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sabato 12 gennaio 2019

 Magari....


lunedì 3 dicembre 2018

 Assemblea pubblica su pontile petroli.

Report e riflessioni a 5 stelle.

(Una voce fuori dal coro - seguitemi fino in fondo, please!)

L’assemblea di ieri è stata discretamente partecipata. Ci sono stati diversi interventi e testimonianze di cittadini, operatori economici (balneari) ed esponenti di associazioni operanti sul territorio sul tema ambiente. Presenti naturalmente diversi esponenti e personaggi politici non solo formiani tra i quali sono intervenuti Pasquale Di Gabriele, Presidente del Consiglio Comunale di Formia, Emiliano Scinicariello, Consigliere Comunale a Gaeta e infine Paola Villa, Sindaco di Formia.

In modo quasi unanime è stata sollecitata dagli intervenuti un’azione unitaria ed univoca da parte dei sindaci del Golfo, ma sono anche emersi i rilevanti interessi economici che stanno dietro l’intera vicenda del deposito e del pontile petroli di Gaeta e che difficilmente potranno essere superati, a mio giudizio, a favore dei cittadini se a decidere sarà solo chi di quegli interessi è di fatto portatore. Mi riferisco chiaramente ad ENI, ma anche al Comune di Gaeta ed alla stessa Autorità Portuale che si sono assegnati il compito di valutare un progetto di fattibilità sulla varie alternative possibili.

La soluzione offshore comporterebbe infatti, a quanto pare, un costo di impianto quasi totalmente a carico di ENI, con Comune ed Autorità che perderebbero invece i vari diritti e poteri economici di cui resterebbero invece titolari con la soluzione porto commerciale. Per cui, contrariamente ai dimenticati proclami elettorali del sindaco Mitrano (non facciamoci infinocchiare dal suo recente strategico abbaiare contro l’ENI!) ed alle recenti manifestazioni della volontà popolare, sembra che la soluzione del porto commerciale sia scontata! Del resto da uno degli interventi è emerso da alcuni documenti citati che da anni stia andando avanti il progetto per la delocalizzazione del pontile nel nuovo porto commerciale di Gaeta, con tanto di dighe foranee e ammennicoli vari per un complesso che già definito e particolareggiato sconvolgerà indiscutibilmente l’intero golfo. Come il Porto Ranucci!

Desta sospetti, poi, come sottolineato da Paola Villa, il fatto che, riguardo al recente stanziamento di ben 195 milioni di Euro da parte della Banca Europea degli Investimenti a favore dei Porti di Roma e del Lazio, nel relativo comunicato stampa dell’Authority del 3 ottobre scorso siano stati citati i lavori previsti a Fiumicino e Civitavecchia, ma non quelli da fare a Gaeta! Perchè tanta segretezza? O alla BEI non interessa dove saranno investiti?

Il vero problema, a mio parere, è che comunque anche sostenendo la delocalizzazione offshore, a quanto pare la soluzione più gradita dalla quasi totalità dei presenti all’assemblea ed avallata dal Comune di Formia, non si risolva il vero problema che è a monte della delocalizzazione del pontile: la presenza, cioè, di un sito di stoccaggio petroli ad eccezionale pericolosità per comunità ed ambiente a ridosso di due centri abitati come Formia e Gaeta, incompatibile ormai con lo sviluppo urbanistico delle due città, estremamente pericoloso per comunità ed ambiente ed in contrasto con la vocazione turistica dell’intera area. Significativa e sconvolgente al riguardo la testimonianza dell’ex comandante dei rimorchiatori del porto di Gaeta, particolarmente esperto per il suo lavoro sulla questione sicurezza di pontili e petroliere, che ha evidenziato come la questione “pericolosità” non stia solo nell’eventuale sversamento in mare o nei danni che una eventuale esplosione di una petroliera potrebbe arrecare alle abitazioni a ridosso del pontile, ma nel disastro che una tale esplosione potrebbe causare nel raggio di chilometri e che, pur stando offshore il pontile, non sarebbe assolutamente evitato!

Occorre quindi che la questione venga riportata a ben altra prospettiva che coinvolga una progettazione pluriennale sull’intera destinazione del Golfo di Gaeta e sul futuro delle comunità che vi vivono che necessariamente rientra in quella ben più ampia della tutela ambientale del golfo e della sicurezza dei cittadini, ma anche dello sviluppo economico dell’intera area e della politica energetica del nostro paese. Quello di Gaeta è un sito di stoccaggio strategico di importanza nazionale ed il suo spostamento richiederà uno sforzo enorme che coinvolge diverse competenze e con complicazioni altrettanto immense. C’è il rischio è vero che la questione si dilati enormemente, ma adesso è il momento che le comunità del golfo devono sfruttare per evitare che fra chiacchiere, discussioni e passerelle varie, non si concluda come al solito alcunché di concreto e lo scempio vada lo stesso a buon fine, anzi a cattivo fine!

Sia la delocalizzazione offshore che quella al porto commerciale rappresenterebbero infatti comunque un investimento di parecchi soldoni, il che starà a significare che una volta spesi il deposito ENI da Gaeta non andrà mai più via!!!!!! Con tanti saluti al Golfo Area Sensibile ed alle velleità turistiche di tutti!!!!!! Non ci facciamo prendere in giro!!!!

La concessione, ricordiamolo, è stata rinnovata solo per 4 anni, anziché i 10 richiesti! Forse conseguenza del cambio di passo che c’è stato a livello di governo che dovrebbe determinare, almeno si spera, una accelerazione verso una politica energetica nella quale il ricorso a fonti fossili come il petrolio dovrebbe diminuire a favore di quelle rinnovabili. Non lo sappiamo ancora, personalmente ci credo, ma ci dà comunque una scadenza a breve per agire! L’obiettivo di un’azione popolare e politica deve essere quindi a mio giudizio lo spostamento del deposito, non la delocalizzazione del pontile, che va solo messo in sicurezza per i prossimi ultimi 4 anni di permanenza del deposito nel golfo!

Se a Mitrano e a Villa stanno davvero a cuore le vocazioni turistiche del Golfo si adoperino per lo spostamento dell’intero deposito ENI, non per la delocalizzazione del pontile qui o là secondo i rispettivi interessi campanilistici!

Quindi, e vengo alle proposte d’azione dei promotori dell’assemblea, c’è da essere totalmente d’accordo nel coinvolgere e sensibilizzare quanto più è possibile le comunità del Golfo, come ha sottolineato in assemblea una commossa ragazza di Minturno, perché serve la più ampia partecipazione popolare, spostando però, come detto, l’attenzione dal pontile al deposito, inquadrando la vicenda anche in una prospettiva di sviluppo turistico ed economico futuro, oltre che di sicurezza e tutela dell’ambiente.

Quanto all’azione politica, non me ne vogliano gli amministratori locali, ma di loro non è che ci sia tanto da fidarsi, visto che fanno ancora più o meno in gran parte riferimento a forze politiche che in tani anni hanno solo ignorato il problema aggravandolo. Bisogna che la questione arrivi in alto, molto in alto, a chi non ha, o almeno non ha ancora, le mani in pasta ed ha programmi di sviluppo del paese totalmente diversi da quelli di chi li ha preceduti fino a ieri. E che sappia tener conto delle esigenze e della volontà dei cittadini.

Per quanto concerne il M5S a livello locale, da attivista propongo e mi adopererò per la convocazione al più presto di un incontro pubblico tra i cittadini iscritti al M5S di Formia allargato ai nostri portavoce in Regione e Parlamento ed aperto a chiunque voglia confrontarsi con noi, per discutere e definire la linea e l’azione politica del M5S a livello locale a sostegno di questa iniziativa e su altre tematiche di estrema rilevanza per la città di Formia.

sabato 24 novembre 2018

 Natale a Formia! A spese di chi?


I principali tagli che la Giunta ha recentemente deliberato per finanziare il Natale a Formia riguardano:

  • le spese per servizi di pulizia e altre spese per Biblioteca, Archivio Storico e Officina Culturale (tanto li usano i cittadini!!!);
  • il capitolo “Acquisto beni” della Protezione Civile (viva la sicurezza!!!);
  • altre funzionalità dell’Archivio Storico (erano troppi gli Euro stanziati!!!);
  • la demolizione di manufatti abusivi (giusto! lotta all’abusivismo!!!!);
  • lo Stadio di Maranola con finanziamenti ridotti ad un magnifico “zero” Euro (Formia Città dello Sport? Si, quello delle tre carte!!!);
  • la formazione - udite, udite - del personale per aggiornamento e anticorruzione (efficienza e trasparenza, anche per questa amministrazione un optional!!!);
  • i servizi funebri per i non abbienti (vietato anche morire per chi è più povero!!!);
  • vari altri capitoli nel settore commercio (vi organizziamo il Natale, per il resto arrangiatevi!!!);
  • altre spese varie diverse, di gestione e acquisto beni (insomma, non vi arrabbiate, meno servizi per tutti!!!)

Totale: 89.500 € di tagli che si aggiungono ai 30.000 € già stanziati in bilancio che andranno a finanziare il Natale a Formia per un totale di spesa di circa 130.000 €, con i 10.000 destinati ad Associazioni di promozione turistica! Quali? Boh!!! Al momento non è dato sapere.

La delibera è la n. 91 del 5 novembre cui è seguita quella del 13 novembre che ha riepilogato le iniziative in programma, di cui solo alcune già note ed approvate e indicato le linee di indirizzo in base alle quali selezionare le associaizoni, le imprese ed i professionisti cui affidare le altre, previo dovuto contributo economico, con tanto di avviso pubblico, “gara” e commissione da nominare! Il tutto quando manca un mese al Natale? Cioè oltre ad aver stanziato cifre che al momento della delibera non si sapeva come sarebbero state spese (o si sapevano già?), c’è da chiedersi come si fa ad organizzare luminarie e manifestazioni ad un mese dal Natale? Bisognerà fare salti mortali per portate a Formia attrezzature ed eventi di un minimo di spessore, considerato che il meglio sarà già impegnato altrove!

La tempistica desta perplessità anche per un altro aspetto, quello della scelta delle associazioni che si faranno carico delle varie iniziative programmate. Hai voglia ad essere iscritto al Registro del Comune e a prevedere avvisi pubblici e gare! Parteciperà probabilmente solo chi forse già sapeva che i miseri 30.000 € annunciati a suo tempo sarebbero diventati 130.000??? Insomma, la solita distribuzione alla vecchia maniera di strenne natalizie? Ancora figli e figliastri (viene da dire cittadini e cittadinastri)? Sbaglio o in passato su queste cose qualcuno che ci governa oggi criticava le vecchie Giunte?

Il tutto, poi, probabilmente per fare concorrenza a Gaeta e per evitare che i formiani, tra mille polemiche campanilistiche, si vadano a godere le luminarie e le manifestazioni degli altri (sperando che non lo facciano ugualmente!). O forse anche per accontentare un pò i commercianti, soprattutto quelli del centro, che beneficeranno di queste iniziative (ma sarà davvero così?). In verità anche per loro bisogna considerare che, come detto sopra, si dà da una parte e si toglie dall’altra! E’ vero, non si fanno nuovi debiti, ma si taglia ancora sui servizi ai cittadini e sull’efficenza della macchina comunale! Al riguardo ci auguriamo che i 42.000 € di contributo regionale per queste festività, coperti per cassa con la “manovrina” di questi giorni, se e quando erogati dalla Regione ritornino nei cassetti dai quali sono stati presi e non magari utilizzati per altre improvvisate, tipo la coda di un altro film!

Quindi, cambiamento zero! Anzi! E’ evidente che questa amministrazione ancora una volta improvvisa all’ultimo momento, nella migliore tradizione formiana, senza alcuna programmazione che risponda ad un piano ragionato di governo della Città, sfruttando l’emergenza dell’ultimo momento per arrangiarsi alla meglio ed aggravando peraltro una situazione gestionale del Bene Comune che via via si fa sempre più precaria! Lunedì 27 in Consiglio Comunale si discuterà infatti di altre ulteriori spese fuori bilancio! Ma chi l’ha fatto questo bilancio? Come? E , dal punto di vista politico, qual’è la connessione con quanto urlato in campagna elettorale?

Sarebbe stato indubbiamente preferibile organizzarsi per tempo, coinvolgendo, coerentemente con quanto si proclama, i cittadini e le associazioni, soprattutto delle periferie, in maniera chiara e trasparente. Forse più che spendere migliaia e migliaia di Euro, togliendoli ai servizi ai cittadini, servirebbero maggior senso della comunità, solidarietà e partecipazione. Ma si sa, oramai nella politica del terzo millennio è l’apparenza quella che conta! Solo profumi e niente balocchi!!!

(Le due delibere di Giunta per chi vuole approfondire:

https://www.comune.formia.lt.it/sites/default/files/allegati_albo/dgc_91_2018.pdf https://www.comune.formia.lt.it/sites/default/files/allegati_albo/dgc_97_2018.pdf)

P.S. Le luminarie in testa alla nota sono quelle di Rio de Janeiro.

sabato 3 novembre 2018

 A chi risponde Paola Villa?

Più precisamente la domanda dovrebbe essere: qual’è l’elettorato di riferimento della nuova Giunta che amministra Formia? E’ una domanda questa che non vuole essere retorica, cui qualcuno potrebbe replicare con una tipica frase fatta secondo cui il sindaco risponde a tutti i cittadini, né tanto meno polemica, perché visti il prima, il durante ed il dopo la campagna elettorale credo sia più che legittimo porsela oggi per tentare di comprendere quale sarà il futuro politico ed amministrativo della città.

E’ indubbio che la vittoria elettorale alle comunali sia stata un successo personale di Paola Villa, che fin dalle precedenti amministrative del 2013 ha saputo catalizzare intorno alla sua persona le aspirazioni di rinnovamento dell’elettorato, a discapito soprattutto del M5S che, diciamoci la verità, non ha saputo fare altrettanto, pur avendo idee, qualità e numeri. Le liste a sostegno della professoressa sindaco infatti non hanno una grande storia politica alle spalle, la sua stessa lista non ha certo brillato per attivismo nel quinquennio precedente e solo alcuni della sua amministrazione hanno un trascorso di un qualche rilievo politico.

Una coalizione fatta per lo più di giovani inesperti (che a certe condizioni, ci può stare!), eterogenea e senza particolari caratterizzazioni politiche che si è condensata intorno alla sua leadership, concretizzandosi in un Programma senza né arte né parte, pieno di generiche buone intenzioni, grandi aspirazioni legate al “bene comune” o “al bene della città”, appelli al “volemose bene”, cui molti formiani hanno creduto o voluto credere, ma nulla di chiaro e concreto, tanto da assomigliare più che ad un programma amministrativo vero e proprio ad una bella “letterina di Natale”, di quelle che da bambini si indirizzano a Gesù Bambino cui i genitori credono perchè non possono o non sanno fare altrimenti.

Qualcuno può dire che è presto per esprimere giudizi e infatti personalmente non ne esprimo, per ora. Le mie sono considerazioni o meglio preoccupazioni quasi “a caldo”, ma è indubbio che la temuta confusione di idee e l’assoluta mancanza di linee politiche programmatiche dell’intera amministrazione, opposizioni comprese, stiano drammaticamente (per la città) venendo fuori e stanno emergendo contraddizioni, incertezze, ambiguità che rispecchiano in pieno gli schemi della vecchia politica, quella che molti auspicavano fosse ormai alle spalle. I “civici”, come temevamo e pronosticavamo noi del M5S, si ritrovano in balia delle tempeste politiche che travagliano da sempre la nostra città e la nostra regione e senza una bussola o una rotta chiara e percorribile anche la migliore barca rischia di naufragare, figuriamoci se comincia a fare acqua! Questo, si badi bene, vale per chiunque.

C’è da credere comunque, tornando alla domanda iniziale e mettendo a confronto i risultati delle comunali con le elezioni politiche e regionali, pur con le dovute differenze tra politiche ed amministrative, che sia quindi più che valida l’ipotesi da tempo e da molti avvalorata, per me quasi una certezza, che una buona parte, forse una gran parte di questo elettorato che ha scelto Paola Villa Sindaco, venga, per quanto riguarda un suo più ampio orientamento politico, da un’area vicina, molto vicina al M5S!

A cosa porta questa affermazione? Per come si stanno avviando le cose a nulla di buono per la coalizione civica che ci amministra o tenta di farlo, ma in fin dei conti della loro sorte non è che ci possa importare gran che. Ciò che conta, per me e credo molti altri attivisti del M5S, è piuttosto l’opinione al riguardo degli 8.480 formiani che il 4 marzo scorso hanno dato fiducia al M5S a livello nazionale!

E’ a loro e in particolare a coloro che hanno preferito ignorare la lista del M5S alle comunali, che viene da chiedere se sono contenti di come si stanno mettendo le cose, se ritengono che non sia il caso, non dico di tornare alle elezioni, perché in fin dei conti è forse troppo presto per una sentenza del genere, ma almeno di valutare qualche azione concreta affinchè le loro attese “pentastellate” possano essere soddisfatte da questa amministrazione. Qualcosa potrebbe cambiare a breve se il TAR darà ragione, almeno in parte (incrociamo le dita!), al ricorso degli attivisti del M5S contro i denunciati brogli elettorali ed il nostro Antonio Romano andrà a sedere in Consiglio Comunale, ma un solo Portavoce del M5S può essere importante per portare meglio avanti le nostre battaglie come opposizione, ma non basta per ottenere grandi risultati da un punto di vista programmatico, quelli che anche voi formiani a 5 Stelle “transfughi” attendete da questa amministrazione e che, secondo me attenderete invano se non ci diamo da fare. Serve di più, molto di più!

Procediamo però con calma. Le strade percorribili sono diverse e come M5S dovremo scegliere fra quelle che rispettano e rispecchiano la nostra identità e la nostra autonomia. Nessun pasticcio vecchia maniera! Riflettiamo per ora su questa mia provocazione e magari cominciamo a pensare al se, come e quando agire per rivendicare democraticamente le nostre aspettative da elettori del M5S, per poi magari discuterne a breve tutti insieme. Intanto ricordo a tutti che la partecipazione politica dei cittadini è l’essenza del M5S, ma anche uno dei fondamenti della Democrazia!

lunedì 10 settembre 2018

"Acqua bollente" a Mola e Partecipazione

Giovedì scorso ho assistito come osservatore all'incontro organizzato dal Comune di Formia presso la Torre di Mola con i tecnici di Acqualatina per informare i cittadini sugli imminenti lavori fognari nella zona via Abate Tosti-Largo Purificato.

Si tratta di lavori già previsti e deliberati dalla precedente giunta che dovrebbero iniziare a breve e che dovrebbero finire entro fine anno, il che significa sicuramente Natale con i cantieri aperti. Insomma un modo apparentemente partecipativo per addolcire la pillola e comunicare ai cittadini ed operatori di Mola il casino che dovranno sopportare nei prossimi mesi, ennesimo episodio dal film: “Però, ve l’avevamo detto”! C’è da augurarsi che per lo meno vengano definitivamente risolti i problemi ambientali che l’intero quartiere sopporta da tempo.

L'incontro con i cittadini, come evento partecipativo, potrebbe essere valutato positivamente se fosse realmente inquadrato in un processo di coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni dell'A.C., con la possibilità di intervenire concretamente nella gestione di un servizio pubblico. La “partecipazione” viene invece ancora una volta interpretata, come per le precedenti amministrazioni, al massimo come momento “informativo” durante il quale il Comune informa i cittadini su cose già decise altrove, durante il quale i cittadini ascoltano passivi avendo tutt’al più la possibilità di porre qualche domanda a chiarimento. Non c’è una fase “propositiva” nè tanto meno “deliberativa” nella quale i cittadini possano attivarsi. Insomma uno stentato passo verso il coinvolgimento dei cittadini, ma niente a che vedere, comunque, con la partecipazione di questi alla gestione di un servizio pubblico come la intendiamo nel M5S. Bisogna fare molto di più e di questo ne discuteremo prossimamente con alcune riflessioni e proposte ben precise.

Guardando poi l’evento da un altro punto di vista, non si può non rilevare come, nel caso specifico, non era il Comune ad informare, bensì un ente terzo come Acqualatina. Sindaco e rappresentanti del Comune avevano infatti ben poco da comunicare al riguardo, anzi sembrava che ne sapessero meno dei cittadini presenti. Perchè dunque “patrocinare” come iniziativa del Comune quella che dovrebbe essere una incombenza di Acqualatina? A mio modesto parere il nostro Sindaco non avrebbe dovuto presiedere personalmente l’evento, come ha fatto, facendosene più o meno “sponsor”, bensì favorire certo l’incontro, ma lasciando tutt’al più spazio a qualche tecnico del comune a titolo di controparte dell’Ente gestore e a tutela dell’interesse dei cittadini. La sensazione invece era: Acqualatina ed il Comune da un lato, i cittadini dall'altra.

Non c’è da meravigliarsi, quindi, se la cosa possa apparire come un evento di facciata finalizzato a mostrare da un lato l’attivismo personale del Sindaco su un tema scottante come quello dell’acqua pubblica, “acqua bollente” verrebbe da dire, senza alcun risvolto concreto per i cittadini e dall’altra a fare da paravento e coperchio alle inadempienze ed ai ritardi accumulati da Acqualatina negli anni supportando l’apparente rinnovata efficienza dei suoi interventi sul territorio. Il che risulterebbe perfettamente in linea con il nuovo atteggiamento prevalentemente collaborativo nei confronti di Acqualatina che il Sindaco ha sfoderato dopo l’insediamento, in netto contrasto con l’antagonismo da questi manifestato negli anni precedenti, almeno fino all’inizio della campagna elettorale delle regionali. A dir la verità, infatti, qualche sospetto di un così radicale cambiamento lo aveva già destato durante la campagna elettorale l’avvicinamento ed il supporto dato da Paola Villa a Zingaretti ed alle sue proposte sulla rilevazione delle quote di Acqualatina e sulla riforma (nel frattempo fatta abortire dallo stesso Zingaretti) degli ATO, addirittura inseriti nel Programma delle sue liste e che nulla hanno a che vedere con una vera pubblicizzazione del servizio idrico!

Insomma, ferma restando l’importanza dei lavori da effettuare e dell’informazione più o meno fornita ai cittadini, sembra di assistere ancora alla campagna elettorale personale del Sindaco e comunque ad un bell'assist all’immagine ed agli interessi di Acqualatina.

E i cittadini aspettano l’acqua bene comune! Ne ripaleremo!

giovedì 2 agosto 2018


Brogli elettorali, che c'azzecca la trasparenza? Qui è questione di legalità! La risata iniziale con la quale il neo sindaco Paola Villa ha accolto le domande dei giornalisti sul tema dei brogli elettorali denunciati al TAR ed alla giustizia penale dagli attivisti del Meetup di Formia è emblematica e da sola non andrebbe commentata, ma le affermazioni che l’hanno seguita necessitano di alcune puntualizzazioni, che faccio a livello personale, da attivista storico, mi sia consentito, del Meetup.

Sono state infatti pronunciate parole a mio giudizio molto gravi dalla Prima Cittadina di Formia. Sinceramente mi aspettavo, per una denuncia così grave e nell’attesa delle decisioni di Tar e Procura che potrebbero mettere a rischio non solo la lista di Forza Italia, ma l’intero iter elettorale, affermazioni magari neutre e distaccate, ma di principio sulla importanza del rispetto delle leggi da parte di chiunque, a maggior motivo da parte di chi si candida alle elezioni, chiede fiducia ai cittadini e va poi ad amministrare il famoso “bene comune”.

Paola Villa ha esordito invece con un vero e proprio attacco politico contro il Meetup di Formia, che a quanto pare è l’unica voce scomoda e fuori dal coro di omertà che sta circondando questo fatto di cronaca amministrativa e giudiziaria che, se accertato e dimostrato in giudizio, umilierebbe ulteriormente la nostra città e non certo per colpa del M5S! In sostanza il Meetup 5 Stelle di Formia sarebbe reo di “continuare a fare politica” con le denunce, anzichè accodarsi al democraticamente scorretto “volemose tutti bene”, al “tutti fermi, tutti zitti” del Gian Burrasca, come se sia da condannare chi rileva e denuncia un illecito amministrativamente e penalmente rilevante e non chi lo ha commesso. Come si deve fare politica allora, cara sig. Sindaco, secondo lei? Facendo finta di ignorare e continuando a coprire come se niente fosse le illegalità di cui si viene a conoscenza? E questo si può chiamare “cambiamento”? Per me è perfetta continuità con il vecchio! Anzi peggio, perché in campagna elettorale in tanti vi siete vantati di tutt’altro! E ci avete vinto le elezioni!

Prosegue poi, il Sindaco di Formia, cercando di dare una strana definizione del concetto di “trasparenza”, che a suo giudizio sarebbe ben altra cosa, ma non si riesce a capire cosa. Forse non è trasparente, secondo lei, che qualcuno denunci mettendoci la faccia e supportando la denuncia con prove documentali quanto meno attendibili? A confronto cita la presunta “trasparenza” con la quale lei ha annunciato l’incontro avuto con il ns portavoce Raffaele Trano e da noi del Meetup, secondo lei, “non gradito”, mettendo sullo stesso piano un’azione istituzionale lecita ed opportuna e la denuncia di un fatto illecito e dannoso per la collettività. Il primo sarebbe “trasparente” perchè lo fa lei, la seconda no perchè la facciamo noi? Al riguardo, in realtà, ciò che non è stato gradito non è stato l’incontro con Trano in sé - per carità, siamo noi i primi a chiedere il ”fiato sul collo” alle amministrazioni locali anche da parte dei nostri Portavoce in Regione e Parlamento - bensì il contenuto del relativo comunicato emesso dall’A.C. che ha stranamente omesso il motivo reale dell’incontro che a noi risulta essere la richiesta da parte di Trano di informazioni relative al mancato utilizzo da 4 anni del macchinario di risonanza magnetica dell’Ospedale di Formia, cui tra l’altro a tutt’oggi non è stato dato esito. Dal comunicato sembrava invece quasi che si trattasse di una visita di omaggio alla neo sindaca da parte di un portavoce del M5S, con il quale lei collaborerebbe a prescindere dall’appartenenza politica (e perchè non dovrebbe?) o forse a prescindere dal Meetup di Formia?

Comunque, che c’entra in tutto ciò la trasparenza? Qui è questione di legalità, di rispetto delle leggi! E ammesso che si tratti di trasparenza, se questa deve essere a 360°, come lei dice, forse non deve riguardare la sua amministrazione?

Poi si passa all’argomentazione monstre! La politica deve sottoporsi al giudizio dei cittadini! E’ questo che importa, ciò che decideranno invece TAR e Tribunale è “ben altra cosa”, cioè non conta una mazza per il neo Sindaco di Formia????? Viva gli illeciti e le illegalità dei politici, basta che c’è il consenso dei cittadini???? Non fa niente se da qualcuno è stato estorto violando la legge ed inficiando il diritto alla libertà di voto, col rischio di falsare l’intera procedura elettorale a danno della collettività? Codici amministrativi e penali sono carta straccia per la neo sindaca? Ma non era un’altra la crociata intrapresa in campagna elettorale? Tutto stravolto e dimenticato? Sicuri che così si fa il bene comune e gli interessi della città? Tanto si risanano i conti (come? e sarà davvero così?)!

C’è da rimanere a dir poco esterrefatti! Ma tutti tacciono!
Nelle chiacchiere successive durante la conferenza stampa si ribadiscono i concetti espressi prima e si rincara la dose, nel tentativo di sminuire la gravità di quanto denunciato dal Meetup addossandogli chissà quali interessi di parte, come se gli intrallazzatori, o presunti tali, fossimo noi e non gli altri. In realtà noi abbiamo agito fin da prima delle votazioni per l’affermazione della legalità, del rispetto delle leggi, del rispetto dei cittadini che non possono continuare ad essere trattati con “metti ‘na firma qui e statti zitto!” E’ questo quello che denunciamo! L’accesso agli atti è stato fatto prima del voto e abbiamo chiesto fin dal 2 maggio, inascoltati, un Osservatorio della DDA per le elezioni perché temevamo ciò che stiamo denunciando!

Continui ad esser serena cara sig.ra Sindaco, non ce l’abbiamo con lei o con la sua Giunta o col Consiglio Comunale e nemmeno con i protagonisti di questa per noi triste vicenda, se vera. Siamo semplicemente MoVimento 5 Stelle! Lasciamo alle autorità competenti il compito di indagare e giudicare, invitandole a farlo anche per quanto riguarda, si figuri, il nostro operato, forse perchè abbiamo la coscienza tranquilla. Stia serena, perchè noi collaboreremo con la sua amministrazione per il bene comune e nell’interesse della città, stia tranquilla, ma a modo nostro, con severità, puntualità e la più assoluta indipendenza ed autonomia e non tutti in fila per uno dietro di lei. Per noi la Democrazia è un’altra cosa!

Qui un resoconto ed il video della conferenza stampa.

Giovanni Nocella - Attivista Meetup Formia 5 Stelle

mercoledì 11 aprile 2018

Waterfront da 5 Stelle!

 
Già dalla presentazione fatta a dicembre scorso, avevamo capito di essere di fronte ad un progetto di Waterfront, quello proposto dall’Associazione La Marina Club, di ampio respiro che non rappresenta solo una semplice ridisegnazione della costa per renderla più funzionale alle esigenze di una città come Formia, ma che coinvolge molteplici aspetti tutti indispensabili per il rilancio della nostra città, sotto diversi punti di vista.
Il progetto presentato ieri alle forze politiche che si contenderanno l’Amministrazione Comunale il 10 giugno prossimo restituisce innanzitutto il mare alla città, entrambi da troppo tempo separati da una insensata anche se ormai indispensabile litoranea che di fatto da decenni priva Formia di una passeggiata a mare e di un contatto diretto con le attività marinaresche, oltre che, come abbiamo visto, con un patrimono archeologico di eccezionale interesse.
Ma c’è di più, molto di più. Innanzitutto, come detto, c’è la salvaguardia di un patrimonio archeologico e culturale unico nel suo genere, da troppo tempo in assoluto stato di abbandono, che opportunamente valorizzato può costituire un forte, fortissimo richiamo turistico, di cui la città ha estremo bisogno e che come ha sottolineato la prof.ssa Vincenza D’Urso può restituire il giusto equilibrio tra mare e monti che dovrebbe caratterizzare il nostro territorio, ma che nel contempo ha bisogno del necessario “rispetto” da parte di tutti noi. C’è poi il recupero di aree da destinare ad attività sportive (la vela in primis), ludiche, di intrattenimento e svago, tutte, anch’esse, di forte richiamo turistico, legate al mare. C’è l’opportunità di una razionalizzazione della cantieristica formiana, per aiutarla a ritrovare i fasti di un tempo e rilanciare un settore imprenditoriale che ben si inserisce in quella che per noi sarà una Formia a 5 Stelle, fatta non solo di cultura, sport, turismo e ospitalità, ma anche di piccole e medie imprese dei vari settori, di artigiani, del recupero di antichi mestieri che riqualificati e proiettati nell’era digitale potranno offrire nuovo lavoro ai nostri giovani.
C’è il recupero di aree di sosta per le auto, che integreremo con il resto del nostro Piano della Sosta per un Piano Mobilità finalizzato soprattutto al decongestionamento del centro città per renderlo usufruibile e vivibile per tutti.
C’è poi, non ultimo, il recupero di posti barca di piccolo e medio cabotaggio da mettere a disposizione di Formiani e non, per il rilancio di una diportistica degna di una città di mare come Formia, in alternativa al famigerato porto turistisco cd. “Ranucci” che rappresenterebbe secondo noi una vera jattura per la città ed uno scempio per l’intero Golfo di Gaeta e che ci auguriamo completamente affondato dalle pastoie burocratiche e dalla fumosità degli interessi di chi lo aveva promosso.
Essendo stati credo i primi come Meetup, e di ciò può darne conferma lo stesso Giovanni Di Russo, ad avere l’onore di aver esaminato e valutato il progetto ancor prima della presentazione di dicembre, avremmo potuto tentare di metterci il cappello sopra, ma non sarebbe stato corretto nei confronti di un progetto, e delle persone che lo promuovono, che è della Città e ad essa deve appartenere.
Ieri le diverse parti politiche presenti hanno espresso le loro valutazioni ed il loro apprezzamento sull’iniziativa, pur se con diverse sfumature, in particolare sugli aspetti organizzativi e finanziari.
Archiviato a quanto pare il parere favorevole della Sovrintendenza ai Beni Culturali, le diversità riguardano forse il coinvolgimento più o meno accentuato dei privati in un’iniziativa che a nostro giudizio deve rimanere totalmente nelle mani dell’Amministrazione Comunale che deve gestirla in proprio assumendosi la responsabilità di condurla con trasparenza e nell’esclusivo interesse comune, come è ormai consuetudine delle amministrazioni a 5 Stelle. Qualche dubbio è stato espresso in tema di finanziamenti pubblici in merito alla loro farraginosità e difficoltà di ottenimento, problemi secondo noi appositamente creati e voluti dal vecchio sistema di spartizione di potere e risorse economiche tipico dei partiti e che contiamo di superare grazie alla garanzia di avere un contatto diretto e disinteressato con i nostri portavoce in Regione, Parlamento e in Europa, che aiuterà sicuramente a coprire l’aspetto finanziario.
Chiunque, dunque, amministrerà Formia, ricordi le promesse di questi giorni! Noi cittadini di Formia vi controlleremo!
Per quanto ci riguarda, come affermato dal nostro candidato sindaco Antonio Romano, integreremo di certo questo progetto nel nostro Programma Amministrativo e ci auguriamo che anche altre forze politiche lo facciano, perché riteniamo che sia una iniziativa che possa solo fare bene per la città e ci adopereremo alla sua realizzazione, insieme agli altri progetti che ci stanno arrivando dalla comunità formiana, sia se saremo maggioranza di governo che opposizione.

mercoledì 14 febbraio 2018

Amministrative a Formia: stand-by elettorale per tutti, ma non per il M5S!

 
 
In un articolo apparso su “Golfo e Dintorni”, nella sua edizione di Febbraio 2018 distribuita gratuitamente, a firma di Raffaele Vallefuoco e Marcello Caliman, si fa un lungo elenco dei candidati del Sud Pontino che si presentano alle prossime elezioni politiche, sottolineando tra l’altro come le amministrative che si terranno a Formia siano chiaramente influenzate, addirittura”decise” secondo l’articolo, dall’esito appunto di regionali e politiche.
Infatti sono elencati numerosi amministratori e politici locali impegnati per il 4 marzo, con diverse speranze ed ambizioni, la cui elezione o non elezione influirà sicuramente anche sugli equlibri politici e le amministrazioni locali.
In particolare per Formia si afferma che la campagna elettorale per le amministrative è in un vero e proprio stand-by e le forze politiche in campo sono “pazientemente in attesa degli esiti delle elezioni regionali e nazionali”. “Non solo – si afferma inoltre - per una ragione di priorità…, ma anche e soprattutto per un calcolo attendista e fare e disfare le coalizioni secondo logiche, solo apparentemente locali, o anche solo come forma di paracadute”. Osservazioni giustissime che offrono una visione che sarebbe pienamente da condividere se non per un paio di errori: tra le forze politiche “attendiste” si cita il M5S, mentre ne vengono escluse le tre facenti capo a Paola Villa, Mario Taglialetela e Giovanni D’Angiò.
Il primo è un errore, diciamo così, “veniale” visto che quando il mensile è andato in stampa non si conosceva ancora la lista ed il candidato sindaco del M5S, anche se la procedura di selezione dei candidati ed i relativi tempi erano già noti da novembre. In realtà, quindi, a rettifica dell’articolo va detto che l’unica forza politica che ha realmente ed ufficialmente messo in campo il candidato sindaco e l’intera lista che sarà presentata alle amministrative a Formia è il Meetup del M5S, già al lavoro da mesi anche sul Programma e con l’ulteriore ennesima precisazione circa eventuali alleanze e coalizioni future: la lista civica del M5S non deve attendere alcun esito delle regionali e delle politiche perchè correrà da sola! 
Tutto ciò annunciato e realizzato ampiamente prima delle votazioni del 4 marzo e a prescindere dal loro esito, a dimostrazione che giochi, calcoli e accordi, palesi ed occulti, secondo una logica di conquista e spartizione del potere tipica della vecchia politica, non appartengono al MoVimento 5Stelle! E i paracadute li lasciano agli altri, quelli attaccati alle poltrone, visto che Paolo Costa, candidatosi al Senato e piazzatosi tra i “supplenti” e gli altri formiani che hanno partecipato alle “parlamentarie” del M5S non sono e non potranno più essere candidati alle comunali! E su questo non credo che se ne debba discutere ulteriormente!
Peraltro, da questa logica politica “tradizionale” (in senso negativo!) - e qui vengo al secondo errore questa volta sostanziale, rilevato nell’articolo - non possono essere esclusi i tre “maggiorenti” citati dagli articolisti, cioè Villa, Taglialatela e D’Angiò! Sarà vero, infatti che essi stanno al lavoro ed in campo per proporsi come Sindaco di Formia, gli ultimi due balzati alle cronache come candidati sindaci nelle ultime settimane, la prima in scena ininterrottamente su questo tema fin dal 2013, ma è altrettanto vero che si tratta di singoli personaggi autoproclamatisi candidati a Sindaco, certamente, mi auguro, con un loro seguito incerto ed indecifrabile, ma a tutt’oggi senza una lista ufficiale di candidati (e di alleati!) - sarebbe meglio, infatti, parlare di liste visto che tutti cercheranno di applicare i metodi di proliferazione e affiliazione elettorale della vecchia politica – e senza neanche un abbozzo di Programma elettorale, a differenza di un M5S già palesemente presentatosi con il suo Manifesto Politico già il 18 novembre scorso e recentemente con lista e candidato sindaco, a dimostrazione che chiarezza e trasparenza non sono per il M5S un optional!
E’ chiaro che anche questi tre siano probabilmente in attesa di capire quali saranno i futuri equilibri politici sia a livello nazionale che regionale, per sapere chi vince e se può o non può essere utile alla loro causa, e chi perde perchè magari può essere utile se riciclato a livello locale! Insomma, tutto secondo i consueti schemi, anche per chi si proclama a gran voce perno del cambiamento!
Ultimo appunto: tra i formiani vengono citati, oltre Paolo Costa, anche Maria Rita Manzo, Giuseppina Porceddu e Antonio Di Rocco, ma c’è un personaggio, a mio parere, che campeggia su tutti per la sua assenza nell’elenco e nell’articolo, un ”Innominato” del quale lascio alla vostra fantasia e perspicacia individuare nome, cognome e storia politica. Non è per caso che questo “desaparecedo”, se in Regione dovesse vincere un certo partito, nonostante le promesse renziste, ce lo ritroviamo in un qualche assessorato con portafoglio alla Pisana?

venerdì 11 agosto 2017

La crisi idrica.....pensieri tra me e me, sotto la doccia.

 
- Che dici Giovà, a proposito di acqua, faccio anche io il mio bravo comunicato sul cosa si deve fare per risolvere la crisi idrica e sul come? Propongo anche io alternative ergendomi ad esperto di ingegneria idraulica e rabdomante? Li abboffo tutti quanti di chiacchiere, quisquiglie e pinzillacchere, contornati da appelli, sollecitazioni ed ammonimenti?
- Ma no, lascia perdere, ci sono tanti altri che lo stanno facendo egregiamente meglio di te e con maggior audience. Chi ti ascolterebbe? I politici? Scordatelo! Allora i formiani? Macchè, quelli passata l’emergenza smetteranno subito di lamentarsi, per timore che magari qualche politico amico loro si incazza per davvero e poi sono guai. Siamo prossimi alle elezioni comunali, chi vuoi che ti ascolti?
- Magari se dico che mi candido, o meglio, lo faccio capire... capisc ‘a mme.... forse qualcuno mi ascolterebbe, un bel programma ci sta, il MoVimento cresce, sai quanti posso convincere, in prospettiva...
- Ma qua’ prospettiva? Non farti illusioni, fai parte comunque del MoVimento e lo sanno tutti che col MoVimento di certi movimenti non se ne parla nemmeno! Ci sta Beppe Grillo che ti controlla, il codice di comportamento, ‘o Meetup…...Quindi…..
- Allora mi faccio una lista civica tutta mia! Un paio di laureati freschi freschi, qualche casalinga, un avvocato, due operai, qualche disoccupato, quattro scagnozzi che corrono per la città e un bel paio di fiche… che ci vuole a metterli insieme?
- E già e chi vi vota? E i soldi, chi te li da per fare una campagna elettorale vecchio stile? Se vuoi stare al loro gioco devi tirarti dento i capibastone, quelli che portano i voti, gli opinion leader, così si chiamano, così trovi i finanaziatori e devi promettere, promettere, promettere…..e ti devi pure mettere d’accordo, ma aumm aummm s’intende, con gli altri capilista e con i baroni locali, in modo che come va va, uno scranno per te c’esce comunque… e poi si vede. L’importante è entrare nel giro…….
- Ummmm, ci potrei provare, così poi una volta eletto caccio Acqualatina, ripubblicizzo l’acqua, riformo il trasporto pubblico, faccio un bel piano energetico, una lotta alla cementificazione di quelle cazzute…..
- O chiiiii? Ma aró t’abbie? E secondo te, ti fanno fare quello che vuo’ tu? E tutte le cambiali in bianco che devi firmare per farti eleggere, che fai te le scordi? Il giorno dopo che sei eletto t’azzannano i polpacci e non ti mollano più…. Sempre che vuoi fare carriera politica….se no ti fanno fuori subito….
- La carriera politica? E chi la vuole fare? Alla mia età poi…….ma allora non c’è speranza che cambi qualcosa?
- Giovà, sient’ a mme! Una speranza c’è, tu l’hai pure capito qual’è. Si chiama “democrazia diretta”, ci stai lavorando, bene o male, da dieci anni, ma devi coinvolgere tanta, ma tanta gente, di quella sincera ed onesta che come te non pensa alla carriera politica, ma si vuole mettere in gioco per cambiare davvero le cose e possibilmente in meglio, si capisce! Col MoVimento se po' ffa! Sient’ a mme! Ma in una città come Formia, ci vuole tempo. E’ ‘a gente ch’adda cagnà ‘a capa! Non è facile e a Formia a quanto pare dieci anni non bastano. Devi, anzi dovete, perché da solo non vai da nessuna parte, fare meglio e di più! E non pensare alle elezioni. Lascia spazio ai giovani e dai una mano al Meetup ad arrivare dove può, con coerenza e senza compromessi e abbi fede! Prima o poi….. come diceva quello... “add’a venì grillone!”
Mo’ esci da sotto la doccia, che l’acqua è poca, anzi scarseggia…...

lunedì 3 aprile 2017

Formia: usciamo dal pantano elettorale!


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Quello che si poteva pensare che accadesse per motivi ben più gravi e pregnanti, come le indagini ed i procedimenti giudiziari o la sostanziale inerzia amministrativa che fa da sfondo al ristagno ed al progressivo degrado della nostra città, magari per un sussulto di dignità e senso civico, è accaduto invece per il più banale e prevedibile degli eventi legati alla vecchia politica: il tradimento!
Inutile dilungarsi nella ricerca delle motivazioni tecniche o politiche o personali che sono alla base della sostanziale e apparentemente inattesa “sfiducia” ricevuta dalla Giunta Bartolomeo. Perderemmo il nostro tempo a rimestare nei putridi liquami di una vecchia politica, tanto rancida ed avvizzita, quanto decisa a resistere a qualsiasi tentativo di rinnovamento e depurazione, in un’agonia prolungata, a tutti i costi, a danno della città!
Quale e quanta tristezza destano in noi le conseguenti, a questo punto doverose, ma tardive dimissioni di un Sindaco, che al di là di qualsiasi altra considerazione politica sulla sua amministrazione, ha sulle spalle il peso di aver trascinato per mesi la sua Giunta e con essa l’intera città nell’inerzia politica ed amministrativa, fino ad un così squallido epilogo.
Salvo eventuali possibili ripensamenti, grazie al freddo e cinico calcolo di politicanti cui il bene della città è totalmente estraneo, le dimissioni non sono venute né sono state provocate, infatti, quando le chiedeva il Meetup del M5S più o meno un anno fa, né quantomeno nei giorni scorsi in tempo, però, per consentire di andare subito ad elezioni a giugno prossimo. La città dovrà sorbirsi invece quindici lunghi mesi di “ordinaria amministrazione” commissariale (forse una vera boccata d’ossigeno per la città!) che si trasformerà in realtà in una lunga, estenuante, caotica, gigantesca campagna elettorale, fatta di intrighi, intrallazzi, accuse e accordi sotto banco, senza esclusione di colpi. Non è che questa amministrazione sia stata caratterizzata fino a ieri da alcunché di eclatante e significativo, ma almeno l’apparenza di un dialogo democratico poteva essere salvata dal perdurare della Giunta in carica. Ora tutti saranno legittimati ad accusare gli altri delle peggiori colpe e responsabilità alle quali si rivendicheranno ipocritamente ed assolutamente estranei, come sta accadendo a livello nazionale, salvo accordasrsi dietro le quinte per il “non si sa mai”! Tutti alla ricerca di un falsa ed inverosimile verginità politica per ammaliare e fregare ancora una volta e senza scrupoli l’elettorato formiano, come al solito trattato come l’amante più squallido e stupido, ma nel contempo complice passivo.
Mai come adesso è il momento di fare qualcosa di nuovo, di diverso per il futuro della città: con questa gente non bisogna avere a che fare, non dobbiamo scendere al loro livello nè confrontarci con loro perché non sono loro i nostri interlocutori. Nei prossimi mesi, mi rivolgo non solo agli amici del M5S, ma a tutti i formiani di buona volontà, non inseguiamoli nel triste proliferare di liste e listerelle, nella caccia ad ogni singolo voto, nel balletto squallido delle promesse elettorali e del voto di scambio, nella ragnatela di alleanze e collegamenti più o meno palesi tessuti col filo del calcolo elettorale.
Mettiamo da parte interessi e direi “alibi” personali, uniamoci tutti insieme nel Meetup del M5S, unica forza politica costruita liberamente dai cittadini che può realmente costituire un’alternativa credibile in tanto squallore tanto a livello nazionale che locale. Rinnoviamo il nostro impegno per costruire, come dice oggi Roberto Fico in un’intervista a Il fatto Quotidiano, “una strada che vada al di là della presentazione delle liste e delle candidature”, per “costruire realtà sui territori, diffondere valori, e fare pressione sulla politica.”
Questo è il nostro ruolo. Confrontiamoci costantemente con i nostri concittadini e lavoriamo ad un programma di rinnovamento della città che sia forte e condiviso, che sia “amministrativo” e non puramente “elettorale” e soprattutto elaboriamo con i cittadini una nuova visione della città che la proietti realmente nel futuro, libera da tanto putridume.
Ora è il momento di fare un passo avanti!

giovedì 17 novembre 2016

Il sacchetto postdatato!

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Un mese di sospensione all’Amministratore Unico di Formia Rifiuti Zero!
Avendo letto da qualche parte che la distribuzione dei sacchetti per l’umido non sarebbe più avvenuta come per il passato nelle varie zone della città con tanto di calendario, bensì accentrata presso gli uffici della Formia Rifiuti Zero all’ex Enaoli, ieri mattina mi ci sono recato tutto speranzoso di recuperare i sacchetti che non ho ritirato nel corso del 2016. Avendo sentito di qualche polemica tra qualche amico e gli addetti alla distribuzione circa avvisi, ricevute e quant’altro mi sono munito di tutta la mia documentazione sui rifiuti del 2015 e del 2016.
Ciononostante, con mio enorme stupore, l’addetto mi comunicava che non dovevo avere alcun sacchetto, in quanto avevo già ritirato i quantitativi a me spettanti per il 2015 e che per il 2016 non ce n’erano perché la distribuzione sarà effettuata a gennaio 2017. Avete letto bene, i sacchetti del 2016 saranno distribuiti nel 2017! Forse!
Da noi la Formia Rifiuti Zero ha dunque adottato il rivoluzionario sistema del “sacchetto postdatato”, un modo ingegnoso per risparmiare su alcuni costi di gestione rinviandoli sostanzialmente di un anno. Questa splendida ed originale idea evidentemente rientra nell’iniziativa della FRZ “Insieme… differenziamo meglio”, per la quale è addirittura in corso in questa fine d’anno una “sperimentazione” tesa a “verificare quali siano le modalità migliori per l’esposizione del rifiuto organico e procedere, successivamente, con l’acquisto del materiale scelto.” Tutto fila! Anche la sperimentazione è postdatata!
Peccato che la rimozione dei rifiuti nel 2016 sia ormai già quasi totalmente avvenuta e che i sacchetti ce li abbiano messi gli utenti pagandoli di tasca propria una seconda volta, oltre quanto pagato nella tariffa comunale. Si tratta indubbiamente di pochi Euro, ma perché pagare due volte? Insomma, siamo di fronte all’ennesimo caso di “chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato”, magari accompagnato pure da una bella speculazione mediatica sul faremo?
E no, caro Amministratore Unico della FRZ dr. Raphael Rossi! Tutto ha un limite! Questa credo che rischi di sembrare una grave presa in giro dei cittadini. Roba, a voler applicare il suo noto rigore disciplinare, da sospensione dallo stipendio per almeno un mese!
Per evitare ogni equivoco le suggerisco, quindi, di individuare chiaramente nel bilancio consuntivo del 2016 della Formia Rifiuti Zero la voce corrispondente all’acquisto mai effettuato dei sacchetti 2016 (perché i sacchetti non sono stati acquistati, vero? o si? e se si, dove stanno?) e di stornarla tra le sopravvenienze attive onde sgravare di conseguenza eventuali conguagli sulla tariffa del 2016 o comunque rimborsare i cittadini. E’ il minimo che può fare, oltre a chiedere scusa per il disagio creato!
E la invito, magari, a titolo di penitenza volontaria auto assolutoria, a devolvere in beneficenza una mensilità del suo compenso! Così, per questione di equità! Come e a chi, faccia lei, stiamo sotto Natale!

lunedì 26 settembre 2016

Formia Rifiuti Zero, lavoratori e cittadini.

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Personalmente condivido in buona parte l’articolo pubblicato ieri su FormiaLibera sulla gestione rifiuti a Formia, al quale rinvio per una sua attenta lettura.
Il pugno di ferro che Rossi e Marciano stanno adottando nei confronti dei dipendenti e dei cittadini contrasta, secondo me, con le caratteristiche di quello che dovrebbe essere un servizio reso ai cittadini in un settore molto delicato e complesso come quello della gestione dei rifiuti che richiede equilibrio, collaborazione e senso civile da parte di tutti, politici, assessori, dirigenti, dipendenti e cittadini.
Le sanzioni pecuniarie all'indirizzo dei cittadini andrebbero sostituite con l'esempio positivo di un corretto conferimento differenziato premiato dall'applicazione della tariffa puntuale a beneficio dei cittadini virtuosi. Il cittadino incivile, oggi difficilmente rintracciabile (tranne che per il vecchietto o la casalinga “colti in fragranza di reato”) e quindi impunito, checché ne dicano Rossi e Marciano, si vedrebbe infatti realmente penalizzato sotto l’aspetto economico dal suo comportamento scorretto rispetto a chi conferisce correttamente i rifiuti traendone un guadagno. La raccolta differenziata andrebbe poi comunque integrata con altri provvedimenti, come ad esempio il dislocamento di un discreto numero di cassonetti su tutto il territorio cittadino. Senza lo spauracchio di multe o contravvenzioni questi cassonetti riceverebbero i sacchetti, sia differenziati che non, altrimenti abbandonati lungo le strade cittadine, soprattutto se periferiche e nascoste ad occhi “sanzionatori”, da chi dovesse insistere ad essere incivile, onde evitare che il contenuto di questi sacchetti, schiacciati dai veicoli in transito o lacerati da animali randagi, come oggi tristemente accade, contribuisca a determinare un effetto disastroso per la vivibilità delle nostre strade sia per l’impatto visivo che provocano che per quello igienico sanitario. Occorre poi l’apertura di più isole ecologiche e di impianti per la raccolta, il riciclaggio ed il riuso dei vari materiali differenziabili con applicazione, appunto, della tariffa puntuale a beneficio del cittadino e incentivando iniziative associazionistiche e cooperativistiche che coinvolgano il volontariato o creino nuove occasioni di lavoro. Tutto ciò tra l’altro consentirebbe la graduale riduzione della costosa ed a volte difficile raccolta porta a porta. Serve, poi, consorziandosi con i comuni vicini, l’apertura di centri di compostaggio centralizzati e di impianti per la lavorazione dell’indifferenziata residua con l’obiettivo complessivo di ridurre questa al minimo se non portarla realmente pressoché a ZERO ed evitare così il ricorso a discariche ed inceneritori. Infine è indispensabile da parte dell’Amministrazione Comunale l’emanazione di disposizioni mirate per ridurre a monte la creazione del rifiuto, che non cito qui per non dilungarmi troppo, che avrebbero tra l’altro effetti positivi anche sotto altri punti di vista, da quello ecologico e ambientale a quello solidaristico e sociale.
Le sanzioni disciplinari nei confronti dei dipendenti, necessarie quando realmente servono, ma a quanto pare, in base a quanto letto su FormiaLibera, genericamente applicate nel caso della FRZ in modo vessatorio e coercitivo, andrebbero in buona parte sostituite, oltre che da una revisione del servizio come sopra descritto, anche da congrui investimenti nel numero, qualità e sicurezza degli automezzi e dei luoghi e metodi di lavoro, ciò sia per la tutela dei lavoratori e dei cittadini, sia per ridurre le sacche di malcontento dalle quali poi possono scaturire assenteismo, menefreghismo e quant’altro da parte dei lavoratori.
Questi gli accorgimenti che secondo me porterebbero ad una sana e corretta Gestione Rifiuti Zero! E credo che un ampio dibattito a livello cittadino possa essere utile per un confronto di idee e per trovare soluzioni ampiamente condivise.
Il nodo che contrasta con una soluzione come quella sopra descritta oltre che magari nelle caratteristiche personali e caratteriali di chi oggi "dirige la baracca", come si sostiene nell'articolo di FormiaLibera, va probabilmente cercato anche nella difficoltà a conciliare le esigenze di bilancio e dei costi di gestione sempre più onerosi con un servizio che sia adeguato alle aspettative della cittadinanza. Tuttavia, come già accennato in un recente scambio di opinione tra me e Marciano su fb, credo che il continuo aumento dei costi della gestione dei rifiuti, che ricordiamo secondo una sana e corretta politica di Gestione Rifiuti Zero rappresentano una vera ricchezza della quale dovrebbero beneficiare innanzitutto i cittadini in quanto "produttori" di tale ricchezza, trovi la sua fonte principale essenzialmente nel contrasto istituzionale tra i Comuni da un lato, sollecitati ormai dai cittadini ad una sana gestione e ad essa apparentemente orientati, ed il Governo e le Regioni dall'altro, guidate da forze politiche, tra l’altro le stesse che guidano i comuni, come accade per Formia con il PD di Renzi e Zingaretti, che a chiacchiere, come per l’acqua pubblica, predicano la soluzione Rifiuti Zero, ma nei fatti continuano a inseguire l'enorme business che ruota intorno alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti, con delibere, piani industriali e investimenti che privilegiano la fase terminale del famigerato “ciclo integrato” dei rifiuti, rappresentata dall’uso crescente di discariche ed inceneritori, a discapito delle altre fasi (riduzione a monte, compostaggio, riciclo, riuso, differenziazione spinta….) contravvenendo tra l’altro anche alle Direttive della CE con conseguenti sanzioni, sia a livello nazionale che regionale, pagate sempre dai cittadini con le tasse.
In sostanza la spinta da parte dei Comuni sulla raccolta differenziata, come peraltro predica Marciano, che sarebbe virtuosa a prescindere dal come viene realizzata, si scontra con la conseguente progressiva riduzione della quota indifferenziata e quindi del CDR destinato ad alimentare l’uso di discariche ed inceneritori, andando quindi contro gli interessi economici delle aziende che li gestiscono. Queste, infatti, grazie ad accordi contrattuali capestro stipulati con gli enti pubblici scaricano i minori introiti derivanti dalla riduzione dei conferimenti di indifferenziata da parte dei comuni sul costo unitario per tonnellata conferita e quindi sulle tariffe comunali, come recentemente annunciato dal nostro assessore Marciano. Ciò che è assurdo dunque è che in questo guazzabuglio i cittadini più differenziano e più pagano!
Per non parlare del costo sanitario sopportato dai cittadini per curarsi dai danni provocati da questo modello di “smaltimento” dei rifiuti e di quello del recupero ambientale!
L’alternativa per queste aziende è riempire le loro discariche e alimentare i loro inceneritori con rifiuti provenienti da comuni di altre province e regioni con ulteriori e maggiori costi per il trasporto, un vero “core business” quello del trasporto rifiuti spesso appannaggio della malavita organizzata. Costi che restano comunque a carico di altri Enti Locali e quindi sempre dei cittadini con l’aumento, tra l’altro, del dissenso sociale delle popolazioni che “ospitano” discariche ed inceneritori a causa dell’”importazione” di rifiuti provenienti da altre località. Oppure, i gestori sono costretti, come spesso accade, ad alimentare gli inceneritori con altri combustibili come gasolio o gas metano, per tenerli accesi o per raggiungere le temperature necessarie, scaricando sempre e comunque sulle tariffe comunali i maggiori costi e i minori introiti.
Alla base di tutto ciò, però, ci sono le scelte politiche di chi tutto questo disastroso impianto della gestione dei rifiuti lo ha messo in piedi in Italia in questi ultimi decenni e continua a gestirlo, speculando su ogni centesimo pubblico speso e massacrando in sostanza cittadini e territori. Ecco perché la soluzione di problemi che sembrano circoscritti al ristretto ambito comunale o al massimo intercomunale hanno bisogno di risposte “politiche” portate avanti da forze che non solo abbiano le mani libere e non abbiano alcun conflitto di interessi come invece accade per i partiti che ci governano, a cominciare per quanto ci riguarda dal PD, ma che nello stesso tempo siano di ampio respiro andando comunque oltre i confini cittadini e possano e sappiano interfacciarsi con progetti e piani industriali regionali e nazionali in linea tra di loro e perseguiti nell’interesse reale della cittadinanza. Insomma la palla, volenti o nolenti, torna sempre ai cittadini. Imprecazioni, proteste e manifestazioni non servono a nulla se puntualmente vengono tradite dalle croci messe nelle urne elettorali.
Salvo un improvvisa, sana, folle rivolta agli ordini di scuderia da parte dei nostri attuali amministratori, cosa che reputo non solo improbabile, ma decisamente impossibile, le sole cose che ci restano da fare a noi cittadini sono continuare a differenziare pazientemente i rifiuti, tenere il fiato sul collo ai nostri amministratori, sottoscrivendo ad esempio la proposta del M5S sulla istituzione dell’Osservatorio Comunale Rifiuti Zero e lavorare seriamente ad un’alternativa politica per le prossime elezioni.

venerdì 29 luglio 2016

Cena sotto le stelle: una bruschetta con Paola Villa.

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13782023_1161026853940762_4211889375927793533_n.jpg?oh=bccde92c707258bd446e3cb2ae4ad9ed&oe=59DA042APremetto che in questa sede esprimo mie personali considerazioni a integrazione di quanto ho affermato ieri durante la Cena sotto le Stelle promossa dal Meetup di Formia 5 Stelle a Vindicio su un preciso tema del quale si è discusso, a beneficio soprattutto per chi ieri non ha partecipato all’evento e per rispetto degli iscritti al M5S e dell’intero elettorato formiano. 
Impostata inizialmente come un incontro informale tra attivisti e simpatizzanti per chiacchierare tra amici su alcuni prossimi impegni del M5S, la serata ha assunto un risvolto imprevisto per la inaspettata presenza al nostro tavolo di una protagonista della vita politica della città esterna al M5S, parlo cioè di Paola Villa. Naturalmente non c’è stato alcun problema per la sua presenza visto che il Meetup è un organismo aperto a tutti e che qualcuno di noi aveva pensato opportuno invitarla, pur non avvisando gli altri, anzi la situazione è stata occasione utile per chiarire alcuni aspetti nei reciproci rapporti tra due forze politiche, per così dire, emergenti in città.
Ne è scaturita una chiacchierata a più voci degli attivisti con Paola durante la quale sono emersi due principali sue considerazioni. Da un lato la conferma della sua assoluta indisponibilità, già nota fin dal 2013, a far parte del M5S in quanto, pur condividendo quasi tutto del MoVimento, una cosa non accetterà mai ed è la presenza di Beppe Grillo nel MoVimento e le sue probabili, a suo dire, interferenze con la politica della città. Al riguardo abbiamo ribadito ieri sera che per l’esperienza maturata da tutti noi attivisti la motivazione addotta è assolutamente campata in aria perché nessuno di noi ha mai avuto sentore o notizia di interferenze di alcun genere da parte di Beppe o dello Staff nella formazione delle liste, sia a livello locale che regionale che nazionale, nella stesura dei programmi elettorali e nella gestione amministrativa delle città. Grillo se interviene, si limita a garantire per quanto possibile tutti gli iscritti a che nel MoVimento non entrino infiltrati e furbetti e a metterne fuori quelli che si rivelino tali ad elezione avvenuta. E’ cioè un valore aggiunto al M5S che non è sintomo di sudditanza, ma di garanzia, per quanto possibile vista l’assoluta assenza di norme legislative che tutelino la partecipazione diretta dei cittadini promossa dal M5S, del rispetto delle regole che nel M5S tutti accettiamo e che ci differenziano da tutte le altre forze politiche. A mio giudizio, come ho ribadito ieri sera, la supposizione di Grillo padre-padrone del MoVimento non è né più né meno che un alibi, sicuramente enfatizzato, addotto per non sottomettersi alle stringenti condizioni di fedeltà agli impegni assunti con gli elettori poste dal M5S per le candidature. Al contrario mi chiedo come si fa a sostenere, come fa Paola, in contrapposizione ad una lista civica del M5S, la validità e l’efficienza di una lista civica a carattere esclusivamente cittadino, isolata rispetto alle altre realtà politiche territoriali e nazionali, focalizzata sulla personalità e centralità del candidato sindaco che in pratica non risponderebbe, a garanzia dell’elettorato, né ad una tanto da noi deprecata segreteria di partito, nè allo Staff del M5S, ma neanche, vista l’attuale legge elettorale comunale, ai cittadini, se non una tantum dopo cinque anni! Insomma l’uomo solo al comando, anzi in questo caso la donna! Come vogliono i Napolitano, i Renzi , i De Luca e contro il quale il M5S lotta fin dalla sua nascita!
Idea ancor più inaccettabile, a mio giudizio, se posta in relazione alla seconda considerazione, per me ancor più grave e sintomatica, su una nuova ipotesi politica in base alla quale, secondo Paola, si potrebbe andare, tutti insieme per il bene della città, alle elezioni con una griglia di quattro o cinque liste collegate, con le quali andare incontro alla particolarità dell’elettorato formiano, per intercettarne quanti più voti possibile, scendendo in pratica anche noi sullo stesso campo di gioco e secondo le regole dei Forte. dei Bartolomeo e compagnia bella, nei quali loro sono maestri e sicuramente vincenti!
Confluendo poi su quale candidato sindaco non è stato detto, ma un’idea personalmente me la sono fatta lo stesso, secondo un copione che ricalca quello del 2013!
Insomma un gruppone di liste di cui dovremmo far parte anche noi come M5S che invece, è notorio, in tutte le occasioni elettorali a qualsiasi livello si è sempre presentato con la Lista Unica, senza apparentamenti e accordi pre-elettorali, proprio per rompere con i metodi più deprecabili di un vecchio modo di fare politica, contiguo al clientelismo ed al voto di scambio! Senza contare le cambiali in bianco che come M5S andremmo a sottoscrivere senza neanche saperlo nei confronti dei candidati delle altre liste apparentate!
Ma stiamo scherzando? E dov’è il cambiamento? Noi stiamo lottando per una rivoluzione culturale, che è presupposto essenziale affinché la realtà politica, sociale ed economica italiana possa cambiare davvero, per la quale occorrerebbero probabilmente almeno un paio di generazioni e che in Italia è stata accelerata solo grazie a Grillo e Casaleggio. Se a Formia tutto ciò non verrà recepito, pazienza, i formiani voteranno Forte, Bartolomeo, o Villa o chi per essi e si terranno un sindaco vecchia maniera che risponderà alle vecchie regole del gioco e noi continueremo a lavorare sul territorio e sulle coscienze nel tentativo di cambiarle, le regole, a favore dei cittadini, con il paese che intanto andrà avanti a 5 Stelle!
E pensare che tutto il discorso ieri era nato dalle critiche di una nostra attivista sull’inadeguatezza, secondo lei, del nostro attivismo a livello territoriale nel campo delle relazioni sociali. Siamo finiti col discutere con Paola non di iniziative e suggerimenti pratici per interfacciarci con i cittadini, ma di liste ed accordi pre-elettorali! E poi siamo noi quelli che la buttano sempre in politica? Bah!