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lunedì 3 dicembre 2012

Centrale del Garigliano: inchiesta per disastro ambientale!



A pochi giorni dal Tavolo detto della Trasparenza tenutosi il 27 novembre scorso a Sessa Aurunca durante il  quale le cosiddette autorità costituite presenti    – stiamo parlando di rappresentanti dei Comuni e Province interessati, dell'ISPRA, del Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo economico, dell'Osservatorio Ambientale, dell'ASLCE , dell'ARPAC  e della Sogin  -  si sono premurate di rassicurare tutti, con estremo puntiglio,  sull’impatto ambientale di quello che resta della Centrale elettronucleare del Garigliano, affermando tra l’altro che la media dei tumori nel Comune di Sessa Aurunca è inferiore a quella della regione e tirando anche le orecchie a chi crea allarme sulla incidenza del cancro in tutta l’area circostante la Centrale, c’è chi a livello di autorità, finalmente, la pensa diversamente ed apre un’indagine giudiziaria.
E’ il sostituto procuratore della Repubblica Giuliana Giuliano di Santa Maria Capua Vetere che ha aperto un fascicolo per disastro ambientale e irregolarità in materia di sicurezza nucleare, con un blitz della Guardia di Finanza presso la Centrale che ha portato al sequestro di documenti ed accertato fatti  gravissimi di cui si sono resi colpevoli Enti ed Autorità che hanno il compito di mettere in sicurezza il sito e di vigilare sulla tutela dell’ambiente e della nostra salute.  
Controlli dell’Arpa previsti ogni sei mesi che non vengono svolti da sette anni, rifiuti radioattivi interrati a meno di 50 cm di profondità e a contatto con la falda acquifera, scoli dei reattori che finiscono nel Garigliano … cioè tutto quello che comitati e cittadini denunciano da anni, lì, in bella mostra, in barba al Tavolo della Trasparenza, a denunciare un rischio  ormai conclamato!
Ma allora tre giorni prima le autorità presenti a questo benedetto Tavolo di cosa stavano parlando? Su quali basi si permettono di fare certe affermazioni? Quali lavori di decontaminazione sono stati realmente effettuati dalla SOGIN, con quale efficacia? E per il futuro che garanzie ci sono che questo disastro strisciante abbia termine? Stiamo parlando di scorie che resteranno in quel sito “temporaneamente” ancora per decine di anni  prima di essere trasferite in un fantomatico Deposito Nazionale di cui nessuno sa se e dove sarà realizzato, stoccati in una struttura chiaramente decrepita e fatiscente, a rischio di inondazioni, in una zona sismica e densamente abitata!
L'esito del referendum ha posto un freno, almeno per un po’, alla questione nucleare da un punto di vista dell’approvvigionamento energetico e ci auguriamo che ciò costringa il Governo ad aprire finalmente alla ricerca ed agli investimenti in energie alternative ed  a basso impatto ambientale ed a spingere per la riduzione dei consumi ed il risparmio energetico. Come è sotto gli occhi di tutti, però, con il nucleare non si può abbassare la guardia e non solo per il Garigliano. Resta infatti, sempre più grave, nel nostro paese il rischio ambientale e sociale delle tonnellate di scorie e di rifiuti radioattivi derivanti non solo dalle centrali dismesse , ma anche dalle attività civili e sanitarie (per non parlare delle testate nucleari presenti sul nostro territorio!).
Noi del MoVimento 5 Stelle siamo convinti quindi, come più volte affermato durante la recente campagna referendaria, che il problema della Centrale del Garigliano non riguarda solo  il Comune di Sessa Aurunca e le zone immediatamente a ridosso della Centrale, bensì l’intera area compresa in un raggio di centinaia di chilometri  da questa e indirettamente tutti noi italiani e poiché come due anni fa non abbiamo alcuna fiducia nelle autorità comunali delle nostre città in tema di tutela della salute dei cittadini e di difesa dell'ambiente e del territorio, torniamo ad invocare ancora una volta – e ci adopereremo per essa - una  mobilitazione generale dei cittadini a sostegno questa volta dell’azione della magistratura, affinché i responsabili vengano puniti in maniera esemplare, si faccia chiarezza (Trasparenza?) sulle reali condizioni della centrale  e si adottino provvedimenti immediati ed efficaci.

Giovanni Nocella
MoVimento Formia 5 Stelle

venerdì 23 aprile 2010

La "mission" del Comitato Antinucleare del Sud Pontino.


Nell'apprezzare la nascita del Comitato Antinucleare Garigliano  ai fini del coordinamento delle iniziative che si stanno intraprendendo contro il ritorno al nucleare nella zone circostanti la vecchia Centrale, è opportuno chiarire con tutti voi quella che può essere considerata la "missione" del Comitato Antinucleare del Sud Pontino in quanto organizzazione a livello intercomunale, puntualizzandone la peculiarità.

Numerosi sono i comitati e le organizzazioni antinucleariste che stanno nascendo spontaneamente a livello locale tra i cittadini in tutta Italia così come sono numerose le iniziative di organismi che intendono coordinarne le attività ad un livello territoriale più ampio se non nazionale. Ben vengano le une e le altre, ma le prime credo cha abbiano una valenza particolare e fondamentale per contrastare la guerra mediatica e non, che sta per scatenarsi a favore del nucleare (informativa nelle scuole, spot televisivi, condizionamenti politici, interessi economici, misure di ordine pubblico…..)

Sono infatti i comitati locali, nati su iniziativa dei cittadini, quelli che operano in uno o più comuni limitrofi, che hanno il compito più importante e decisamente più impegnativo: sensibilizzare in tutta Italia l’opinione pubblica nelle loro rispettive comunità e non solo nelle località interessate alla collocazione dei siti nucleari.

Per farvi un esempio e restare dalle nostre parti, credo che nelle zone immediatamente a ridosso della centrale del Garigliano le persone abbiano già coscienza del problema radioattività, perché lo stanno vivendo sulla loro pelle, perché la centrale ce l’hanno quotidianamente sotto gli occhi. Sono trent’anni che è lì a minacciare la loro salute, la loro terra e la loro acqua. Sono trent’anni che fanno domande e sono trent’anni che aspettano risposte.

Quanti cittadini, invece, di Formia, Gaeta, Itri, Fondi, Castelforte, Minturno….. sono coscienti di vivere da trent’anni e più a poche decine di chilometri da ben due centrali nucleari, anche se dismesse, ma non smantellate. Quanti di loro sono già stati convinti che il nucleare è pulito ed economico e farà bene alla nostra (!?) economia?

Credo che tutti siamo coscienti che stiamo intraprendendo una “battaglia” contro le decisioni del governo, ma il nostro principale “nemico”, scusatemi il termine, sono questi nostri concittadini, i nostri vicini di casa, che da trent’anni “ignorano” le domande che vengono dal Garigliano, che nella migliore delle ipotesi a volte fanno solo “spallucce”!

Le manifestazioni anti-nucleare, dunque, non vanno fatte solo al Garigliano o a Borgo Sabotino o magari a Roma: è nelle nostre piazze, nelle scuole dei nostri figli, nei circoli ed associazioni culturali che frequentiamo, nelle sedi dei nostri consigli comunali che possiamo vincere la “guerra” mobilitando quante più persone è possibile, coinvolgendo le istituzioni e le forze politiche senza alcuna distinzione di parte e costringendo il governo a fare marcia indietro.

Partecipiamo tutti alla manifestazione che ricorda il Chernobyl Day che si terrà domani a Sessa Aurunca e continuiamo ad iscriverci e ad invitare amici e conoscenti residenti nei comuni del sud pontino ad iscriversi al Gruppo Facebook in modo da poter organizzare a breve, oltre al passaparola, numerose e ripetute iniziative locali adeguate alle singole realtà locali.

Giovanni Nocella