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domenica 7 ottobre 2018


J.J. Rousseau, La critica della democrazia rappresentativa.

L'unico modo per formare correttamente la volontà generale è quello della partecipazione all'attività legislativa di tutti i cittadini, come accadeva nella polis greca: l'idea che un popolo si dia rappresentanti che poi legiferano in suo nome è la negazione stessa della libertà.

J.-J. Rousseau, Il contratto sociale III, 15

La sovranità non può essere rappresentata per la medesima ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è essa stessa o è diversa, non c'é una via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque, né possono essere, i suoi rappresentanti, ma soltanto i suoi commissari: non possono concludere nulla in maniera definitiva. Ogni legge che il popolo in persona non abbia ratificata è nulla, non è una legge. Il popolo inglese ritiene di esser libero: si sbaglia di molto; lo è soltanto durante l'elezione dei membri del parlamento. Appena questi sono eletti, esso è schiavo, non è nulla. Nei brevi momenti della sua libertà, l'uso che ne fa giustifica davvero che esso la perda.

L'idea dei rappresentanti è moderna; essa ci viene dal governo feudale, da quell'iniquo e

assurdo governo nel quale la specie umana si è degradata e in cui il nome di uomo era in disonore. Nelle antiche repubbliche e persino nelle monarchie, il popolo non ebbe mai rappresentanti: la parola stessa era ignorata...

Presso i Greci tutto ciò che il popolo doveva fare lo faceva direttamente: sedeva continuamente in pubblica assemblea nella piazza. Ma quel popolo viveva in un clima mite, non era avido, i suoi lavori erano fatti dagli schiavi, la grande questione che lo occupava era la libertà. Non avendo piú gli stessi vantaggi, come conservare gli stessi diritti? I vostri climi piú aspri creano piú numerosi bisogni, per sei mesi all'anno non è possibile tener sessione nella pubblica piazza, i vostri linguaggi sordi non possono venire intesi all'aria aperta, voi vi preoccupate piú del vostro guadagno che della vostra libertà e temete assai meno la schiavitú che la miseria.

.....

Non intendo dire con questo che occorra avere degli schiavi né che il diritto di schiavitú sia legittimo, ché anzi ho dimostrato il contrario. Espongo soltanto i motivi per cui i popoli moderni, che si credono liberi, hanno dei rappresentanti mentre i popoli antichi non ne avevano. Comunque sia, non appena un popolo si dà dei rappresentanti, esso non è piú libero, non esiste piú.

(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, vol. XV, pagg. 908-909)

sabato 16 dicembre 2017

Il vero problema della vicenda Fucci.




Uno dei difetti della democrazia rappresentativa così come è stata "adattata" in Italia dai partiti negli anni è il consolidamento costante e crescente del potere nelle mani di pochi, che sono poi quelli che si sono arroccati nelle segreterie dei partiti trasformandoli da strumenti di partecipazione democratica in centri di potere. Per scardinare questo caposaldo dell'oligarchia dei partiti la Democrazia Diretta propone, tra gli altri principi che ne sono fondamento, quello dell'"alternanza", che comporta il costante ricambio tra i cittadini nelle cariche elettive, per evitare quindi che l'ebbrezza del potere possa dare alla testa dei singoli e danneggiare la collettività. Da qui, vista la mancanza di norme di legge sul tema, deriva la norma prevista dal M5S dei due mandati che tutti i ns. candidati portavoce, a tutti i livelli, conoscono, accettano e sottoscrivono.
Fabio Fucci, sindaco del M5S di Pomezia, ha provato se ho ben capito a far modificare la norma adattandola al suo primo breve mandato. Forse avrebbe dovuto sollevare il problema prima, lontano dalle elezioni, affinchè la cosa potesse essere valutata con più serenità, non a pochi mesi dalle elezioni. Se lo staff comunque non ha ritenuto che ci fosse oggi l'opportunità di procedere in tal senso, doveva semplicemente rispettare l'accordo sottoscritto, che non è stipulato solo con chi gestisce il simbolo del M5S, ma con l’intera collettività che questo simbolo rappresenta. Questo anche perchè, checchè ne dica qualcuno, i simboli hanno la loro importanza!
Ora ha senza dubbio il pieno diritto di decidere quello che vuole e quindi di ricandidarsi con una sua lista civica. La legge non glielo impedisce. Andrà per la sua strada che si separa, purtroppo per lui, inesorabilmente e, mi permetto di dire dall’alto della mia delusione, miseramente da quella del M5S.
E’ stato un buon sindaco per la sua città, anzi un ottimo sindaco, fiore all’occhiello dell’intero M5S. Solo poche settimane fa ne tessevamo le lodi durante la nostra Festa del Golfo. Purtroppo, ad una prova così delicata per la sua credibilità ha preferito anteporre il proprio io, la propria ambizione personale ad un progetto che è molto più grande ed importante di lui e della sua personale “carriera” politica. Non serve addurre a scusante che, nell’interesse della città, per completare il lavoro iniziato a Pomezia serve esperienza e capacità come quella che ha mostrato lui, peccando di presunzione, né tantomeno affermare che l’esperienza da Consigliere e Presidente del Consiglio Comunale di Adriano Zuccalà, candidato sindaco della lista del M5S alle prossime elezioni a Pomezia, non sia paragonabile alla sua da Primo Cittadino, contraddicendo sé stesso. Oltre che ad essere scorretto nei confronti di chi ha collaborato fino ad oggi con lui, Fabio Fucci infatti dimentica che lui veniva da un solo anno da consigliere dell’opposizione e senza alcuna esperienza di governo di una città!
Con la sua decisione Fucci ha gettato alle ortiche, almeno dal punto di visto etico, anni di limpida e meritevole attività politica. Come Pizzarotti.
Il vero problema però non sono i Fucci o i Pizzarotti, che come sono venuti così possono andare, causando certo qualche momentaneo danno al MoVimento, più per le speculazioni mediatiche che altro, senza comprometterne peraltro più di tanto il progetto politico sul lungo termine. Il vero problema sono gli elettori del M5S. Soprattutto coloro che hanno votato i Fucci e i Pizzarotti. Sono loro che devono essere certi di aver capito che dietro il successo dei loro sindaci a 5 Stelle non ci sono le capacità taumaturgiche di questi “primi cittadini”, ma un lavoro di squadra, frutto di un entusiasmo, di una volontà ferrea di cambiamento, di un modo diverso di approcciare la politica che sono marchio di fabbrica del M5S! Di un progetto politico che non ha eguali sulla scena politica italiana, che si fonda certo sulle capacità delle persone, ma che prescinde dai personalismi e li travalica, che trova nel rispetto delle poche, ma ferree regole della Democrazia Diretta la forza per contrastare l’onnipotenza dei partiti. Non so se i Fucci e i Pizzarotti riusciranno a replicare altrove tutto ciò. Temo invece che resteranno fagocitati dal sistema e con essi i loro elettori, come avvenuto per tutti coloro che hanno tradito la loro stessa parola data col M5S.
Sono i cittadini che alle prossime elezioni potranno e dovranno fare la differenza, per il vero cambiamento, confermando quella maturità politica di cui il paese ha bisogno, non i Fucci ed i Pizzarotti!

mercoledì 27 settembre 2017

Regionarie M5S Lazio, la possibilità di cambiare. Attenti a correnti, cordate e furbetti dell’ultim’ora.

Entro le ore 24.00 del prossimo 1° ottobre chi tra gli iscritti al M5S intende candidarsi alle elezioni amministrative della Regione Lazio con il M5S lo potrà fare seguendo i criteri di candidabilità e votazione resi noti nei giorni scorsi sul blog del MoVimento. La piattaforma Rousseau consentirà di procedere on line con la presentazione delle candidature e con la scelta dei candidati. Un traguardo importante per il riconoscimento del diritto di tutti gli iscritti alla autocandidatura e per la realizzazione del progetto, fondamentale per il M5S, di attuazione della democrazia partecipativa.
Sono previsti alcuni requisiti e condizioni da rispettare che rappresentano il minimo per garantire agli elettori, nei limiti possibili con l’attuale legislazione, l’integrità dei candidati e quindi degli eletti e la loro coerenza e fedeltà alla realizzazione del Programma del MoVimento. C’è solo da augurarsi che al più presto il M5S sia in grado di trasformare questi princìpi in norme di legge valide per tutti.
Credo che in questa prima fase di autocandidatura ciascun iscritto che ne abbia i requisiti debba sentirsi libero di farsi avanti, avendo valutato consapelvomente le proprie capacità e le responsabilità di cui dovrà farsi carico in caso di elezione. E’ una decisione importante da prendere in piena autonomia, nella massima serentità, senza pressioni o condizionamenti esterni. I “se” e i “ma” devono restarne fuori. Ciascuno di noi deve semplicemente chiedersi se si sente in grado di fare da portavoce dei cittadini secondo i principi del M5S, rispettandoli e attuandoli e, chiaramente, se lo vuole fare con coscienza e lealtà.
E’ da condannare quindi qualsiasi pressione, qualsiasi calcolo fatto col bilancino elettorale, volti ad interferire o impedire o condizionare la decisione personale di ciascun aspirante candidato, con l’intenzione magari di dare spazio alle ambizioni personali di singoli aspiranti candidati o ad eventuali correnti o cordate interne ai meetup o al MoVimento rispetto ad altre. Sarebbe l’anticamera della omologazione del MoVimento al partito tradizionale e probabilmente la sua fine. Non deve accadere a livello nazionale e neanche a livello regionale o comunale. Già in passato in alcuni casi si sono verificati conflitti interni che hanno impedito la certificazione di una lista. Stiamo attenti!
Dopo il 1° ottobre sapremo chi aspira a candidarsi e la palla passerà a tutti gli iscritti, che avranno il ruolo fondamentale di scegliere i propri candidati portavoce in Regione selezionandoli tra le decine di curricula che troveranno in rete. Ci saranno volti e nomi noti di chi già ha ricoperto il ruolo di consigliere regionale e intende riproporsi o dei parlamentari o sindaci e consiglieri comunali il cui mandato scadrà nelle prossima primavera e che intendono proseguire il loro impegno con un secondo mandato in Regione. Ci saranno però anche volti e nomi nuovi di tanti cittadini, per lo più attivisti, che vorranno proporsi ed aspirare al ruolo di portavoce. Questa è la democrazia secondo il M5S!
Quindi bando a qualsiasi tensione ed alle prevaricazioni, rispetto e massima solidarietà reciproci tra gli aspiranti candidati . Chi sarà scelto rappresenterà tutti e chi non ce la farà darà incondizionatamente il suo supporto ai portavoce candidati e a quelli eletti. Siamo una comunità che solo unita potrà vincere e tale dobbiamo restare.
Qui è in ballo la Regione Lazio. A tutti i cittadini a 5 Stelle del Lazio spetta dunque il compito non solo di candidarsi e scegliere i nostri portavoce, ma anche di verificare la regolarità delle nostre Regionarie e successivamente il rispetto del mandato elettorale.
Dobbiamo vigilare e non faremo sconti a nessuno!

venerdì 11 agosto 2017

La crisi idrica.....pensieri tra me e me, sotto la doccia.

 
- Che dici Giovà, a proposito di acqua, faccio anche io il mio bravo comunicato sul cosa si deve fare per risolvere la crisi idrica e sul come? Propongo anche io alternative ergendomi ad esperto di ingegneria idraulica e rabdomante? Li abboffo tutti quanti di chiacchiere, quisquiglie e pinzillacchere, contornati da appelli, sollecitazioni ed ammonimenti?
- Ma no, lascia perdere, ci sono tanti altri che lo stanno facendo egregiamente meglio di te e con maggior audience. Chi ti ascolterebbe? I politici? Scordatelo! Allora i formiani? Macchè, quelli passata l’emergenza smetteranno subito di lamentarsi, per timore che magari qualche politico amico loro si incazza per davvero e poi sono guai. Siamo prossimi alle elezioni comunali, chi vuoi che ti ascolti?
- Magari se dico che mi candido, o meglio, lo faccio capire... capisc ‘a mme.... forse qualcuno mi ascolterebbe, un bel programma ci sta, il MoVimento cresce, sai quanti posso convincere, in prospettiva...
- Ma qua’ prospettiva? Non farti illusioni, fai parte comunque del MoVimento e lo sanno tutti che col MoVimento di certi movimenti non se ne parla nemmeno! Ci sta Beppe Grillo che ti controlla, il codice di comportamento, ‘o Meetup…...Quindi…..
- Allora mi faccio una lista civica tutta mia! Un paio di laureati freschi freschi, qualche casalinga, un avvocato, due operai, qualche disoccupato, quattro scagnozzi che corrono per la città e un bel paio di fiche… che ci vuole a metterli insieme?
- E già e chi vi vota? E i soldi, chi te li da per fare una campagna elettorale vecchio stile? Se vuoi stare al loro gioco devi tirarti dento i capibastone, quelli che portano i voti, gli opinion leader, così si chiamano, così trovi i finanaziatori e devi promettere, promettere, promettere…..e ti devi pure mettere d’accordo, ma aumm aummm s’intende, con gli altri capilista e con i baroni locali, in modo che come va va, uno scranno per te c’esce comunque… e poi si vede. L’importante è entrare nel giro…….
- Ummmm, ci potrei provare, così poi una volta eletto caccio Acqualatina, ripubblicizzo l’acqua, riformo il trasporto pubblico, faccio un bel piano energetico, una lotta alla cementificazione di quelle cazzute…..
- O chiiiii? Ma aró t’abbie? E secondo te, ti fanno fare quello che vuo’ tu? E tutte le cambiali in bianco che devi firmare per farti eleggere, che fai te le scordi? Il giorno dopo che sei eletto t’azzannano i polpacci e non ti mollano più…. Sempre che vuoi fare carriera politica….se no ti fanno fuori subito….
- La carriera politica? E chi la vuole fare? Alla mia età poi…….ma allora non c’è speranza che cambi qualcosa?
- Giovà, sient’ a mme! Una speranza c’è, tu l’hai pure capito qual’è. Si chiama “democrazia diretta”, ci stai lavorando, bene o male, da dieci anni, ma devi coinvolgere tanta, ma tanta gente, di quella sincera ed onesta che come te non pensa alla carriera politica, ma si vuole mettere in gioco per cambiare davvero le cose e possibilmente in meglio, si capisce! Col MoVimento se po' ffa! Sient’ a mme! Ma in una città come Formia, ci vuole tempo. E’ ‘a gente ch’adda cagnà ‘a capa! Non è facile e a Formia a quanto pare dieci anni non bastano. Devi, anzi dovete, perché da solo non vai da nessuna parte, fare meglio e di più! E non pensare alle elezioni. Lascia spazio ai giovani e dai una mano al Meetup ad arrivare dove può, con coerenza e senza compromessi e abbi fede! Prima o poi….. come diceva quello... “add’a venì grillone!”
Mo’ esci da sotto la doccia, che l’acqua è poca, anzi scarseggia…...

martedì 2 agosto 2016

Svizzera: tutto cominciò da un cappello su un bastone!

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13902771_1163456673697780_7091610789100605659_n.jpg?oh=6ae0ab597cbc9c88843d2968a10a4a37&oe=59D70B89A prima mattina di un giorno di agosto nell'afosa estate del 2016 invito chi ha qualche minuto a disposizione a leggere questa pagina, che tra leggenda e storia parla della vicina Svizzera e delle lotte secolari di un popolo montanaro, libero e indipendente, contro il "potere centrale" e del come questo paese sia diventato quello che è oggi, il più importante esempio di cosa possa intendersi per Democrazia Diretta . Forse può aiutare a capire quanto questo "valore" sia radicato nel popolo svizzero e cosa si debba intendere, anche per noi, in concreto per "democrazia". Consiglio di arrivare fino in fondo, perchè scoprirete che la storia può riguardare anche tutti noi, in Italia, a Formia, anche se qui c'è ancora tanto da fare, contro i poteri centrali (uso volutamente il plurale, perchè la sopraffazione della volontà popolare può avvenire in molti modi diversi e occorre stare molto, ma molto attenti)). Cacciamo i "balivi" dalle nostre città. da La democrazia diretta vista da vicino

Il 1° Agosto in Svizzera si commemora la nascita della Confederazione. E' festa nazionale. Si ritiene infatti che la Confederazione sia stata costituita proprio come oggi nel 1291. Tutto ebbe inizio da un cappello su un bastone.
“La Svizzera è un paese intelligente, nato forse come reazione alla stupidità del resto dell’Europa. La sua data di nascita è il 1° Agosto 1291, festa nazionale. Ma qualcosa di fondamentale era accaduto alcuni decenni prima. Nel 1231 gli abitanti di quello che oggi è il cantone di Uri avevano finito di scavare, in gran parte nella viva roccia, la strada del Gottardo. L'Imperatore del Sacro Romano Impero, in segno di riconoscenza per il lavoro fatto, aveva attribuito a quella comunità di montanari il “diritto di accesso diretto all'Imperatore”. Un privilegio non solo raro in generale, ma del tutto eccezionale nel caso di una sperduta comunità montana. Quell'Imperatore sapeva di certo valutare l'importanza dell'impresa dei montanari di Uri dato che, solo pochi decenni prima quando ancora era poco più che un ragazzo, lui le Alpi le aveva attraversate durante un viaggio rocambolesco iniziato come una fuga e terminato con la sua incoronazione a Imperatore nel duomo di Aquisgrana. Eccezionale il viaggio dell'adolescente ancora non Imperatore, eccezionale l'impresa di ingegneria civile dei montanari di Uri, eccezionale la decisione dell'Imperatore ed eccezionale l'Imperatore stesso: Federico II di Svevia. L'editto sulla “immediatezza imperiale” venne firmato dal figlio di Federico, Enrico VII, il 26 maggio 1231 e liberava i montanari dalla sudditanza al loro feudatario, il duca Rodolfo di Asburgo. Insomma, li rende in un certo modo indipendenti: non più sottoposti alla gerarchia feudale. Dopo gli anni del buon governo di Federico II il “Potere Centrale” degli Asburgo, dall'Austria, mandò dei personaggi detti “balivi” a fare i governatori. Vale a dire a governare chi già si governava da sé. Si trattava di gente tipica di un “Potere Centrale”, per di più feudale. Pare che uno di questi esigesse di essere salutato e riverito anche quando non era presente. Per verificarlo aveva piantato un bastone nella piazza del paese e ci aveva messo sopra il suo cappello. Chi passava doveva prostrarsi in salamelecchi davanti al bastone col cappello. Qualcuno controllava. La leggenda dice che un tizio, di nome Guglielmo, si rifiutò di fare il buffone davanti al bastone. Il balivo, inferocito, lo fece arrestare e siccome Guglielmo aveva fama di essere abilissimo con la balestra (come anche in altre cose, come dirò in seguito) montò apposta per lui quella specie di teatrino della mela sulla testa del figlio. Se con la freccia non avesse beccato la mela Guglielmo sarebbe stato spacciato, evidentemente correva però anche il rischio di ammazzare il proprio amato figliolo. Guglielmo era veramente bravo e centrò la mela. Ma il balivo era veramente carogna e non stette al patto che era quello di liberare padre e figlio, se la freccia avesse beccato la mela. Invece di stare al patto, dopo essersi mangiato la mela, il balivo fece arrestare Guglielmo e lo fece caricare incatenato su una barca, per portarlo in un carcere di là dal lago, probabilmente per strangolarlo o torturarlo. Non si sa. Durante la navigazione però si scatenò un terribile temporale e la barca pareva sul punto di affondare. Ora si dà il caso che questo Guglielmo avesse anche fama di essere un portento con le barche, soprattutto sui laghi ed in caso di temporale. Gli sbirri del balivo, preoccupati, lo slegarono per farsi aiutare ed infatti grazie a lui la barca arrivò a riva. Ma, arrivati lì, Guglielmo con un salto (era fenomenale anche in quello) si dileguò nella foresta.

Si dice che questa sia leggenda. Ma è una leggenda così bella e così coerente con il resto della storia che adesso racconterò, che pare impossibile che non sia vera. Io ci credo fermamente e sono certo che tutti quelli che sono poco propensi a fare i buffoni davanti ai cappelli dei balivi ci hanno creduto, ci credono e ci crederanno sempre anche loro. La storia, e non più la leggenda, dice che i balivi vennero cacciati a furor di popolo. I montanari dei tre primi Cantoni confederatisi (detti ancora oggi “Cantoni primitivi”), aspettandosi il probabile ritorno del “Potere Centrale” col codazzo di balivi agguerriti, cattivi e vendicativi, si riunirono in un prato e giurarono aiuto reciproco in caso di attacco. Così è nata la Svizzera. Il prato è quello del Rütli. Quello è il loro “Campidoglio”, il loro “Arco di trionfo”, il loro “Cremlino”: un prato in riva al lago.
Di spedizioni cattive e vendicative, del “Potere Centrale” (ed anzi di diversi “Poteri”, tutti sempre “Centrali”) ce ne furono parecchie e continuarono durante diverse centinaia di anni. Ognuno, dall’Est e poi anche dall’Ovest, riteneva semplice e quindi fruttuoso mettere le mani su quei montanari che si erano messi a fare una Repubblica nel centro dell’Europa. Quando? Nel 1291! Figurati … . Ma i montanari erano tosti, in quanto motivati, e respinsero tutte le spedizioni cattive e poi anche quelle successive, vendicative. La prima legnata di una lunga serie se la beccarono gli sgherri di Leopoldo I di Asburgo. Il 15 novembre del 1315 sulle rive di un laghetto, attorno al quale sono andato appositamente a fare una pedalata in bicicletta l'estate di alcuni anni fa, mille e cinquecento montanari saltarono fuori all'improvviso da una modesta montagnola che li aveva tenuti nascosti fino all'ultimo momento e castigarono pesantemente i novemila sgherri austriaci. Risultato sorprendente. Esito inatteso. Gli sgherri erano abituati a suonargliele ai contadini ed invece vennero suonati, ma quella fu solo la prima volta. Poi furono le volte di Sempach, Näfels, Grandson e Murten. A Sempach i montanari giustiziarono persino il duca d'Austria Leopoldo III bucandogli la pesante armatura senza, per la fretta, potere concedergli il tempo di togliersela e scappare. Per quasi duecento anni i montanari presero a pedate tutti quelli che intendevano rimettere il cappello sul bastone, in piazza. Tanto che per l’Europa attorno a questi montanari cominciò a diffondersi la fama di una sorta di loro invincibilità sul piano militare. Sta di fatto che i montanari si trovarono con un mestiere imprevisto nelle mani: tutti li ingaggiavano per fare i mercenari nelle interminabili guerre europee e presso tutte le corti europee. Pochi sanno che nel 1789 la Bastiglia era presidiata dagli Svizzeri, lo dice anche il testo della canzone La Carmagnole : “Et les Suisses avaient promis qu’ils feraient feu sur nos amis” (e gli Svizzeri avevano promesso che avrebbero fatto fuoco sui nostri amici). Un mestiere inesauribile che infatti dura nel tempo. Uno Stato europeo ancora oggi rinnova quei contratti e ci sono infatti le guardie Svizzere in Vaticano. Ma il bello deve ancora venire.

In tutti questi contratti c’era una clausola secondo cui se qualcuno avesse attaccato la Confederazione le guardie svizzere avrebbero avuto, da contratto, la libertà di abbandonare, ipso facto, il servizio. Se qualcuno attacca la Svizzera il Papa ancora oggi si trova senza le guardie sul portone di San Pietro. Questa clausola ha modificato profondamente la Svizzera e l’Europa intera e ha portato in questo paese una fonte di ricchezza aggiuntiva del tutto imprevedibile. Sentite che bello il seguito.
Vista la clausola del contratto, per secoli tutte le diplomazie europee si sono sentite in dovere d'impedire ad ogni costo e con ogni mezzo che a qualche testa pazza venisse in mente di attaccare la Svizzera, pena la scomparsa di tutte le guardie da tutti i portoni d’Europa. L’ultimo a provarci fu Carlo il Temerario, duca di Borgogna, e come tutti i suoi predecessori fece una pessima fine. Prima organizzò la missione “cattiva” che si concluse alle porte di una cittadina, Grandson, qui sotto all'altopiano del Giura. In un primo momento ebbe la meglio contro la piccola guarnigione della cittadina che si arrese, dato che lui aveva promesso salva la vita ai difensori. Carlo ebbe appena il tempo di farli impiccare tutti agli alberi attorno alla città, dimenticando la promessa … “noblesse oblige”. Due giorni dopo arrivarono i confederati. Fu per lui un disastro. Pochi mesi dopo organizzò la seconda spedizione “vendicativa”. Quello fu per lui il disastro definitivo, a Murten, di là dal lago, nel 1476. In seguito nessuno si azzardò mai più a fare cose del genere: primo perché il Papa, il Re di Francia, lo Zar ... tutti si sarebbero inferociti, e poi perché tanto i montanari comunque ti avrebbero bastonato. Già lo si sapeva.
Il bello arriva adesso. Quando si fa la guerra c’è sempre rischio di perderla. Quello che vince si porta via l’argenteria dai cassetti, e poi i lingotti d’oro dalle banche. Va bene perdere la guerra, ma che farai se oltre a quella perderai anche i risparmi? Dove mettere la roba prima di andare in guerra? Un posto sicuro c’è. Ecco l’origine della banche svizzere. Un mestiere in più per quei montanari coraggiosi e fieri di non essersi genuflessi davanti al cappello del balivo.
Ai primi Cantoni, “Primitivi”, di decennio in decennio e di secolo in secolo se ne aggiunsero altri. Quello dove vivo io si è aggiunto come Cantone indipendente nel 1848. Stranamente prima faceva parte della Prussia, come principato. Ogni Cantone è di fatto uno Stato indipendente ma in tutti vige un clima di sincera democrazia: le cose si decidono assieme. Qui nessuno detiene il monopolio del potere legislativo: anche i cittadini hanno il potere di iniziativa legislativo. I legislatori non possono legiferare sul di loro stessi, senza ratifica popolare obbligatoria: una legge elettorale va ratificata dai cittadini. I legislativi legiferano e gli esecutivi eseguono, non il contrario. Il vocabolo "governabilita' " non esiste e nessuno lo capisce: vengono approvate le leggi o le delibere che trovano il consenso. A me pare che la storia lo metta piuttosto bene in evidenza: la forza motrice originaria, dai tempi del giuramento del Grütli ad oggi, è quella del consenso e della solidarietà che ne deriva. Tutte cose di cui gli sgherri e gli sbirri dei “Poteri Centrali” non disponevano e non disporranno mai”.
In questo piccolo paese, pieno di montagne, l'unica risorsa naturale estraibile dal sottosuolo è l'acqua. Negli indici sulla competitività industriale svetta però al primo posto nel mondo. Ho scoperto che, nei secoli, si è sedimentato qui un ricchissimo “giacimento di democrazia".

lunedì 23 settembre 2013

DEMOCRAZIA ALLO SFASCIO!!!!


Alessandro Di Battista ha condiviso su facebook questo post di Luigi Di Maio. Il M5S con i suoi parlamentari è l'unica forza politica che sta difendendo quello che resta della democrazia in Italia. Mentre ci istupidiscono con la vicenda Berlusconi, la diatriba tra IMU e IVA, il congresso PD, le jacuvelle tra Bersani, Renzi, Letta ed Epifani e via cantando, stanno trasformando questo paese, storicamente PATRIA DEL DIRITTO,  nella TOMBA DELLA DEMOCRAZIA.

Il post è lungo, ma vale la pena leggerlo. Un "bravo" a Luigi Di Maio!
Non si può rimanere inermi ad assistere a questo scempio!

Da condividere con tutti i vostri amici e conoscenti. PASSAPAROLA!!!!!!


LA RELAZIONE DEI SAGGI
Ecco cosa accadrà se passa la modifica dell'art. 138. 

Dal 15 al 17 settembre i cosiddetti "saggi" sono stati in ritiro con il ministro Quagliariello, hanno prodotto la relazione che illustra le linee guida per le Riforme Costituzionali. Riforme che sembrano trovare l'accordo di Pd, Pdl e Scelta Civica e che dovrebbero essere il punto di partenza del comitato dei 42, quello blindato, quello dove non si possono sostituire componenti, inclusi i morti (che si istituirà con la deroga all'articolo 138 della Costituzione).

La relazione nel ribadire quello che si sostiene da 20 anni in questo Paese e che ormai tutti condividono: riduzione numero parlamentari, leggi organiche, superamento bicameralismo perfetto, etc. ad un certo punto, istituisce il PRESIDENZIALISMO!
Lo chiamano "premierato". Un po' come l'imu che si chiamerà service tax. Cambia la terminologia ma non la sostanza. Se non in peggio.

L'opposizione non sembra esistere. Non è neanche degna di nota. La relazione potenzia esclusivamente i poteri del Governo, come se non fossero già abbastanza ampi. Questo "premierato", che nel caso venisse istituito vedrebbe pochi altri casi analoghi (ad esempio nello Stato di Israele) affida totalmente il potere legislativo al Governo, corsie preferenziali e a tempo imposto per i disegni di legge del governo, ancora più poteri al primo ministro, dá al primo ministro la possibilità di sciogliere le camere! (ricatto di "tornare tutti a casa" se non si obbedisce all'esecutivo). Il Parlamento (e in particolare le minoranze) sará tenuto fuori da qualsiasi decisione, e quando potrà intervenire dovrà farlo in fretta, il Governo non aspetta.

Capisco che non esistendo opposizioni negli ultimi 20 anni non siamo stati abituati a considerarle...ma con questa riforma le releghiamo definitivamente al ruolo di "urlatori" che denunciano un provvedimento sbagliato, e che in realtà non possono fare un bel niente per fermarli. Come se il parlamento fosse un teatro da sceneggiata.
Siamo entrati in parlamento con l'obiettivo di fermare questa deriva, che per ora è il frutto di dinamiche partitiche, e invece ci ritroviamo una riforma che istituzionalizza proprio questa follia. E ora si capisce bene perché vogliano farlo in un comitato blindato come quello che si istituirà con la deroga all'art 138 della Costituzione. Sarebbe la fine di ogni speranza di cambiare questa pessima condizione delle istituzioni. Sarebbe l'istituzionalizzazione della vuotezza delle istituzioni.

L'attuale condizione in cui hanno ridotto il Parlamento è da arresto per crimini contro la Costituzione. È da quando siamo arrivati che lo denunciamo. Il vero problema dell'Italia è che per anni il Parlamento ha dormito e il Governo ha imperato. Le violazioni costituzionali neanche si contano più.
Pensare che ora con delle riforme si voglia rendere lecito tutto ciò è inquietante. Ciò che oggi è incostituzionale (come l'abuso dei decreti legge), ciò che oggi è possibile solo tradendo il mandato elettorale (con il mega-inciucio tra monti, bersani e berlusconi), lì dove la Corte Costituzionale può ancora intervenire per sanare queste pratiche assurde, diventerá la normalitá.

In base alla relazione la forma di elezione del presidente della repubblica resta la stessa. Quindi il precedente creato con la rielezione di Napolitano d'ora in poi farà scuola, aprendo alla possibilità di avere un Presidente della Repubblica anche per 14 anni, o chissà anche di più. Perché non a vita...
La legge elettorale individuata è il doppio turno di lista. Progettata dal Prof. D'Alimonte, figura autorevole del mondo accademico che ho incontrato qualche tempo fa per conoscere la sua creatura. Il prof. non era tra i saggi, la Legge Elettorale l'hanno "esternalizzata".
Una legge elettorale che mi preoccupa se coniugata con questa forma di super-governo ideata dai saggi: se infatti mettiamo insieme la forma di "premierato" concepita e il fatto che questa legge elettorale assegna il premio di maggioranza a chi vince il secondo turno (il ballottaggio tra i primi due classificati), si può facilmente dedurre che le minoranze potranno anche assistere da casa e seguire in streaming i lavori parlamentari. La maggioranza "se fa la brava" forse avrá ancora qualche ragione di esistere.

Visto l'evidente sbilanciamento verso il governo mi sarei aspettato almeno più strumenti di democrazia diretta. Ma le forme di democrazia partecipata proposte sono veramente irrisorie. I cittadini neanche esistono. Il quorum continua ad essere mantenuto in tutte le forme di referendum. Nessuna possibilità di revocare il mandato ai propri rappresentanti (come in svizzera o usa), nessun referendum propositivo, solo un complesso meccanismo di leggi di iniziativa popolare al parlamento, con eventuale conferma dei cittadini, che si presta facilmente alla fregatura dei partiti.

Mi dispiace sempre ricordare che il più grande aumento di tasse in questo Paese lo abbiamo avuto nell'anno in cui il Parlamento è stato tenuto fuori da tutte le decisioni: il 2012, l'anno del Governo Monti, quando con 55 voti di fiducia (in pratica o il parlamento votava i provvedimenti del governo o tornavano tutti a casa) si sono approvate le peggiori porcate di questo Paese.
Viceversa se oggi non è ancora scoppiata la guerra in Siria lo si deve alle decisioni del parlamento inglese che ha fermato il suo governo guerrafondaio e alla paura di Obama di interpellare il Congresso USA su questo tema. 


Ciò dimostra quanto sia importante tenere sempre i parlamentari al centro delle scelte. Non perché siano degli illuminati, semplicemente perché anche il peggiore ha un rapporto con gli elettori, anche il peggiore dei parlamentari deve dar conto a qualcuno, questo gli fa temere in ogni caso il giudizio di un'opinione pubblica e lo rende prudente. Dare la colpa a Monti o Letta invece è semplice, deresponsabilizzare gli eletti e dare la colpa al Presidente del Consiglio di turno è lo sport nazionale degli ultimi anni. Altrimenti Renzi come farebbe a giustificare che anche i suoi in parlamento stanno votando le porcate di Letta? È l'alibi perfetto.

La forma di "democrazia parlamentare del primo ministro" ( appunto questo premierato indicato dai saggi) che si vuole istituire, finirà di portarci alla rovina. I parlamentari saranno sempre più inutili e i tecnici di Bruxelles prenderanno le decisioni al posto nostro.
Non è una premonizione, semplicemente una certezza. Basta guardare agli ultimi 20 anni e vedere come ci siamo ridotti escludendo il parlamento dalle decisioni.

Questo Paese è stato ferito in più punti a suon di decreti legge e provvedimenti governativi. Ora stiamo dicendo ai nostri aguzzini: "prego accomodatevi, dateci pure il colpo di grazia, avete licenza di uccidere".





Luigi Di Maio

giovedì 25 luglio 2013

Il M5S chiede al Comune di Formia l’emanazione dei Regolamenti per gli Istituti di Partecipazione popolare


Prende formalmente il via l’operazione “Fiato sul Collo”del M5S con la nuova amministrazione.

“Fiato sul collo” sull’Amministrazione Bartolomeo:  è quanto avevano promesso in campagna elettorale i candidati della Lista del MoVimento 5 Stelle a prescindere  dal risultato elettorale e infatti, a poche settimane dall’insediamento della nuova Giunta, il gruppo di attivisti del M5S facenti capo al Meetup di Formia ha protocollato questa mattina la prima iniziativa istituzionale nei confronti  della nuova amministrazione.
Dopo le dichiarazioni di sostegno alla proposta dell’Associazione Caponnetto per l’istituzione di un osservatorio comunale contro le illegalità e la proposta informale di deliberazione per la disciplina delle sale giochi, arriva il primo atto formale: la petizione, firmata da alcuni cittadini formiani,  per la emanazione del Regolamento di attuazione degli Istituti di Partecipazione popolare dei cittadini all’amministrazione locale.
In particolare ci si riferisce ai  Regolamenti di attuazione delle disposizioni previste dall’art. 17 e 18 dello Statuto Comunale relative alle modalità di presentazione e le procedure per l'esame di ammissibilità di istanze e petizioni, nonché  delle Proposte di delibera ad iniziativa popolare. Si tratta in entrambi i casi di un atto dovuto, reso obbligatorio  dal T.U del 2007 sulla Disciplina degli Enti Locali e dallo stesso Statuto, dei quali, invece, ad oltre sei anni dall’entrata in vigore del nuovo T.U., non c’è alcuna traccia negli atti del Comune di Formia. Pertanto, il MoVimento 5 Stelle invita con questa petizione l’Amministrazione Bartolomeo a colmare questa lacuna, promuovendo una delibera importante che agevola la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa della città.
Il MoVimento 5 Stelle mette dunque in mora l’Amministrazione che  ha ora  60 giorni di tempo per deliberare in merito ed evitare la denuncia al TAR.
Si tratta del primo atto formale con il quale gli attivisti di Formia intendono  adoperarsi per realizzare uno degli obiettivi fondamentali del MoVimento 5 Stelle: la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della loro città, dimostrando altresì che la partecipazione politica può essere espletata anche senza sedere in Consiglio Comunale. Altre iniziative seguiranno, infatti,  finalizzate da un lato ad un sempre maggior coinvolgimento dei cittadini, sia per la individuazione delle esigenze  primarie della cittadinanza che per  la formulazione di richieste da proporre all’A.C., dall’altro alla costante verifica della efficacia e correttezza dell’operato dell’Amministrazione Comunale.  
Il tutto senza alcuna contrapposizione o contrasto a priori, ma proponendo un’opposizione seria e costruttiva tesa alla tutela degli interessi della cittadinanza ed alla salvaguardia del bene comune.

Il MoVimento 5 Stelle di Formia

martedì 4 giugno 2013

Due mesi e mezzo da parlamentare del M5S

In questi 2 mesi e mezzo da parlamentare (Dio come mi e' cambiata la vita) ho ricevuto diversi complimenti da persone che non sono del MoVimento. Piu' o meno il messaggio era sempre lo stesso: “nonostante io non apprezzi il movimento comunque ho stima per te perche' si vede che sei un ragazzo di sinistra”. Io ringrazio per i complimenti (anche se per me contano solo quelli che riceveremo a fine legislatura) ciononostante ci tengo molto a precisare una cosa: Io non sono di sinistra! Ripeto, non sono di sinistra.
Oltretutto reputo che la tendenza al “radicalchicchismo” di una certa sinistra abbia contribuito a distruggere l'Italia cosi' quanto il piu' becero berlusconismo. Una tendenza oggi perfettamente incarnata dal PD e da Sel (salvo rare eccezioni, giustamente messe all'angolo dagli apparati di partito). Chi da' pacche sulle spalle agli operai per poi andare a cena con Briatore e' COLPEVOLE esattamente come chi mette in discussione sentenze, protesta contro la magistratura o adesca minorenni. Io non sono di sinistra, ovvio, non sono neppure di destra, sono del 78'! Tutto qui'.
Destra e sinistra non hanno oggi alcun senso, le ideologie (da non confondersi con i valori) non hanno piu' senso. Sono obsolete e sono facce della stessa medaglia come il capitalismo e il comunismo, entrambi figli della rivoluzione industriale (l'evento che ha creato la disoccupazione tra l'altro) entrambi adepti dell'industrialismo, entrambi convinti che il lavoro fosse un fine dimenticandosi che il solo fine e' l'essere umano. Il M5S, per chi non l'avesse ancora capito e' una roba differente, non dico che sia per forza la strada giusta, non ho certezze anche se ci credo molto, magari stiamo sbagliando tutto (ripeto, credo il contrario) ma quel che e' certo e' che stiamo costruendo qualcosa di profondamente diverso.
Quando ascolto uomini di sinistra (sinistra a intermittenza, parlano di ridistribuzione della ricchezza e poi non votano l'ineleggibilita' di Berlusconi, IPOCRITI) parlare di “necessita' di creare una nuova classe dirigente” mi vengono le bolle! Il M5S non vuole creare nessuna classe dirigente, dove sta scritto che il popolo abbia bisogno di una classe che li diriga? Dove sta scritto? Noi crediamo che ci sia bisogno di portavoce, PUNTO, portavoce co.co.pro! Noi stiamo provando a costruire la democrazia diretta, ci vorra' tempo, faremo passi in avanti e commetteremo errori, festeggeremo immense vittorie e ci leccheremo le ferite. E' ovvio. Ma la strada e' segnata.
A volte penso a chi sognava la Repubblica in eta' monarchica. Pensate a quante persone gli avranno detto “non ci riuscirete mai”, “la societa' non e' pronta”, “il popolo ha bisogno di un re”. Oggi si sentono (soprattutto ai banchetti) le stesse identiche frasi: “la democrazia diretta e' un'utopia”, “i partiti ci sono sempre stati e sempre ci saranno”, “la gente vuole delegare”. Noi non ci crediamo e andiamo avanti.
Abbiamo 1000 limiti, facciamo 1000 errori ma abbiamo un'idea in testa, quella che i cittadini possano, senza intermediari, gestire le proprie istituzioni. Voi pensatela come volete, liberissimi, ma quando ascolto Luigi, Riccardo, Roberto o Nicola parlare e gli vedo gli occhi penso che non manchi poi molto.
Mi ha fatto piacere condividere questi pensieri con voi. Presto guarderemo alla democrazia rappresentativa come oggi guardiamo alla monarchia assoluta e quel giorno nuove idee gia' saranno all'orizzonte pronte a spazzare via le conquiste per le quali ci stiamo battendo adesso. Si chiama cambiamento, fa paura, me ne rendo conto, ma e' la linfa vitale dell'essere umano.
A riveder le stelle!

Alessandro Di Battista - Portavoce Deputato del M5S


martedì 28 maggio 2013

Acqua e democrazia partecipativa: l'Amministrazione Comunale alla prova del nove!

 

Il M5S stelle sollecita un ampio dibattito pubblico.

Lunedì prossimo 26 maggio, finalmente, il Consiglio Comunale di Formia prenderà in esame, nell'apposita Conferenza dei Capigruppo convocata per le ore 9.00, le due Proposte presentate a febbraio dal MoVimento 5 Stelle aventi per tema l'introduzione nello Statuto Comunale (... e non "Popolare" come indicato con evidente lapsus freudiano nella convocazione) del principio dell'Acqua Bene Comune e dei Referendum propositivi ed abrogativi.

E' bastata una larvata minaccia da noi espressa a denti stretti pochi giorni fa per smuovere finalmente il Consiglio Comunale e spingerlo ad affrontare la discussione, segno evidente che, come ampiamente dimostrato in Parlamento dai nostri Portavoce, l'unica arma per arrivare al dialogo con le forze di governo in questo paese è il "ricatto" (politico, si intende!).

Ci teniamo comunque a precisare e ricordare che diversamente da quanto indicato nella stessa convocazione (ma chi l'ha scritta?) non si tratta di "iniziative referendarie popolari" da sottoporre eventualmente al voto dei cittadini, bensì di vere e proprie Delibere su Proposte di iniziativa popolare che l'Amministrazione Comunale deve decidere se adottare o meno. Sono atti, cioè, sui quali il Consiglio Comunale deve prendere posizione e una volta approvati saranno definitivi ed operativi. Se adottati apporteranno infatti un paio di modifiche sostanziali al nostro Statuto Comunale e, visti gli argomenti, sono quindi atti di estrema rilevanza.

Ci avrebbe fatto piacere che su entrambe le tematiche questa Amministrazione si fosse pronunciata ben prima delle Elezioni Europee in modo da far sapere finalmente ai Formiani prima del voto europeo da che parte stanno i loro eletti in Comune, se dalla parte di Acqualatina o di quella degli utenti, se dalla parte della partitocrazia o di quella della partecipazione dei cittadini.

Comunque meglio tardi che mai. Nella passata campagna delle elezioni comunali sia da destra che da sinistra ( ma,come diceva Gaber: "qual è la destra, qual è la sinistra"!) sono state fatte molte chiacchiere e molte promesse sull'acqua pubblica e sulla partecipazione dei cittadini (qualcuno parlava, probabilmente senza neanche sapere quello che diceva, addirittura di "democrazia diretta"!). Bene ora siamo alla prova del nove, vediamo di che pasta è fatta questa Amministrazione Comunale, se di gente che mantiene le promesse o di quaquaraqua. La calendarizzazione della discussione a dopo le Europee, però, ci fa purtroppo temere il peggio, ma speriamo di sbagliare.

Auspichiamo dunque, e ci batteremo per ciò, che su queste due delibere si apra un ampio dibattito cittadino cui invitiamo tutti i Formiani a partecipare attivamente: come MoVimento 5 Stelle faremo l'impossibile per informarvi e coinvolgervi.

giovedì 28 febbraio 2013

Siamo arrivati!

 Lo Tsunami del Movimento 5 Stelle

I risultati delle elezioni ci dicono che il MoVimento 5 Stelle è la Prima forza politica del paese con il 25,5% alla camera dei Deputati  e 108 Deputati, 54 Senatori, 9 Consiglieri alla Regione Lombardia, 7 Consiglieri alla Regione Lazio, 2 Consiglieri alla Regione Molise.
 Questo il primo effetto dello Tsunami chiamato MoVimento 5 Stelle sul Parlamento e sulle Regioni al voto il 24 e 25 febbraio. Un forza politica compatta ed uniformemente presente in tutto il territorio nazionale con percentuali intorno al 30% in alcune regioni come Liguria e Sicilia. Ben 162 parlamentari della casta mandati a casa (purtroppo con un lauto vitalizio!) e sostituiti con cittadini portavoce di cittadini la cui età media è 37 anni.
La Democrazia entra finalmente nel Parlamento italiano dopo oltre 60 anni dalla firma della Carta Costituzionale, ma è solo il primo passo per dare la sovranità al popolo!
Nelle nostre città del Golfo e nel Lazio il quadro è analogo: il MoVimento 5 Stelle è indubbiamente la 2^ forza politica, in alcuni casi dietro il PD, in altri dietro il PDL. Nel voto regionale si è registrato un calo delle percentuali rispetto al voto politico, segno che nelle votazioni amministrative prevalgono ancora, come al solito,  questioni di interessi e convenienze varie. Complimenti ed un grande “in bocca al lupo” ai nostri amici eletti portavoce Cristian Iannuzzi, Gaia Pernarella, Ivana Simeone, Giuseppe Vacciano  e Marino Mastrangeli.
Un risultato eccezionale il cui merito, nessuno può negarlo,  va innanzitutto a Beppe Grillo che  con impeto e generosità ha percorso la penisola tenendo ben 77 incontri con i cittadini nelle piazze di tutta Italia; ma anche a tutto il suo staff, tra cui quel Salvo Mandarà che ha “inventato” “La cosa”, la diretta streaming che ha consentito a tutta Italia di bypassare la censura di regime; a tutte le centinaia di persone che hanno creduto fin dall’inizio a questo fantastico sogno che è diventato poi il MoVimento 5 Stelle; alle migliaia che si sono aggiunte ed  attivate in questi circa 6  anni dal 1° VDay.
Un risultato ottenuto senza finanziamenti pubblici, ma con le sole risorse dei volontari che si sono adoperati e messi in gioco in questi anni, coinvolgendo familiari ed amici e dimostrando al mondo intero che la Politica, quella con la “P” maiuscola, se fatta con entusiasmo e sincerità, può anche essere “pulita”!
E’ grazie a loro se oggi l’Italia ha un’alternativa, un Piano B che le consentirà, forse, di sottrarsi alla trappola tesa dai mercati e di non finire come la Grecia, fagocitata dai gruppi finanziari dominanti,  massacrata dalle riforme imposte dalla Troika e condannata alla fame ed alla disoccupazione.
Cosa faremo in Parlamento?  Quello che andiamo dicendo da 6 anni: nessun compromesso o connivenza con i partiti, con questi partiti, per noi i veri responsabili della ingovernabilità del paese. Nessuno provi ad addossare al M5S alcuna responsabilità di una situazione che è conseguenza di oltre 20 anni di malgoverno, inciuci e complicità tra forze di centrodestra e centrosinistra, per non parlare della “rovina” tecnica del Governo Monti, paladino dei mercati finanziari, non certo del popolo italiano.
Abbiamo un programma molto articolato, numerosi punti fermi che saranno premessa e fine di ogni attività parlamentare, alcuni da affrontare nel brevissimo tempo. Se ci saranno da parte delle altre forze politiche proposte legislative compatibili con tutto ciò  e con gli interessi degli Italiani saranno discusse e, per il bene del paese,  faremo la nostra parte. Se non sarà così non faremo sconti a nessuno! Si assumano loro le loro responsabilità!
Questo è quello che come cittadini del M5S chiederemo ai nostri portavoce in Parlamento ed in Regione e non li lasceremo certo soli.

Gli aderenti al MoVimento 5 Stelle dei  meetup del Golfo di Gaeta