venerdì 10 luglio 2009
Intervista a padre Alex Zanotelli in merito al G8 de L'Aquila
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sabato 9 maggio 2009
ALL’AQUILA SI VIVE IN STATO DI GUERRA
Giornata della Memoria terrorismo e stragi: Fuori dall’Abruzzo! No al G8
di Doriana Goracci - fonte Arcoiris TV
Vietato dissentire, è un video che pervenne da Pescara, era il 6 dicembre 2008, un altro sabato.
Ritengo oggi necessario farvi pervenire anche il DISSENSO e la PROTESTA dall’Abruzzo,
quella che non emerge e non si vede MAI, tantomeno in questa Giornata del 9 Maggio,
dedicata alla Memoria di tutte le vittime del terrorismo e delle stragi: I morti non sono tutti uguali.
La lettera denuncia che sottopongo alla lettura di tutte e tutti è molto dura,
non dà adito ad ombre, ambiguità, equivoci di sorta e so da chi è stata scritta: ci vive in Abruzzo,
ci viveva anche prima del terremoto.
Aggiungo da andata-ritorno il documento redatto dopo l’Assemblea aquilana e abruzzese contro il G8
Alla vostra attenzione
Doriana Goracci
ALL’AQUILA SI VIVE IN STATO DI GUERRA
GOVERNI CRIMINALI RIDATECI LA TERRA!
Un saluto di amore, sincero e rivoluzionario alle compagne e ai compagni
trasparenti, a tutti quelli che hanno manifestato la loro solidarietà
concretamente, con la lotta e non con il pietismo o la beneficenza,
cercando di mettere a tacere il grido di dolore e rabbia che molti
terremotati si portano dietro.
Non sappiamo se gli altri fuori ci vedono ancora e se ci vedono come ci
vedono a noi terremotati.
Ma una cosa è certa: non ci hanno cacciati con le bombe dal nostro
territorio, ma cacciarci dalla nostra terra era loro intenzione. Non
riusciamo ancora a capire bene il perché o dove vogliono andare a
parare. Di sicuro è una prova di guerra e di dominio totale sulla
volontà della popolazione, forse è la sperimentazione del piano
“rinascita” di Gelli.
Servizi segreti, sbirri di tutte le sorti e digos si sono concentrati
qui nell’Aquilano, insieme a massoneria, mafia, camorra, ‘ndrangheta,
sacra corona unita, Stato di polizia e G8. Oltre ai vigili del fuoco, su
60.000 abitanti, di cui 30.000 sfollati sulla costa, ci sono più di
70.000 uomini e donne in divisa all’Aquila, dall’esercito ai
carabinieri, dalla polizia, municipale e non, ai gom, dalla guardia di
finanza (anche in assetto antisommossa) alla guardia forestale. E poi ci
sono le guardie ecozoofile, che con le loro divise belle inamidate
addosso, invece di rendersi utili nei campi stanno lì a prendere i
documenti a chi entra e chi esce e a fare le ronde. C’è la protezione
civile di Bertolaso-Berlusconi che filtra la solidarietà, impedisce
l’istallazione di punti di connettività adsl (“tanto” dicono “noi ce
l’abbiamo e agli sfollati questo non serve!”) e se gli chiedi di
installare i cessi chimici in fondo al campo, dove c’è meno controllo,
oppure la carta igienica, tergiversano o si rivolgono ai vigili del
fuoco. E poi c’è tutta la pletora di volontari a pagamento autorizzati
dalla protezione civile: dalla Misericordia ai Devoti di questo o
quell’altro santo in paradiso, dalla croce rossa a quella bianca, verde
o azzurra. E poi c’è Digos e polizia in borghese sparsa per tutto il
territorio. In ogni campo su 160 sfollati, ci sono almeno 200 sbirri a
vario titolo più quelli in borghese.
Queste tendopoli sono dei lager. Non è permesso tenere animali con sè
(tranne rare eccezioni strombazzate in televisione), non è permesso
andare a trovare amici e parenti negli altri campi senza essere
identificati, non è permesso cucinare, lavarsi, autogestirsi. Quando
arrivano i camion di roba la gente fa a botte per accaparrarsi le
mutande o due calzini non spaiati.
Ci trattano come decerebrati. Ci hanno invaso, colonizzato,
disinformato. Non arrivano giornali nei campi. Per andarli a comprare
bisogna uscire la mattina presto dopo essere stati identificati e
cercare di raggiungere l’edicola ancora agibile più vicina (abbiamo il
marchio del terremotato: un tesserino da portare sempre bene in vista
anche quando si fa la fila per mangiare o per andare al cesso o per
farsi la doccia o andare dal barbiere ogni 15 giorni).
Per le donne, soprattutto le anziane, è una tragedia, per farsi una
doccia o un bidè bisogna andare al mare o a Roma e tornare prima che
chiudano i cancelli, altrimenti doccia fredda e bene in vista (sotto gli
occhi di tutti, sbirri e maschi in generale), perché in molti campi non
ci sono containers per le docce, ma docce a cielo aperto. Le donne
anziane, disabili, le incontinenti, la fanno e se la tengono nella
tenda, perchè non ci sono cessi chimici in fondo al campo, dove c’è meno
sorveglianza. I cessi stanno all’entrata del campo, dove c’è la
protezione civile e tutti gli altri sbirri con le telecamere e i fari. I
cessi hanno tra l’altro le barriere architettoniche. Molte tende tra
l’altro sono inagibili (ci entra l’acqua e gli sfollati devono scavare
dei canali per convogliare l’acqua in una fossa, che poi svuoteranno la
mattina successiva) e quelle della protezione civile difficilmente
accessibili ( invece delle chiusure lampo hanno bottoni e spaghi per la
chiusura) e per un giovane o una giovane aitante occorrono almeno 10
minuti per aprirne o chiuderne una.
La notte cerchi di dormire e di accantonare tutto questo disastro,
cerchi di non pensare al futuro, non esiste futuro: non avevamo e non
abbiamo lavoro, non avevamo e non abbiamo reddito e ora non abbiamo
neanche più una casa, un nido dove stare. E mentre cerchi di
addormentarti in mezzo a questo orrore, gli uomini in divisa entrano
nelle tende e ti accecano la vista con le torce, per vedere chi c’è e
chi non c’è, che cosa fa e se ha il computer acceso o la televisione (è
vietato tenerli con sé nella tenda).
C’è il coprifuoco. Arrestano un rumeno per aver recuperato dalle case
crollate pezzi di grondaia di rame, mentre i veri sciacalli sono pagati
per tenerci rinchiusi dentro i campi o per mandarci via dalla disperazione.
E con il g8 sarà ancora più atroce. Nessuno guadagnerà una lira da
quest’altro terremoto, nessuno tranne i potenti. Avevano strutture
antisismiche sotto la scuola della guardia di finanza, in grado di
ospitare 3.000 persone. Queste strutture non ospitano e non ospiteranno
gli sfollati. Queste strutture ospitano e ospiteranno lo stato maggiore
dei potentati economici e finanziari, ospiteranno gli 8 grandi capi di
Stato dei paesi più imperialisti del mondo, dei paesi più guerrafondai
del mondo, dei maggiori criminali del mondo. Queste strutture hanno
ospitato, ospitano e ospiteranno un solo Dio, quello del denaro, quello
delle banche che hanno messo in ginocchio l’economia e l’autonomia di un
intero pianeta chiamato terra. Un pianeta che si è ribellato sotto i
nostri piedi allo sfruttamento e alla devastazione selvaggia del
territorio e dell’uomo.
I 90 milioni di euro che il governo Berlusconi-Bertolaso vuole destinare
a “far star comodi” governi criminali col loro seguito di veline e
pennivendoli per il G8, potrebbero servire a far star comode 600
famiglie di sfollati; la cittadella sotterranea della scuola della
guardia di finanza potrebbe servire ad ospitare almeno gli anziani e i
disabili sfollati, ma quelli non ci hanno un euro pe’ piagne!!!
E allora teniamoceli buoni questi straccioni! mettiamogli a credere che
con il decreto affossa-Abruzzo avranno la casa per settembre! Poi se ci
scappa da dire che “ci vorranno almeno 200 giorni per vedere i primi
prefabbricati” costruiti su macerie di amianto e sangue, chi se ne
frega, tanto nelle tende c’è il riscaldamento! E poi “che cazzo
vogliono, sono morte soltanto 300 persone! Noi ce ne aspettavamo almeno
1500-2000!” (dichiarazioni di Berlusconi verificabili)
SVEGLIAMOCI!
Qui non ci daranno niente! Ciò che potremo avere ce lo dovremo
conquistare con la lotta. Vogliamo case sicure e non tende! Un lavoro
dignitoso e non una vita da larve dentro tendopoli-lager o
alberghi-ghetto! Le comunità locali devono decidere del proprio futuro!
I sindaci, non il governo centrale, non Berlusconi, non Bertolaso devono
pretendere di amministrare i soldi per la ricostruzione. Se non hanno il
coraggio di farlo che si dimettano.
Che si dimettano Bertolaso, Berlusconi, Maroni, Sacconi, Tremonti
(attenzione, se non avremo i soldi da anticipare per la messa in
sicurezza e la ricostruzione delle nostre case, tra 5 mesi dovremo
regalarle a Fintecna, come stabilito dal decreto “salva- Abruzzo”).
che se ne vadano tutti!
Che se ne vadano i militari, la protezione civile, la polizia. Che se ne
vada questo Stato di polizia!
Gli abruzzesi, migranti e non, colpiti dal terremoto devono tornare,
quelli imprigionati nelle tendopoli devono uscire, riversarsi nelle
strade tutti, per lottare, per dire no allo sciacallaggio
istituzionale-mafioso, per riprenderci la terra, per riprenderci la
vita, per mandare a casa chi ci tiene al giogo attraverso false promesse
e un’apparato militare senza precedenti qui da noi. Siamo almeno 50.000
sfollati, non possono farci la guerra!
Fuori le lucine blu dal nostro territorio!
Non abbiamo bisogno di ronde, nessuno di noi ha più niente da perdere se
non il futuro. E gli uomini in divisa, armati fino ai denti non sono qui
per aiutarci, ma per proteggere il lauto banchetto, legato alla
ricostruzione, a cui non siamo stati invitati!
Lottare possiamo e dobbiamo, non abbiamo più niente da perdere, solo da
guadagnare!
No al G8!
Opponiamoci con forza a quest’altra passerella di potenti sulla nostra
terra: non ci porterà ricchezza, ce la ruberà, ci ruberà il nostro
patrimonio artistico, storico e culturale per piantare una bandierina
pietistica e pietosa made G8 sulle nostre macerie. Ben venga la
solidarietà quando è disinteressata, se non lo è diventa corruzione e
non può essere avallata, neanche da certa sinistra istituzionale e non,
che ingenuamente invita a “una forma di rispetto che non porti a
manifestazioni su questo territorio”.
E’ questo il territorio che ci appartiene, è qui che dobbiamo lottare
con forza, anche con manifestazioni e denunce, ma devono partire da qui
e ben venga la solidarietà da fuori, l’appoggio dei comitati popolari
contro le discariche o la TAV o della rete nazionale per la sicurezza
sul lavoro, o del sindacalismo di base, ma siamo noi abruzzesi i
protagonisti di quest’ultima sciagura e siamo noi, sulla nostra terra
che dobbiamo ribellarci allo sciacallaggio anche istituzionale.
Non ci interessano le tournée a Roma o altrove, se ci sono ben vengano,
ma siamo noi, inscidibilmente legati alla nostra terra, che dobbiamo
reagire e ricostruire il nostro futuro.
Ci dicono e ci diciamo che siamo “forti e gentili”, ma è il nostro
territorio duro, selvaggio e meraviglioso che ci ha plasmati così.
Rispettiamolo, questo territorio sarà forte e gentile con coloro che da
fuori vorranno darci solidarietà disinteressata e non coloniale.
Manifestiamo ovunque, ma manifestiamo anche e soprattutto qui.
Ma quale civile, ma quale protezione, Bertolaso è un servo del padrone!
Questo è stato gridato, a ragion veduta, al capo della protezione civile
presente al consiglio comunale straordinario dell’Aquila il 5.05.09.
Questo “saggio” funzionario dello Stato è stato infatti inquisito per
traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello
Stato. Questo “saggio” funzionario dello Stato ha sostenuto e sostiene
l’intervento di Impregilo (già sotto osservazione per infiltrazione
mafiosa e ora per il crollo dell’ospedale dell’Aquila) per lo
sversamento delle ecoballe tossiche nelle discariche di Chiaiano e per
la messa in funzione dell’inceneritore di Acerra.
Tutti questi signori non sono qui per noi, ma per “azzuppare il biscotto”
Beh, il biscotto azzuppatelo nelle vostre mutande, che alle nostre ci
pensiamo noi. Grazie per le tende inagibili, per la pasta scotta e il
cibo scaduto, grazie per le mutande, i calzettini, gli psichiatri e i
clown. La fase 1 adesso è finita
RIAPPROPRIAMOCI DEL TERRITORIO, BASTA CON LE PASSERELLE!
JETESENNE AFFANCULO!
Per una rete di soccorso popolare
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Cittadini del Golfo di Gaeta
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lunedì 27 aprile 2009
Il G8 a L’Aquila? L’ennesima boutade del Cavaliere
Con lo spostamento del G8 continua la speculazione mediatica sul dramma dell’Abruzzo
Ma siamo certi del risparmio e che così si rispettino i terremotati?

“Il cuore del G8, ……., sta sorgendo nell’area dell’Arsenale, recuperato nelle sue strutture storiche di pregio per diventare un moderno ed attrezzato centro congressuale. Nella stessa area, di fronte al porto rimesso a nuovo, sta per essere completato uno degli alberghi di standard qualitativo elevato destinati all’accoglienza degli illustri ospiti del summit, ricavato dalla completa ristrutturazione di edifici recuperati. Anche l’ospedale della Marina Militare dell’isola è stato trasformato ad uso alberghiero. Nell’area stanno sorgendo, sulla base di un piano particolareggiato dell’insieme dell’Arsenale, altre strutture per il G8, ……..
……Dal giorno successivo alla fine del G8,
Insomma un regalo fatto a suo tempo per la conquista elettorale della Sardegna e per riqualificare a scopi turistici un’area che sta molto a cuore al Premier –
Inoltre, checché ne dicano le autorità sarde con le loro larvate proteste, un G8 al
"Per la sola organizzazione avremmo dovuto tirare fuori altri 260 milioni di euro", spiega Bertolaso. La voce più consistente, quella per la sicurezza. Ora invece si parla di una somma che dovrebbe oscillare tra i 10 e i 30 milioni di euro.
Come se la sicurezza non sia più un problema. A
Questo perché si sta enfatizzando la caserma 'Giudice' della Guardia di Finanza. "Sostanzialmente si - spiega il capo della Protezione civile - Anche perché ogni giorno questo complesso riserva felici sorprese. Oltre ai 2500 posti letto in stanze da 4, abbiamo ad esempio scoperto anche la disponibilità di appartamenti, che consentiranno l'accoglienza anche dei capi di Stato, se la riterranno di loro gradimento.”
“Ma mi faccia il piacere!” (pensate a Totò leggendo questa frase!)
Come è possibile propinare una balla del genere se un vertice come il G8 significa solitamente circa 25.000 persone da mobilitare. Solo la delegazione americana è attorno al migliaio di persone! La caserma ospiterà tutt’al più i giornalisti! Con tutta la buona volontà per ridurre le delegazioni sarà comunque un problema sistemare tutti e garantirne la sicurezza. Sembra già, infatti, che buona parte dei Capi di Stati e di Governo e relativi seguiti risiederà a Roma e si sposterà in elicottero!
E se le scosse dovessero continuare?
Tutto questo trambusto, che si aggiunge al disastro del terremoto e del dopo terremoto, secondo voi significa avere rispetto del popolo abruzzese, per chi ha perso i familiari o la casa e vive sotto una tenda in attesa di un pranzo caldo e senza alcuna certezza per il futuro?
No, forse è soltanto l’ennesimo palcoscenico sul quale viene recitato un reality che ormai ha del grottesco! Il palcoscenico di una campagna elettorale che non trova mai fine.
Mi viene voglia di citare nuovamente Totò, per la precisione il famoso Pasquale di Totò, ma mi rendo conto che ormai c’è poco da scherzare.
Giovanni Nocella
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Cittadini del Golfo di Gaeta
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