Visualizzazione post con etichetta La Terra dei fuochi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La Terra dei fuochi. Mostra tutti i post

sabato 25 settembre 2010

Rifiuti in Campania: il processo "Bassolino", ignorato da tutti i media

Napoli. Si è tenuta il 22 settembre 2010 nell'aula bunker di Poggioreale a Napoli la seduta del processo Romiti, meglio noto come "processo Bassolino " o "processo Impregilo" perchè vede coinvolti nell'inchiesta giudiziaria sia l'ex sindaco di Napoli che l'impresa che ha gestito buona oparte dell'affaire rifiuti e inceneritori in Campania.
Il processo, per chi non lo sapesse, cerca di mettere a nudo, o meglio dovrebbe, una delle pagine più oscure e tormentate della storia recente della Campania e dell'Italia intera con risvolti abominevoli per la commistione e gli intrecci tra interessi privati spesso malavitosi con quelli pubblici, ai danni dell'economia pubblica, ma, soprattutto, della salute pubblica e che vede coinvolti imprese di livello locale, nazionale ed internazionale, con amministratori locali, professionisti, pubblici funzionari, politici e, narturalmente, camorristi.
Dico "dovrebbe" perchè in realtà nessuno dei media ne ha mai fatto cenno, nè in TV, nè sulla carta stampata. Nell'aula del resto non si possono introdurre né registratori né telecamere, l'unico modo di documentare le udienze è prendendo appunti con carta e penna. In genere non ci sono giornalisti in aula, si guardano bene dal parteciparvi per non incorrere negli strali dei loro editori. Quel poco che trapela lo si conosce grazie all'attivismo di pochi cittadini impegnati nello sforzo di assistere alle sedute e divulgarlo attraverso i loro canali. Insomma se fosse per il nostro giornalismo di regime gli italiani non saprebbero nulla di questo processo fondamentale per una loro corretta formazione ed informazione politica.
Di questa seduta riportiamo di seguito un riepilogo a video a cura dell'Assise della città di Napoli. C'è di tutto: dalla FIBE, società del Gruppo Impregilo, la stessa del Ponte sullo Stretto di Messina e di altri mega-appalti sparsi per tutta Italia, che controlla con i suoi laboratori la "qualità" delle sue "ecoballe", ai codici di identificazione della tipologia dei rifiuti falsificati per consentirne l'incenerimento pur essendo altamente inquinanti, dalla connivenza di tecnici controllori e controllati nella verifica della conformità degli impianti, al Decreto legge che pur risolvendo per "irregolarità" il contratto di gestione con la FIBE non ne impugna alcuna inadempienza contrattuale, consentendo alla stessa di continuare ad intascare tutte le somme dovutegli da enti ed amministrazioni pubbliche, compreso quelle per l'impianto di Acerra, dall'inquinamento di falde acquifere .... a tant'altro.....
La prossima seduta del processo si terrà mercoledì 6 ottobre presso l'aula bunker di Poggioreale a Napoli.
Se volete approfondire il tema rifiuti a Napoli vi rinvio all'articolo "Monnezza atto sceondo" de Il manifesto e sul processo ad un dettagliato resoconto che ne fa Marco Pannella.

Giovanni Nocella



domenica 28 settembre 2008

Jatevenne Day - Video della carica

video della carica della polizia

E' in notturna e un pò confuso, consiglio di ridurre a mezzo schermo, ma dà comunque il senso del panico e della violenza


NUOVI SCONTRI A CHIAIANO, E' DI NUOVO GUERRA DEI RIFIUTI

A Chiaiano durante lo "Jatevenne Day" scontri tra cittadini e forze di polizia.

Riportiamo da la Repubblica Napoli - 28.09.2008 - un resoconto abbastanza corretto degli avvenimenti di sabato sera a Chiaiano.

"È di nuovo guerra a Chiaiano. Petardi e sassi contro lacrimogeni. In uno scenario infernale, via Cupa dei Cani, un budello di strada che porta verso l'accesso alla cava dove deve sorgere la contestata discarica.
Succede tuto alla otto di sera. Dopo un corteo in sé pacifico, fatto di slogan che ripetevano l´invito alle autorità di "jatevenne" e cercavano anche di rimandare al mittente la lettera aperta con la quale il sottosegretario Guido Bertolaso aveva annunciato che "nun ce ne putimmo 'i". "Evidentemente hanno ancora un sacco di cose da fare - urlava il megafono dalla testa del corteo - chissà cos'altro vogliono scaricare là dentro". Una signora accettava il duello in dialetto e sfoderava un cartello diretto a Berlusconi: "Chi vo' o male 'ellate, 'o ssuoie sta' aret'a porta". L´ex sindaco di Marano, Mauro Bertini, quasi pescava nel repertorio di Totò quando arringava con un "non se ne vogliono andare, ma se poi volessero, secondo voi dove dovrebbero andare?"
Si era però quasi allo sfottò, il necessario per tener vivo un corteo di circa cinquemila persone, dal quale partiva anche un invito politico: "Se metà dei poliziotti che sono qui stessero invece a Casal di Principe". Il guaio è che l'obiettivo della manifestazione, partita dalla stazione della metro con presenze anche dei "No dal Molin" di Vicenza e delle "Reti Romane per il bene comune", era comunque la discarica vietata. Le forze dell'ordine avevano autorizzato ad andare oltre il quadrivio meglio noto come Titanic, sede degli scontri in precedenti occasioni. Ma la nuova meta, a metà di via Cupa dei Cani, ha portato inevitabilmente al contatto faccia a faccia fra manifestanti e polizia. In una situazione precaria, con la gente affacciata dai palazzi che costeggiano la via, e agenti che, sporgendosi dalle torrette dei blindati, erano tranquillamente ad altezza di balcone.
È durata un'oretta il confronto, la partita da giocare era la possibilità che una delegazione del corteo entrasse in quella cava che la popolazione considera ormai sottratta alla sua sovranità. Il corteo chiedeva 50 ingressi, la trattativa, condotta dal sindaco di Marano, Domenico Perrotta e dal deputato di Italia dei valori Franco Barbato, ne aveva quasi ottenuti a 10. Ma a questo punto, mentre il grosso del corteo dietro cominciava a defluire, davanti gli uomini della trattativa venivano affiancati da un paio di cordoni di ragazzi con caschi e a volto coperto. Dopo alcuni spintoni con gli agenti, il sindaco Perrotta capiva che non c'era più nulla da fare, e gli spintoni si trasformavano in carica della polizia, con lacrimogeni e camionette lanciate contro i manifestanti, mentre dall'altra pare si lanciavano sassi e petardi. "

Riporteremo comunque altre testimonianze dirette su quella che riteniamo tutti una grave violazione dei diritti dei cittadini.


martedì 19 agosto 2008

La Terra dei fuochi

e ancora:

05 Agosto 2008 - Martedì, Comune di Giugliano (NA)



05 Agosto 2008 - Martedì, Comune di Giugliano (NA) Inferno nella notte - II parte


6 Agosto 2008 - Campania, una Regione in fumo


La Terra dei fuochi

Scusate il ferragosto.
Riprendo a postare anche qui i video che gli amici di Napoli stanno pubblicando via via sul sito che hanno appositamente creato per raccogliere e coordinare meglio il materiale che stanno mettendo insieme.

www.laterradeifuochi.it



04 Agosto 2008 - Lunedì, Giugliano (NA)


08 Agosto 2008 - Venerdì, Comune di Qualiano (NA) Via Ripuaria - II parte


08 Agosto 2008 - Venerdì, Comune di Giugliano (NA) Asse Mediano S.S.162 loc. Complesso Auchan - I parte


martedì 5 agosto 2008

Dalla Terra dei Fuochi, il genocidio continua

Dalla Terra dei Fuochi altri video degli Amici di Beppe Grillo ci ricordano che l'emergenza continua.

14 Luglio 2008 - Napoli periferia nord



17 Luglio 2008 - Napoli, 13 km dal centro città



24 Luglio 2008 Dalla Terra dei Fuochi, Casaluce Giugliano Mugnano


domenica 3 agosto 2008

Tramonto dalla Terra dei Fuochi

Rifiuti in Campania: un'emergenza continua!

Da alcune settimane alcuni Amici di Beppe Grillo del Meetup di Napoli stanno mettendo in rete una lunga serie di riprese che documentano come i roghi da monnezza continuino imperterriti in tutta la Campania.
I media nazionali si accaniscono a trasmettere immagini rassicuranti su una Napoli quieta e tranquilla e a fare da eco al bombardamento continuo che viene da parte della Presidenza del Consiglio sulla soluzione pressochè definitiva del problema: monnezza rimossa, discariche aperte o riaperte, ultimazione dell'inceneritore di Acerra e annuncio della costruzione di ben quattro nuovi inceneritori, di cui due già localizzati nella periferia di Napoli.
Che dire: io mi sento preso in giro.
Quest'ultimo video del 30 luglio - che riporto sotto - mi sembra riepiloghi anche un pò la situazione. Seguiranno altre testimonianze perchè il problema non è affatto risolto: si è soltanto messa la spazzatura sotto il tappeto, solo che non sono briciole di pane ma scorie tossiche!

Il genocidio continua.