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lunedì 5 dicembre 2016

Referendum: due piccioni con una fava!

 
 
Secondo me hanno vinto gli Italiani, anche quelli del SI, perché da un lato la Costituzione è salva e lo è per tutti, dall’altra Renzi si dimette ponendo fine ad una vergognosa jacuvella che durava ormai da mesi e stava spaccando e paralizzando il paese.
Non ci illudiamo, però, perché è solo una battaglia vinta sulla lunga e dura strada del cambiamento. Il fronte del NO è stato ampio e composito, ma ora ognuno riprenderà le proprie posizioni. Ci aspetta probabilmente un governo fantoccio, lo chiameranno tecnico o “di scopo” o in qualche altro modo non importa. Un governo che porterà avanti la legislatura almeno fino al superamento della soglia minima prevista per i vitalizi, darà tempo per la costituzione definitiva di una enorme ammucchiata centrista in chiave anti-M5S imperniata su un nuovo accordo Renzi-Berlusconi con l’unico impegno politico di gettare fango sul M5S fino alle prossime elezioni e cucirà addosso a questa riedizione in peggio della DC una nuova legge elettorale anch’essa volta ad impedire al MoVimento, ormai il vero ed unico Nemico Pubblico N. 1 dei partiti, di entrare a Palazzo Chigi.
Ci aspettano quindi, come M5S, tempi ancora più duri. Il MoVimento dovrà impegnarsi in un ulteriore processo di maturazione politica e soprattutto di aggregazione di nuove risorse umane, capaci di governare a tutti i livelli ed allo stesso tempo sincere e disinteressate. Il buon governo di Roma e Torino saranno fondamentali. Ancor più, dunque, dovremo tutti rimboccarci le maniche ed impegnarci stringendoci intorno ad un concetto chiave per qualsiasi nostro successo: la partecipazione dei cittadini.
In queste ore nelle quali come al solito tutti si proclamano in qualche modo vincitori, permettetemi di rivendicare di sicuro al M5 il merito di essere stata la forza politica che più di ogni altra ha contribuito a salvare la Costituzione dalla schiforma di Renzi e Napolitano, prima evitando le modifiche all’art. 138, poi impedendo il raggiungimento dei 2/3 dei voti in sede parlamentare che avrebbero reso impraticabile il Referendum Costituzionale e infine con una campagna referendaria a tappeto per tutta Italia che ha riempito le piazze nella migliore tradizione partecipativa del MoVimento.
A riveder le stelle!

venerdì 26 luglio 2013

Crack Italia: i numeri li dà Di Battista!

Mentre il Governo Letta procede, come i precedenti, a colpi di fiducia delegittimando la centralità democratica del Parlamento e l'attuale maggioranza si prepara da partito unico ad un vero e proprio golpe costituzionale, il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista ha scritto uno sconvolgente messaggio su Facebook. Invitando tutti a condividerlo. Sono numeri tragici quelli messi nero su bianco dal deputato. Ecco di seguito il messaggio: 
 
Facciamo diventare VIRALE questo post ragazzi. Condividiamo come non mai, lo stiamo facendo tutti quanti! 
 
Napolitano blinda il governo e nasconde i conti sotto il tappeto. Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica ha incontrato il ragioniere generale dello Stato. Perché? Ve lo diciamo noi: 

- Debito pubblico: record a 2.074 miliardi, veleggiamo verso il 130% del Pil

- Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi

- Pil: atteso un altro -2% quest'anno. Si aggiunge al -2,4 del 2012

- Rapporto deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%

- Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012

- Sofferenze bancarie: a maggio sono salite del 22,4% annuo a 135,5 miliardi

- Base produttiva: eroso circa il 20% dall'inizio della crisi

- Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall'inizio della crisi. 200 miliardi circa

- Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012

- Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro

- Potere d'acquisto delle famiglie: -94 miliardi dall'inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo

- Disoccupazione: sfondata quota 12,2%, dato peggiore dal 1977

- Disoccupazione giovanile: oltre il 38%

- Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non    lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi

- Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse)

- Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall'Inps dall'inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione.
 

giovedì 28 febbraio 2013

Siamo arrivati!

 Lo Tsunami del Movimento 5 Stelle

I risultati delle elezioni ci dicono che il MoVimento 5 Stelle è la Prima forza politica del paese con il 25,5% alla camera dei Deputati  e 108 Deputati, 54 Senatori, 9 Consiglieri alla Regione Lombardia, 7 Consiglieri alla Regione Lazio, 2 Consiglieri alla Regione Molise.
 Questo il primo effetto dello Tsunami chiamato MoVimento 5 Stelle sul Parlamento e sulle Regioni al voto il 24 e 25 febbraio. Un forza politica compatta ed uniformemente presente in tutto il territorio nazionale con percentuali intorno al 30% in alcune regioni come Liguria e Sicilia. Ben 162 parlamentari della casta mandati a casa (purtroppo con un lauto vitalizio!) e sostituiti con cittadini portavoce di cittadini la cui età media è 37 anni.
La Democrazia entra finalmente nel Parlamento italiano dopo oltre 60 anni dalla firma della Carta Costituzionale, ma è solo il primo passo per dare la sovranità al popolo!
Nelle nostre città del Golfo e nel Lazio il quadro è analogo: il MoVimento 5 Stelle è indubbiamente la 2^ forza politica, in alcuni casi dietro il PD, in altri dietro il PDL. Nel voto regionale si è registrato un calo delle percentuali rispetto al voto politico, segno che nelle votazioni amministrative prevalgono ancora, come al solito,  questioni di interessi e convenienze varie. Complimenti ed un grande “in bocca al lupo” ai nostri amici eletti portavoce Cristian Iannuzzi, Gaia Pernarella, Ivana Simeone, Giuseppe Vacciano  e Marino Mastrangeli.
Un risultato eccezionale il cui merito, nessuno può negarlo,  va innanzitutto a Beppe Grillo che  con impeto e generosità ha percorso la penisola tenendo ben 77 incontri con i cittadini nelle piazze di tutta Italia; ma anche a tutto il suo staff, tra cui quel Salvo Mandarà che ha “inventato” “La cosa”, la diretta streaming che ha consentito a tutta Italia di bypassare la censura di regime; a tutte le centinaia di persone che hanno creduto fin dall’inizio a questo fantastico sogno che è diventato poi il MoVimento 5 Stelle; alle migliaia che si sono aggiunte ed  attivate in questi circa 6  anni dal 1° VDay.
Un risultato ottenuto senza finanziamenti pubblici, ma con le sole risorse dei volontari che si sono adoperati e messi in gioco in questi anni, coinvolgendo familiari ed amici e dimostrando al mondo intero che la Politica, quella con la “P” maiuscola, se fatta con entusiasmo e sincerità, può anche essere “pulita”!
E’ grazie a loro se oggi l’Italia ha un’alternativa, un Piano B che le consentirà, forse, di sottrarsi alla trappola tesa dai mercati e di non finire come la Grecia, fagocitata dai gruppi finanziari dominanti,  massacrata dalle riforme imposte dalla Troika e condannata alla fame ed alla disoccupazione.
Cosa faremo in Parlamento?  Quello che andiamo dicendo da 6 anni: nessun compromesso o connivenza con i partiti, con questi partiti, per noi i veri responsabili della ingovernabilità del paese. Nessuno provi ad addossare al M5S alcuna responsabilità di una situazione che è conseguenza di oltre 20 anni di malgoverno, inciuci e complicità tra forze di centrodestra e centrosinistra, per non parlare della “rovina” tecnica del Governo Monti, paladino dei mercati finanziari, non certo del popolo italiano.
Abbiamo un programma molto articolato, numerosi punti fermi che saranno premessa e fine di ogni attività parlamentare, alcuni da affrontare nel brevissimo tempo. Se ci saranno da parte delle altre forze politiche proposte legislative compatibili con tutto ciò  e con gli interessi degli Italiani saranno discusse e, per il bene del paese,  faremo la nostra parte. Se non sarà così non faremo sconti a nessuno! Si assumano loro le loro responsabilità!
Questo è quello che come cittadini del M5S chiederemo ai nostri portavoce in Parlamento ed in Regione e non li lasceremo certo soli.

Gli aderenti al MoVimento 5 Stelle dei  meetup del Golfo di Gaeta

mercoledì 13 febbraio 2013

Programma Nazionale / 2 - Stato e Cittadini - Giustizia



Presentiamo ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre forze politiche.
- 2^ parte -
 
Stato e Cittadini

L’organizzazione attuale dello Stato è eccessivamente burocratica, sovradimensionata, costosa ed inefficiente. Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito: quindi è necessaria una revisione della legge elettorale che reintroduca le preferenze. La Costituzione non è applicata, ed i partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.
Il parlamentare non deve più essere una professione, remunerata con cifre da capogiro e sommersa da privilegi, ma un servizio civile: riduzione a due soli mandati, eliminazione del vitalizio (dopo 5 anni), l’adeguamento degli stipendi, ed il divieto di esercitare un’altra professione durante il mandato, sono fondamentali. A tutto ciò va aggiunto la non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati, ed il divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari.
Nell’ottica di una organizzazione dello Stato meno costosa e più efficiente, proponiamo l’abolizione delle province e l’accorpamento dei Comuni più piccoli, salvaguardando i servizi. Per riavvicinare la politica ai cittadini proponiamo l’abolizione dei rimborsi elettorali che sostituiscono il vecchio finanziamento pubblico ai partiti, sul quale i cittadini si sono già espressi con parere contrario grazie al referendum abrogativo dell’Aprile 1993, costatoci ad oggi oltre 2 miliardi di euro.
La partecipazione dei cittadini deve essere favorita sia tramite l’obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare, sia con l’introduzione di referendum propositivi oltre che a brogativi senza quorum, da tenersi insieme ad altre elezioni in modo da incentivare il voto e ridurne il costo.
Inoltre l’introduzione di una vera “azione collettiva”, o class action, è il modo migliore con cui i cittadini possono essere tutelati e risarciti dai torti delle aziende e delle multinazionali, in quanto la relativa sentenza favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che si trovino nell’identica situazione.

IL CODICE DI COMPORTAMENTO PER I PARLAMENTARI DEL M5S

Trasparenza
Votazioni parlamentari motivate e spiegate giornalmente con un video pubblicato sul canale YouTube del MoVimento 5 Stelle.
Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
Il parlamentare eletto dovrà dimettersi obbligatoriamente se condannato, anche solo in primo grado, nel caso di rinvio a giudizio sarà invece sua facoltà decidere se lasciare l’incarico.

Rendicontazione spese mensili per l’attività parlamentare (viaggi, vitto, alloggi, ecc) sul sito del M5S.

Relazione con i cittadini
Le richieste di proposte di legge originate dal portale del MoVimento 5 Stelle attraverso gli iscritti dovranno obbligatoriamente essere portate in aula se votate da almeno il 20% dei partecipanti. I gruppi parlamentari potranno comunque valutare ogni singola proposta anche se sotto la soglia del 20%.

Trattamento economico
L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili (meno della metà della retribuzione prevista per legge), il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). Rifiuto del vitalizio.
 
GIUSTIZIA

Per troppo tempo la giustizia è stata bersaglio di politiche governative che l’hanno ridotta ad uno stato di asservimento e l’hanno resa un mero strumento per accrescere l’intoccabilità della classe politica. Per anni, il Parlamento ha sprecato tempo e risorse nella promulgazione di provvedimenti ad personam che tutelassero gli interessi dei singoli invischiati in procedimenti giudiziari, snaturando la valenza di generalità e astrazione propria delle leggi. I continui attacchi ai giudici e alla Magistratura hanno svilito il ruolo primario che essi rivestono nel garantire l’applicazione del principio fondamentale sancito dall’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge”. Le principali proposte del M5S sono:
 
Promulgazione di una nuova legge elettorale che preveda l’eleggibilità diretta dei candidati alla Camera e al Senato, un massimo di due mandati elettivi, l’ineleggibilità dei condannati in via definitiva al Parlamento e la sospensione del mandato per i condannati in primo e in secondo grado in attesa di giudizio definitivo.
Lotta concreta alla corruzione attraverso la reintroduzione del reato di falso in bilancio, depenalizzato dal governo Berlusconi nel 2002 e non ripristinato dalla legge anticorruzione recentemente approvata dal Parlamento. Il falso in bilancio è un fondamentale “reato-mezzo”, utile cioè a scoprire reati ad esso connessi: attraverso la falsificazione di fatture l’imprenditore nasconde la creazione di fondi neri, reinvestibili ad esempio in condotte corruttive.
Introduzione, sulla scorta del modello americano, della figura dell’agente provocatore per i reati contro la Pubblica Amministrazione al fine di contrastare i fenomeni di corruzione e concussione. L’agente di polizia giudiziaria, sotto mentite spoglie, offre denaro o altre utilità a pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio per scovare quelle che sono le figure corrotte o disponibili a farsi corrompere, con la previsione di un’attenuante qualora il corrotto o il concusso, nell’ottica di una collaborazione con la giustizia, denunci il fatto prima del rinvio a giudizio.
Promulgazione di una legge sul conflitto d’interessi. L’intero sistema italiano è invischiato in conflitti d’interesse: banche, pubbliche amministrazioni, università, informazione, mercato dei farmaci, calcio, Autorità di garanzia,cooperative, partiti. La mancata approvazione di una disciplina in materia di conflitto di interessi da parte dei governi di destra e di sinistra che si sono alternati negli ultimi vent’anni, ha inferto un colpo mortale al pluralismo del sistema radio-televisivo ed editoriale italiano, generando un caso unico inEuropa.
Introduzione del numero identificativo per le forze dell’ordine affinché vengano identificate immediatamente dalle autorità preposte, se responsabili di atti di violenza gratuita e criminale.
Lotta alla criminalità organizzata con particolare riguardo non solo alle associazioni di tipo mafioso nazionale, la cui attività si è estesa in maniera preponderante alla c.d. “zona grigia”(la quale rappresenta i rapporti di collusione e le relazioni esterne delle organizzazioni mafiose) ma altresì alle organizzazioni sovranazionali che ad esempio promuovono la tratta di persone a scopo di schiavitù o di sfruttamento sessuale. Occorrono pene severe e limitazioni, per coloro che commettono detti reati, alla possibilità di usufruire dei benefici concessi da legge, oltre a provvedere in parallelo alla tutela dei soggetti lesi (maggiore tutele statali agli imprenditori che si sono opposti al pagamento del c.d. “pizzo”, aiuti alle vittime di violenze e soprusi ecc...).
Riforma dell’istituto della prescrizione, che va adattato alla disciplina e alla regolamentazione della sua interruzione sulla base dell’esperienza degli altri Paesi Europei con disciplina giuridica analoga a quella italiana (Spagna, Francia, Germania), mediante l´aumento dei tempi della stessa e la previsione della interruzione della decorrenza in presenza dell´incriminazione e di qualsivoglia atto processuale, congelandola così per tutta la durata del processo sino alla pronuncia di sentenza definitiva in merito. Ciò permetterebbe di non dover assistere alle puntuali tattiche dilatorie esperite dai legali al solo fine di far scadere il termine ma altresì di poter snellire il carico di lavoro dei Tribunali, inducendo a scegliere i riti alternativi che impiegano meno risorse del sistema giudiziario e in cambio concedono riduzioni di pena.
La lotta all´evasione fiscale deve divenire priorità, visto l´enorme effetto collaterale sulla collettività dei contribuenti onesti, reprimendola con pene dure come avviene nel resto del mondo, non concedendo il rientro nel territorio italiano di capitali con potenziali e probabili proventi illeciti poiché per illecito si intende anche il denaro oggetto di evasione fiscale.
Le intercettazioni dei Parlamentari devono avvenire con medesimi limiti e garanzie stabilite dal legislatore per qualsivoglia altro cittadino, soprattutto alla luce degli scenari di collusione tra politica e malaffare venutisi a delineare con sempre maggior precisione negli ultimi ´20 anni di storia italiana, ciò modificando la Costituzione nella parte in cui concede tale “privilegio” in forza del ruolo ricoperto dai politici

- segue -

mercoledì 25 maggio 2011

La guerra del “quorum”!

Il governo pone la fiducia sulla sospensione del programma nucleare.

La decisione di rinviare di un anno qualsiasi decisione in merito al ritorno del nucleare in Italia, inserita nel decreto “omnibus” sottoposto ieri alla fiducia della Camera, rappresenta il tentativo estremo con il quale il Governo sta cercando di vanificare l’esito dei referendum del 12 e 13 giugno.

Ora siamo tutti in attesa del parere della Cassazione, cui spetta decidere della compatibilità di tale decreto con il referendum di giugno.

Escludendo il quesito sul nucleare il Governo di questa “repubblica delle banane” spera che il famigerato “quorum” non venga raggiunto. Altro che l’invito balneare di craxiana memoria. Quella era l’espressione – infelice – di un’opinione. Questa è una vera e propria indegna manovra di governo, inaccettabile in un paese democratico!

Democrazia significa “governo del popolo”. L’art. 1 della nostra Costituzione sancisce nel 2° capoverso che “La sovranità appartiene al popolo”.

Tu che leggi queste righe, ritieni che sia proprio così, nel nostro paese? Indipendentemente dall'invito a votare SI, non ti senti indignato ed offeso?

Molti oggi parlano di “democrazia diretta”, ma cos’è? Che differenze ci sono con la “democrazia rappresentativa”? E’attuabile in Italia?

Cos'è un referendum? Perché è previsto il quorum in Italia? A chi serve?

I cittadini che a giugno vogliono votare SI per evitare la privatizzazione dell’acqua, il ritorno al nucleare ed il legittimo impedimento, sono in pratica cittadini di serie “B”, rispetto a chi è contrario. Perché?

Questa, secondo te, è “democrazia”? Dobbiamo rassegnarci o possiamo reagire, democraticamente?

Ne parleremo sabato alle 17.00 nella Sala Archivio Storico di via Lavanga a Formia, nella manifestazione dedicata alla Settimana nazionale della Democrazia Diretta per cercare di capire le radici profonde della crisi etica e politica della democrazia in Italia.

Ti aspettiamo. Perché informarsi oggi non è più solo un diritto, ma un dovere. Per te stesso e per le persone che ami.

Sabato, metti da parte il divertimento. Il tuo "status" di cittadino libero e democratico è in pericolo. Partecipa ed invita altri a partecipare.

Vai alla pagina evento facebook



mercoledì 17 dicembre 2008

IO DIFENDO LA COSTITUZIONE CONTRO IL REGIME



Firma l'appello on-line di Massimo Fini e Marco Travaglio



Le prime adesioni

Gianni Barbacetto, Oliviero Beha, Furio Colombo, Pino Corrias, Maria José De Lancastre, Peter Gomez, Beppe Grillo, Sabina Guzzanti, Antonio Tabucchi, Vauro



Dai siti di Massimo Fini e Marco Travaglio

Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.

Da un punto di vista formale la cosa è legittima. La nostra Carta prevede, all’articolo 138, i meccanismi per modificare le norme costituzionali. Ma farlo a colpi di maggioranza lede i fondamenti stessi della liberal-democrazia che è un sistema nato per tutelare innanzitutto le minoranze (la maggioranza si tutela già da sola) e che, come ricordava Stuart Mill, uno dei padri nobili di questo sistema, deve porre dei limiti al consenso popolare. Altrimenti col potere assoluto del consenso popolare si potrebbe decidere, legittimamente dal punto di vista formale, che tutti quelli che si chiamano Bianchi vanno fucilati. Ma la Costituzione non ha abolito la pena di morte? Che importa? Si cambia la Costituzione. Col consenso popolare. Elementare Watson. Senza contare che a noi la Costituzione del 1948 va bene così, e non si vede un solo motivo per stravolgerla (altra cosa è qualche ritocco sporadico per aggiornarla).

Com’è possibile che in una democrazia si sia giunti a questo punto? Non fermando Berlusconi sul bagnasciuga, permettendogli, passo dopo passo, illiberalità e illegalità sempre più gravi. Prima il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset) che è il contrario di un assetto liberal-liberista perché ammazza la concorrenza e in un settore, quello dei media televisivi, che è uno dei gangli vitali di ogni moderna liberaldemocrazia. Poi un colossale conflitto di interessi che si espande dal comparto televisivo a quello editoriale, immobiliare, finanziario, assicurativo e arriva fino al calcio. Quindi le leggi “ad personas”, per salvare gli amici dalle inchieste giudiziarie, “ad personam” per salvare se stesso, il “lodo Alfano”, che ledono un altro dei capisaldi della liberaldemocrazia: l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Infine una capillare, costante e devastante campagna di delegittimazione della Magistratura non solo per metterle la mordacchia (che è uno degli obbiettivi, ma non l’unico e nemmeno il principale della cosiddetta riforma costituzionale), ma per instaurare un regime a doppio diritto: impunità sostanziale per “lorsignori”, “tolleranza zero”, senza garanzia alcuna, per i reati di strada, che sono quelli commessi dai poveracci.

Presidente del Consiglio, padrone assoluto del Parlamento e di quei fantocci che sono i presidenti delle due Camere, padrone assoluto del centro-destra, se si eccettua, forse, la Lega, padrone di tre quarti del sistema televisivo, con un Capo dello Stato che assomiglia molto a un Re travicello, Silvio Berlusconi è ormai il padrone assoluto del Paese e si sente, ed è, autorizzato a tutto. Recentemente ha avuto la protervia di accusare le reti televisive nazionali, che pur controlla nella stragrande maggioranza (ieri, in presenza del suo inquietante annuncio, si sono occupate soprattutto della neve), di “insultarlo”, di “denigrarlo”, di essere “disfattiste” (bruttissima parola di fascistica memoria), di parlare troppo della crisi economica e quasi quasi di esserne la causa (mentre lui, il genio dell’economia, non si era accorto, nemmeno dopo il crollo dei “subprime” americani, dell’enorme bolla speculativa in circolazione).

Poi, non contento, ha intimidito i direttori della Stampa e del Corriere (il quale ultimo peraltro se lo merita perché ha quasi sempre avvallato, con troppi silenzi e qualche adesione, tutte le illegalità del berlusconismo) affermando che devono “cambiare mestiere”.

Questa escalation berlusconiana ci spiega la genesi del fascismo. Che si affermò non in forza dei fascisti ma per l’opportunismo, la viltà, la complicità (o semplicemente per non aver capito quanto stava succedendo) di tutti coloro che, senza essere fascisti, si adeguarono.

Ma sarebbe ingeneroso paragonare il berlusconismo al fascismo. Ingeneroso per il fascismo. Che aveva perlomeno in testa un’idea, per quanto tragica, di Stato e di Nazione. Mentre nella testa di Berlusconi c’è solo il suo comico e tragico superego, frammisto ai suoi loschi interessi di bottega.

Una democrazia che non rispetta i suoi presupposti non è più una democrazia. Una democrazia che non rispetta le sue regole fondamentali non può essere rispettata. E a questo punto perché mai il cittadino comune dovrebbe rispettarla invece di mettersi “alla pari” col Presidente del Consiglio? “A brigante, brigante e mezzo” diceva Sandro Pertini quando lottava contro il totalitarismo. O per finirla in modo più colto: “Se tutto è assurdo”, grida Ivan Karamazov “tutto è permesso”.

Massimo Fini

Marco Travaglio

(Vignetta di Natangelo)