mercoledì 20 febbraio 2013

Programma Nazionale /7 - Ambiente e territorio



Presentiamo ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre forze politiche.

7^ parte
 
L’ambiente è la casa in cui tutti viviamo, quindi è un dovere di tutti mantenerlo in condizioni ottimali per se stessi e per le generazioni future. In questo senso si parla di “sviluppo sostenibile” dal 1987. Ad oggi i principali indicatori ecologici ci dicono che già stiamo consumando più risorse e producendo più scarti di quelli che il Pianeta riesce a rigenerare e smaltire nello stesso tempo. Più che crescere in maniera sostenibile, occorre ridurre l’impatto umano, eliminando tutti gli sprechi e gli eccessi. Oggi tutti parlano di green economy in riferimento all’attenzione alle esigenze ambientali, ma la tutela e la salvaguardia
dell’ambiente sono in realtà parole svuotate di significato da anni e anni di cattiva gestione politica. Il 10% del territorio italiano risulta essere fortemente inquinato mentre solo lo 0,02% risulta bonificato: è necessaria quindi la creazione di una Commissione dedicata a fare le bonifiche usando le migliori tecnologie disponibili (BAT) al miglior prezzo possibile. In Piemonte restano ancora da bonificare i siti di lavorazione dell’amianto tra cui Casale Monferrato, devastato dal disastro Eternit, l’area Enichem di Pieve Vergonte, l’area dell’inceneritore di Vercelli, l’area Solvay di Spinetta Marengo, le aree di discarica come Basse di Stura di Torino,
i siti di depositi “temporanei nucleari” e via di seguito. La Regione Piemonte ha in progetto la costruzione di ben quattro inceneritori e diverse multinazionali, Eni in primis, vogliono condurre estesi sondaggi petroliferi esplorativi. Continua, inoltre, la cementificazione sfrenata del territorio con nuove case, strade e autostrade. La salute e l’ambiente non possono essere sacrificati in nome della salvaguardia dei posti di lavoro che devono invece essere incrementati con investimenti di buon senso. La vicenda dell’Ilva di Taranto è un esempio paradigmatico della necessità delle bonifiche.

ACQUA - GIÙ LE MANI DAL REFERENDUM 2011
Inserire l’accesso all’acqua potabile nel novero dei diritti umani e la tutela dell’acqua come bene comune, universale e fondamentale.
Confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato come servizio
pubblico locale privo di rilevanza economica.
Ribadire che tutte le acque, superficiali e sotterranee, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà.

ARIA
Stop alla costruzione di nuove industrie insalubri in Aree sottoposte a Piano di Risanamento dell’Aria.
Disincentivi progressivi all’immatricolazione di mezzi di trasporto alimentati a gasolio anche di
ultima generazione che comportano l’immissione di polveri ultrasottili.
Incentivi alla mobilità pubblica, condivisa ed elettrica.
Introduzione dell’obbligo di misurazione delle polveri ultrasottili e del nanoparticolato e valutazioni scientifiche del loro impatto sulla salute.

RIFIUTI
La gestione dei rifiuti va finalizzata prioritariamente alla loro riduzione e quindi al riutilizzo e al riciclaggio
delle materie prime secondarie di cui sono composti, a seguito della raccolta differenziata porta a porta. La parte restante, trattamenti a freddo, deve essere considerata come un errore progettuale e quindi riconsiderata dall’industria produttiva tramite incentivi e disincentivi. L’obiettivo di fondo a cui tendere si può riassumere nella formula “zero rifiuti” con il superamento della logica di inceneritori e discariche come soluzioni del problema rifiuti. Si propongono, perciò:
·         L’accelerazione del passaggio dalla TASSA rifiuti alla TARIFFA puntuale commisurata alla quantità di rifiuti indifferenziati conferiti allo smaltimento.
·         La tassazione dei vuoti a perdere.
·         L’obbligo per i produttori di indicare le tipologie dei materiali che compongono i prodotti di scarto e le loro modalità di raccolta agevolando così l’utente finale nella differenziazione.
·         La chiusura di tutti gli impianti di incenerimento e la loro sostituzione con impianti di trattamento a freddo del rifiuto residuo, finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di riciclo totale.
·         L’incentivazione fiscale della vendita di prodotti ottenuti da materiali riciclati.
·         L’incentivarzione dell’apertura di attività commerciali di vendita prodotti senza imballaggi.
·         L’informazione e la responsabilizzazione sia del produttore o importatore di beni che del consumatore sugli impatti ambientali diretti e indiretti (tramite analisi di ciclo di vita - LCA) del prodotto immesso sul mercato nazionale, in modo tale che vengano ridotti e progressivamente eliminati i beni di consumo con vita utile di breve tempo, spesso prodotti all’estero e con smaltimento a carico della collettività.

DIFESA DEL TERRITORIO
E’ fondamentale legiferare al più presto per lo STOP al consumo di suolo, cioè fine dell’espansione orizzontale dei manufatti, siano essi abitazioni o arterie viarie e conseguente perpetuazione delle aree verdi o ad uso agricolo. Al contempo il territorio ed il paesaggio deve essere tutelato e valorizzato come bene fondamentale, come prescritto dalla Costituzione. Quindi proponiamo:
·         Ripristino dell’originaria legge Bucalossi che indirizzava gli oneri di urbanizzazione a copertura degli standard urbanistici e non ai buchi di bilancio in spesa corrente dei Comuni.
·         Stop immediato alla costruzione di “grandi opere inutili” come TAV/TAC, ponte/tunnel sullo stretto di Messina ecc...
·         Privilegiare la riqualificazione del territorio ad oggi edificato.
·         Velocizzazione delle procedure per l’abbattimento delle strutture abusive
·         Politiche di prevenzione del rischio idrogeologico perchè la sola gestione delle emergenze non è un umanamente né economicamente accettabile, convertendo i fondi destinati alle grandi opere inutili,
·         Moratoria dell’apertura di nuove cave spingendo per il riutilizzo del materiale da demolizione edile, di risulta dei fiumi e di triturazione di materiali plastici non riutilizzabili.
·         Limitare il fotovoltaico a terra alle sole aree inutilizzabili.
·         Stop alle trivellazioni petrolifere sul territorio nazionale e in mare.

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