Gli operatori di Vindicio protestano, l'Autorità Portuale insiste, ma i Cittadini come la pensano?
Formia: Lunedì scorso abbiamo avuto un primo incontro con un rappresentante del comitato che ha iniziato una vera e propria battaglia contro la delocalizzazione degli impianti di itticoltura e miticoltura antistanti il litorale di Vindicio. Dallo scambio di idee avuto abbiamo avuto conferma di una nostra prima valutazione circa la gravità della vicenda per l'intera area del Golfo di Gaeta. C'è la netta sensazione che ancora una volta le autorità preposte al governo del territorio sia a carattere centralizzato che a livello locale abbiano drammaticamente sottovalutato l'impatto ambientale della ristrutturazione e riqualificazione del porto commerciale di Gaeta. La documentazione proposta dal comitato, peraltro reperibile sul loro sito www.salviamoformia.it, avvalora l'ipotesi di un disastro ambientale preannunciato che potrebbe mettere la parola fine a qualsiasi velleità di rilancio turistico dell'intero Golfo e soprattutto minacciare ancor più la salute di chi vi abita e vive.
In questa prospettiva lo spostamento degli impianti ittici è solo una piccola parte del problema, che preso nella sua complessità non riguarda solo tre famiglie, come qualcuno ha affermato, ma l'intera comunità. Cercheremo di valutare anche le motivazioni delle controparti - autorità ed operatori portuali e relativo indotto - ma fin da ora ci chiediamo: quanto deve costare a noi cittadini in termini di vivibilità e salute il tanto decantato ma fumoso sviluppo sociale promesso da queste megastrutture?
Certo non resteremo passivamente a guardare!
Mercoledì sera, nella nostra riunione settimanale in via XX Settembre n. 20 a Formia - peraltro aperta a chinque voglia parteciparvi - approfondiremo la situazione e progetteremo alcune iniziative in merito.
Chi è con noi, ci dica la sua.
(pubblicato su telefree.it domenica 21 sett. 2008)In questa prospettiva lo spostamento degli impianti ittici è solo una piccola parte del problema, che preso nella sua complessità non riguarda solo tre famiglie, come qualcuno ha affermato, ma l'intera comunità. Cercheremo di valutare anche le motivazioni delle controparti - autorità ed operatori portuali e relativo indotto - ma fin da ora ci chiediamo: quanto deve costare a noi cittadini in termini di vivibilità e salute il tanto decantato ma fumoso sviluppo sociale promesso da queste megastrutture?
Certo non resteremo passivamente a guardare!
Mercoledì sera, nella nostra riunione settimanale in via XX Settembre n. 20 a Formia - peraltro aperta a chinque voglia parteciparvi - approfondiremo la situazione e progetteremo alcune iniziative in merito.
Chi è con noi, ci dica la sua.

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