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martedì 12 maggio 2015

Il mistero del petcoke.

 


Sono alcuni giorni che cerco invano notizie sul futuro del petcoke a Sessa Aurunca e nel porto di Gaeta, sul quale avrebbe dovuto decidere nei giorni scorsi il Ministro dello Sviluppo Economico.Ricordo che il 15 aprile scorso veniva annunciato per l'indomani un Tavolo di lavoro presso il Ministero dello Sviluppo Economico che avrebbe dovuto decidere sull'intera problematica relativa al trasporto, stoccaggio e lavorazione del famigerato petcoke nei siti di Sessa Aurunca e del porto di Gaeta, al quale avrebbero dovuto partecipare diverse realtà amministrative come l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, un responsabile dell’A.G.C. sviluppo economico settore regolazione mercati della regione Campania, il Sindaco di Sessa Aurunca, il capo settore ambiente e assetto del territorio del Comune di Sessa, il responsabile per AssoCarboni, l’AITEC, l’Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento, l’Amministratore delegato della Intergroup S.p.A.
Nella notizia apparsa su alcuni media e riportata successivamente a cascata sui vari network, si sottolineava con enfasi che finalmente si stava affrontando la situazione. ma si denunciava anche la mancata convocazione delle parti sociali interessate e si chiedeva un puntuale riscontro a quanto sarebbe stato deciso, con l'augurio che non fossero decisioni prese a porte chiuse.
Da allora, invece, il silenzio è assoluto!
Ricordo che gli episodi in questione sono di una certa rilevanza e gravità. Riguardano il fermo del deposito di Sessa Auruna, irregolarità edilizie, sequestro del deposito nel porto di Gaeta, inquinamento, rischio ambientale, posti di lavoro..... Insomma una vera bomba, dal punto di vista sociale, economico, politico e mediatico!
Ad oggi sul sito del Ministero non c'è notizia, avviso, comunicato, relazione del Tavolo in questione. I media non riportano neanche un rigo. Non si sa neanche se sia stato tenuto davvero, questo Tavolo  o se sia stata una bufala! Eppure le personalità coinvolte sono di un certo rilievo, un comunicato, un minimo di notizia, una conferma, una smentita avrebbe pur dovuto avere eco sui media!
Zero assoluto!
Ma non è per caso - come sono maligno! - che il Ministero  abbia preferito favorire gli industriali del cemento e del petcoke, dichiarando "strategici" i siti ed il traffico in questione alla faccia della salute dei cittadini e del rispetto delle leggi e secretato il tutto?
Sono io malpensante o ho colto nel segno?
Attendo, come molti credo, buone notizie e smentite delle mie conclusioni.

sabato 4 ottobre 2008

Salviamoformia: ma da chi?

Riporto anche qui il nostro intervento pubblicato su Telefree il 29 settembre scorso

A Vindicio ieri il grande assente era il cittadino formiano!

Formia - Per fortuna è stata una bella mattinata, perchè per il resto siamo rimasti abbastanza delusi. Speravamo che alla manifestazione di "salviamoformia" ieri ci fosse una dignitosa partecipazione di cittadini, ma in verità abbiamo visto solo pochi addetti ai lavori!
Poche le barche a mare, ancor meno forse i "pedoni" sul litorale.
A dire il vero la pineta era piena di famigliole a spasso, ma ben pochi crediamo abbiano letto l'unico striscione esposto su una delle barche a 200 metri dalla riva.
Quattro o cinque di noi si sono sguinzagliati un pò in giro per cercare di individuare qualche altro partecipante alla manifestazione. I pochi che abbiamo incontrato chiedevano se la manifestazione era stata rinviata e dov'era il punto di raduno.
C'è stata indubbiamente un pò di confusione nell'annunciare la manifestazione che poi è stata disdettata e poi riconfermata e soprattutto l'iniziativa non è stata sufficientemente pubblicizzta .
Speriamo meglio per la prossima occasione.
Ora si aspetta la visita di Marrazzo, che forse ha qualche bacchetta magica.....
Noi cercheremo di approfondire la situazione e terremo "il fiato sui collo" alla nostra amministrazione.
A proposito: la relazione sull'inquinamento del Golfo del Sindaco Forte dov'è?


giovedì 25 settembre 2008

Vindicio e la delocalizzazione: Consiglio Comunale ancora in alto mare.

Formia. Il Consiglio Comunale di Formia è stato riunito ieri appositamente per fare il punto della situazione sulla diatriba che verte sull’imminente trasferimento degli impianti di itticoltura e miticoltura davanti al litorale formiano. Visti i risultati, se ne poteva anche fare a meno.

La serata si è infatti conclusa con un nulla di fatto, anzi si è addirittura rischiato di annullare la manifestazione a mare che il comitato di “salviamoformia” ha programmato per domenica mattina, 28 settembre, prima rinviata in chiusura di seduta con un improvviso colpo di mano con la scusa di farla coincidere con la prevista – ma non si sa quando – visita del Presidente della Regione Marrazzo a Formia proprio per la questione porto, e poi confermata in extremis dal comitato.

Tuttavia, dalle dichiarazioni dei consiglieri intervenuti e dalla replica del Sindaco Forte qualche elemento di interesse, a nostro giudizio, è ugualmente emerso.

Innanzitutto, come ha affermato lo stesso Sindaco, e in ciò concordiamo pienamente, è bene cominciare a focalizzare che il problema dello spostamento degli impianti è conseguenza dell’ampliamento del porto di Gaeta e che l’aspetto più grave, come noi sottolineavamo pochi giorni fa, è l’impatto ambientale che tale evento avrà sul Golfo.

A questo proposito c’è stata però una dichiarazione, che pensiamo sia scappata al Sindaco nell’impeto della discussione, che ci ha lasciati molto perplessi. Il Senatore ha affermato di aver ricevuto da tempo una perizia da un noto studio tecnico sul drammatico livello di inquinamento delle acque del Golfo che gli è stato consigliato di non divulgare pena il crollo dell’afflusso turistico nella stagione passata.

Non è che vogliamo fare certo la paternale al nostro Sindaco, ma cavolo, il nostro primo cittadino viene a conoscenza che le acque del Golfo sono altamente inquinate tanto che probabilmente la balneazione avrebbe dovuto essere vietata e la relazione finisce in un cassetto?

Probabilmente il Sindaco ha anche agito in buona fede, temendo forse la ricaduta economica che tale rapporto avrebbe avuto sulle attività commerciali e turistiche. Ancora una volta, però – e non ci stancheremo mai di denunciarlo – gli interessi economici vengono prima della salute e del benessere dicittadini e turisti!

Non sarebbe il caso, e ci rivolgiamo soprattutto ai cittadini formiani, colpevolmente assenti ieri pomeriggio nella sala consiliare, di cominciare ad invertire quest’ordine?

Quanto meno, adesso, chiediamo e ci aspettiamo che questa relazione venga resa pubblica ed eventualmente utilizzata anche nel merito della vertenza giudiziaria e amministrativa.

Altra questione che ci lascia l’amaro in bocca è la conferma del rigetto da parte del giudice civile del ricorso presentato dal Comune di Formia per difetto di giurisdizione, per cui adesso bisogna ricominciare tutto daccapo davanti al TAR, ammesso che ce ne sia ancora il tempo.

Ci chiediamo al riguardo: ma è la prima volta che i legali dell’Avvocatura del Comune ricorrono contro un atto amministrativo? Siamo certi che uno studente al terzo anno di giurisprudenza avrebbe fatto meglio e costerebbe senz’altro di meno!

Quanto alla contrapposizione tra Formia e Gaeta lo stesso Sindaco Forte ha richiamato giustamente la necessità di evitare che si verifichi una sterile lotta di interessi tra le due città, lanciando un appello al Sindaco di Gaeta per un incontro che serva a chiarire collaborare. Solo che, visto il livello di partecipazione di entrambe le cittadinanze ad un problema che si ripercuoterà in futuro sulla loro pelle, a noi sembra che più che altro si tratti di una contrapposizione di “disinteresse”.

Un’ultima considerazione: gli impianti ittici nel Golfo di Gaeta da anni e notoriamente inquinano il nostro mare e i nostri litorali, il protocollo di intesa del porto commerciale di Gaeta è il punto di arrivo di un iter che è durato anni, l’impatto ambientale che ne deriva si va a cumulare con quello del porto turistico di Formia e sull’insufficienza e forse anche inefficienza dei depuratori: ma gli amministratori e politici di questa città a che pensano? Bisognava proprio aspettare l’autogol del Sindaco per cominciare a parlare di disastro ambientale?

Appuntamento a domenica mattina sul litorale di Vindicio.




Nuovo Porto di Gaeta: sviluppo, ma a quale prezzo?

Gli operatori di Vindicio protestano, l'Autorità Portuale insiste, ma i Cittadini come la pensano?

Formia: Lunedì scorso abbiamo avuto un primo incontro con un rappresentante del comitato che ha iniziato una vera e propria battaglia contro la delocalizzazione degli impianti di itticoltura e miticoltura antistanti il litorale di Vindicio. Dallo scambio di idee avuto abbiamo avuto conferma di una nostra prima valutazione circa la gravità della vicenda per l'intera area del Golfo di Gaeta. C'è la netta sensazione che ancora una volta le autorità preposte al governo del territorio sia a carattere centralizzato che a livello locale abbiano drammaticamente sottovalutato l'impatto ambientale della ristrutturazione e riqualificazione del porto commerciale di Gaeta. La documentazione proposta dal comitato, peraltro reperibile sul loro sito www.salviamoformia.it, avvalora l'ipotesi di un disastro ambientale preannunciato che potrebbe mettere la parola fine a qualsiasi velleità di rilancio turistico dell'intero Golfo e soprattutto minacciare ancor più la salute di chi vi abita e vive.

In questa prospettiva lo spostamento degli impianti ittici è solo una piccola parte del problema, che preso nella sua complessità non riguarda solo tre famiglie, come qualcuno ha affermato, ma l'intera comunità. Cercheremo di valutare anche le motivazioni delle controparti - autorità ed operatori portuali e relativo indotto - ma fin da ora ci chiediamo: quanto deve costare a noi cittadini in termini di vivibilità e salute il tanto decantato ma fumoso sviluppo sociale promesso da queste megastrutture?
Certo non resteremo passivamente a guardare!
Mercoledì sera, nella nostra riunione settimanale in via XX Settembre n. 20 a Formia - peraltro aperta a chinque voglia parteciparvi - approfondiremo la situazione e progetteremo alcune iniziative in merito.
Chi è con noi, ci dica la sua.

(pubblicato su telefree.it domenica 21 sett. 2008)