Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambiente. Mostra tutti i post

martedì 12 maggio 2015

Il mistero del petcoke.

 


Sono alcuni giorni che cerco invano notizie sul futuro del petcoke a Sessa Aurunca e nel porto di Gaeta, sul quale avrebbe dovuto decidere nei giorni scorsi il Ministro dello Sviluppo Economico.Ricordo che il 15 aprile scorso veniva annunciato per l'indomani un Tavolo di lavoro presso il Ministero dello Sviluppo Economico che avrebbe dovuto decidere sull'intera problematica relativa al trasporto, stoccaggio e lavorazione del famigerato petcoke nei siti di Sessa Aurunca e del porto di Gaeta, al quale avrebbero dovuto partecipare diverse realtà amministrative come l’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, un responsabile dell’A.G.C. sviluppo economico settore regolazione mercati della regione Campania, il Sindaco di Sessa Aurunca, il capo settore ambiente e assetto del territorio del Comune di Sessa, il responsabile per AssoCarboni, l’AITEC, l’Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento, l’Amministratore delegato della Intergroup S.p.A.
Nella notizia apparsa su alcuni media e riportata successivamente a cascata sui vari network, si sottolineava con enfasi che finalmente si stava affrontando la situazione. ma si denunciava anche la mancata convocazione delle parti sociali interessate e si chiedeva un puntuale riscontro a quanto sarebbe stato deciso, con l'augurio che non fossero decisioni prese a porte chiuse.
Da allora, invece, il silenzio è assoluto!
Ricordo che gli episodi in questione sono di una certa rilevanza e gravità. Riguardano il fermo del deposito di Sessa Auruna, irregolarità edilizie, sequestro del deposito nel porto di Gaeta, inquinamento, rischio ambientale, posti di lavoro..... Insomma una vera bomba, dal punto di vista sociale, economico, politico e mediatico!
Ad oggi sul sito del Ministero non c'è notizia, avviso, comunicato, relazione del Tavolo in questione. I media non riportano neanche un rigo. Non si sa neanche se sia stato tenuto davvero, questo Tavolo  o se sia stata una bufala! Eppure le personalità coinvolte sono di un certo rilievo, un comunicato, un minimo di notizia, una conferma, una smentita avrebbe pur dovuto avere eco sui media!
Zero assoluto!
Ma non è per caso - come sono maligno! - che il Ministero  abbia preferito favorire gli industriali del cemento e del petcoke, dichiarando "strategici" i siti ed il traffico in questione alla faccia della salute dei cittadini e del rispetto delle leggi e secretato il tutto?
Sono io malpensante o ho colto nel segno?
Attendo, come molti credo, buone notizie e smentite delle mie conclusioni.

venerdì 20 settembre 2013

Differenziata estesa a Penitro e S. Croce


Raccolta Differenziata 2009
Il Comune di Formia ha comunicato l'estensione della raccolta differenziata a Penitro e S. Croce, poi toccherà a Gianola e saremo al completo. C'è da chiedersi allora come mai, nonostante la differenziata venga estesa più o meno all'intero territorio comunale almeno stando ai dati del 2012, la raccolta differenziata si fermi al 35%? Non credo che la popolazione di Penitro, S. Croce e Gianola possa rappresentare il 75% degli abitanti di Formia. C'è qualcosa che non quadra! C'è poi da ricordare che comunque la gestione dei rifiuti comunale si innesta nel problema regionale, che è ancora indissolubilmente e per volontà di tutte le parti politiche (eccetto M5S) legata a megadiscariche indifferenziate e inceneritori. Adesso addirittura l'incenerimento dei rifiuti è stato esteso ai cementifici, che sicuramente hanno un target di sicurezza addirittura inferiore agli inceneritori!


Personalmente a me non frega granché se la gestione sia pubblica o privata, mi interessa che il controllo sia pubblico, e per pubblico intendo in mano ai cittadini e non, direttamente o indirettamente, ai controllati!
Anche perchè allo stato attuale i profitti sono privati, mentre l'aggressione alla salute ed all'ambiente è pubblica!
Come al solito la città di fronte a tutto quello che sta emergendo DORME!
Rifiuti tossici interrati, inquinamento da centrali nucleari, OGM e sostanze cancerogene negli alimenti sia destinati agli uomini che agli animali da allevamento, acqua del rubinetto imbevibile (quando c'è), mare pieno di cacca e di chissà che altro, rifiuti solidi indifferenziati e pericolosi sparsi per l'intero territorio comunale, cementificazione del territorio con conseguente sottrazione di verde al ciclo naturale della vita, agricoltura ridotta al lumicino, traffico auto privato a gò-gò e sosta selvaggia in ognidove..... non si riesce a capire che la battaglia per l'ambiente e per la qualità della vita, proprio perchè sommata ai problemi economici che influiscono su lavoro, sanità e servizi sociali, rappresenta il fulcro di qualsiasi azione sul territorio. 
Come M5S dobbiamo certamente prendere iniziative su questo o quel singolo problema, come stiamo facendo nel tentativo di coinvolgere la cittadinanza, ma dobbiamo sforzarci di inquadrare il tutto in una visione più ampia che metta in discussione il sistema economico-sociale-produttivo che è causa e fonte della degenerazione in atto e trovi delle alternative e di darne giusta e corretta informazione ai cittadini. 

mercoledì 20 febbraio 2013

Programma Nazionale /7 - Ambiente e territorio



Presentiamo ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre forze politiche.

7^ parte
 
L’ambiente è la casa in cui tutti viviamo, quindi è un dovere di tutti mantenerlo in condizioni ottimali per se stessi e per le generazioni future. In questo senso si parla di “sviluppo sostenibile” dal 1987. Ad oggi i principali indicatori ecologici ci dicono che già stiamo consumando più risorse e producendo più scarti di quelli che il Pianeta riesce a rigenerare e smaltire nello stesso tempo. Più che crescere in maniera sostenibile, occorre ridurre l’impatto umano, eliminando tutti gli sprechi e gli eccessi. Oggi tutti parlano di green economy in riferimento all’attenzione alle esigenze ambientali, ma la tutela e la salvaguardia
dell’ambiente sono in realtà parole svuotate di significato da anni e anni di cattiva gestione politica. Il 10% del territorio italiano risulta essere fortemente inquinato mentre solo lo 0,02% risulta bonificato: è necessaria quindi la creazione di una Commissione dedicata a fare le bonifiche usando le migliori tecnologie disponibili (BAT) al miglior prezzo possibile. In Piemonte restano ancora da bonificare i siti di lavorazione dell’amianto tra cui Casale Monferrato, devastato dal disastro Eternit, l’area Enichem di Pieve Vergonte, l’area dell’inceneritore di Vercelli, l’area Solvay di Spinetta Marengo, le aree di discarica come Basse di Stura di Torino,
i siti di depositi “temporanei nucleari” e via di seguito. La Regione Piemonte ha in progetto la costruzione di ben quattro inceneritori e diverse multinazionali, Eni in primis, vogliono condurre estesi sondaggi petroliferi esplorativi. Continua, inoltre, la cementificazione sfrenata del territorio con nuove case, strade e autostrade. La salute e l’ambiente non possono essere sacrificati in nome della salvaguardia dei posti di lavoro che devono invece essere incrementati con investimenti di buon senso. La vicenda dell’Ilva di Taranto è un esempio paradigmatico della necessità delle bonifiche.

ACQUA - GIÙ LE MANI DAL REFERENDUM 2011
Inserire l’accesso all’acqua potabile nel novero dei diritti umani e la tutela dell’acqua come bene comune, universale e fondamentale.
Confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato come servizio
pubblico locale privo di rilevanza economica.
Ribadire che tutte le acque, superficiali e sotterranee, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà.

ARIA
Stop alla costruzione di nuove industrie insalubri in Aree sottoposte a Piano di Risanamento dell’Aria.
Disincentivi progressivi all’immatricolazione di mezzi di trasporto alimentati a gasolio anche di
ultima generazione che comportano l’immissione di polveri ultrasottili.
Incentivi alla mobilità pubblica, condivisa ed elettrica.
Introduzione dell’obbligo di misurazione delle polveri ultrasottili e del nanoparticolato e valutazioni scientifiche del loro impatto sulla salute.

RIFIUTI
La gestione dei rifiuti va finalizzata prioritariamente alla loro riduzione e quindi al riutilizzo e al riciclaggio
delle materie prime secondarie di cui sono composti, a seguito della raccolta differenziata porta a porta. La parte restante, trattamenti a freddo, deve essere considerata come un errore progettuale e quindi riconsiderata dall’industria produttiva tramite incentivi e disincentivi. L’obiettivo di fondo a cui tendere si può riassumere nella formula “zero rifiuti” con il superamento della logica di inceneritori e discariche come soluzioni del problema rifiuti. Si propongono, perciò:
·         L’accelerazione del passaggio dalla TASSA rifiuti alla TARIFFA puntuale commisurata alla quantità di rifiuti indifferenziati conferiti allo smaltimento.
·         La tassazione dei vuoti a perdere.
·         L’obbligo per i produttori di indicare le tipologie dei materiali che compongono i prodotti di scarto e le loro modalità di raccolta agevolando così l’utente finale nella differenziazione.
·         La chiusura di tutti gli impianti di incenerimento e la loro sostituzione con impianti di trattamento a freddo del rifiuto residuo, finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di riciclo totale.
·         L’incentivazione fiscale della vendita di prodotti ottenuti da materiali riciclati.
·         L’incentivarzione dell’apertura di attività commerciali di vendita prodotti senza imballaggi.
·         L’informazione e la responsabilizzazione sia del produttore o importatore di beni che del consumatore sugli impatti ambientali diretti e indiretti (tramite analisi di ciclo di vita - LCA) del prodotto immesso sul mercato nazionale, in modo tale che vengano ridotti e progressivamente eliminati i beni di consumo con vita utile di breve tempo, spesso prodotti all’estero e con smaltimento a carico della collettività.

DIFESA DEL TERRITORIO
E’ fondamentale legiferare al più presto per lo STOP al consumo di suolo, cioè fine dell’espansione orizzontale dei manufatti, siano essi abitazioni o arterie viarie e conseguente perpetuazione delle aree verdi o ad uso agricolo. Al contempo il territorio ed il paesaggio deve essere tutelato e valorizzato come bene fondamentale, come prescritto dalla Costituzione. Quindi proponiamo:
·         Ripristino dell’originaria legge Bucalossi che indirizzava gli oneri di urbanizzazione a copertura degli standard urbanistici e non ai buchi di bilancio in spesa corrente dei Comuni.
·         Stop immediato alla costruzione di “grandi opere inutili” come TAV/TAC, ponte/tunnel sullo stretto di Messina ecc...
·         Privilegiare la riqualificazione del territorio ad oggi edificato.
·         Velocizzazione delle procedure per l’abbattimento delle strutture abusive
·         Politiche di prevenzione del rischio idrogeologico perchè la sola gestione delle emergenze non è un umanamente né economicamente accettabile, convertendo i fondi destinati alle grandi opere inutili,
·         Moratoria dell’apertura di nuove cave spingendo per il riutilizzo del materiale da demolizione edile, di risulta dei fiumi e di triturazione di materiali plastici non riutilizzabili.
·         Limitare il fotovoltaico a terra alle sole aree inutilizzabili.
·         Stop alle trivellazioni petrolifere sul territorio nazionale e in mare.

giovedì 19 luglio 2012

Formia 5 Stelle e l'impronta ecologica.

Conoscere il MoVimento - 1

Molti cominciano a chiedersi (e a chiederci) se il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle prossime elezioni amministrative anche a Formia. Ad essere onesti, non lo sappiamo, ma è certo che ci proveremo.
Nell'attesa di sciogliere questo dilemma, che credo attanagli più gli altri (avversari, concorrenti e più o meno amici) che noi e di approfondire tematiche relative alla politica cittadina, proviamo a farci conoscere un pò meglio dai  nostri concittadini, illustrando, di volta in volta nelle prossime settimane, alcuni dei principi guida ai quali saranno ispirate le nostre (le vostre!) proposte amministrative.

Cominciamo con il segnalare l'indicatore ambientale "impronta ecologica" molto utile per contrastare quelle iniziative che provocano squilibri ambientali e consumo di territorio come le speculazioni edilizie e le grandi opere. Se per caso leggendo queste righe vi viene in mente qualche vicenda legata al territorio della città di Formia e del Golfo di Gaeta, segnalatecelo in modo chiaro e dettagliato: abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per cambiare il modo di fare politica in questa città.





L’impronta ecologica è un indicatore ideato nel 1990 da William Rees e Mathis Wackernagel e continuamente perfezionato da quest’ultimo: il WWF nel 1996 lo ha presentato in Italia  traducendo anche l’omonimo libro che ora – grazie all'impegno della Rete di Lilliput - è arrivato alla quarta ristampa  (Impronta ecologica – Edizioni  Ambiente –2008).
L’impronta è utilizzata  per correlare lo stile di vita ed i consumi di una popolazione con “la quantità di natura” che  serve per sostenerli a tempo indeterminato. Questa “quantità di natura” – espressa in ettari di territorio pro capite - comprende sia le risorse naturali necessarie per mantenere quel tipo di vita e di consumi  (es. campi per produrre grano, alberi per la carta, spazio costruito ecc.), sia gli spazi ambientali necessari per smaltire i rifiuti generati (es. ettari di foreste per assorbire l’anidride carbonica prodotta dalle auto); in pratica l’impronta rappresenta “il peso” (espresso in ettari di natura bio-produttiva) che ogni popolazione esercita sull’ambiente..
E’ molto interessante confrontare l’impronta della popolazione presa in esame con la  “produttività pro capite” o “bio-produttività” del territorio  su cui vive. Dal punto di vista dell’equilibrio ambientale se l’ impronta è minore della bio-capacità tutto va bene, se è maggiore c’è da preoccuparsi perché significa che la popolazione esaminata utilizza  risorse provenienti dai territori esterni ai suoi confini. In base ai dati tratti dal Living Planet Report 2010 se si desse il livello di vita dell’italiano medio a tutti gli abitanti della Terra occorrerebbe la produttività di più di due pianeti e questo non è possibile! 

L’impronta dell’Italia è di 5 ettari pro capite mentre la biocapacità dell’Italia è pari a 1,1 ettari. Questo significa che l’Italia ha un deficit pro capite che è pari a 3,9 ettari (nello studio del  2004 era di 2,7 ettari, nel 2006 era di 4,2 ettari). In altre parole gli italiani per non gravare sul resto del mondo avrebbero bisogno della biocapacità di un po’ più di altre tre “Italie”. Fondamentale è capire che una riduzione dell'impronta non implica necessariamente una riduzione della qualità della vita: passare ad esempio da una casa con grandi dispersioni energetiche ad una casa passiva fa diminuire l'impronta e aumentare la qualità della vita. Lo stesso vale per il cibo biologico o i trasporti pubblici: una rete pubblica efficiente farebbe diminuire l'impronta e migliorerebbe la qualità della vita.
L’impronta è stata calcolata per diverse città come Bologna, Catanzaro, Ancona, e per varie regioni italiane tra cui la Liguria, la Toscana, la Basilicata, la Calabria, le Puglie, la Sicilia e la Sardegna. Un numero crescente di nazioni e di aministrazioni come ad esempio il Giappone, la Svizzera, l'Ecuador, stanno adottando questo parametro per definire le proprie politiche. L'impronta viene molto usata dall'Unione europea per prendere decisioni politiche: provate a cercare nel sito della UE inserendo "Ecological footprint". 
Per approfondire: 1) Mathis Wackernagel “L’impronta ecologica” – Edizioni Ambiente – 4° ristampa agg. ott 2008.
2) Nicky Chambers, Craig Simmons, Mathis Wackernagel Manuale delle impronte ecologiche – Edizioni Ambiente – 2002
3) Mathis Wackernagel, Ecological Footprint Network     http://www.footprintnetwork.org
4) Per calcolare l’impronta ecologica personale provatelo, è divertente...ma fa pensare!

fonte: www.retecivicaitaliana.it

venerdì 2 marzo 2012

Siamo stati in Val di Susa



Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale

Appello, per non restare in silenzio e costruire Informazione

fonte: http://siamostatiinvaldisusa.wordpress.com


Siamo stati in Val di Susa ospiti degli abitanti della valle: insegnanti, agricoltori, pensionati, studenti e abbiamo visto:
Un luogo attraversato da due strade statali, un'autostrada, un traforo, una ferrovia, impianti da sci, pesanti attività estrattive lungo il fiume
Persone che continuano a curare questo territorio già affaticato da infrastrutture ed attività commerciali e cercano di recuperare un rapporto equilibrato con l’ambiente e la propria storia.
Una comunità che crede nella convivialità e nella coesione sociale e coltiva forti rapporti intergenerazionali.

Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale. Un popolo unito e coeso, una comunità forte non può essere assoggettata a nessun interesse nè politico, nè economico. E’ interesse di tutti i poteri forti dividere, isolare, smembrare per poter meglio controllare e favorire interessi particolari.

Abbiamo capito
perché tutto l’arco costituzionale vuole la TAV, non è dificile, basta guardare alle imprese coinvolte:

Cmc (Cooperativa Muratori e Cementist) cooperativa rossa, quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.

Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.

Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. Appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.

Abbiamo capito che l’unico argomento rimasto in mano ai politico-imprenditori ed ai loro mezzi di comunicazione per giustificare un inutile progetto da 20 miliardi di euro mentre contemporaneamente si taglia su tutta la spesa sociale è la diffamazione. Far passare gli abitanti della Val di Susa come violenti terroristi. Mentre noi abbiamo visto nonni che preparavano le torte, appassionati insegnanti al lavoro, agricoltori responsabili, amministratori incorruttibili.

Abbiamo capito che questo è l’unico argomento possibile perchè ormai numerosi ed autorevoli studi, di cui nessuno parla, hanno già dimostrato quanto la TAV sia economicamente inutile e gravemente dannosa.

Questi i principali:

Interventi scientifici e studi relativi all'Alta Velocità Torino-Lione dei ricercatori del Politecnico di Torino: http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/

Analisi degli studi condotti da LTF in merito al progetto Lione-Torino, eseguiti da COWI, rinomato studio di consulenza che lavora stabilmente per le istituzioni europee: http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/doc/2006-04-25/2006_ltf_final_report_it.pdf

Contributo del Professore Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino: http:/www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2010_11-Angelo%20Tartaglia%20confuta%20teorie%20S%EC%20TAV%20On.%20Stefano%20Esposito.pdf

Analisi economica del Prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002454.html

Rapporto sui fenomeni di illegalità e sulla penetrazione mafiosa nel ciclo del contratto pubblico del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro:
http://www.notav.eu/modules/Zina/Documenti/2008_Rapporto%20sugli%20appalti.pdf

Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità”:
http://www.notav-avigliana.it/doc/delibera_25_2008_g_relazione.pdf

Presentazione dell'Ingegnere Zilioli, in relazione a “EFFETTI TAV - STUDI EUROPEI/buone pratiche e cattivi esempi”
http:/www.comune.re.it/retecivica/urp/retecivi.nsf/PESIdDoc/CE2F74FF4EBDC0A7C125783000474080/$file/Presentazione%20Ing.%20Zilioli.pdf

Ricerca del Politecnico di Milano sull’alta velocità in Italia che svela un buco di milioni di utenti.
http://www.tema.unina.it/index.php/tema/article/view/486

NON POSSIAMO RESTARE IN SILENZIO, COSTRUIAMO LA NOSTRA INFORMAZIONE DAL BASSO, INOLTRA E DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO.


per aderire posta un commento su:
http://siamostatiinvaldisusa.wordpress.com/

domenica 9 ottobre 2011

PERCHE' VOTERO' MOVIMENTO 5 STELLE. L'inceneritore di Parma.

Una recentissima sentenza del TAR dispone la ripresa dei lavori del contestatissimo inceneritore di Parma, lasciando che a prevalere siano gli interessi economici di IREN anziché la tutela della salute dei cittadini e la difesa da un sicuro avvelenamento ambientale di un territorio che rappresenta uno dei poli agroalimentari più importanti del mondo (basti il riferimento al prosciutto ed al parmigiano!).
Ciò contro la stessa decisione del Comune di Parma che, mesi fa, aveva rivisto il suo impegno nella costruzione sospendendo i lavori dell'inceneritore, ubicato nella prima periferia della città poco lontano dallo stabilimento della Barilla, fortemente voluto invece da Provincia e Regione con il beneplacito dell'intero arco partitico sia di destra che di sinistra, PD in testa, tutti accomunati nella difesa di un fantomatico "interesse pubblico" (ma di chi ?).
Guardate infatti quale attenzione hanno prestato i Consiglieri della Regione Emilia Romagna all'intervento nel quale Giovanni Favia del MoVimento 5 Stelle ha tentato poco tempo fa di illustrare ai suoi colleghi la pericolosità dell'inceneritore a sostegno di una mozione del M5S che intendeva approfondirne gli aspetti e valutarne le alternative. Nessuno dei presenti, nè di SEL, nè di IDV nè tanto meno del PD o del PDL hanno espresso una sola parola a difesa del bene dei cittadini! La conclusione..... nella votazione finale!

QUESTI SONO I FATTI, ALTRO CHE LE CHIACCHIERE DEMAGOCICHE CHE LE OPPOSIZIONI SPARANO IN TV!

----------------------------------
Giovanni Nocella

lunedì 27 giugno 2011

Formia – Rifiuti: non è solo una questione di gestione

Appello per le linee guida del Comune.

Al Sindaco ed al Consiglio Comunale di Formia


In merito alla discussione e forse alla delibera sulle “LINEE DI INDIRIZZO PER L’AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI IGIENE URBANA”, all’ordine del giorno della riunione del Consiglio Comunale del 28 giugno 2011 ci uniamo alle richieste che da più parti si sollevano sulla necessità di bloccare l'iter messo in campo che comporterà probabilmente l'affidamento dei rifiuti ad un operatore privato.

Innanzitutto ribadiamo la necessità che la gestione di rifiuti venga assoggettata al diritto pubblico e non a quello privato in quanto ciò comporterebbe l’esclusione del concetto di “profitto” per un servizio di prima necessità e della possibilità di “fallimento” del gestore che operi invece in regime di diritto privato, con tutte le eventuali possibili e catastrofiche conseguenze per la cittadinanza, e l’assoggettamento al totale controllo pubblico.

Riteniamo però anche molto importante capire se il governo di questa città intende allinearsi o meno ai principi guida del Piano Rifiuti Regionale della Polverini che in quanto basato sostanzialmente su nuove mega-discariche e nuovi inceneritori non rispetta né la legge italiana né le direttive europee.

La legge vigente - Codice ambiente n. 152/2006 - prescrive infatti una precisa gerarchia di trattamento, che prevede riduzione-riuso-raccolta differenziata al 65% al prossimo anno - recupero di materiali e che solo la parte residua possa essere smaltita in discarica od incenerita.
Nello "scenario di controllo" contenuto in tale Piano si continuano a prevedere invece solo impianti di smaltimento, descrivendo solo teoricamente le fasi precedenti mentre vengono dimensionati di fatto gli impianti di smaltimento finali, arrivando a prevedere inceneritori per un milione di tonnellate/annue.

Si precisa che un milione di tonnellate/annue di C.D.R. (Combustibile Derivato da Rifiuti in pratica carta + plastica selezionate in discarica) equivale a trattare almeno l’85% dei rifiuti urbani prodotti, in barba a qualsiasi obiettivo di raccolta differenziata che superi il residuo 15%, livello sicuramente fuori legge in quanto si dovrà arrivare al 65% di raccolta differenziata entro il 31/12/2012, pena sanzioni dalla Comunità europea.

Il Comune deve tenere conto che qualsiasi incremento del “porta a porta” sarà dunque in contrasto con le quantità minime di CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti che si ottiene dalle discariche) necessarie per tenere a regime i bruciatori degli inceneritori della Polverini, con il rischio di essere vanificato e addirittura di trasformarsi in una perdita secca per il Comune se non rispetta tali quantitativi minimi per l’aggiunta addirittura di eventuali penali contrattuali oltre le sanzioni europee che andremo a pagare come cittadini italiani.

Tutto questo esplica una situazione di assoluta confusione che espone l’Amministrazione Comunale di Formia al rischio di violazione di norme nazionali e comunitarie con rilevanti conseguenze economiche per i cittadini, oltre che a contribuire ad alimentare una catastrofe ambientale che attraverso mega discariche ed inceneritori minaccia gravemente la salute pubblica ed il territorio.
A meno che l’Amministrazione Comunale non voglia procedere di sua iniziativa coraggiosamente e prema in tal senso a livello regionale per l’applicazione dell’unica alternativa possibile che è la soluzione RIFIUTI ZERO ampiamente e dettagliatamente descritta a livello regionale nella proposta di delibera regionale ad iniziativa popolare che dovrebbe essere discussa a giorni in Consiglio Regionale e proposta tramite l’Associazione NBF (Non Bruciamoci il Futuro) da numerose organizzazioni e movimenti di cittadini di tutto il Lazio, con oltre 10.000 firme raccolte cui abbiamo contribuito come MoVimento 5 Stelle.

Poiché mancano 6 mesi alla scadenza del contratto AMA, invitiamo questa Amministrazione Comunale a rinviare qualsiasi decisione in merito e di aprire un ampio dibattito con i cittadini e le forze sociali allo scopo di decidere con responsabilità e consapevolezza nell’interesse della cittadinanza .

MoVimento Formia 5 Stelle


mercoledì 23 febbraio 2011

Ingannevole lo spot degli scacchi sul nucleare!

Vi ricordate lo spot sul nucleare promosso per alcune settimane dal Forum Nucleare Italiano? Quello della partita di scacchi (truccata)?
Bene, ne è stata vietata la diffusione perchè è ingannevole. Lo ha stabilito l’Istituto per l’autodisciplina della pubblicità che è formato da operatori ed imprese della comunicazione e della pubblicità e quindi non da attivisti contrari al nucleare .

"La pubblicità contestata non è conforme all’art. 2 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, letto ed applicato alla luce delle ‘Norme preliminari e generali’ e integrato dal disposto dell’art. 46, e ne ordina la cessazione nei sensi di cui in motivazione."

Le "mosse" del giocatore bianco erano dunque false ed ingannevoli. Ricordiamolo a tutti i nuclearisti ed ai consumatori "boccaloni" che magari hanno creduto allo spot.

Non è vero che il nucleare conviene ai cittadini, ma solo alla aziende che vi partecipano come Ansaldo Nucleare, Confindustria, Edf, Sogin che sono tra l'altro anche i fondatori del Forum nucleare italiano che ha commissionato la campagna.

Non è vero che la bolletta per i consumatori sarà più leggera, perchè il nucleare lo pagheremo anche con i contributi statali cioè con i soldi dei contribuenti e la bolletta non comprenderà i costi indiretti come i danni alla salute ed all'ambiente, lo smantellamento delle centrali nucleari quando saranno obsolete e lo smaltimento delle scorie.

Non è vero che fra 50 anni i nostri figli potranno contare ancora sui combustibili fossili - carbone, gas e petrolio - cui si aggiungerà l'atomo, perchè il costo della loro estrazione sarà sempre più alto e ciò vale anche per l'uranio. L'unica vera alternativa sono il sole e le altre energie alternative rinnovabili (escluso i rifiuti!) cui destinare risorse e ricerca.

Non è vero che l'atomo è sicuro, perchè anche se le nuove centrali dovessero rispettare tutti i parametri di sicureza (quali e da chi definiti?), resta il problema irrisolto ed irrisolvibile delle scorie la cui nocivtà per l'uomo e l'ambiente resterà inalterata per centinaia e migliaia di anni.

Forse lo spot giusto era questo:



venerdì 11 febbraio 2011

Rifiuti Regione Lazio: esposto alla Commissione europea

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Procedura di infrazione europea e Piano Rifiuti Regione Lazio

Il 9 febbraio a Roma si sono riuniti associazioni, comitati territoriali e forze politiche, uniti dal comune intento di preservare l'ambiente e la salute, che hanno concordato di sottoscrivere l’esposto alla Commissione Europea, promosso dall'Ass. Non Bruciamoci il Futuro (NBF), e predisposto con l’avv. Pietro Adami, contro il piano rifiuti presentato dall'attuale Giunta Regionale, intervenendo così nella procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea, nei confronti della Regione Lazio, ed oggi in corso di svolgimento a Bruxelles.

La CE valuterà anche la conformità del nuovo piano rifiuti della Regione Lazio alla normativa comunitaria. Secondo i firmatari il piano è ancora una volta illegittimo e contraddittorio perché si pone al di fuori delle norme comunitarie e nazionali, infatti, punta allo smaltimento del 75% dei rifiuti con discariche, impianti per produrre "ecoballe" e nuovi inceneritori, tralasciando le buone pratiche di prevenzione, riuso, riciclo, recupero. Dalla lettura del piano rifiuti del Lazio si evince, inoltre, che la raccolta differenziata di fatto non potrà superare il 25%, quantità ben lontana dagli obiettivi comunitari del 65% al 2012, confermando la realtà dell'attuale ciclo illegale dei rifiuti laziali.

Associazioni, movimenti, comitati e forze politiche del Lazio, firmatari della presente, ritengono categoricamente che la pratica dell'incenerimento dei rifiuti e dell’apertura di nuove discariche è dispendiosa, dannosa per la salute dei cittadini e non risolve, in ogni regione italiana, il problema dello smaltimento dei rifiuti.

Pertanto i firmatari intendono mettere in atto tutte le azioni necessarie per avviare il percorso verso ‘Rifiuti Zero’ nel Lazio, compreso il sostegno alla proposta di legge regionale di iniziativa popolare per un ciclo alternativo e sostenibile senza combustione, e tutte le iniziative di contrasto e mobilitazione da mettere in atto nei prossimi giorni.

Le osservazioni verranno depositate presso gli uffici romani della Commissione, in Via IV Novembre 149, domani, venerdì, alle ore 10.

Firmato da:

Ass."Non Bruciamoci il Futuro", Ass. Rete Tutela Valle del Sacco-Colleferro, Forum Ambientalista, Comitato Riano Pulita, Comitato Ladispoli Pulita, Comitato Cittadini Marco Simone-Guidonia, Ass. Amici dell'Inviolata-Guidonia, Ass. Piazza Pulita-Civitavecchia.

e dai rappresentanti regionali e comunali di:

Federazione della Sinistra, Verdi per la Costituente ecologista, Italia Dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, Rete Dei Cittadini, Liste civiche 5 stelle -Movimento 5 stelle, Lista Civica Rete dei cittadini per Aprilia.

giovedì 16 dicembre 2010

Il TAR del Lazio boccia l'inceneritore di Albano.

Sabato 18 incontro pubblico ad Albano Laziale sui "Rifiuti Zero".

Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso contro i provvedimenti della Giunta Marrazzo che prevedevano la costruzione dell'inceneritore più grande del mondo, quello di Albano. Voluto da Cerroni & C. e dai Sindaci dei Castelli Romani (Marco Mattei in testa, che da Sindaco di Albano è stato promosso da Cerroni e dalla Polverini ad Assessore all’Ambiente della Regione Lazio), l’inceneritore della vergogna, la cui costruzione era stata assegnata senza gara d’appalto, non si farà.
Il TAR ha in sostanza annullato la valutazione di impatto ambientale, prot. n. 177177 dell’ 8.10.2008, l’autorizzazione integrata ambientale, prot. n. B3694 del 13.8.2009, l’ordinanza del Presidente della Regione Lazio n. 3 del 22.10.2008. Qui la sentenza  
Una grande vittoria per l’intera popolazione dei Castelli Romani che ha dato vita in questi anni ad una lunga lotta con comitati e manifestazioni per denunciare le irregolarità, i soprusi e gli scandali che hanno accompagnato questa triste vicenda, a difesa del proprio territorio e della propria salute.
La notizia rimbalza su numerosi blog e fa da eco alla soddisfazione dei comitati cittadini. Ora resta da vedere quali saranno le prossime mosse di Cerroni e gli sviluppi del Piano Rifiuti della Polverini. 
A tale riguardo ricordiamo che sabato 18 si terrà ad Albano Laziale, presso la Sala della Formazione, un incontro pubblico tra associazioni, comitati e parti politiche per concordare un fronte unico di sostegno alla proposta di Legge Regionale di inizativa popolare e per illustrare alle popolazioni un'alternativa sostenibile e vantaggiosa sia per le amministrazioni che per i cittadini al nuovo piano regionale sui rifiuti. Partecipano Federazione della Sinistra, Verdi, Movimento 5 Stelle Castelli Romani, Movimento 5 Stelle di Roma ed Ostia, Rete dei Cittadini, associazioni e movimenti del territorio.

18 dicembre manifestazione a Napoli per una corretta gestione dei rifiuti


Per il giorno 18 dicembre è prevista una manifestazione che partirà da piazza del Gesù alle 16:00 ed arriverà a Piazza del Plebiscito; contemporaneamente ci sarà un altro gruppo di cittadini che partiranno da piazza dei Martiri sempre 16.00.

Questa manifestazione è voluta dai cittadini senza bandiere partitiche per manifestare la loro consapevolezza che ci sono delle alternative al piano rifiuti basato su incenerimento e discariche.

Si rimarcherà il diritto costituzionale alla salute e il distacco ormai incolmabile tra la cittadinanza,ormai consapevole, e la politica che tutela le lobby i loro interessi di bottega facendo pagare il conto a noi cittadini.

Questa manifestaizone è la riedizione aggiornata di quella dei primi di Dicembre che vide partire 2 gruppi da Piazza San Luigi e Piazza Dante.

Parteciperanno i comitati di Chiaiano, Terzigno, Giugliano e tutti i cittadini liberi e consapevoli.

Sarà un bel momento di vera cittadinanza attiva con le nostre proposte :
-cambiamento stile d'acquisto e di consumo
-riciclaggio spinto con il porta a porta
-compostaggio
-Vedelago

Il Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Napoli


mercoledì 8 dicembre 2010

martedì 23 novembre 2010

La legge sui rifiuti non si tocca!




In merito alla richiesta di ritiro della delibera di annullamento della proposta di legge di iniziativa popolare sui Rifiuti Zero, il Consiglio Regionale ha discusso mercoledì scorso un solo punto all'o.d.g. e si è riconvocato per mercoledì prossimo, trascinando anche la nostra richiesta.  E' stata comunque depositata la mozione di ritiro con l'aggiornamento della sentenza del Consiglio di Stato prodotta dal Comitato promotore su suggerimento dell'ass. Giuristi Democratici di Roma ed è stata sottoscritta da FdS / SeL / IdV / Radicali / Lista civica,. Il presidente Abruzzese ha detto di garantire per la maggioranza.Speriamo bene.
L'appuntamento a presidio della riunione del Consioglio è per mercoledì prossimo 24 novembre, salvo  imprevisti.
 





venerdì 19 novembre 2010

Referendum acqua pubblica: firmate la richiesta di moratoria.

Moratoria subito, diritto al voto nel 2011


Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.
Hanno posto la loro firma perché hanno capito che la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto in discussione tutta la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal “decreto Ronchi” che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto un’imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene essenziale alla vita la decisione non può essere delegata ad alcuno ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.
Per questo chiediamo alle forze politiche e istituzionali l’immediata approvazione, comunque entro il 31.12.2010, di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale.
Le scadenze imposte ..............