Premetto che in questa sede esprimo mie personali considerazioni a integrazione di quanto ho affermato ieri durante la Cena sotto le Stelle promossa dal Meetup di Formia 5 Stelle a Vindicio su un preciso tema del quale si è discusso, a beneficio soprattutto per chi ieri non ha partecipato all’evento e per rispetto degli iscritti al M5S e dell’intero elettorato formiano.
Impostata inizialmente come un incontro informale tra attivisti e simpatizzanti per chiacchierare tra amici su alcuni prossimi impegni del M5S, la serata ha assunto un risvolto imprevisto per la inaspettata presenza al nostro tavolo di una protagonista della vita politica della città esterna al M5S, parlo cioè di Paola Villa. Naturalmente non c’è stato alcun problema per la sua presenza visto che il Meetup è un organismo aperto a tutti e che qualcuno di noi aveva pensato opportuno invitarla, pur non avvisando gli altri, anzi la situazione è stata occasione utile per chiarire alcuni aspetti nei reciproci rapporti tra due forze politiche, per così dire, emergenti in città.
Ne è scaturita una chiacchierata a più voci degli attivisti con Paola durante la quale sono emersi due principali sue considerazioni. Da un lato la conferma della sua assoluta indisponibilità, già nota fin dal 2013, a far parte del M5S in quanto, pur condividendo quasi tutto del MoVimento, una cosa non accetterà mai ed è la presenza di Beppe Grillo nel MoVimento e le sue probabili, a suo dire, interferenze con la politica della città. Al riguardo abbiamo ribadito ieri sera che per l’esperienza maturata da tutti noi attivisti la motivazione addotta è assolutamente campata in aria perché nessuno di noi ha mai avuto sentore o notizia di interferenze di alcun genere da parte di Beppe o dello Staff nella formazione delle liste, sia a livello locale che regionale che nazionale, nella stesura dei programmi elettorali e nella gestione amministrativa delle città. Grillo se interviene, si limita a garantire per quanto possibile tutti gli iscritti a che nel MoVimento non entrino infiltrati e furbetti e a metterne fuori quelli che si rivelino tali ad elezione avvenuta. E’ cioè un valore aggiunto al M5S che non è sintomo di sudditanza, ma di garanzia, per quanto possibile vista l’assoluta assenza di norme legislative che tutelino la partecipazione diretta dei cittadini promossa dal M5S, del rispetto delle regole che nel M5S tutti accettiamo e che ci differenziano da tutte le altre forze politiche. A mio giudizio, come ho ribadito ieri sera, la supposizione di Grillo padre-padrone del MoVimento non è né più né meno che un alibi, sicuramente enfatizzato, addotto per non sottomettersi alle stringenti condizioni di fedeltà agli impegni assunti con gli elettori poste dal M5S per le candidature. Al contrario mi chiedo come si fa a sostenere, come fa Paola, in contrapposizione ad una lista civica del M5S, la validità e l’efficienza di una lista civica a carattere esclusivamente cittadino, isolata rispetto alle altre realtà politiche territoriali e nazionali, focalizzata sulla personalità e centralità del candidato sindaco che in pratica non risponderebbe, a garanzia dell’elettorato, né ad una tanto da noi deprecata segreteria di partito, nè allo Staff del M5S, ma neanche, vista l’attuale legge elettorale comunale, ai cittadini, se non una tantum dopo cinque anni! Insomma l’uomo solo al comando, anzi in questo caso la donna! Come vogliono i Napolitano, i Renzi , i De Luca e contro il quale il M5S lotta fin dalla sua nascita!
Idea ancor più inaccettabile, a mio giudizio, se posta in relazione alla seconda considerazione, per me ancor più grave e sintomatica, su una nuova ipotesi politica in base alla quale, secondo Paola, si potrebbe andare, tutti insieme per il bene della città, alle elezioni con una griglia di quattro o cinque liste collegate, con le quali andare incontro alla particolarità dell’elettorato formiano, per intercettarne quanti più voti possibile, scendendo in pratica anche noi sullo stesso campo di gioco e secondo le regole dei Forte. dei Bartolomeo e compagnia bella, nei quali loro sono maestri e sicuramente vincenti!
Confluendo poi su quale candidato sindaco non è stato detto, ma un’idea personalmente me la sono fatta lo stesso, secondo un copione che ricalca quello del 2013!
Insomma un gruppone di liste di cui dovremmo far parte anche noi come M5S che invece, è notorio, in tutte le occasioni elettorali a qualsiasi livello si è sempre presentato con la Lista Unica, senza apparentamenti e accordi pre-elettorali, proprio per rompere con i metodi più deprecabili di un vecchio modo di fare politica, contiguo al clientelismo ed al voto di scambio! Senza contare le cambiali in bianco che come M5S andremmo a sottoscrivere senza neanche saperlo nei confronti dei candidati delle altre liste apparentate!
Ma stiamo scherzando? E dov’è il cambiamento? Noi stiamo lottando per una rivoluzione culturale, che è presupposto essenziale affinché la realtà politica, sociale ed economica italiana possa cambiare davvero, per la quale occorrerebbero probabilmente almeno un paio di generazioni e che in Italia è stata accelerata solo grazie a Grillo e Casaleggio. Se a Formia tutto ciò non verrà recepito, pazienza, i formiani voteranno Forte, Bartolomeo, o Villa o chi per essi e si terranno un sindaco vecchia maniera che risponderà alle vecchie regole del gioco e noi continueremo a lavorare sul territorio e sulle coscienze nel tentativo di cambiarle, le regole, a favore dei cittadini, con il paese che intanto andrà avanti a 5 Stelle!
E pensare che tutto il discorso ieri era nato dalle critiche di una nostra attivista sull’inadeguatezza, secondo lei, del nostro attivismo a livello territoriale nel campo delle relazioni sociali. Siamo finiti col discutere con Paola non di iniziative e suggerimenti pratici per interfacciarci con i cittadini, ma di liste ed accordi pre-elettorali! E poi siamo noi quelli che la buttano sempre in politica? Bah!

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