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mercoledì 30 gennaio 2019

SALVINI, DICIOTTI E LA DEMOCRAZIA




Quella dell’autorizzazione a procedere verso Salvini sul caso Diciotti è una situazione indubbiamente anomala che non ha precedenti e che è delicatissima, tant'è che secondo alcuni metterebbe in discussione i rapporti costituzionali tra i poteri dello Stato. Non stiamo parlando di un comportamento “personale” di un parlamentare di cui debba o meno rispondere penalmente, ma di un comportamento di un Ministro della Repubblica nello svolgimento delle proprie funzioni. Quindi la questione è molto più delicata di quanto si creda che non può essere archiviata con le solite valutazioni di comodo nei riguardi della magistratura o politiche di parte a favore o contro un personaggio politico come Salvini.

Premesso che il reato va ancora provato e per indagare è appunto chiesta l’autorizzazione a procedere e presupponendo che il reato ipotizzato sussista, la domanda di fondo è se le motivazioni personali politiche di un ministro possano essere chiamate a giustificazione ed esimente di un comportamento che comunque abbia violato i diritti fondamentali, nel caso particolare quello della libertà personale, violando la legge ordinaria, la Costituzione e le convenzioni internazionali sottoscritte dall’Italia.
Se il reato non dovesse essere accertato, ben venga per tutti.
Al contrario sarebbe un fatto di una gravità eccezionale che coinvolgerebbe un Ministro della Repubblica e l'intero Governo! E di ciò il M5S non si può fare complice, anche se si è agito sulla base di una linea politica condivisa, violata peraltro da comportamenti personali (se accertati, ripeto!) di un suo ministro. Se poi dovessero emergere altri responsabili, anche del M5S, dovrebbero essere sottoposti tutti ugualmente a giudizio e se condannati allontanati semplicemente dal Governo, in base al Contratto di Governo, senza alcuna necessità di crisi, a meno che la maggioranza non intenda trarne altre valutazioni.
L’azione penale può tuttavia essere negata dal ramo del Parlamento competente, oltre che per eventuale "fumus persecutionis" (come vorrebbe Salvini) anche nel caso in cui si riconosca che hanno prevalso valutazioni politiche di interesse o sicurezza nazionale. Esiste però un limite in tale “ragion di Stato” configurabile, nel caso, dal pericolo cui sono state esposte le vite umane dei migranti? Può la politica decidere da sé quale sia questo limite, sottraendosi all'azione giudiziaria? Una risposta affermativa porterebbe ad un precedente che, in questa fase storica, esporrebbe il paese a decisioni fascistoidi aberranti per la nostra traballante Democrazia e per il rispetto dei diritti fondamentali!
L’azione giudiziaria sembra del resto che stia seguendo l'iter previsto nel pieno rispetto della normativa al riguardo, anche se ciò è sgradito ad alcuni, senza alcuna prevaricazione tra poteri dello Stato, almeno al momento. Piuttosto è l’eventuale diniego dell’autorizzazione che potrebbe spingere il Tribunale a sollevare la questione davanti alla Corte Costituzionale, accusando il Senato di voler intralciare la giustizia per una pura valutazione e convenienza politica!
La valutazione politica cui è chiamato invece il Senato ha aspetti dirompenti ed incerti, almeno per quanto riguarda il M5S che si è sempre dichiarato a favore della procedibilità verso i parlamentari e solo fino ad un paio di giorni fa lo ha riaffermato nuovamente a chiare parole e che ancora una volta è in difficoltà di fronte agli spregiudicati tatticismi di Salvini.
Personalmente direi basta a corrergli dietro! Il M5S segua i suoi principi e sia coerente, perchè alla lunga è questo ciò che dà risultati.
Se ve la sentite leggete attentamente la nota sotto riportata, abbastanza completa e credo obiettiva in tutti i vari aspetti della vicenda. E’ riconducibile a Magistratura Democratica. Qualcun sicuramente storcerà il naso, ma trovatemi qualcosa che la confuti dal punto di vista tecnico ed etico e ne discutiamo.

La richiesta di autorizzazione a procedere nel caso Diciotti


sabato 16 dicembre 2017

Il vero problema della vicenda Fucci.




Uno dei difetti della democrazia rappresentativa così come è stata "adattata" in Italia dai partiti negli anni è il consolidamento costante e crescente del potere nelle mani di pochi, che sono poi quelli che si sono arroccati nelle segreterie dei partiti trasformandoli da strumenti di partecipazione democratica in centri di potere. Per scardinare questo caposaldo dell'oligarchia dei partiti la Democrazia Diretta propone, tra gli altri principi che ne sono fondamento, quello dell'"alternanza", che comporta il costante ricambio tra i cittadini nelle cariche elettive, per evitare quindi che l'ebbrezza del potere possa dare alla testa dei singoli e danneggiare la collettività. Da qui, vista la mancanza di norme di legge sul tema, deriva la norma prevista dal M5S dei due mandati che tutti i ns. candidati portavoce, a tutti i livelli, conoscono, accettano e sottoscrivono.
Fabio Fucci, sindaco del M5S di Pomezia, ha provato se ho ben capito a far modificare la norma adattandola al suo primo breve mandato. Forse avrebbe dovuto sollevare il problema prima, lontano dalle elezioni, affinchè la cosa potesse essere valutata con più serenità, non a pochi mesi dalle elezioni. Se lo staff comunque non ha ritenuto che ci fosse oggi l'opportunità di procedere in tal senso, doveva semplicemente rispettare l'accordo sottoscritto, che non è stipulato solo con chi gestisce il simbolo del M5S, ma con l’intera collettività che questo simbolo rappresenta. Questo anche perchè, checchè ne dica qualcuno, i simboli hanno la loro importanza!
Ora ha senza dubbio il pieno diritto di decidere quello che vuole e quindi di ricandidarsi con una sua lista civica. La legge non glielo impedisce. Andrà per la sua strada che si separa, purtroppo per lui, inesorabilmente e, mi permetto di dire dall’alto della mia delusione, miseramente da quella del M5S.
E’ stato un buon sindaco per la sua città, anzi un ottimo sindaco, fiore all’occhiello dell’intero M5S. Solo poche settimane fa ne tessevamo le lodi durante la nostra Festa del Golfo. Purtroppo, ad una prova così delicata per la sua credibilità ha preferito anteporre il proprio io, la propria ambizione personale ad un progetto che è molto più grande ed importante di lui e della sua personale “carriera” politica. Non serve addurre a scusante che, nell’interesse della città, per completare il lavoro iniziato a Pomezia serve esperienza e capacità come quella che ha mostrato lui, peccando di presunzione, né tantomeno affermare che l’esperienza da Consigliere e Presidente del Consiglio Comunale di Adriano Zuccalà, candidato sindaco della lista del M5S alle prossime elezioni a Pomezia, non sia paragonabile alla sua da Primo Cittadino, contraddicendo sé stesso. Oltre che ad essere scorretto nei confronti di chi ha collaborato fino ad oggi con lui, Fabio Fucci infatti dimentica che lui veniva da un solo anno da consigliere dell’opposizione e senza alcuna esperienza di governo di una città!
Con la sua decisione Fucci ha gettato alle ortiche, almeno dal punto di visto etico, anni di limpida e meritevole attività politica. Come Pizzarotti.
Il vero problema però non sono i Fucci o i Pizzarotti, che come sono venuti così possono andare, causando certo qualche momentaneo danno al MoVimento, più per le speculazioni mediatiche che altro, senza comprometterne peraltro più di tanto il progetto politico sul lungo termine. Il vero problema sono gli elettori del M5S. Soprattutto coloro che hanno votato i Fucci e i Pizzarotti. Sono loro che devono essere certi di aver capito che dietro il successo dei loro sindaci a 5 Stelle non ci sono le capacità taumaturgiche di questi “primi cittadini”, ma un lavoro di squadra, frutto di un entusiasmo, di una volontà ferrea di cambiamento, di un modo diverso di approcciare la politica che sono marchio di fabbrica del M5S! Di un progetto politico che non ha eguali sulla scena politica italiana, che si fonda certo sulle capacità delle persone, ma che prescinde dai personalismi e li travalica, che trova nel rispetto delle poche, ma ferree regole della Democrazia Diretta la forza per contrastare l’onnipotenza dei partiti. Non so se i Fucci e i Pizzarotti riusciranno a replicare altrove tutto ciò. Temo invece che resteranno fagocitati dal sistema e con essi i loro elettori, come avvenuto per tutti coloro che hanno tradito la loro stessa parola data col M5S.
Sono i cittadini che alle prossime elezioni potranno e dovranno fare la differenza, per il vero cambiamento, confermando quella maturità politica di cui il paese ha bisogno, non i Fucci ed i Pizzarotti!

mercoledì 27 settembre 2017

Regionarie M5S Lazio, la possibilità di cambiare. Attenti a correnti, cordate e furbetti dell’ultim’ora.

Entro le ore 24.00 del prossimo 1° ottobre chi tra gli iscritti al M5S intende candidarsi alle elezioni amministrative della Regione Lazio con il M5S lo potrà fare seguendo i criteri di candidabilità e votazione resi noti nei giorni scorsi sul blog del MoVimento. La piattaforma Rousseau consentirà di procedere on line con la presentazione delle candidature e con la scelta dei candidati. Un traguardo importante per il riconoscimento del diritto di tutti gli iscritti alla autocandidatura e per la realizzazione del progetto, fondamentale per il M5S, di attuazione della democrazia partecipativa.
Sono previsti alcuni requisiti e condizioni da rispettare che rappresentano il minimo per garantire agli elettori, nei limiti possibili con l’attuale legislazione, l’integrità dei candidati e quindi degli eletti e la loro coerenza e fedeltà alla realizzazione del Programma del MoVimento. C’è solo da augurarsi che al più presto il M5S sia in grado di trasformare questi princìpi in norme di legge valide per tutti.
Credo che in questa prima fase di autocandidatura ciascun iscritto che ne abbia i requisiti debba sentirsi libero di farsi avanti, avendo valutato consapelvomente le proprie capacità e le responsabilità di cui dovrà farsi carico in caso di elezione. E’ una decisione importante da prendere in piena autonomia, nella massima serentità, senza pressioni o condizionamenti esterni. I “se” e i “ma” devono restarne fuori. Ciascuno di noi deve semplicemente chiedersi se si sente in grado di fare da portavoce dei cittadini secondo i principi del M5S, rispettandoli e attuandoli e, chiaramente, se lo vuole fare con coscienza e lealtà.
E’ da condannare quindi qualsiasi pressione, qualsiasi calcolo fatto col bilancino elettorale, volti ad interferire o impedire o condizionare la decisione personale di ciascun aspirante candidato, con l’intenzione magari di dare spazio alle ambizioni personali di singoli aspiranti candidati o ad eventuali correnti o cordate interne ai meetup o al MoVimento rispetto ad altre. Sarebbe l’anticamera della omologazione del MoVimento al partito tradizionale e probabilmente la sua fine. Non deve accadere a livello nazionale e neanche a livello regionale o comunale. Già in passato in alcuni casi si sono verificati conflitti interni che hanno impedito la certificazione di una lista. Stiamo attenti!
Dopo il 1° ottobre sapremo chi aspira a candidarsi e la palla passerà a tutti gli iscritti, che avranno il ruolo fondamentale di scegliere i propri candidati portavoce in Regione selezionandoli tra le decine di curricula che troveranno in rete. Ci saranno volti e nomi noti di chi già ha ricoperto il ruolo di consigliere regionale e intende riproporsi o dei parlamentari o sindaci e consiglieri comunali il cui mandato scadrà nelle prossima primavera e che intendono proseguire il loro impegno con un secondo mandato in Regione. Ci saranno però anche volti e nomi nuovi di tanti cittadini, per lo più attivisti, che vorranno proporsi ed aspirare al ruolo di portavoce. Questa è la democrazia secondo il M5S!
Quindi bando a qualsiasi tensione ed alle prevaricazioni, rispetto e massima solidarietà reciproci tra gli aspiranti candidati . Chi sarà scelto rappresenterà tutti e chi non ce la farà darà incondizionatamente il suo supporto ai portavoce candidati e a quelli eletti. Siamo una comunità che solo unita potrà vincere e tale dobbiamo restare.
Qui è in ballo la Regione Lazio. A tutti i cittadini a 5 Stelle del Lazio spetta dunque il compito non solo di candidarsi e scegliere i nostri portavoce, ma anche di verificare la regolarità delle nostre Regionarie e successivamente il rispetto del mandato elettorale.
Dobbiamo vigilare e non faremo sconti a nessuno!

martedì 28 ottobre 2014

CHE FARE CON RENZIE?



Un articolo, quello in calce di Giampaolo Pansa su Renzi, che tutti quelli di sinistra o ex tale dovrebbero leggere per riflettere, per capire chi è il vero nemico degli Italiani contro il quale fare fronte comune. Siamo di fronte ad una fase storica simile a quella che ha preceduto l'AVVENTO DEL FASCISMO, solo che vien da pensare che con Renzie sarà peggio che con Mussolini!
Il paese sta vivendo una lunga recessione, la nostra economia è ferma e rischia di essere spazzata via dalla globalizzazione, buona parte della popolazione rischia la povertà vera (quella della fame e della sopravvivenza), all'orizzonte si profilano disordini di piazza per motivi salariali, abitativi, xenofobi..... e la politica arretra arroccandosi a difesa dei propri privilegi di fronte a uno che fa la voce grossa e spara caxxate a tutto spiano e viene pure creduto ed osannato da alcuni, che ha i POTERI FORTI dalla sua parte!
Allora, DOMANDA: anziché gridare al lupo, per ignoranza, presunzione o semplice puzza sotto il naso, contro GRILLO ED IL M5S (che a quanto pare è l'unica forza politicamente valida fuori dal coro del renzismo e lo sta dimostrando sul campo!), perchè i Cuperlo, i Landini, i Fassina e tutti gli altri esponenti della sinistra che non riescono a digerire Renzie e soprattutto TUTTI GLI ITALIANI che condividono le critiche al PD non fanno un passo avanti, saltano il fosso, si scrollano di dosso presunzioni, ipocrisie e falsità, riempiono il M5S di quei contenuti che a dir loro gli mancano e non si fa un FRONTE UNICO CONTRO questo BUCO NERO che è Renzie? Perchè non badare nel concreto, veramente, al bene comune, unendo le forze, difendendo il paese e l'unità della Nazione dai NEMICI INTERNI e mettendo da parte i distinguo, le ideologie e le filosofie, per le quali dopo, salvato il paese, ci sarà di nuovo tempo? Vi rendete conto che è inutile difendere un vostro piccolo giardino di idee e sicurezze perchè sarà spazzato anch'esso via dai BARBARI DELLA FINANZA?

http://www.grandecocomero.com/pansa-renzi-carogna-unto-signore/

lunedì 23 settembre 2013

DEMOCRAZIA ALLO SFASCIO!!!!


Alessandro Di Battista ha condiviso su facebook questo post di Luigi Di Maio. Il M5S con i suoi parlamentari è l'unica forza politica che sta difendendo quello che resta della democrazia in Italia. Mentre ci istupidiscono con la vicenda Berlusconi, la diatriba tra IMU e IVA, il congresso PD, le jacuvelle tra Bersani, Renzi, Letta ed Epifani e via cantando, stanno trasformando questo paese, storicamente PATRIA DEL DIRITTO,  nella TOMBA DELLA DEMOCRAZIA.

Il post è lungo, ma vale la pena leggerlo. Un "bravo" a Luigi Di Maio!
Non si può rimanere inermi ad assistere a questo scempio!

Da condividere con tutti i vostri amici e conoscenti. PASSAPAROLA!!!!!!


LA RELAZIONE DEI SAGGI
Ecco cosa accadrà se passa la modifica dell'art. 138. 

Dal 15 al 17 settembre i cosiddetti "saggi" sono stati in ritiro con il ministro Quagliariello, hanno prodotto la relazione che illustra le linee guida per le Riforme Costituzionali. Riforme che sembrano trovare l'accordo di Pd, Pdl e Scelta Civica e che dovrebbero essere il punto di partenza del comitato dei 42, quello blindato, quello dove non si possono sostituire componenti, inclusi i morti (che si istituirà con la deroga all'articolo 138 della Costituzione).

La relazione nel ribadire quello che si sostiene da 20 anni in questo Paese e che ormai tutti condividono: riduzione numero parlamentari, leggi organiche, superamento bicameralismo perfetto, etc. ad un certo punto, istituisce il PRESIDENZIALISMO!
Lo chiamano "premierato". Un po' come l'imu che si chiamerà service tax. Cambia la terminologia ma non la sostanza. Se non in peggio.

L'opposizione non sembra esistere. Non è neanche degna di nota. La relazione potenzia esclusivamente i poteri del Governo, come se non fossero già abbastanza ampi. Questo "premierato", che nel caso venisse istituito vedrebbe pochi altri casi analoghi (ad esempio nello Stato di Israele) affida totalmente il potere legislativo al Governo, corsie preferenziali e a tempo imposto per i disegni di legge del governo, ancora più poteri al primo ministro, dá al primo ministro la possibilità di sciogliere le camere! (ricatto di "tornare tutti a casa" se non si obbedisce all'esecutivo). Il Parlamento (e in particolare le minoranze) sará tenuto fuori da qualsiasi decisione, e quando potrà intervenire dovrà farlo in fretta, il Governo non aspetta.

Capisco che non esistendo opposizioni negli ultimi 20 anni non siamo stati abituati a considerarle...ma con questa riforma le releghiamo definitivamente al ruolo di "urlatori" che denunciano un provvedimento sbagliato, e che in realtà non possono fare un bel niente per fermarli. Come se il parlamento fosse un teatro da sceneggiata.
Siamo entrati in parlamento con l'obiettivo di fermare questa deriva, che per ora è il frutto di dinamiche partitiche, e invece ci ritroviamo una riforma che istituzionalizza proprio questa follia. E ora si capisce bene perché vogliano farlo in un comitato blindato come quello che si istituirà con la deroga all'art 138 della Costituzione. Sarebbe la fine di ogni speranza di cambiare questa pessima condizione delle istituzioni. Sarebbe l'istituzionalizzazione della vuotezza delle istituzioni.

L'attuale condizione in cui hanno ridotto il Parlamento è da arresto per crimini contro la Costituzione. È da quando siamo arrivati che lo denunciamo. Il vero problema dell'Italia è che per anni il Parlamento ha dormito e il Governo ha imperato. Le violazioni costituzionali neanche si contano più.
Pensare che ora con delle riforme si voglia rendere lecito tutto ciò è inquietante. Ciò che oggi è incostituzionale (come l'abuso dei decreti legge), ciò che oggi è possibile solo tradendo il mandato elettorale (con il mega-inciucio tra monti, bersani e berlusconi), lì dove la Corte Costituzionale può ancora intervenire per sanare queste pratiche assurde, diventerá la normalitá.

In base alla relazione la forma di elezione del presidente della repubblica resta la stessa. Quindi il precedente creato con la rielezione di Napolitano d'ora in poi farà scuola, aprendo alla possibilità di avere un Presidente della Repubblica anche per 14 anni, o chissà anche di più. Perché non a vita...
La legge elettorale individuata è il doppio turno di lista. Progettata dal Prof. D'Alimonte, figura autorevole del mondo accademico che ho incontrato qualche tempo fa per conoscere la sua creatura. Il prof. non era tra i saggi, la Legge Elettorale l'hanno "esternalizzata".
Una legge elettorale che mi preoccupa se coniugata con questa forma di super-governo ideata dai saggi: se infatti mettiamo insieme la forma di "premierato" concepita e il fatto che questa legge elettorale assegna il premio di maggioranza a chi vince il secondo turno (il ballottaggio tra i primi due classificati), si può facilmente dedurre che le minoranze potranno anche assistere da casa e seguire in streaming i lavori parlamentari. La maggioranza "se fa la brava" forse avrá ancora qualche ragione di esistere.

Visto l'evidente sbilanciamento verso il governo mi sarei aspettato almeno più strumenti di democrazia diretta. Ma le forme di democrazia partecipata proposte sono veramente irrisorie. I cittadini neanche esistono. Il quorum continua ad essere mantenuto in tutte le forme di referendum. Nessuna possibilità di revocare il mandato ai propri rappresentanti (come in svizzera o usa), nessun referendum propositivo, solo un complesso meccanismo di leggi di iniziativa popolare al parlamento, con eventuale conferma dei cittadini, che si presta facilmente alla fregatura dei partiti.

Mi dispiace sempre ricordare che il più grande aumento di tasse in questo Paese lo abbiamo avuto nell'anno in cui il Parlamento è stato tenuto fuori da tutte le decisioni: il 2012, l'anno del Governo Monti, quando con 55 voti di fiducia (in pratica o il parlamento votava i provvedimenti del governo o tornavano tutti a casa) si sono approvate le peggiori porcate di questo Paese.
Viceversa se oggi non è ancora scoppiata la guerra in Siria lo si deve alle decisioni del parlamento inglese che ha fermato il suo governo guerrafondaio e alla paura di Obama di interpellare il Congresso USA su questo tema. 


Ciò dimostra quanto sia importante tenere sempre i parlamentari al centro delle scelte. Non perché siano degli illuminati, semplicemente perché anche il peggiore ha un rapporto con gli elettori, anche il peggiore dei parlamentari deve dar conto a qualcuno, questo gli fa temere in ogni caso il giudizio di un'opinione pubblica e lo rende prudente. Dare la colpa a Monti o Letta invece è semplice, deresponsabilizzare gli eletti e dare la colpa al Presidente del Consiglio di turno è lo sport nazionale degli ultimi anni. Altrimenti Renzi come farebbe a giustificare che anche i suoi in parlamento stanno votando le porcate di Letta? È l'alibi perfetto.

La forma di "democrazia parlamentare del primo ministro" ( appunto questo premierato indicato dai saggi) che si vuole istituire, finirà di portarci alla rovina. I parlamentari saranno sempre più inutili e i tecnici di Bruxelles prenderanno le decisioni al posto nostro.
Non è una premonizione, semplicemente una certezza. Basta guardare agli ultimi 20 anni e vedere come ci siamo ridotti escludendo il parlamento dalle decisioni.

Questo Paese è stato ferito in più punti a suon di decreti legge e provvedimenti governativi. Ora stiamo dicendo ai nostri aguzzini: "prego accomodatevi, dateci pure il colpo di grazia, avete licenza di uccidere".





Luigi Di Maio

venerdì 26 luglio 2013

Crack Italia: i numeri li dà Di Battista!

Mentre il Governo Letta procede, come i precedenti, a colpi di fiducia delegittimando la centralità democratica del Parlamento e l'attuale maggioranza si prepara da partito unico ad un vero e proprio golpe costituzionale, il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista ha scritto uno sconvolgente messaggio su Facebook. Invitando tutti a condividerlo. Sono numeri tragici quelli messi nero su bianco dal deputato. Ecco di seguito il messaggio: 
 
Facciamo diventare VIRALE questo post ragazzi. Condividiamo come non mai, lo stiamo facendo tutti quanti! 
 
Napolitano blinda il governo e nasconde i conti sotto il tappeto. Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica ha incontrato il ragioniere generale dello Stato. Perché? Ve lo diciamo noi: 

- Debito pubblico: record a 2.074 miliardi, veleggiamo verso il 130% del Pil

- Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi

- Pil: atteso un altro -2% quest'anno. Si aggiunge al -2,4 del 2012

- Rapporto deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%

- Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012

- Sofferenze bancarie: a maggio sono salite del 22,4% annuo a 135,5 miliardi

- Base produttiva: eroso circa il 20% dall'inizio della crisi

- Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall'inizio della crisi. 200 miliardi circa

- Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012

- Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro

- Potere d'acquisto delle famiglie: -94 miliardi dall'inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo

- Disoccupazione: sfondata quota 12,2%, dato peggiore dal 1977

- Disoccupazione giovanile: oltre il 38%

- Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non    lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi

- Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse)

- Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall'Inps dall'inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione.
 

giovedì 25 luglio 2013

Il M5S chiede al Comune di Formia l’emanazione dei Regolamenti per gli Istituti di Partecipazione popolare


Prende formalmente il via l’operazione “Fiato sul Collo”del M5S con la nuova amministrazione.

“Fiato sul collo” sull’Amministrazione Bartolomeo:  è quanto avevano promesso in campagna elettorale i candidati della Lista del MoVimento 5 Stelle a prescindere  dal risultato elettorale e infatti, a poche settimane dall’insediamento della nuova Giunta, il gruppo di attivisti del M5S facenti capo al Meetup di Formia ha protocollato questa mattina la prima iniziativa istituzionale nei confronti  della nuova amministrazione.
Dopo le dichiarazioni di sostegno alla proposta dell’Associazione Caponnetto per l’istituzione di un osservatorio comunale contro le illegalità e la proposta informale di deliberazione per la disciplina delle sale giochi, arriva il primo atto formale: la petizione, firmata da alcuni cittadini formiani,  per la emanazione del Regolamento di attuazione degli Istituti di Partecipazione popolare dei cittadini all’amministrazione locale.
In particolare ci si riferisce ai  Regolamenti di attuazione delle disposizioni previste dall’art. 17 e 18 dello Statuto Comunale relative alle modalità di presentazione e le procedure per l'esame di ammissibilità di istanze e petizioni, nonché  delle Proposte di delibera ad iniziativa popolare. Si tratta in entrambi i casi di un atto dovuto, reso obbligatorio  dal T.U del 2007 sulla Disciplina degli Enti Locali e dallo stesso Statuto, dei quali, invece, ad oltre sei anni dall’entrata in vigore del nuovo T.U., non c’è alcuna traccia negli atti del Comune di Formia. Pertanto, il MoVimento 5 Stelle invita con questa petizione l’Amministrazione Bartolomeo a colmare questa lacuna, promuovendo una delibera importante che agevola la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa della città.
Il MoVimento 5 Stelle mette dunque in mora l’Amministrazione che  ha ora  60 giorni di tempo per deliberare in merito ed evitare la denuncia al TAR.
Si tratta del primo atto formale con il quale gli attivisti di Formia intendono  adoperarsi per realizzare uno degli obiettivi fondamentali del MoVimento 5 Stelle: la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della loro città, dimostrando altresì che la partecipazione politica può essere espletata anche senza sedere in Consiglio Comunale. Altre iniziative seguiranno, infatti,  finalizzate da un lato ad un sempre maggior coinvolgimento dei cittadini, sia per la individuazione delle esigenze  primarie della cittadinanza che per  la formulazione di richieste da proporre all’A.C., dall’altro alla costante verifica della efficacia e correttezza dell’operato dell’Amministrazione Comunale.  
Il tutto senza alcuna contrapposizione o contrasto a priori, ma proponendo un’opposizione seria e costruttiva tesa alla tutela degli interessi della cittadinanza ed alla salvaguardia del bene comune.

Il MoVimento 5 Stelle di Formia

mercoledì 5 giugno 2013

I partiti contro i cittadini e le PMI. Lezzi (M5S): il Governo prende in giro le imprese!

Bocciati gli emendamenti del M5S mentre mancano 100 miliardi all'appello.

"La partitocrazia getta di nuovo la maschera. Lo fa durante le votazioni al Senato sul decreto che sblocca il pagamento di 40 miliardi di debiti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti delle imprese. Pdl, Pd, Scelta Civica, Lega, Sel hanno bocciato gli emendamenti anti-casta ed a favore delle piccole imprese presentati dal M5S. Il tutto è avvenuto in un clima surreale, con il delegato d'aula M5S Vincenzo Santangelo che ha denunciato i doppi voti dei "pianisti" tra questi il plurindagato Roberto Formigoni (Pdl).
Bocciato l'emendamento che proponeva un "Fondo Rotativo per la concessione di finanziamenti agevolati alle piccole imprese". A favore 50 e 198 contrari (Pdl, Pd,Scelta Civica, Lega) 8 astenuti.
Bocciato da Pd-Pdl-Scelta Civica-Lega-Sel anche l'emendamento che proponeva un fondo per il microcredito finanziato con le rinunce totali o parziali dei rimborsi elettorali (il M5S ha già rinunciato ai 42 milioni che gli sarebbero spettati).
Bocciato anche l'emendamento che proponeva la "sospensione della riscossione nei confronti delle imprese creditrici della Pubblica Amministrazione". A favore solo il M5S contrari 195 senatori (Pdl-Pd-Lega-Scelta Civica) 8 astenuti. Se approvato le cartelle di Equitalia & Co. sarebbero state sospese temporaneamente per le aziende che ancora non hanno riscosso i propri crediti che vantano nei confronti della Pubblica Amministrazione."

M5S Senato

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Mancano poi oltre 100 miliardi di Euro di debiti delle P.A. verso le aziende con meno di 20 dipendenti che non vengono fatte rientrare nel computo del debito pubblico ufficiale. Stiamo parlando di migliaia di aziende compeltamente ingorate dal governo e dai partiti!
Di seguito l'intervento della portavoce Lezzi del M5S in Senato.


martedì 4 giugno 2013

Due mesi e mezzo da parlamentare del M5S

In questi 2 mesi e mezzo da parlamentare (Dio come mi e' cambiata la vita) ho ricevuto diversi complimenti da persone che non sono del MoVimento. Piu' o meno il messaggio era sempre lo stesso: “nonostante io non apprezzi il movimento comunque ho stima per te perche' si vede che sei un ragazzo di sinistra”. Io ringrazio per i complimenti (anche se per me contano solo quelli che riceveremo a fine legislatura) ciononostante ci tengo molto a precisare una cosa: Io non sono di sinistra! Ripeto, non sono di sinistra.
Oltretutto reputo che la tendenza al “radicalchicchismo” di una certa sinistra abbia contribuito a distruggere l'Italia cosi' quanto il piu' becero berlusconismo. Una tendenza oggi perfettamente incarnata dal PD e da Sel (salvo rare eccezioni, giustamente messe all'angolo dagli apparati di partito). Chi da' pacche sulle spalle agli operai per poi andare a cena con Briatore e' COLPEVOLE esattamente come chi mette in discussione sentenze, protesta contro la magistratura o adesca minorenni. Io non sono di sinistra, ovvio, non sono neppure di destra, sono del 78'! Tutto qui'.
Destra e sinistra non hanno oggi alcun senso, le ideologie (da non confondersi con i valori) non hanno piu' senso. Sono obsolete e sono facce della stessa medaglia come il capitalismo e il comunismo, entrambi figli della rivoluzione industriale (l'evento che ha creato la disoccupazione tra l'altro) entrambi adepti dell'industrialismo, entrambi convinti che il lavoro fosse un fine dimenticandosi che il solo fine e' l'essere umano. Il M5S, per chi non l'avesse ancora capito e' una roba differente, non dico che sia per forza la strada giusta, non ho certezze anche se ci credo molto, magari stiamo sbagliando tutto (ripeto, credo il contrario) ma quel che e' certo e' che stiamo costruendo qualcosa di profondamente diverso.
Quando ascolto uomini di sinistra (sinistra a intermittenza, parlano di ridistribuzione della ricchezza e poi non votano l'ineleggibilita' di Berlusconi, IPOCRITI) parlare di “necessita' di creare una nuova classe dirigente” mi vengono le bolle! Il M5S non vuole creare nessuna classe dirigente, dove sta scritto che il popolo abbia bisogno di una classe che li diriga? Dove sta scritto? Noi crediamo che ci sia bisogno di portavoce, PUNTO, portavoce co.co.pro! Noi stiamo provando a costruire la democrazia diretta, ci vorra' tempo, faremo passi in avanti e commetteremo errori, festeggeremo immense vittorie e ci leccheremo le ferite. E' ovvio. Ma la strada e' segnata.
A volte penso a chi sognava la Repubblica in eta' monarchica. Pensate a quante persone gli avranno detto “non ci riuscirete mai”, “la societa' non e' pronta”, “il popolo ha bisogno di un re”. Oggi si sentono (soprattutto ai banchetti) le stesse identiche frasi: “la democrazia diretta e' un'utopia”, “i partiti ci sono sempre stati e sempre ci saranno”, “la gente vuole delegare”. Noi non ci crediamo e andiamo avanti.
Abbiamo 1000 limiti, facciamo 1000 errori ma abbiamo un'idea in testa, quella che i cittadini possano, senza intermediari, gestire le proprie istituzioni. Voi pensatela come volete, liberissimi, ma quando ascolto Luigi, Riccardo, Roberto o Nicola parlare e gli vedo gli occhi penso che non manchi poi molto.
Mi ha fatto piacere condividere questi pensieri con voi. Presto guarderemo alla democrazia rappresentativa come oggi guardiamo alla monarchia assoluta e quel giorno nuove idee gia' saranno all'orizzonte pronte a spazzare via le conquiste per le quali ci stiamo battendo adesso. Si chiama cambiamento, fa paura, me ne rendo conto, ma e' la linfa vitale dell'essere umano.
A riveder le stelle!

Alessandro Di Battista - Portavoce Deputato del M5S


sabato 6 aprile 2013

Il MoVimento 5 Stelle e la coerenza degli Italiani




Opinione di un “grillino” della prima ora.

L'evolversi della situazione politica nazionale sta mettendo a dura prova la tenuta dei gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle. I nostri ragazzi sono stati proiettati in una mischia che puzza del rancido dei partiti e del vomito dei media, entrambi legati ad un modo di concepire la politica come strumento di annichilimento della volontà dei cittadini e di interdizione della loro capacità e possibilità di informarsi e quindi di poter decidere in piena coscienza e responsabilità del proprio futuro. Un futuro condizionato dall'avidità e dalla spregiudicatezza di chi, anche lontano da noi, da anni manipola i mercati finanziari, in particolare quelli europei e tramite questi interferisce con le politiche nazionali dei singoli paesi e che da tempo tiene sotto pressione anche il nostro, in attesa di sferrare l’attacco finale, complici e conniventi la nostra classe politica ed ampie fasce della società civile che grazie a questa si ingozzano a danno del paese, senza distinzione di partito o di  classe sociale, e sperano di continuare a farlo in futuro.

Sulle spalle dei nostri ragazzi abbiamo riversato un peso enorme. Quello di cambiare un sistema marcio ormai dalle fondamenta. Abbiamo mandato in prima linea in Parlamento cittadini normali, come ciascuno di noi, non professionisti della politica, con un duro compito: quello di mandare via la casta dalle istituzioni e restituire la sovranità ai cittadini. Alla prima scaramuccia, però, gli stanno sparando tutti addosso, come se il loro compito fosse stato di sbaragliare il più agguerrito e scorretto dei nemici nei primi 20 giorni! E per giunta qualcuno gli chiede di farlo mettendosi d’accordo col nemico! Ma non basta! Un paese intero o quasi, che si dimostra assolutamente malato di voyeurismo, pressapochismo e paraculismo, si è scatenato alle loro calcagna, andando a vedere come si vestono, cosa mangiano, dove vanno a fare la pipì! Addossando loro ogni responsabilità di tutto quanto è accaduto, sta accadendo o potrà accadere nel paese, di menticando che i veri responsabili sono coloro che puntano il dito, le stesse persone che il paese ha votato ciecamente per anni e sopportato fino a ieri e dei quali dice di non poterne più. Sono quelli che a chiacchiere vogliono il cambiamento, ma che in realtà sono lì da decenni a mangiare sulle spalle degli Italiani. Sono quelli che accusano i nostri parlamentari di immobilismo e di inattività solo perché loro hanno già pronti centinaia di provvedimenti, quelli  che le segreterie dei partiti mettono a loro disposizione già preconfezionati, che sono magari sempre gli stessi,  riproposti da anni tanto per far vedere che stanno lì a fare qualcosa oppure completamente inutili o futili. Mentre invece i nostri parlamentari devono imparare a districarsi tra leggi, regolamenti, usi ed abusi della vecchia politica ormai consolidati anche nel tessuto sociale ed umano che circonda il nostro Parlamento.

Perché non si nominano le Commissioni parlamentari? Perché non si restituisce il potere legislativo al Parlamento? Perché Bersani non ha sommato ai suoi 8 punti, miserevoli prese in giro, i 20 del M5S e con 28 punti dare inizio veramente al cambiamento? Perché non danno al M5S il Copasir e la commissione Rai come è stato chiesto? Perché PD e PDL non si assumono loro la “responsabilità” di continuare a viso aperto l’inciucio che dura dal 1994 spartendosi col bilancino ministeri, presidenze, dirigenze e incarichi amministrativi (sono in scadenza decine di consigli di amministrazione nei quali i partiti hanno i loro interessi, a chi andranno?). 

Forse perché a Bruxelles non hanno ancora deciso cosa farsene di Berlusconi? Forse perché non lo possono mandare in galera per il rischio che vengano a galla situazioni nelle quali anche molti del centrosinistra sono talmente compromessi che ci finirebbero pure loro? Forse perché stanno aspettando cosa succede quando esploderà la bomba MPS, vergogna nazionale della quale nessuna più parla? O molto più semplicemente perché da qualche parte nel mondo c’è qualcuno il cui unico scopo è mettere a tal punto in ginocchio il paese da costringerlo a chiedere soccorso al Fondo Salva Stati e papparsi quello che resta della nostra economia?

Cos’è il Fondo Salva Stati e come funziona ve lo hanno mai spiegato i vostri partiti? Ve lo hanno detto che grazie al Fiscal Compact ed allo sforamento dei parametri imposti sul debito pubblico saremo costretti a ricorrervi avendo come unica alterantiva la riduzxione delle spese sociali e l'aumento delle tasse? Vi siete chiesti perché questi provvedimenti capestro per la nostra economia sono stati presi al culmine (per il momento) della recessione più grave degli ultimi 100 anni? Sapete chi li ha votati entrambi? Perché dopo le “dimissioni” del governo Monti  - episodio anomalo dal punto di vista costituzionale perché Monti non è mai stato “sfiduciato” dal Parlamento - non si è data parola alle Camere per verificare una eventuale diversa maggioranza che portasse alla scadenza naturale della legislatura? A cosa serve attendere i “consigli” dei "saggi" nominati da Napolitano e Draghi? Perché con le urgenze di cui tutti urlano dobbiamo aspettare il nuovo Presidente della Repubblica per avere un Governo? Perché Napolitano, Monti, Berlusconi e Bersani non hanno pensato a tutto questo prima di andare ad elezioni anticipate facendole ricadere in pieno semestre bianco del Presidente della Repubblica, con conseguente impossibilità a ritornare immediatamente alle urne?
Quando avrete dato una risposta a tutte queste domande, forse sarete in diritto di  chiedere al M5S perché non si allea con questo o con quello e perché invece si ostina ad andare avanti per una strada chiaramente ed a gran voce indicata dal MoVimento e da Grillo poche settimane fa in ben 77 piazze lungo l’Italia ed ampiamente accettata ed osannata dalle migliaia di cittadini che l’hanno ascoltata e per la quale hanno dato il voto al M5S.

Perché questa memoria così corta?

Intanto aspettiamoci nelle prossime settimane duri attacchi dall’Europa della finanza a quel che resta della nostra sovranità e del nostro paese.
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La verità è che gli Italiani non sanno nulla dei veri motivi per i quali stiamo alla canna del gas, di chi ci ha messi lì e di chi ha in mano il rubinetto e di come la situazione rischi di degenerare da un momento all’altro. Se ad esempio la Russia dovesse reagire in malo modo ai diktat della Troika europea sulle banche cipriote che ha coinvolto i capitali russi depositati in quello che, connivente la BCE, è un vero paradiso fiscale inserito nel sistema monetario dell’Euro, e non è il solo,  la frittata sarebbe fatta! Ma anche un movimento  di cittadini che comincia a scombinare i piani della troika, svelandoli e mostrandoli ai cittadini ignari, potrebbe avere un effetto dirompente a livello europeo per questi signori! Ecco la guerra forsennata e paranoica a mettere in cattiva luce il M5S,  ad additarlo come il nemico pubblico numero uno, fascista, nazista, comunista, antidemocratico, oltranzista, a metterlo in ridicolo soprattutto agli occhi di chi gli ha dato il “voto per protesta”!

Già, il voto di protesta. Il nostro è un paese in cui il voto o è clientelare o è di protesta, è utile o è inutile. Un voto consapevole neanche a parlarne! 

Qualcosa però è già cambiato in questo paese, e fa tremare tutti! In Parlamento c’è oggi, per la prima volta nella storia di questo paese, una forza politica che veramente sta dalla parte dei cittadini in grado di capovolgere i rapporti di forza tra cittadini ed istituzioni. A tutto questo credo che i nostri ragazzi erano preparati. Qualcuno forse tentenna, mostra segni di incertezza. Vorrei vedere tanti altri al loro posto, avrebbero già ceduto a mille tentazioni in nome della proprio coscienza e dei richiami alla responsabilità. Ma il compito di questi ragazzi non è di fare da zerbino al PD o peggio ai Monti ed ai Draghi né di conservarsi la poltrona, ma di aprire il Parlamento ai cittadini. E’ per questo che hanno tutti contro. Invece di criticare e mendicare il prolungamento dell’accanimento terapeutico nei confronti del nostro paese  attiviamoci tutti noi per chiedere una corretta informazione, torniamo in piazza, andiamo sotto il Palazzo e reclamiamo il vero cambiamento. Cerchiamo di capire chi sono i veri responsabili del fallimento del nostro paese. Sputtaniamoli e costringiamoli a togliersi dalle scatole! Stringiamoci intorno ai nostri "dipendenti" facendo sentire la nostra partecipazione e la nostra solidarietà e se proprio c’è qualcuno che ritiene di aver sbagliato a votare M5S, perché non aveva capito o perché dà ragione a Bersani, a Berlusconi o a Renzi, beh, il problema è suo, mica del M5S!

Giovanni Nocella

domenica 31 marzo 2013

La Meloni accusa il M5S, ma ingordi sono i partiti!

La matematica in politica "è" un'opinione!

E' stato diffuso in rete un comunicato nel quale la cittadina Meloni (FDI), in riferimento alla nomina dei componenti dell'Ufficio di Presidenza della Camera, accusa di ingordigia il M5S, forse nel tentativo di difendere l'"eccezione" fatta in sede di costituzione del Gruppo parlamentare del suo partito.
Peccato che la Meloni abbia sbagliato calcoli e destinatario nelle sue accuse!
Andiamo con ordine.

Il Gruppo parlamentare alla Camera FDI (Fratelli d'Italia) formato da 9 parlamentari è stato costituito in deroga al regolamento della Camera che prevede un minimo di 20 parlamentari. L'unico ad opporsi alla deroga è stato il M5S, perché ciò avrebbe comportato una spesa aggiuntiva di 400mila euro l'anno.

Per quanto riguarda la composizione dell'Ufficio di Presidenza, regolamento alla mano, la Meloni nel suo comunicato mette in evidenza che esso è composto da 15 componenti da distribuire tra i 7 Gruppi inizialmente previsti PD, PDL, M5S, SEL, Lega, Scelta Civica e Gruppo Misto (del quale faceva parte FDI), ai quali, sempre per regolamento, va aggiunto un componente per ogni gruppo minore eventualmente escluso dal computo precedente, quindi 1 posto ad ogni gruppo più piccolo e 2 o più posti ai gruppi più numerosi e secondo la Meloni il conto era fatto.
Quindi poiché dal Gruppo Misto è stato scorporato, in via eccezionale ma sempre secondo regolamento, il Gruppo FDI cui spettava "necessariamente" a detta della Meloni almeno 1 posto aggiuntivo, indovinate un po' chi glielo doveva cedere? L'"ingordo" M5S, che ne aveva ricevuto ben 3! Anzi per colpa del M5S, "farabutto" accusatore dell' "innocente" FDI, i segretari aggiunti sono addirittura diventati 4 (SEL, Lega e Misto) + quello di FDI per un costo supplementare per il paese di 1.600.000 Euro da imputare totalmente all'"ingordigia" grillina!

C'è veramente da vergognarsi ad affermare una cosa del genere! Vediamo infatti qual è la realtà dei fatti.

Il 21 marzo sono stati eletti 15 componenti dell'Ufficio di Presidenza che si aggiungono al Presidente (di SEL): 8 componenti PD, 3 del M5S, 2 del PDL, 2 di Scelta Civica. Il 26 marzo sono stati di conseguenza eletti altri 3 (SEL, Lega, e Misto), mentre FDI è rimasto all'asciutto in quanto non rientrante negli originari 7 gruppi parlamentari. Insomma il trucco non ha funzionato. In realtà la necessità di garantire per regolamento agli altri gruppi minori (SEL, Lega e Misto) la presenza nell'Ufficio nasce, contrariamente a quanto affermano la Meloni e FDI, dall'en plein che ha fatto il PD, non certo per colpa del M5S. Addirittura La Russa dal sito di FDI arriva invece a pretendere le dimissioni di uno del M5S! Perché non chiede le dimissioni al PD o ai loro camerati di schieramento di centrodestra?
Se infatti si fosse ragionato in termini di risparmio di costi della politica, come sbandierato dalla Boldrini, anziché di spartizione della torta, il PD avrebbe benissimo potuto rinunciare ad almeno 2 posti, da assegnare ad es. a SEL e Lega, e Scelta civica rinunciare ad uno, in quanto forza politica minore, da assegnare al Gruppo Misto nel quale sarebbe potuto rimanere FDI, rimanendo nei 15 previsti anziché costringere il paese ad un costo non necessario di 1.200.000 euro (il 4° componente non è stato nominato, per fortuna!) totalmente imputabili in realtà all'ingordigia ed ai giochi di poteri del PD, PDL e degli altri partiti, compreso FDI!

Questa è la "matematica politica" reclamata dalla Meloni che fa la voce grossa contro il M5S, cui è di moda addebitare maleficamente ogni infamia tipica dell'ambiente in cui si è andato a cacciare, ma tace nei confronti dei suoi compari!

Tra l'altro l'unico riferimento della Meloni per giustificare la nascita del Gruppo FDI è ad un "sufficiente consenso" ricevuto da parte degli italiani, quindi ad una semplice questione di democrazia. C'è da chiedersi nel caso fosse stato il M5S ad essere presente con soli 9 deputati se l'eccezione sarebbe stata applicata lo stesso!

E visto che si parla di "democrazia", perché in calce ai comunicati del M5S tutti possono scrivere i loro commenti mentre sul sito di FDI ciò non è possibile?

La verità, come spiega anche l'Espresso, è che grazie alla formazione di questo gruppo parlamentare autonomo, ora il partito di La Russa-Meloni-Crosetto avrà maggiori risorse finanziarie (a carico degli Italiani), maggiore visibilità per le prossime campagne elettorali (a discapito dele altre forze minori) e per la presentazione delle liste potrà raccogliere il 60% di firme in meno (al contrario di chi si presenta per la prima volta alle lezioni).

Siete sicuri che questa gente vuole "cambiare"?

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Giovanni Nocella