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lunedì 3 dicembre 2018

 Assemblea pubblica su pontile petroli.

Report e riflessioni a 5 stelle.

(Una voce fuori dal coro - seguitemi fino in fondo, please!)

L’assemblea di ieri è stata discretamente partecipata. Ci sono stati diversi interventi e testimonianze di cittadini, operatori economici (balneari) ed esponenti di associazioni operanti sul territorio sul tema ambiente. Presenti naturalmente diversi esponenti e personaggi politici non solo formiani tra i quali sono intervenuti Pasquale Di Gabriele, Presidente del Consiglio Comunale di Formia, Emiliano Scinicariello, Consigliere Comunale a Gaeta e infine Paola Villa, Sindaco di Formia.

In modo quasi unanime è stata sollecitata dagli intervenuti un’azione unitaria ed univoca da parte dei sindaci del Golfo, ma sono anche emersi i rilevanti interessi economici che stanno dietro l’intera vicenda del deposito e del pontile petroli di Gaeta e che difficilmente potranno essere superati, a mio giudizio, a favore dei cittadini se a decidere sarà solo chi di quegli interessi è di fatto portatore. Mi riferisco chiaramente ad ENI, ma anche al Comune di Gaeta ed alla stessa Autorità Portuale che si sono assegnati il compito di valutare un progetto di fattibilità sulla varie alternative possibili.

La soluzione offshore comporterebbe infatti, a quanto pare, un costo di impianto quasi totalmente a carico di ENI, con Comune ed Autorità che perderebbero invece i vari diritti e poteri economici di cui resterebbero invece titolari con la soluzione porto commerciale. Per cui, contrariamente ai dimenticati proclami elettorali del sindaco Mitrano (non facciamoci infinocchiare dal suo recente strategico abbaiare contro l’ENI!) ed alle recenti manifestazioni della volontà popolare, sembra che la soluzione del porto commerciale sia scontata! Del resto da uno degli interventi è emerso da alcuni documenti citati che da anni stia andando avanti il progetto per la delocalizzazione del pontile nel nuovo porto commerciale di Gaeta, con tanto di dighe foranee e ammennicoli vari per un complesso che già definito e particolareggiato sconvolgerà indiscutibilmente l’intero golfo. Come il Porto Ranucci!

Desta sospetti, poi, come sottolineato da Paola Villa, il fatto che, riguardo al recente stanziamento di ben 195 milioni di Euro da parte della Banca Europea degli Investimenti a favore dei Porti di Roma e del Lazio, nel relativo comunicato stampa dell’Authority del 3 ottobre scorso siano stati citati i lavori previsti a Fiumicino e Civitavecchia, ma non quelli da fare a Gaeta! Perchè tanta segretezza? O alla BEI non interessa dove saranno investiti?

Il vero problema, a mio parere, è che comunque anche sostenendo la delocalizzazione offshore, a quanto pare la soluzione più gradita dalla quasi totalità dei presenti all’assemblea ed avallata dal Comune di Formia, non si risolva il vero problema che è a monte della delocalizzazione del pontile: la presenza, cioè, di un sito di stoccaggio petroli ad eccezionale pericolosità per comunità ed ambiente a ridosso di due centri abitati come Formia e Gaeta, incompatibile ormai con lo sviluppo urbanistico delle due città, estremamente pericoloso per comunità ed ambiente ed in contrasto con la vocazione turistica dell’intera area. Significativa e sconvolgente al riguardo la testimonianza dell’ex comandante dei rimorchiatori del porto di Gaeta, particolarmente esperto per il suo lavoro sulla questione sicurezza di pontili e petroliere, che ha evidenziato come la questione “pericolosità” non stia solo nell’eventuale sversamento in mare o nei danni che una eventuale esplosione di una petroliera potrebbe arrecare alle abitazioni a ridosso del pontile, ma nel disastro che una tale esplosione potrebbe causare nel raggio di chilometri e che, pur stando offshore il pontile, non sarebbe assolutamente evitato!

Occorre quindi che la questione venga riportata a ben altra prospettiva che coinvolga una progettazione pluriennale sull’intera destinazione del Golfo di Gaeta e sul futuro delle comunità che vi vivono che necessariamente rientra in quella ben più ampia della tutela ambientale del golfo e della sicurezza dei cittadini, ma anche dello sviluppo economico dell’intera area e della politica energetica del nostro paese. Quello di Gaeta è un sito di stoccaggio strategico di importanza nazionale ed il suo spostamento richiederà uno sforzo enorme che coinvolge diverse competenze e con complicazioni altrettanto immense. C’è il rischio è vero che la questione si dilati enormemente, ma adesso è il momento che le comunità del golfo devono sfruttare per evitare che fra chiacchiere, discussioni e passerelle varie, non si concluda come al solito alcunché di concreto e lo scempio vada lo stesso a buon fine, anzi a cattivo fine!

Sia la delocalizzazione offshore che quella al porto commerciale rappresenterebbero infatti comunque un investimento di parecchi soldoni, il che starà a significare che una volta spesi il deposito ENI da Gaeta non andrà mai più via!!!!!! Con tanti saluti al Golfo Area Sensibile ed alle velleità turistiche di tutti!!!!!! Non ci facciamo prendere in giro!!!!

La concessione, ricordiamolo, è stata rinnovata solo per 4 anni, anziché i 10 richiesti! Forse conseguenza del cambio di passo che c’è stato a livello di governo che dovrebbe determinare, almeno si spera, una accelerazione verso una politica energetica nella quale il ricorso a fonti fossili come il petrolio dovrebbe diminuire a favore di quelle rinnovabili. Non lo sappiamo ancora, personalmente ci credo, ma ci dà comunque una scadenza a breve per agire! L’obiettivo di un’azione popolare e politica deve essere quindi a mio giudizio lo spostamento del deposito, non la delocalizzazione del pontile, che va solo messo in sicurezza per i prossimi ultimi 4 anni di permanenza del deposito nel golfo!

Se a Mitrano e a Villa stanno davvero a cuore le vocazioni turistiche del Golfo si adoperino per lo spostamento dell’intero deposito ENI, non per la delocalizzazione del pontile qui o là secondo i rispettivi interessi campanilistici!

Quindi, e vengo alle proposte d’azione dei promotori dell’assemblea, c’è da essere totalmente d’accordo nel coinvolgere e sensibilizzare quanto più è possibile le comunità del Golfo, come ha sottolineato in assemblea una commossa ragazza di Minturno, perché serve la più ampia partecipazione popolare, spostando però, come detto, l’attenzione dal pontile al deposito, inquadrando la vicenda anche in una prospettiva di sviluppo turistico ed economico futuro, oltre che di sicurezza e tutela dell’ambiente.

Quanto all’azione politica, non me ne vogliano gli amministratori locali, ma di loro non è che ci sia tanto da fidarsi, visto che fanno ancora più o meno in gran parte riferimento a forze politiche che in tani anni hanno solo ignorato il problema aggravandolo. Bisogna che la questione arrivi in alto, molto in alto, a chi non ha, o almeno non ha ancora, le mani in pasta ed ha programmi di sviluppo del paese totalmente diversi da quelli di chi li ha preceduti fino a ieri. E che sappia tener conto delle esigenze e della volontà dei cittadini.

Per quanto concerne il M5S a livello locale, da attivista propongo e mi adopererò per la convocazione al più presto di un incontro pubblico tra i cittadini iscritti al M5S di Formia allargato ai nostri portavoce in Regione e Parlamento ed aperto a chiunque voglia confrontarsi con noi, per discutere e definire la linea e l’azione politica del M5S a livello locale a sostegno di questa iniziativa e su altre tematiche di estrema rilevanza per la città di Formia.

sabato 1 dicembre 2018

 #IoStoConRobertoFico!

Sarebbe opportuno che Roberto Fico chiarisca meglio la sua posizione e spieghi le ragioni per cui il decreto sicurezza andrebbe rivisto e il Global Compact firmato, magari con opportune precisazioni.
E' importante infatti che si apra un dibattito soprattutto all'interno del M5S che serva a rivedere alcune situazioni di totale appiattimento del MoVimento sulle posizioni della Lega, che rischiano di indebolirlo e spaccarlo se non addirittura distruggerlo!
Le accuse e le contestazioni rivolte da numerosi pseudo sostenitori del M5S a Fico in queste ore per la sua onestà intellettuale e per la sua coerenza con i principi originari del MoVimento sono vergognose. Si accusa la stampa del linciaggio verso Di Maio, ma non si esita a fare altrattanto verso Fico!!!!!
Fuori loro dal MoVimento, non Roberto!!!!!
Meglio perdere qualche voto, che fare da zerbino alla lega! Torniamo anche all'opposizione se necessario, ma non neghiamo i principi ed i valori per cui ci siamo battuti contro tutto e tutti!
Questo paese sta prendendo una pericolosissima deriva a destra di cui la lega si sta facendo traino, ma che sta attecchendo purtroppo anche in alcuni sostenitori del M5S e contro cui invece il MoVimento deve essere baluardo! Parliamo alla gente di diritti, di costituzione e di quei principi e valori che hanno consentito in questi anni di fare massa intorno al M5S, di cui molti si stanno dimenticando, se mai li hanno compresi ed apprezzati. Qui il video su facebook
0:26 / 3:45
Questa mattina ho partecipato a un convegno sui beni comuni, a dieci anni dalla commissione Rodotà. Prima di entrare alcuni giornalisti mi hanno chiesto se non aver presieduto l'Aula di Montecitorio al momento delle dichiarazioni di voto sul decreto Sicurezza sia stata una presa di distanza.
Ho risposto di sì: è stato un segnale di distanza rispetto a un provvedimento sulla cui efficacia ho seri dubbi e di cui non condivido l'impianto perché non fornisce risposte ampie culturali e sociali a questioni complesse come la sicurezza e la gestione dell’immigrazione.
Ho garantito come sempre, nel rispetto del mio ruolo e della democrazia, la corretta espressione della volontà parlamentare, tutelando i diritti di maggioranza e opposizioni. Ma ritengo allo stesso tempo doveroso per l'impegno assunto con il mio incarico esprimere con sincerità, lealtà e onestà le mie idee perché solo migliorando il lavoro di tutti noi possiamo migliorare il Paese.

sabato 24 novembre 2018

 Natale a Formia! A spese di chi?


I principali tagli che la Giunta ha recentemente deliberato per finanziare il Natale a Formia riguardano:

  • le spese per servizi di pulizia e altre spese per Biblioteca, Archivio Storico e Officina Culturale (tanto li usano i cittadini!!!);
  • il capitolo “Acquisto beni” della Protezione Civile (viva la sicurezza!!!);
  • altre funzionalità dell’Archivio Storico (erano troppi gli Euro stanziati!!!);
  • la demolizione di manufatti abusivi (giusto! lotta all’abusivismo!!!!);
  • lo Stadio di Maranola con finanziamenti ridotti ad un magnifico “zero” Euro (Formia Città dello Sport? Si, quello delle tre carte!!!);
  • la formazione - udite, udite - del personale per aggiornamento e anticorruzione (efficienza e trasparenza, anche per questa amministrazione un optional!!!);
  • i servizi funebri per i non abbienti (vietato anche morire per chi è più povero!!!);
  • vari altri capitoli nel settore commercio (vi organizziamo il Natale, per il resto arrangiatevi!!!);
  • altre spese varie diverse, di gestione e acquisto beni (insomma, non vi arrabbiate, meno servizi per tutti!!!)

Totale: 89.500 € di tagli che si aggiungono ai 30.000 € già stanziati in bilancio che andranno a finanziare il Natale a Formia per un totale di spesa di circa 130.000 €, con i 10.000 destinati ad Associazioni di promozione turistica! Quali? Boh!!! Al momento non è dato sapere.

La delibera è la n. 91 del 5 novembre cui è seguita quella del 13 novembre che ha riepilogato le iniziative in programma, di cui solo alcune già note ed approvate e indicato le linee di indirizzo in base alle quali selezionare le associaizoni, le imprese ed i professionisti cui affidare le altre, previo dovuto contributo economico, con tanto di avviso pubblico, “gara” e commissione da nominare! Il tutto quando manca un mese al Natale? Cioè oltre ad aver stanziato cifre che al momento della delibera non si sapeva come sarebbero state spese (o si sapevano già?), c’è da chiedersi come si fa ad organizzare luminarie e manifestazioni ad un mese dal Natale? Bisognerà fare salti mortali per portate a Formia attrezzature ed eventi di un minimo di spessore, considerato che il meglio sarà già impegnato altrove!

La tempistica desta perplessità anche per un altro aspetto, quello della scelta delle associazioni che si faranno carico delle varie iniziative programmate. Hai voglia ad essere iscritto al Registro del Comune e a prevedere avvisi pubblici e gare! Parteciperà probabilmente solo chi forse già sapeva che i miseri 30.000 € annunciati a suo tempo sarebbero diventati 130.000??? Insomma, la solita distribuzione alla vecchia maniera di strenne natalizie? Ancora figli e figliastri (viene da dire cittadini e cittadinastri)? Sbaglio o in passato su queste cose qualcuno che ci governa oggi criticava le vecchie Giunte?

Il tutto, poi, probabilmente per fare concorrenza a Gaeta e per evitare che i formiani, tra mille polemiche campanilistiche, si vadano a godere le luminarie e le manifestazioni degli altri (sperando che non lo facciano ugualmente!). O forse anche per accontentare un pò i commercianti, soprattutto quelli del centro, che beneficeranno di queste iniziative (ma sarà davvero così?). In verità anche per loro bisogna considerare che, come detto sopra, si dà da una parte e si toglie dall’altra! E’ vero, non si fanno nuovi debiti, ma si taglia ancora sui servizi ai cittadini e sull’efficenza della macchina comunale! Al riguardo ci auguriamo che i 42.000 € di contributo regionale per queste festività, coperti per cassa con la “manovrina” di questi giorni, se e quando erogati dalla Regione ritornino nei cassetti dai quali sono stati presi e non magari utilizzati per altre improvvisate, tipo la coda di un altro film!

Quindi, cambiamento zero! Anzi! E’ evidente che questa amministrazione ancora una volta improvvisa all’ultimo momento, nella migliore tradizione formiana, senza alcuna programmazione che risponda ad un piano ragionato di governo della Città, sfruttando l’emergenza dell’ultimo momento per arrangiarsi alla meglio ed aggravando peraltro una situazione gestionale del Bene Comune che via via si fa sempre più precaria! Lunedì 27 in Consiglio Comunale si discuterà infatti di altre ulteriori spese fuori bilancio! Ma chi l’ha fatto questo bilancio? Come? E , dal punto di vista politico, qual’è la connessione con quanto urlato in campagna elettorale?

Sarebbe stato indubbiamente preferibile organizzarsi per tempo, coinvolgendo, coerentemente con quanto si proclama, i cittadini e le associazioni, soprattutto delle periferie, in maniera chiara e trasparente. Forse più che spendere migliaia e migliaia di Euro, togliendoli ai servizi ai cittadini, servirebbero maggior senso della comunità, solidarietà e partecipazione. Ma si sa, oramai nella politica del terzo millennio è l’apparenza quella che conta! Solo profumi e niente balocchi!!!

(Le due delibere di Giunta per chi vuole approfondire:

https://www.comune.formia.lt.it/sites/default/files/allegati_albo/dgc_91_2018.pdf https://www.comune.formia.lt.it/sites/default/files/allegati_albo/dgc_97_2018.pdf)

P.S. Le luminarie in testa alla nota sono quelle di Rio de Janeiro.

lunedì 19 novembre 2018

Ancora con gli inceneritori?

A discutere con la lobbie degli inceneritori e dei termovalorizzatori c'è da perdere solo tempo. Non capiscono o meglio non vogliono capire che a monte del problema c'è la differenza tra il produrre energia con i termovalorizzatori, che sembra la loro motivazione principale e che vorebbero far credere "pulita" solo perchè di "ultima generazione" e indispensabile, che comporta la distruzione irreversibile di materie prime, ed il recupero di queste sotto forma di materie prime secondarie, compost e materiali di recupero come previsto dall'applicazione dei principi dell'Economia Circolare che l'Europa sta promuovendo da anni e solo in Italia nessun politico (tranne quelli del M5S) conosce!
(La lista del M5S presentata alle elezioni a Formia prevede nel suo Programma un capitolo apposito sull’Economia Circolare, ma che ne parliamo affà?)

Con i termovalorizzatori non si risolve affatto l'emergenza rifiuti, tanto meno si dà sollievo alla Terra dei fuochi, come afferma il "cazzaro verde" (cit. Travaglio) perchè come già detto ci vogliono anni per costruirli e metterli in funzione. Hai voglia a morì nel frattempo!

Come per le centrali nucleari se non c'è il contributo pubblico e la garanzia di guadagni certi, nessun imprenditore privato se ne accollerebbe i costi né i rischi perchè la probabilità di fallimento è enorme. Fallimento che diventa certo se si continua, come richiesto dall'Europa e dalla logica della difesa dell'ambiente e delle risorse enegetiche, a spingere per la raccolta differenziata! Se differenziamo vuol dire che recuperiamo e ricicliamo, si produce meno monnezza e negli inceneritori cosa bruciate?

E' vero del resto che all'estero hanno impianti evoluti che in Italia ce li sogniamo (forse Bolzano, chissà) , ma li stanno dismettendo mano mano che avanzano con le energie alternative (mica so' fessi!). Infatti in Europa, dove si differenzia più che da noi, non hanno più monnezza da bruciare e usano la nostra. Il bello è che noi italiani siamo talmente intelligenti che paghiamo per dargliela e con trasporto a nostro carico!!!!!! Mentre invece gliela dovremmo vendere!!!!!! Perchè per loro è combustibile, come il gasolio o il carbone!!!!!!! Altrimenti sarebbero costretti a chiuderli con perdite enormi!!!!!!

Se proprio vogliamo impegnare risorse economiche in questa specie di "grandi impianti" (avete rotto con i grandi impianti, scendete nel concreto a fare le cose anche piccole, ma che servono davvero e ci mancano da troppo tempo), facciamolo con il solare, l'eolico, la geotermia ecc., impianti che sono a impatto zero ed una volta costruiti sfruttano energie inesauribili ed a costo zero!

Vi dirò di più! Il M5S sta portando avanti in Europa la liberalizzazione della produzione di energia che è ad un passo dall'essere realtà! Il che significa che presto l'energia la potremo produrre tutti anche con microimpianti casalinghi e condominiali o a livello comunale in base alle risorse locali e la potremo immettere in rete senza soggiacere ai ricatti ed ai condizionamenti dell'Enel facendocela pagare a prezzi di mercato! Guadagno ed economia per tutti!!!!!

I termovalorizzatori sono solo un BUSINESS per chi li costruisce (a spese nostre) e chi li gestisce (sempre a spese nostre) e per i politicanti che li supportano!!!!!

E in questo c'è piena convergenza di Lega, PD e rimasugli vari della destra che dipendono dalle lobbie dell’energia! (Ma Salvini nel 2016 non era contro gli inceneritori che voleva Renzi?)

Il M5S RISPONDE SOLO AI CITTADINI!!!!!

CAPITE PERCHE E' INDIGESTO AI VECCHI PARTITI?????






sabato 3 novembre 2018

 A chi risponde Paola Villa?

Più precisamente la domanda dovrebbe essere: qual’è l’elettorato di riferimento della nuova Giunta che amministra Formia? E’ una domanda questa che non vuole essere retorica, cui qualcuno potrebbe replicare con una tipica frase fatta secondo cui il sindaco risponde a tutti i cittadini, né tanto meno polemica, perché visti il prima, il durante ed il dopo la campagna elettorale credo sia più che legittimo porsela oggi per tentare di comprendere quale sarà il futuro politico ed amministrativo della città.

E’ indubbio che la vittoria elettorale alle comunali sia stata un successo personale di Paola Villa, che fin dalle precedenti amministrative del 2013 ha saputo catalizzare intorno alla sua persona le aspirazioni di rinnovamento dell’elettorato, a discapito soprattutto del M5S che, diciamoci la verità, non ha saputo fare altrettanto, pur avendo idee, qualità e numeri. Le liste a sostegno della professoressa sindaco infatti non hanno una grande storia politica alle spalle, la sua stessa lista non ha certo brillato per attivismo nel quinquennio precedente e solo alcuni della sua amministrazione hanno un trascorso di un qualche rilievo politico.

Una coalizione fatta per lo più di giovani inesperti (che a certe condizioni, ci può stare!), eterogenea e senza particolari caratterizzazioni politiche che si è condensata intorno alla sua leadership, concretizzandosi in un Programma senza né arte né parte, pieno di generiche buone intenzioni, grandi aspirazioni legate al “bene comune” o “al bene della città”, appelli al “volemose bene”, cui molti formiani hanno creduto o voluto credere, ma nulla di chiaro e concreto, tanto da assomigliare più che ad un programma amministrativo vero e proprio ad una bella “letterina di Natale”, di quelle che da bambini si indirizzano a Gesù Bambino cui i genitori credono perchè non possono o non sanno fare altrimenti.

Qualcuno può dire che è presto per esprimere giudizi e infatti personalmente non ne esprimo, per ora. Le mie sono considerazioni o meglio preoccupazioni quasi “a caldo”, ma è indubbio che la temuta confusione di idee e l’assoluta mancanza di linee politiche programmatiche dell’intera amministrazione, opposizioni comprese, stiano drammaticamente (per la città) venendo fuori e stanno emergendo contraddizioni, incertezze, ambiguità che rispecchiano in pieno gli schemi della vecchia politica, quella che molti auspicavano fosse ormai alle spalle. I “civici”, come temevamo e pronosticavamo noi del M5S, si ritrovano in balia delle tempeste politiche che travagliano da sempre la nostra città e la nostra regione e senza una bussola o una rotta chiara e percorribile anche la migliore barca rischia di naufragare, figuriamoci se comincia a fare acqua! Questo, si badi bene, vale per chiunque.

C’è da credere comunque, tornando alla domanda iniziale e mettendo a confronto i risultati delle comunali con le elezioni politiche e regionali, pur con le dovute differenze tra politiche ed amministrative, che sia quindi più che valida l’ipotesi da tempo e da molti avvalorata, per me quasi una certezza, che una buona parte, forse una gran parte di questo elettorato che ha scelto Paola Villa Sindaco, venga, per quanto riguarda un suo più ampio orientamento politico, da un’area vicina, molto vicina al M5S!

A cosa porta questa affermazione? Per come si stanno avviando le cose a nulla di buono per la coalizione civica che ci amministra o tenta di farlo, ma in fin dei conti della loro sorte non è che ci possa importare gran che. Ciò che conta, per me e credo molti altri attivisti del M5S, è piuttosto l’opinione al riguardo degli 8.480 formiani che il 4 marzo scorso hanno dato fiducia al M5S a livello nazionale!

E’ a loro e in particolare a coloro che hanno preferito ignorare la lista del M5S alle comunali, che viene da chiedere se sono contenti di come si stanno mettendo le cose, se ritengono che non sia il caso, non dico di tornare alle elezioni, perché in fin dei conti è forse troppo presto per una sentenza del genere, ma almeno di valutare qualche azione concreta affinchè le loro attese “pentastellate” possano essere soddisfatte da questa amministrazione. Qualcosa potrebbe cambiare a breve se il TAR darà ragione, almeno in parte (incrociamo le dita!), al ricorso degli attivisti del M5S contro i denunciati brogli elettorali ed il nostro Antonio Romano andrà a sedere in Consiglio Comunale, ma un solo Portavoce del M5S può essere importante per portare meglio avanti le nostre battaglie come opposizione, ma non basta per ottenere grandi risultati da un punto di vista programmatico, quelli che anche voi formiani a 5 Stelle “transfughi” attendete da questa amministrazione e che, secondo me attenderete invano se non ci diamo da fare. Serve di più, molto di più!

Procediamo però con calma. Le strade percorribili sono diverse e come M5S dovremo scegliere fra quelle che rispettano e rispecchiano la nostra identità e la nostra autonomia. Nessun pasticcio vecchia maniera! Riflettiamo per ora su questa mia provocazione e magari cominciamo a pensare al se, come e quando agire per rivendicare democraticamente le nostre aspettative da elettori del M5S, per poi magari discuterne a breve tutti insieme. Intanto ricordo a tutti che la partecipazione politica dei cittadini è l’essenza del M5S, ma anche uno dei fondamenti della Democrazia!

domenica 7 ottobre 2018


J.J. Rousseau, La critica della democrazia rappresentativa.

L'unico modo per formare correttamente la volontà generale è quello della partecipazione all'attività legislativa di tutti i cittadini, come accadeva nella polis greca: l'idea che un popolo si dia rappresentanti che poi legiferano in suo nome è la negazione stessa della libertà.

J.-J. Rousseau, Il contratto sociale III, 15

La sovranità non può essere rappresentata per la medesima ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è essa stessa o è diversa, non c'é una via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque, né possono essere, i suoi rappresentanti, ma soltanto i suoi commissari: non possono concludere nulla in maniera definitiva. Ogni legge che il popolo in persona non abbia ratificata è nulla, non è una legge. Il popolo inglese ritiene di esser libero: si sbaglia di molto; lo è soltanto durante l'elezione dei membri del parlamento. Appena questi sono eletti, esso è schiavo, non è nulla. Nei brevi momenti della sua libertà, l'uso che ne fa giustifica davvero che esso la perda.

L'idea dei rappresentanti è moderna; essa ci viene dal governo feudale, da quell'iniquo e

assurdo governo nel quale la specie umana si è degradata e in cui il nome di uomo era in disonore. Nelle antiche repubbliche e persino nelle monarchie, il popolo non ebbe mai rappresentanti: la parola stessa era ignorata...

Presso i Greci tutto ciò che il popolo doveva fare lo faceva direttamente: sedeva continuamente in pubblica assemblea nella piazza. Ma quel popolo viveva in un clima mite, non era avido, i suoi lavori erano fatti dagli schiavi, la grande questione che lo occupava era la libertà. Non avendo piú gli stessi vantaggi, come conservare gli stessi diritti? I vostri climi piú aspri creano piú numerosi bisogni, per sei mesi all'anno non è possibile tener sessione nella pubblica piazza, i vostri linguaggi sordi non possono venire intesi all'aria aperta, voi vi preoccupate piú del vostro guadagno che della vostra libertà e temete assai meno la schiavitú che la miseria.

.....

Non intendo dire con questo che occorra avere degli schiavi né che il diritto di schiavitú sia legittimo, ché anzi ho dimostrato il contrario. Espongo soltanto i motivi per cui i popoli moderni, che si credono liberi, hanno dei rappresentanti mentre i popoli antichi non ne avevano. Comunque sia, non appena un popolo si dà dei rappresentanti, esso non è piú libero, non esiste piú.

(Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, vol. XV, pagg. 908-909)