Nell'apprezzare la nascita del Comitato Antinucleare Garigliano ai fini del coordinamento delle iniziative che si stanno intraprendendo contro il ritorno al nucleare nella zone circostanti la vecchia Centrale, è opportuno chiarire con tutti voi quella che può essere considerata la "missione" del Comitato Antinucleare del Sud Pontino in quanto organizzazione a livello intercomunale, puntualizzandone la peculiarità.
Numerosi sono i comitati e le organizzazioni antinucleariste che stanno nascendo spontaneamente a livello locale tra i cittadini in tutta Italia così come sono numerose le iniziative di organismi che intendono coordinarne le attività ad un livello territoriale più ampio se non nazionale. Ben vengano le une e le altre, ma le prime credo cha abbiano una valenza particolare e fondamentale per contrastare la guerra mediatica e non, che sta per scatenarsi a favore del nucleare (informativa nelle scuole, spot televisivi, condizionamenti politici, interessi economici, misure di ordine pubblico…..)
Sono infatti i comitati locali, nati su iniziativa dei cittadini, quelli che operano in uno o più comuni limitrofi, che hanno il compito più importante e decisamente più impegnativo: sensibilizzare in tutta Italia l’opinione pubblica nelle loro rispettive comunità e non solo nelle località interessate alla collocazione dei siti nucleari.
Per farvi un esempio e restare dalle nostre parti, credo che nelle zone immediatamente a ridosso della centrale del Garigliano le persone abbiano già coscienza del problema radioattività, perché lo stanno vivendo sulla loro pelle, perché la centrale ce l’hanno quotidianamente sotto gli occhi. Sono trent’anni che è lì a minacciare la loro salute, la loro terra e la loro acqua. Sono trent’anni che fanno domande e sono trent’anni che aspettano risposte.
Numerosi sono i comitati e le organizzazioni antinucleariste che stanno nascendo spontaneamente a livello locale tra i cittadini in tutta Italia così come sono numerose le iniziative di organismi che intendono coordinarne le attività ad un livello territoriale più ampio se non nazionale. Ben vengano le une e le altre, ma le prime credo cha abbiano una valenza particolare e fondamentale per contrastare la guerra mediatica e non, che sta per scatenarsi a favore del nucleare (informativa nelle scuole, spot televisivi, condizionamenti politici, interessi economici, misure di ordine pubblico…..)
Sono infatti i comitati locali, nati su iniziativa dei cittadini, quelli che operano in uno o più comuni limitrofi, che hanno il compito più importante e decisamente più impegnativo: sensibilizzare in tutta Italia l’opinione pubblica nelle loro rispettive comunità e non solo nelle località interessate alla collocazione dei siti nucleari.
Per farvi un esempio e restare dalle nostre parti, credo che nelle zone immediatamente a ridosso della centrale del Garigliano le persone abbiano già coscienza del problema radioattività, perché lo stanno vivendo sulla loro pelle, perché la centrale ce l’hanno quotidianamente sotto gli occhi. Sono trent’anni che è lì a minacciare la loro salute, la loro terra e la loro acqua. Sono trent’anni che fanno domande e sono trent’anni che aspettano risposte.
anti cittadini, invece, di Formia, Gaeta, Itri, Fondi, Castelforte, Minturno….. sono coscienti di vivere da trent’anni e più a poche decine di chilometri da ben due centrali nucleari, anche se dismesse, ma non smantellate. Quanti di loro sono già stati convinti che il nucleare è pulito ed economico e farà bene alla nostra (!?) economia?Credo che tutti siamo coscienti che stiamo intraprendendo una “battaglia” contro le decisioni del governo, ma il nostro principale “nemico”, scusatemi il termine, sono questi nostri concittadini, i nostri vicini di casa, che da trent’anni “ignorano” le domande che vengono dal Garigliano, che nella migliore delle ipotesi a volte fanno solo “spallucce”!
Le manifestazioni anti-nucleare, dunque, non vanno fatte solo al Garigliano o a Borgo Sabotino o magari a Roma: è nelle nostre piazze, nelle scuole dei nostri figli, nei circoli ed associazioni culturali che frequentiamo, nelle sedi dei nostri consigli comunali che possiamo vincere la “guerra” mobilitando quante più persone è possibile, coinvolgendo le istituzioni e le forze politiche senza alcuna distinzione di parte e costringendo il governo a fare marcia indietro.
Partecipiamo tutti alla manifestazione che ricorda il Chernobyl Day che si terrà domani a Sessa Aurunca e continuiamo ad iscriverci e ad invitare amici e conoscenti residenti nei comuni del sud pontino ad iscriversi al Gruppo Facebook in modo da poter organizzare a breve, oltre al passaparola, numerose e ripetute iniziative locali adeguate alle singole realtà locali.
Giovanni Nocella


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