%EC%20TAV%20On.%20Stefano%20Esposito.pdf

Analisi economica del Prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002454.html

Rapporto sui fenomeni di illegalità e sulla penetrazione mafiosa nel ciclo del contratto pubblico del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro:
http://www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2008_Rapporto%20sugli%20appalti.pdf

Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità”:
http://www.notav-avigliana.it/doc/delibera_25_2008_g_relazione.pdf

Presentazione dell'Ingegnere Zilioli, in relazione a “EFFETTI TAV - STUDI EUROPEI/buone pratiche e cattivi esempi”
http:/www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESIdDoc/CE2F74FF4EBDC0A7C125783000474080/$file/Presentazione%20Ing.%20Zilioli.pdf

Ricerca del Politecnico di Milano sull’alta velocità in Italia che svela un buco di milioni di utenti.
http://www.tema.unina.it/index.php/tema/article/view/486

NON POSSIAMO RESTARE IN SILENZIO, COSTRUIAMO LA NOSTRA INFORMAZIONE DAL BASSO, INOLTRA E DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO.


per aderire posta un commento su:
http://siamostatiinvaldisusa.wordpress.com/

sabato 4 febbraio 2012

NO TAV - LA GROSSA TRUFFA DELLA POLITICA

Nel servizio di Massimo Rossi per byoblu.com, l'intervista a Davide Bono, consigliere regionale Piemonte per il Movimento 5 Stelle, durante la manifestazione del 28 gennaio scorso a Torino per i 30 arresti avvenuti in seguito alla manifestazione del 3 luglio 2011 sui luoghi del cantiere.



fonte: http://www.byoblu.com

mercoledì 19 ottobre 2011

DIAMOCI UN TAGLIO


A mani nude, a volto scoperto, a testa alta

Il 23 ottobre 2011 la Val di Susa sarà nuovamente protagonista: taglierà le reti che la vedono ostaggio della lobby del TAV dicendo no ai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla cultura.

Da quattro mesi una parte della valle è militarizzata, una vasta area è off-limits per i cittadini, recintata e protetta da reti posate illegalmente e difese da centinaia di poliziotti che proteggono un “cantiere che non ‘c’è”.

Da quattro mesi chi denuncia questa situazione e protesta davanti alle recinzioni è bersaglio di migliaia di candelotti lacrimogeni al CS (un gas tossico vietato dalle convenzioni internazionali) e non si contano le intimidazioni a singoli cittadini e all’intero movimento notav.

Oggi appare sempre più evidente la follia di un progetto TAV Torino-Lione non solo per la sua inutilità dal punto di vista trasportistico, ma anche e soprattutto per l’enorme spreco di risorse sottratte alla collettività: a nessuno può sfuggire la volontà criminale di una classe politica incapace e corrotta, al servizio di quel sistema di “finanzieri senza volto” rappresentato dalle grandi banche e dai fondi di gestione, che non mostra alcun pudore a voler imporre l’opera mentre taglia pesantemente i servizi ai cittadini.

Il TAV è la punta dell’iceberg di questa follia imposta da governi che non rispondono più ai propri elettori (in Val di Susa viene negata ogni minima forma di dissenso politico) ma a quel mondo opaco che specula sulla crisi economica. E’ lo stesso mondo pronto a prestare i capitali necessari alla realizzazione del TAV costringendo tutti i cittadini italiani a nuovi sacrifici per rimborsare quei prestiti e a subire nuovi tagli ad uno stato sociale ormai al collasso.

Le reti illegali che in Val di Susa delimitano un cantiere che non c’è difendono in realtà questo sistema.

In Val di Susa sono sospesi i diritti, la democrazia è ferita, le reti delimitano un’area di illegalità mentre una Procura della Repubblica strabica si scatena alla ricerca di improbabili sovversivi e criminali al di fuori delle reti: nei loro confronti usa le denunce e il carcere per intimorire un’intera valle e nel frattempo le ditte che manovrano ruspe e trivelle (alcune delle quali in evidente odor di mafia) si sentono protette e il partito degli affari si sente autorizzato a sperare che prima o poi partano i cantieri.

Il 23 ottobre La Val di Susa dimostrerà loro che aprire i cantieri è una speranza vana: migliaia di cittadini marceranno per tagliare le reti, per aprire varchi nel recinto, per riaprire spiragli di democrazia.

In migliaia dimostreremo a testa alta che con la forza ed il sopruso non è possibile aprire alcun cantiere, né oggi né mai.
Lo faremo a mani nude, portando solo gli strumenti per abbattere le reti; lo faremo a volto scoperto perché non abbiamo nulla da nascondere, ognuno mostrerà la sua faccia pulita che chiede soltanto rispetto. Daremo un taglio alle reti e non porteremo alcuna offesa a chi dovrebbe difendere la legalità ed è mandato invece a coprire l’illegalità di recinti abusivi che offendono la nostra dignità.

In migliaia taglieremo le reti invitando chi sta dall’altra parte a desistere da violenze e rappresaglie, dal lancio di lacrimogeni e quant’altro: se l’invito non verrà accolto ci difenderemo dai gas, e chi dovesse dare l’ordine di aggredire cittadini pacifici che chiedono giustizia se ne assumerà la responsabilità di fronte al paese che ci guarda.

Migliaia di cittadini mostreranno che sono loro dalla parte della legalità e non hanno paura di difendere il loro futuro, che la loro è una lotta per la difesa dei beni comuni.

Il 23 ottobre sarà una giornata di resistenza attiva che coinvolgerà un’intera valle.
A tutti coloro che condividono le nostre ragioni e ci sostengono, chiediamo di dare visibilità alla nostra azione, a tutti chiediamo di comprendere il valore del nostro gesto, di rispettare il nostro modo di protestare civilmente.

Aprire varchi nelle reti, mostrare che non ci rassegniamo alla cancellazione di spazi di partecipazione democratica è il nostro obiettivo. Il risultato di questa giornata non si misurerà in metri di recinzione abbattuti ma sarà nella determinazione, visibile e forte, di una popolazione che non si rassegna al silenzio; sarà la dimostrazione che questo folle progetto TAV non potrà che rimanere sulla carta; il suo valore sarà nell’azione di massa coraggiosa, pacifica ma determinata a dare un taglio alle reti e agli inganni di una politica che chiede voti pensando solo alle tangenti generosamente offerte dall’alta velocità. L’Europa ne prenda atto, governo, partiti e lobby si rassegnino e non abbiano paura di perdere la faccia: noi la nostra faccia ce la mettiamo sempre e continueremo a farlo.

La lotta della Val di Susa non appartiene solo a noi, in questi anni ne abbiamo avuto continue conferme: è diventata anch’essa un bene comune da difendere.

Il movimento NO TAV



mercoledì 29 giugno 2011

I No TAV rilanciano: manifestazione nazionale il 3 luglio.

Appello contro il "muro bipartisan" del "business a tutti i costi"!

Il movimento No TAV non molla e anzi rilancia con una grande manifestazione nazionale per domenica 3 Luglio, chiamando l’Italia intera a partecipare in tutti i modi possibili. Numerose sono le adesioni e in diverse parti d’Italia si preparano i pullman per la manifestazione di domenica dopo che nella giornata di lunedì erano già spuntati presidi spontanei in 22 città.
Mentre una parte dei media sta iniziando ad aprire alle idee No TAV esplodono infatti le manifestazioni di dissenso nei confronti dei partiti che da destra e sinistra appoggiano quest'opera inutile e costosa per l'Italia ed estremamente dannosa per la Valle.
Contro quello che viene definito dai promotori un progetto “strategico”, sono i cittadini della Valsusa, che costituiscono un modello di democrazia partecipata operante da decenni, decine di migliaia di persone, lavoratori, sindaci, pubblici amministratori, imprenditori, docenti, studenti e pensionati, in una parola il movimento “No Tav”, spesso dipinto come minoranza facinorosa, retrograda e nemica del progresso, che difendono invece la loro terra, la loro salute e l'economia della loro Valle ed ai quali tutti dovremmo esprimere la massima solidarità ed appoggio perchè ciò che oggi sta succeddendo da loro, compreso la militarizzazione della valle, potrebe ripetersi domani ovunque in Italia e costituisce una grave violazione della sovranità dei cittadini e del loro diritto all'autodeterminazione.




martedì 14 giugno 2011

Referendum: hanno vinto i cittadini.

Una vittoria che non deve fare abbassare la guardia.

Quasi 29.000.000 di Italiani hanno risposto SI a quatto quesiti che toccano tre punti vitali della nostra vita democratica: la gestione dei servizi pubblici, la politica energetica e la giustizia.

Di questi forse solo l’ultimo è direttamente collegabile ad una presa di posizione netta contro un provvedimento ad personam ed in senso più ampio contro un atteggiamento del governo in carica ormai sempre più orientato negli ultimi tempi a stravolgere anche i più elementari principi del diritto e del comune senso del pudore pur di favorire il suo premier nei suoi rapporti con la giustizia.

Per gli altri due la vittoria dei SI ha una valenza di gran lunga più importante che coinvolge il rapporto tra i cittadini e l’intera classe politica di questo paese a dimostrazione che una svolta c’è, un vento nuovo soffia , ma forse non nella direzione che molti millantano.

Premettiamo che siamo convinti che se non ci fosse stata la tragica fatalità del disastro nucleare di Fukushima forse il quorum non sarebbe stato superato, visti l’indegno boicottaggio che i referendum hanno subito, con la complicità vergognosa di stampa e TV, da parte del governo e dei partiti della maggioranza e la prevalente indifferenza della quale erano fatti oggetto fin dai tempi della raccolta delle firme da molti degli esponenti degli altri partiti, PD in testa, fino alla fatidica data dell’11 marzo 2011.

L’onda emotiva dello “tsunami nucleare” giapponese ha infatti cominciato a stravolgere i sondaggi d’opinione ed abbiamo assistito ad una delle più rapide manovre di trasformismo politico di questa Repubblica che ha consigliato a tutti i leaders dei vari partiti di cavalcare a spada tratta l’onda di un voto popolare che stava andando contro ogni iniziale aspettativa, a costo di contraddirsi anche con le loro più recenti affermazioni.

Ora tutti a mettere il cappello sulla vittoria referendaria, improbabile fino a poche settimane fa e da molti indesiderata, tutti a proclamarsi virtuosi della democrazia diretta senza neanche sapere di cosa stanno parlando e quale sia la differenza tra la partitocrazia che questi signori incarnano e la reale partecipazione democratica dei cittadini. La vittoria non è dei partiti, non è di questo o quel leader, ma dei comitati spontanei, dei movimenti civici, di quei cittadini che ancora una volta in questi ultimi tempi si sono riappropriati di quella sovranità riconosciuta loro dalla Costituzione ed usurpata dalle segreterie dei partiti, votando secondo coscienza e non in base al colore dei partiti ed ai loro dettami.

Nelle ultime settimane abbiamo cucito le nostre bocche che volevano gridare contro tale turpe mistificazione, abbiamo preferito tacere consci che l’importante era superare il quorum. Ora però non possiamo fare a meno di ricordare le responsabilità trasversali che accomunano destra e sinistra sia nella politica energetica che in quella delle privatizzazioni ed a mettere in guardia i cittadini dall’abbassare la guardia contro le immorali lobbies di potere che attraverso la politica agiscono secondo un unico pensiero dominante: privatizzarne i profitti e scaricarne i costi sulla collettività.

E allora ricordiamo che la privatizzazione del servizio idrico affonda le sue radici nella Legge Galli del 1994 (Governo Ciampi) che dà il via al trasferimento dal pubblico al privato e nella più ampia politica di privatizzazione del pubblico portata vanti dai governi di ogni colore a partire dal 1994 in poi; che il decreto Ronchi (Governo Berlusconi) non ha fatto altro che portare a termine il progetto di privatizzazione del decreto Lanzillotta (Governo Prodi , cofirmato da Pier Luigi Bersani, da Giuliano Amato (PD), Antonio Di Pietro (IdV) ed Emma Bonino (Radicali)), che durante la campagna referendaria alcuni esponenti di spicco della "ex-sinistra” non si sono smentiti e personaggi come Renzi (Sindaco di Firenze), Chiamparino, Fassino (Sindaco di Torino) Enrico Letta, Enrico Morando hanno dichiarato di votare NO, quantomeno al secondo quesito sull’acqua: quello che elimina la remunerazione del capitale investito.

Ed ancora a proposito di nucleare ricordiamo i 57 parlamentari italiani sui 72 che nel Parlamento Europeo avevano votato a favore di una “strategia europea” che sostenesse anche il nucleare, peraltro sponsorizzato fino all’ultimo da molti esponenti di sinistra e l’assoluta mancanza di una strategia energetica che attanaglia l’Italia fin dai tempi di Enrico Mattei E ci fermiamo qui, per evitare di annoiare il lettore.

Attenti dunque. E’ stata vinta una battaglia, ma la guerra è lunga e per niente affatto vinta. Grazie al Trattato di Lisbona, che gli Italiani ignorano nel suo contenuto e nella sua portata e che sancisce la priorità delle direttive europee sulle leggi del Parlamento Italiano ciò che oggi è uscito dalla porta potrebbe rientrare in un prossimo futuro dalla finestra.

E poi ci sono ancora da scardinare gli accordi che i nostri amministratori hanno stipulato e gestiscono per nostro conto con le varie Veolia (Acqualatina) , Suez, Hera, quelle multinazionali che gestiscono i nostri acquedotti secondo la logica del profitto. Bisogna attivarsi per un piano energetico fondato sul risparmio, sulla microgenerazione diffusa, sulla diverisificazione delle fonti energetiche e sulla ricerca scientifica che migliori l’utilizzo delle fonti rinnovabili e le renda più economiche. Bisogna lottare contro discariche a cielo aperto ed inceneritori.

Infine poniamo la massima attenzione sulle regole del gioco: il solo referendum abrogativo non basta! Occorre introdurre ulteriori mezzi di partecipazione dei cittadini e di controllo dell’operato degli eletti: referendum deliberativi senza quorum, obbligatorietà di esame delle leggi di iniziativa popolare, azione di recall nei confronti dei politici trasformisti, riforma della legge elettorale. Una strada lunga che coinvolge la partecipazione attiva dei cittadini e parte dai nostri Comuni.

Certo, un vento nuovo c’è ed è quello della partecipazione democratica dei cittadini al governo del loro paese e delle loro città.




venerdì 10 giugno 2011

Referendum: il popolo è sovrano!

L'intervista integrale di Beppe Grillo ad Annozero del 9 giugno 2011.
A tutto campo e abbastanza pacato Beppe Grillo interviene su acqua, nucleare, responsabilità dei partiti e sovranità dei citadini.




domenica 1 maggio 2011

Primo maggio, la festa del lavoro che non c'è

di Antonio ERRICO

Che cosa festeggeranno il Primo di Maggio i disoccupati, i cassintegrati, i sottoccupati, che cosa festeggeranno i saltuari, i precari, gli occasionali, gli stagionali, quelli che lavorano oggi e non si sa domani. Quelli che a cinquant’anni hanno perso il lavoro, i giovani che non sanno se un lavoro ce l’avranno, tutti quelli che studiano e non vedono una luce, tutti quelli che
hanno anche smesso di studiare.

Che cosa festeggeranno quelle famiglie meridionali che con meno di mille euro al mese pagano l’affitto o il mutuo, pagano le bollette, mandano i figli a scuola, gli comprano i libri, i vestiti, le scarpe, aspettano i saldi di fine stagione, fanno la spesa al supermarket, pagano le rate dell’auto, pagano le rate di tutto, e che Dio le faccia stare bene, queste creature, perché se non stanno bene poi devono pagare altro.

Che cosa festeggeranno i figli e le compagne e le madri dei morti sul lavoro, di quelli che sono usciti un mattino e non sono più tornati. Che cosa festeggeranno i pensionati che hanno lavorato una vita intera per quei quattro soldi che prendono e contemporaneamente lasciano sul conto del nipote che non lavora per cui non prenderà neppure quella miseria di pensione che prendono loro.

Noi non sappiamo per cui non possiamo dire che cosa festeggeranno. Lo dicano i politici di ogni parte degli ultimi quarant’anni, lo dicano gli economisti di ogni scuola, tutti quelli che sanno e che hanno la possibilità di progettare, di investire risorse umane e finanziarie, di proporre, di decidere le soluzioni di questi problemi. Lo dicano loro.

Che cosa festeggeranno quelli che ogni santo giorno consultano siti e giornali con le offerte di lavoro, in una specie di caccia al tesoro che si fa sempre più misterioso. Quelli che mandano il curriculum ad uffici,aziende, imprese e aspettano una risposta che non viene, che sostengono colloqui per sentirsi dire ogni volta le faremo sapere, che sommano specializzazioni, qualifiche, corsi, master, stage, per accaparrarsi un punto in una graduatoria, che bussano a porte che restano serrate.

Che cosa festeggeranno quelli che per trovare qualcosa da fare devono ancora scappare dal Sud, quelli che devono accontentarsi, che devono accettare un’attività incoerente con le loro competenze, quelli che cercano un’occasione, quale che sia, circoscritta, discontinua, temporanea, che se non gli permette di sognare il futuro almeno gli fa sopportare meglio il presente.
Nel suo discorso di fine anno il Presidente della Repubblica ricordò che le persone in cerca di occupazione sono tornate a superare i due milioni, di cui quasi uno nel Mezzogiorno, che il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 24,7 per cento nel Paese e il 35,2 nel Mezzogiorno. Disse: «Sono dati che debbono diventare l’assillo comune della Nazione». Poi aggiunse che se ai giovani non apriamo «nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti: ed è in scacco la democrazia».

Certo che nessuno vuole perdere la partita del futuro, anche perché è una partita senza tempi supplementari, senza calci di rigore, che non si vince a tavolino. Nessuno vuole che la democrazia si ritrovi sotto scacco. Non ricordo chi diceva che il futuro non è un dono ma una conquista. È la conquista di un uomo ma anche quella di una comunità. Un uomo e una comunità sono legati da una relazione sostanziale, da un destino di reciprocità. Una comunità conquista futuro ogni qualvolta che un uomo conquista il suo.

Allora ha ragione il Presidente Napolitano: che i dati della disoccupazione diventino l’assillo di questa Nazione, che inquietino il sonno, che tormentino ciascuno, che diventino impegno d’onore, fantasia, energia. Perché al prossimo Primo di Maggio si possa festeggiare il futuro. Tutti insieme. Nessuno escluso.



venerdì 22 aprile 2011

Rimosso il gruppo facebook “Comitato antinucleare sud pontino”

Io sto dalla parte dei cittadini, nonostante la censura ed il fascismo strisciante.

Il gruppo facebook di cui ero fondatore, da me ridenominato nel pomeriggio di ieri “Forum antinucleare sud pontino” è stato chiuso da facebook perchè …”we received a notice from a third party that the content infringes or otherwise violates their rights

Insomma qualcuno si è sentito leso nei suoi diritti e senza alcuna notifica né tanto meno un contraddittorio con questa “third party”, facebook chiude un gruppo al quale erano iscritti 1.184 persone, violentando così e calpestando la volontà e la libertà di comunicazione di centinaia di cittadini italiani del sud pontino.

Se qualcuno vuole verificare il contenuto del messaggio a causa del quale presumibilmente è scattata la censura lo può leggere qui e mi saprà forse dire quali diritti siano stati violati. Io sono ancora in attesa di chiarimenti dal Centro assistenza di facebook che spero mi risponda in italiano, ma non mi faccio illusioni.

Non so se prendermela con questa entità cibernetica che applica, non so quanto legittimamente, dei meccanismi più che altro degni di una polizia segreta o piuttosto con chi, una o più persone non so, per la sua evidente smania di colpire ed ostacolare il sottoscritto ed il movimento politico cui aderisco, non ha avuto scrupoli a bypassare la volontà degli altri iscritti al gruppo ed ha ritenuto opportuno agire con metodi delatori per la propria soddisfazione personale anziché consentire ai suoi concittadini quella manifestazione di volontà che io avevo sollecitato.

Non torno sull’increscioso episodio dal quale ha avuto origine probabilmente il tutto. Posso anche avere fatto degli errori (di ingenuità e di buona fede) ed avere torto (non credo). La questione è un’altra.

Ieri qualcuno ha ignorato e calpestato per l’ennesima volta la libertà di espressione di molti cittadini. Complici i meccanismi liberticidi di facebook.

A questo punto mi vengono altre considerazioni.

E’ indubbio infatti che per alcuni la politica non possa e non debba essere fatta stando realmente dalla parte dei cittadini per tutelare i loro diritti e consentire loro di esprimersi e confrontarsi liberamente.

E’ indubbio che secondo loro la politica non possa essere fatta se non avendo in tasca la tessera di un partito o di un qualche solito organismo associativo partitocratizzato.

E’ indubbio che chi invece fa politica al di fuori del sistema – come il MoVimento 5 Stelle al quale aderisco – è destinato a scontrarsi ad armi impari con questi soggetti: loro godono del finanziamento pubblico dei partiti e noi no; loro "manifestano" grazie ai contributi statali pagati con i soldi dei contribuenti e noi no; loro incassano le quote di iscrizione e di tesseramento e noi no; loro hanno l’obiettivo di assicurarsi il proprio personale benessere scalando i gradini della partitocrazia e noi no; loro dicono di battersi per fantomatiche ideologie e noi invece lottiamo per le nostre idee.

Tutto questo prima o poi farà la differenza.

Per dirla con Grillo: Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Pace e bene a tutti.

Giovanni Nocella


martedì 19 aprile 2011

Referendum: siamo un popolo di fessi!

E' allarme referendum. Il Governo soprassiede sul nucleare! (vedi articolo su Repubblica.it)

Non c'è affatto da cantare vittoria. Quello che sta accadendo è di una gravità eccezionale per la nostra democrazia e per la difesa dei diritti civili!

Il governo sta tramando una strategica e fittizia moratoria del ritorno al nucleare nel tentativo evidente di evitare una chiara espressione di volontà da parte dei cittadini ed un loro coinvolgimento nella partecipazione al voto di giugno che potrebbe far superare il quorum anche per i quesiti contro la privatizzazione dell'acqua e sul legittimo impedimento. Si parla addirittura di "stop" al nucleare.

In realtà si tratta di un grave attentato alla tanto bistrattata sovranità del popolo, già resa tronca dalla stessa Carta costituzionale che la sancisce all'art. 1 e limitata da un sistema elettorale iniquo ed antidemocratico!

E c'è ancora chi si illude che in Italia ci sia la "democrazia"! Fessi!

Il rinvio che i referenti del Governo, con la complicità e la connivenza di buona parte delle pseudo opposizioni, fanno a quanto potrà decidere sull'argomento l'Europa rappresenta una chiara ed esplicita rinuncia alla sovranità nazionale ed una presa per i fondelli dei cittadini-sudditi, in quanto questi signori, a differenza della maggioranza degli Italiani, sanno benissimo che qualunque decisione sarà presa a livello comunitario avrà prevalenza sulle leggi e le decisioni nazionali, ciò in virtù del Trattato di Lisbona che il popolo italiano ha accettato passivamente senza discuterne i contenuti e senza capirne la portata.

C'è il rischio quindi che la privatizzazione dell'acqua proceda indisturbata con l'avallo delle multinazionali europee e dei nostri politici ed il ritorno al nucleare sarà imposto da una decisione europea tra qualche mese, quando l'effetto emotivo di Fukushima si sarà attenuato e gli "esperti" avranno tirato fuori dal cappello nuova cazzate sulla sicurezza!

La privatizzazione dell'acqua e la nuclearizzazione del pianeta sono ormai questioni di una rilevanza economica internazionale che va al di là delle sovranità nazionali e della volontà dei popoli, le cui decisioni al riguardo non possono essere lasciate ormai neanche nelle mani dei parlamenti, figuriamoci se possono essere condizionate dalla volontà dei cittadini!

E di tutto ciò dobbiamo essere grati a questa classe politica che da destra e da sinistra sta accompagnando e favorendo per i loro interessi lo sfascio della nazione.

Occorre cambiare le regole del gioco. Basta con le manifestazioni di massa contro testa d'asfalto, colorate o meno, ma inutili, se questi sono i risultati! Basta con la delega in bianco a questi signori!

Occorre la riforma elettorale e l'introduzione dei referendum propositivi con l'eliminazione del quorum e termini tassativi per l'esame in Parlamento delle leggi di iniziativa popolare. Bisogna mandare a casa i pregiudicati ed i mestieranti della politica. Occorre introdurre il vincolo del mandato e la revocabilità degli eletti. Solo così i cittadini potranno esercitare tempestivamente la sovranità che gli spetta. Altro che riforma del processo breve e cronache del bunga bunga!

Ma i partiti, questi partiti potranno mai essere d'accordo con una tale riforma istituzionale?

La risposta ve la daretre forse quando sarà ormai troppo tardi, mentre invece un'alternativa c'è ed è molto più vicina di quanto credete!

Il problema di questo paese è che ci si agita tanto, ma la "monnezza" non è solo quella delle strade di Napoli!


Giovanni Nocella