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mercoledì 11 aprile 2018

Waterfront da 5 Stelle!

 
Già dalla presentazione fatta a dicembre scorso, avevamo capito di essere di fronte ad un progetto di Waterfront, quello proposto dall’Associazione La Marina Club, di ampio respiro che non rappresenta solo una semplice ridisegnazione della costa per renderla più funzionale alle esigenze di una città come Formia, ma che coinvolge molteplici aspetti tutti indispensabili per il rilancio della nostra città, sotto diversi punti di vista.
Il progetto presentato ieri alle forze politiche che si contenderanno l’Amministrazione Comunale il 10 giugno prossimo restituisce innanzitutto il mare alla città, entrambi da troppo tempo separati da una insensata anche se ormai indispensabile litoranea che di fatto da decenni priva Formia di una passeggiata a mare e di un contatto diretto con le attività marinaresche, oltre che, come abbiamo visto, con un patrimono archeologico di eccezionale interesse.
Ma c’è di più, molto di più. Innanzitutto, come detto, c’è la salvaguardia di un patrimonio archeologico e culturale unico nel suo genere, da troppo tempo in assoluto stato di abbandono, che opportunamente valorizzato può costituire un forte, fortissimo richiamo turistico, di cui la città ha estremo bisogno e che come ha sottolineato la prof.ssa Vincenza D’Urso può restituire il giusto equilibrio tra mare e monti che dovrebbe caratterizzare il nostro territorio, ma che nel contempo ha bisogno del necessario “rispetto” da parte di tutti noi. C’è poi il recupero di aree da destinare ad attività sportive (la vela in primis), ludiche, di intrattenimento e svago, tutte, anch’esse, di forte richiamo turistico, legate al mare. C’è l’opportunità di una razionalizzazione della cantieristica formiana, per aiutarla a ritrovare i fasti di un tempo e rilanciare un settore imprenditoriale che ben si inserisce in quella che per noi sarà una Formia a 5 Stelle, fatta non solo di cultura, sport, turismo e ospitalità, ma anche di piccole e medie imprese dei vari settori, di artigiani, del recupero di antichi mestieri che riqualificati e proiettati nell’era digitale potranno offrire nuovo lavoro ai nostri giovani.
C’è il recupero di aree di sosta per le auto, che integreremo con il resto del nostro Piano della Sosta per un Piano Mobilità finalizzato soprattutto al decongestionamento del centro città per renderlo usufruibile e vivibile per tutti.
C’è poi, non ultimo, il recupero di posti barca di piccolo e medio cabotaggio da mettere a disposizione di Formiani e non, per il rilancio di una diportistica degna di una città di mare come Formia, in alternativa al famigerato porto turistisco cd. “Ranucci” che rappresenterebbe secondo noi una vera jattura per la città ed uno scempio per l’intero Golfo di Gaeta e che ci auguriamo completamente affondato dalle pastoie burocratiche e dalla fumosità degli interessi di chi lo aveva promosso.
Essendo stati credo i primi come Meetup, e di ciò può darne conferma lo stesso Giovanni Di Russo, ad avere l’onore di aver esaminato e valutato il progetto ancor prima della presentazione di dicembre, avremmo potuto tentare di metterci il cappello sopra, ma non sarebbe stato corretto nei confronti di un progetto, e delle persone che lo promuovono, che è della Città e ad essa deve appartenere.
Ieri le diverse parti politiche presenti hanno espresso le loro valutazioni ed il loro apprezzamento sull’iniziativa, pur se con diverse sfumature, in particolare sugli aspetti organizzativi e finanziari.
Archiviato a quanto pare il parere favorevole della Sovrintendenza ai Beni Culturali, le diversità riguardano forse il coinvolgimento più o meno accentuato dei privati in un’iniziativa che a nostro giudizio deve rimanere totalmente nelle mani dell’Amministrazione Comunale che deve gestirla in proprio assumendosi la responsabilità di condurla con trasparenza e nell’esclusivo interesse comune, come è ormai consuetudine delle amministrazioni a 5 Stelle. Qualche dubbio è stato espresso in tema di finanziamenti pubblici in merito alla loro farraginosità e difficoltà di ottenimento, problemi secondo noi appositamente creati e voluti dal vecchio sistema di spartizione di potere e risorse economiche tipico dei partiti e che contiamo di superare grazie alla garanzia di avere un contatto diretto e disinteressato con i nostri portavoce in Regione, Parlamento e in Europa, che aiuterà sicuramente a coprire l’aspetto finanziario.
Chiunque, dunque, amministrerà Formia, ricordi le promesse di questi giorni! Noi cittadini di Formia vi controlleremo!
Per quanto ci riguarda, come affermato dal nostro candidato sindaco Antonio Romano, integreremo di certo questo progetto nel nostro Programma Amministrativo e ci auguriamo che anche altre forze politiche lo facciano, perché riteniamo che sia una iniziativa che possa solo fare bene per la città e ci adopereremo alla sua realizzazione, insieme agli altri progetti che ci stanno arrivando dalla comunità formiana, sia se saremo maggioranza di governo che opposizione.

lunedì 5 marzo 2018

Elezioni 2018: e adesso?

 
Dopo una nottata a contare voti come RdL fino al mattino nel seggio di Trivio ed un paio di ore di sonno di recupero, mi permetto una breve analisi del voto.
Innanzitutto, per sommi capi, i dati.
  • L’affluenza alle urne è di poco inferiore al 2013, ma allora si votò anche di lunedì. Comunque non c’è stato l’atteso recupero degli “indifferenti” alla politica! Ed è una sconfitta per tutti!
  • Il M5S si conferma la prima forza politica del paese, ma non basta per governare da soli e i nostri portavoce dovranno essere ora molto abili nelle loro proposte, Mattarella permettendo, senza perdere la propria identità e tenendosi pronti a qualsiasi soluzione, anche il ritorno alle urne, ma in tal caso c’è il problema dei due mandati.
  • Il centrosinistra perde clamorosamente, del resto come previsto! Il PD è ridotto definitivamente a 2° partito del paese e rischia di sfaldarsi definitivamente per cui si può ritenere completato il compito di Renzi che adesso sfanculerà tutti, si prenderà un po' di tempo e riemergerà tra qualche mese, magari a sostegno del centro destra o di un governo Gentiloni o chi per esso. Indubbiamente per Renzi un grande successo sul lungo termine!
  • Il centrodestra riemerge dalle rovine lasciate da Berlusconi, ma anche per loro non basta per governare e si ritrova con un nuovo partito prevalente nello schieramento, cioè la Lega che trionfa su FI, ed un nuovo leader tremendamente scomodo per tutti, la cui incapacità ed inabilità a governare nei fatti potrebbe essere estremamente pericolosa per il paese, anche se ha l’industria padana (probabilmente anche internazionale) alle spalle e tenterà una nuova “colonizzazione” del Meridione. Berlusconi, invece, ne esce ormai definitivamente “scaduto”!
Il resto è fuffa. Grasso e la Meloni contano come il due di picche, la Lorenzin dovrà mendicare un posto da qualche parte e come lei tanti altri, molti ormai semplici comparse.
Ora, cosa accadrà?
Il compito di Mattarella è apparentemente arduo, ma credo che tirerà dritto sulla strada tracciatagli da Napolitano, cioè fottersene dei risultati e andare avanti nel tentativo di arginare in qualche modo il M5S, ma a questo punto dovrà fare i conti anche con una Lega che potrebbe giocare qualche brutto scherzo, in molti sensi! Speriamo che il Paese in qualche modo imponga la propria volontà espressa per l’ennesima volta nelle urne!
La domanda da porsi però è innanzitutto: quanti del PD e degli altri partiti “perdenti” sono pronti a cambiare casacca e passare col centrodestra per fare un governo assolutamente negato da tutti in campagna elettorale? I precedenti fanno temere il peggio!
Cosa deve fare allora il M5S? Secondo me tirare dritto sulla proposta pre-elettorale, se Mattarella, ripeto, glielo lascia fare: presentarsi col proprio programma e la propria squadra di governo e cercare il punto di intesa e di confronto con le altre forze politiche, riportando il Parlamento e quindi i cittadini al centro del sistema democratico ed essere disponibile a cedere qualcosa sulle proposte, ma non sulle poltrone, pur di dare al paese le leggi che gli servono e comunque secondo i punti cardine del proprio programma. Se le proposte saranno ragionevoli, spetterà agli altri assumersi la responsabilità di rifiutarle di fronte al paese.
Due cose però andrebbero fatte immediatamente e comunque, secondo me:
  • la riforma della RAI, perché se il MoVimento non ha vinto in assoluto è grazie alla schifosa campagna denigratoria portata avanti per 5 anni da quello che dovrebbe essere un servizio pubblico, impedendo di fatto che quella parte di voto di protesta ed esasperazione che ha consentito il tronfo nel centrodestra della Lega, confluisse sul MoVimento;
  • la riforma del vincolo di mandato inteso come divieto a restare in Parlamento se si cambia casacca, così tutti dovranno attenersi dopo le elezioni a ciò che hanno detto prima di esse.
Comunque, il bello comincia ora, ma la strada del cambiamento è tracciata! Adesso andiamo a vedere cosa è successo in Regione Lazio!

mercoledì 14 febbraio 2018

Amministrative a Formia: stand-by elettorale per tutti, ma non per il M5S!

 
 
In un articolo apparso su “Golfo e Dintorni”, nella sua edizione di Febbraio 2018 distribuita gratuitamente, a firma di Raffaele Vallefuoco e Marcello Caliman, si fa un lungo elenco dei candidati del Sud Pontino che si presentano alle prossime elezioni politiche, sottolineando tra l’altro come le amministrative che si terranno a Formia siano chiaramente influenzate, addirittura”decise” secondo l’articolo, dall’esito appunto di regionali e politiche.
Infatti sono elencati numerosi amministratori e politici locali impegnati per il 4 marzo, con diverse speranze ed ambizioni, la cui elezione o non elezione influirà sicuramente anche sugli equlibri politici e le amministrazioni locali.
In particolare per Formia si afferma che la campagna elettorale per le amministrative è in un vero e proprio stand-by e le forze politiche in campo sono “pazientemente in attesa degli esiti delle elezioni regionali e nazionali”. “Non solo – si afferma inoltre - per una ragione di priorità…, ma anche e soprattutto per un calcolo attendista e fare e disfare le coalizioni secondo logiche, solo apparentemente locali, o anche solo come forma di paracadute”. Osservazioni giustissime che offrono una visione che sarebbe pienamente da condividere se non per un paio di errori: tra le forze politiche “attendiste” si cita il M5S, mentre ne vengono escluse le tre facenti capo a Paola Villa, Mario Taglialetela e Giovanni D’Angiò.
Il primo è un errore, diciamo così, “veniale” visto che quando il mensile è andato in stampa non si conosceva ancora la lista ed il candidato sindaco del M5S, anche se la procedura di selezione dei candidati ed i relativi tempi erano già noti da novembre. In realtà, quindi, a rettifica dell’articolo va detto che l’unica forza politica che ha realmente ed ufficialmente messo in campo il candidato sindaco e l’intera lista che sarà presentata alle amministrative a Formia è il Meetup del M5S, già al lavoro da mesi anche sul Programma e con l’ulteriore ennesima precisazione circa eventuali alleanze e coalizioni future: la lista civica del M5S non deve attendere alcun esito delle regionali e delle politiche perchè correrà da sola! 
Tutto ciò annunciato e realizzato ampiamente prima delle votazioni del 4 marzo e a prescindere dal loro esito, a dimostrazione che giochi, calcoli e accordi, palesi ed occulti, secondo una logica di conquista e spartizione del potere tipica della vecchia politica, non appartengono al MoVimento 5Stelle! E i paracadute li lasciano agli altri, quelli attaccati alle poltrone, visto che Paolo Costa, candidatosi al Senato e piazzatosi tra i “supplenti” e gli altri formiani che hanno partecipato alle “parlamentarie” del M5S non sono e non potranno più essere candidati alle comunali! E su questo non credo che se ne debba discutere ulteriormente!
Peraltro, da questa logica politica “tradizionale” (in senso negativo!) - e qui vengo al secondo errore questa volta sostanziale, rilevato nell’articolo - non possono essere esclusi i tre “maggiorenti” citati dagli articolisti, cioè Villa, Taglialatela e D’Angiò! Sarà vero, infatti che essi stanno al lavoro ed in campo per proporsi come Sindaco di Formia, gli ultimi due balzati alle cronache come candidati sindaci nelle ultime settimane, la prima in scena ininterrottamente su questo tema fin dal 2013, ma è altrettanto vero che si tratta di singoli personaggi autoproclamatisi candidati a Sindaco, certamente, mi auguro, con un loro seguito incerto ed indecifrabile, ma a tutt’oggi senza una lista ufficiale di candidati (e di alleati!) - sarebbe meglio, infatti, parlare di liste visto che tutti cercheranno di applicare i metodi di proliferazione e affiliazione elettorale della vecchia politica – e senza neanche un abbozzo di Programma elettorale, a differenza di un M5S già palesemente presentatosi con il suo Manifesto Politico già il 18 novembre scorso e recentemente con lista e candidato sindaco, a dimostrazione che chiarezza e trasparenza non sono per il M5S un optional!
E’ chiaro che anche questi tre siano probabilmente in attesa di capire quali saranno i futuri equilibri politici sia a livello nazionale che regionale, per sapere chi vince e se può o non può essere utile alla loro causa, e chi perde perchè magari può essere utile se riciclato a livello locale! Insomma, tutto secondo i consueti schemi, anche per chi si proclama a gran voce perno del cambiamento!
Ultimo appunto: tra i formiani vengono citati, oltre Paolo Costa, anche Maria Rita Manzo, Giuseppina Porceddu e Antonio Di Rocco, ma c’è un personaggio, a mio parere, che campeggia su tutti per la sua assenza nell’elenco e nell’articolo, un ”Innominato” del quale lascio alla vostra fantasia e perspicacia individuare nome, cognome e storia politica. Non è per caso che questo “desaparecedo”, se in Regione dovesse vincere un certo partito, nonostante le promesse renziste, ce lo ritroviamo in un qualche assessorato con portafoglio alla Pisana?

sabato 16 dicembre 2017

Il vero problema della vicenda Fucci.




Uno dei difetti della democrazia rappresentativa così come è stata "adattata" in Italia dai partiti negli anni è il consolidamento costante e crescente del potere nelle mani di pochi, che sono poi quelli che si sono arroccati nelle segreterie dei partiti trasformandoli da strumenti di partecipazione democratica in centri di potere. Per scardinare questo caposaldo dell'oligarchia dei partiti la Democrazia Diretta propone, tra gli altri principi che ne sono fondamento, quello dell'"alternanza", che comporta il costante ricambio tra i cittadini nelle cariche elettive, per evitare quindi che l'ebbrezza del potere possa dare alla testa dei singoli e danneggiare la collettività. Da qui, vista la mancanza di norme di legge sul tema, deriva la norma prevista dal M5S dei due mandati che tutti i ns. candidati portavoce, a tutti i livelli, conoscono, accettano e sottoscrivono.
Fabio Fucci, sindaco del M5S di Pomezia, ha provato se ho ben capito a far modificare la norma adattandola al suo primo breve mandato. Forse avrebbe dovuto sollevare il problema prima, lontano dalle elezioni, affinchè la cosa potesse essere valutata con più serenità, non a pochi mesi dalle elezioni. Se lo staff comunque non ha ritenuto che ci fosse oggi l'opportunità di procedere in tal senso, doveva semplicemente rispettare l'accordo sottoscritto, che non è stipulato solo con chi gestisce il simbolo del M5S, ma con l’intera collettività che questo simbolo rappresenta. Questo anche perchè, checchè ne dica qualcuno, i simboli hanno la loro importanza!
Ora ha senza dubbio il pieno diritto di decidere quello che vuole e quindi di ricandidarsi con una sua lista civica. La legge non glielo impedisce. Andrà per la sua strada che si separa, purtroppo per lui, inesorabilmente e, mi permetto di dire dall’alto della mia delusione, miseramente da quella del M5S.
E’ stato un buon sindaco per la sua città, anzi un ottimo sindaco, fiore all’occhiello dell’intero M5S. Solo poche settimane fa ne tessevamo le lodi durante la nostra Festa del Golfo. Purtroppo, ad una prova così delicata per la sua credibilità ha preferito anteporre il proprio io, la propria ambizione personale ad un progetto che è molto più grande ed importante di lui e della sua personale “carriera” politica. Non serve addurre a scusante che, nell’interesse della città, per completare il lavoro iniziato a Pomezia serve esperienza e capacità come quella che ha mostrato lui, peccando di presunzione, né tantomeno affermare che l’esperienza da Consigliere e Presidente del Consiglio Comunale di Adriano Zuccalà, candidato sindaco della lista del M5S alle prossime elezioni a Pomezia, non sia paragonabile alla sua da Primo Cittadino, contraddicendo sé stesso. Oltre che ad essere scorretto nei confronti di chi ha collaborato fino ad oggi con lui, Fabio Fucci infatti dimentica che lui veniva da un solo anno da consigliere dell’opposizione e senza alcuna esperienza di governo di una città!
Con la sua decisione Fucci ha gettato alle ortiche, almeno dal punto di visto etico, anni di limpida e meritevole attività politica. Come Pizzarotti.
Il vero problema però non sono i Fucci o i Pizzarotti, che come sono venuti così possono andare, causando certo qualche momentaneo danno al MoVimento, più per le speculazioni mediatiche che altro, senza comprometterne peraltro più di tanto il progetto politico sul lungo termine. Il vero problema sono gli elettori del M5S. Soprattutto coloro che hanno votato i Fucci e i Pizzarotti. Sono loro che devono essere certi di aver capito che dietro il successo dei loro sindaci a 5 Stelle non ci sono le capacità taumaturgiche di questi “primi cittadini”, ma un lavoro di squadra, frutto di un entusiasmo, di una volontà ferrea di cambiamento, di un modo diverso di approcciare la politica che sono marchio di fabbrica del M5S! Di un progetto politico che non ha eguali sulla scena politica italiana, che si fonda certo sulle capacità delle persone, ma che prescinde dai personalismi e li travalica, che trova nel rispetto delle poche, ma ferree regole della Democrazia Diretta la forza per contrastare l’onnipotenza dei partiti. Non so se i Fucci e i Pizzarotti riusciranno a replicare altrove tutto ciò. Temo invece che resteranno fagocitati dal sistema e con essi i loro elettori, come avvenuto per tutti coloro che hanno tradito la loro stessa parola data col M5S.
Sono i cittadini che alle prossime elezioni potranno e dovranno fare la differenza, per il vero cambiamento, confermando quella maturità politica di cui il paese ha bisogno, non i Fucci ed i Pizzarotti!

mercoledì 27 settembre 2017

Regionarie M5S Lazio, la possibilità di cambiare. Attenti a correnti, cordate e furbetti dell’ultim’ora.

Entro le ore 24.00 del prossimo 1° ottobre chi tra gli iscritti al M5S intende candidarsi alle elezioni amministrative della Regione Lazio con il M5S lo potrà fare seguendo i criteri di candidabilità e votazione resi noti nei giorni scorsi sul blog del MoVimento. La piattaforma Rousseau consentirà di procedere on line con la presentazione delle candidature e con la scelta dei candidati. Un traguardo importante per il riconoscimento del diritto di tutti gli iscritti alla autocandidatura e per la realizzazione del progetto, fondamentale per il M5S, di attuazione della democrazia partecipativa.
Sono previsti alcuni requisiti e condizioni da rispettare che rappresentano il minimo per garantire agli elettori, nei limiti possibili con l’attuale legislazione, l’integrità dei candidati e quindi degli eletti e la loro coerenza e fedeltà alla realizzazione del Programma del MoVimento. C’è solo da augurarsi che al più presto il M5S sia in grado di trasformare questi princìpi in norme di legge valide per tutti.
Credo che in questa prima fase di autocandidatura ciascun iscritto che ne abbia i requisiti debba sentirsi libero di farsi avanti, avendo valutato consapelvomente le proprie capacità e le responsabilità di cui dovrà farsi carico in caso di elezione. E’ una decisione importante da prendere in piena autonomia, nella massima serentità, senza pressioni o condizionamenti esterni. I “se” e i “ma” devono restarne fuori. Ciascuno di noi deve semplicemente chiedersi se si sente in grado di fare da portavoce dei cittadini secondo i principi del M5S, rispettandoli e attuandoli e, chiaramente, se lo vuole fare con coscienza e lealtà.
E’ da condannare quindi qualsiasi pressione, qualsiasi calcolo fatto col bilancino elettorale, volti ad interferire o impedire o condizionare la decisione personale di ciascun aspirante candidato, con l’intenzione magari di dare spazio alle ambizioni personali di singoli aspiranti candidati o ad eventuali correnti o cordate interne ai meetup o al MoVimento rispetto ad altre. Sarebbe l’anticamera della omologazione del MoVimento al partito tradizionale e probabilmente la sua fine. Non deve accadere a livello nazionale e neanche a livello regionale o comunale. Già in passato in alcuni casi si sono verificati conflitti interni che hanno impedito la certificazione di una lista. Stiamo attenti!
Dopo il 1° ottobre sapremo chi aspira a candidarsi e la palla passerà a tutti gli iscritti, che avranno il ruolo fondamentale di scegliere i propri candidati portavoce in Regione selezionandoli tra le decine di curricula che troveranno in rete. Ci saranno volti e nomi noti di chi già ha ricoperto il ruolo di consigliere regionale e intende riproporsi o dei parlamentari o sindaci e consiglieri comunali il cui mandato scadrà nelle prossima primavera e che intendono proseguire il loro impegno con un secondo mandato in Regione. Ci saranno però anche volti e nomi nuovi di tanti cittadini, per lo più attivisti, che vorranno proporsi ed aspirare al ruolo di portavoce. Questa è la democrazia secondo il M5S!
Quindi bando a qualsiasi tensione ed alle prevaricazioni, rispetto e massima solidarietà reciproci tra gli aspiranti candidati . Chi sarà scelto rappresenterà tutti e chi non ce la farà darà incondizionatamente il suo supporto ai portavoce candidati e a quelli eletti. Siamo una comunità che solo unita potrà vincere e tale dobbiamo restare.
Qui è in ballo la Regione Lazio. A tutti i cittadini a 5 Stelle del Lazio spetta dunque il compito non solo di candidarsi e scegliere i nostri portavoce, ma anche di verificare la regolarità delle nostre Regionarie e successivamente il rispetto del mandato elettorale.
Dobbiamo vigilare e non faremo sconti a nessuno!

venerdì 11 agosto 2017

La crisi idrica.....pensieri tra me e me, sotto la doccia.

 
- Che dici Giovà, a proposito di acqua, faccio anche io il mio bravo comunicato sul cosa si deve fare per risolvere la crisi idrica e sul come? Propongo anche io alternative ergendomi ad esperto di ingegneria idraulica e rabdomante? Li abboffo tutti quanti di chiacchiere, quisquiglie e pinzillacchere, contornati da appelli, sollecitazioni ed ammonimenti?
- Ma no, lascia perdere, ci sono tanti altri che lo stanno facendo egregiamente meglio di te e con maggior audience. Chi ti ascolterebbe? I politici? Scordatelo! Allora i formiani? Macchè, quelli passata l’emergenza smetteranno subito di lamentarsi, per timore che magari qualche politico amico loro si incazza per davvero e poi sono guai. Siamo prossimi alle elezioni comunali, chi vuoi che ti ascolti?
- Magari se dico che mi candido, o meglio, lo faccio capire... capisc ‘a mme.... forse qualcuno mi ascolterebbe, un bel programma ci sta, il MoVimento cresce, sai quanti posso convincere, in prospettiva...
- Ma qua’ prospettiva? Non farti illusioni, fai parte comunque del MoVimento e lo sanno tutti che col MoVimento di certi movimenti non se ne parla nemmeno! Ci sta Beppe Grillo che ti controlla, il codice di comportamento, ‘o Meetup…...Quindi…..
- Allora mi faccio una lista civica tutta mia! Un paio di laureati freschi freschi, qualche casalinga, un avvocato, due operai, qualche disoccupato, quattro scagnozzi che corrono per la città e un bel paio di fiche… che ci vuole a metterli insieme?
- E già e chi vi vota? E i soldi, chi te li da per fare una campagna elettorale vecchio stile? Se vuoi stare al loro gioco devi tirarti dento i capibastone, quelli che portano i voti, gli opinion leader, così si chiamano, così trovi i finanaziatori e devi promettere, promettere, promettere…..e ti devi pure mettere d’accordo, ma aumm aummm s’intende, con gli altri capilista e con i baroni locali, in modo che come va va, uno scranno per te c’esce comunque… e poi si vede. L’importante è entrare nel giro…….
- Ummmm, ci potrei provare, così poi una volta eletto caccio Acqualatina, ripubblicizzo l’acqua, riformo il trasporto pubblico, faccio un bel piano energetico, una lotta alla cementificazione di quelle cazzute…..
- O chiiiii? Ma aró t’abbie? E secondo te, ti fanno fare quello che vuo’ tu? E tutte le cambiali in bianco che devi firmare per farti eleggere, che fai te le scordi? Il giorno dopo che sei eletto t’azzannano i polpacci e non ti mollano più…. Sempre che vuoi fare carriera politica….se no ti fanno fuori subito….
- La carriera politica? E chi la vuole fare? Alla mia età poi…….ma allora non c’è speranza che cambi qualcosa?
- Giovà, sient’ a mme! Una speranza c’è, tu l’hai pure capito qual’è. Si chiama “democrazia diretta”, ci stai lavorando, bene o male, da dieci anni, ma devi coinvolgere tanta, ma tanta gente, di quella sincera ed onesta che come te non pensa alla carriera politica, ma si vuole mettere in gioco per cambiare davvero le cose e possibilmente in meglio, si capisce! Col MoVimento se po' ffa! Sient’ a mme! Ma in una città come Formia, ci vuole tempo. E’ ‘a gente ch’adda cagnà ‘a capa! Non è facile e a Formia a quanto pare dieci anni non bastano. Devi, anzi dovete, perché da solo non vai da nessuna parte, fare meglio e di più! E non pensare alle elezioni. Lascia spazio ai giovani e dai una mano al Meetup ad arrivare dove può, con coerenza e senza compromessi e abbi fede! Prima o poi….. come diceva quello... “add’a venì grillone!”
Mo’ esci da sotto la doccia, che l’acqua è poca, anzi scarseggia…...

giovedì 15 giugno 2017

I peccati capitali del M5S

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dall’ Editoriale di Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano del 14 giugno 2017.
 
"Grillo & C. hanno sbagliato a non partecipare alla lottizzazione della Rai, lasciando tutte e tre le reti ai Minzolini di Renzi, oltre a quelli di B. chez Mediaset. Se avessero occupato almeno una rete, potrebbero mostrare tutte le città sporche amministrate dal Pd (una a caso: Firenze) o dalla destra, così come Rai e Mediaset mostrano sempre e solo la Roma della Raggi, dipinta come sommersa dai rifiuti (balla sesquipedale) e assediata dai topi (che, per inciso, sono tutti maggiorenni o già in pensione). O potrebbero raccontare qualcosa sugli scandali Consip ed Etruria, molto cari alle famiglie Renzi e Boschi, dunque invisibili a reti unificate.
Grillo & C. hanno sbagliato a non candidare inquisiti, imputati e arrestati. Diversamente dal centrodestra di Trapani, che ha candidato il “civico” Mimmo Fazio, reduce dagli arresti domiciliari per corruzione, e il forzista Antonio D’Alì prescritto-assolto in appello per concorso esterno in mafia e in attesa della Cassazione dunque candidato sindaco più votato a Trapani (il primo è stato il più votato col 31,79% e oltre 10 mila voti, il secondo ha sfiorato il ballottaggio con 7800 voti). E diversamente dal centrodestra e dal centrosinistra di Catanzaro, che schieravano un indagato per ciascuno: Sergio Abramo, imputato per multe non pagate, e Vincenzo Antonio Ciconte, inquisito per Rimborsopoli, dunque entrambi al ballottaggio col 39,5 e il 30,9%, a scapito degli altri, colpevolmente incensurati.
Grillo & C. hanno sbagliato a restituire 48 milioni di finanziamenti pubblici e quasi 90 milioni fra diarie e rimborsi non rendicontati di parlamentari e consiglieri regionali. Se li avessero intascati, come fanno i partiti, avrebbero potuto spendere e spandere in campagne elettorali luculliane e magari comprare qualche bel pacchetto di voti.
Grillo & C. hanno sbagliato a presentarsi con le loro facce e il loro simbolo, anziché camuffarsi in un pulviscolo di liste civiche, anzi ciniche, come Pd e FI. O meglio ancora confluire in Ncd, come ha fatto il Pd a Palermo per non fare troppo schifo a Leoluca Orlando. O superarsi sull’esempio del Pd a Portici (Napoli), alleato di appena 13 liste. Compresa quella che schierava la madre di Noemi Letizia e un ex candidato de La Destra, celebre per una gita a Predappio sulla tomba del Duce il 28 ottobre 2013, anniversario della marcia su Roma.
Grillo & C. hanno sbagliato a respingere gli ex iscritti ad altri partiti. Altrimenti avrebbero potuto assicurarsi peripatetici di sicuro consenso come, a Palermo, Fabrizio Ferrandelli, passato da Orlando, Di Pietro e Vendola a B., Micciché e Cuffaro (che fino a poco tempo fa definiva “limitrofo alla mafia”), ovviamente contro il suo ex beniamino e pigmalione Orlando.
Grillo & C. hanno sbagliato a correre da soli, anziché imbarcare chiunque e coalizzarsi con chicchessia. Altrimenti oggi potrebbero concorrere da protagonisti al posto del Pd nel ballottaggio di Verona con una prestigiosissima candidata sindaca: non una putribonda figura come la Appendino o la Raggi, ma un giglio di campo come la senatrice ereditaria Patrizia Bisinella, nientemeno che fidanzata di Flavio Tosi, condannato definitivamente in Cassazione per istigazione all’odio razziale contro i Rom.
Grillo & C. hanno sbagliato a darsi la regola “due mandati e poi basta”, che ha tenuto lontano dalle liste non solo gli amministratori al secondo incarico, ma anche i tanti consiglieri regionali e sindaci al primo che vogliono giocarsi il secondo e ultimo in Parlamento, candidandosi alle politiche. Nessun problema invece per i partiti, dove vige la regola ferrea dell’“acchiappa più poltrone che puoi, anche contemporaneamente”, e dove l’unica causa di ineleggibilità è il decesso, purché certificato dal medico legale.
Grillo & C. hanno sbagliato a non arruffianarsi i cosiddetti “editori”, assecondando i loro affari e malaffari come le Olimpiadi di Roma, i piani regolatori su misura, gli appalti senza gara, i derivati con le banche e altre marchette. Altrimenti i giornaloni ora nasconderebbero la sconfitta dei 5Stelle come fanno con quella del Pd, e non si inventerebbero un’inesistente “spaccatura” dei 5Stelle in base a due o tre frasi anonime.
Grillo & C. hanno sbagliato a non intrattenere rapporti con Giuseppe Graviano che dunque, nelle sue conversazioni in carcere, non li cita mai, a vantaggio di B. e di vari politici dei vecchi partiti. E quelle citazioni, opportunamente oscurate o incasinate da tg e giornaloni per non farle capire, portano voti: infatti, Salvini a parte, l’unico che non perde voti (anche perchè li aveva già persi) è proprio B., più volte evocato dal boss stragista Graviano per certe cortesie ricevute e non adeguatamente ricambiate.
Ps. Forse l’ultimo esempio è sbagliato: se Graviano avesse detto di Grillo le cose che ha detto di B.&C., tg e giornaloni avrebbero improvvisamente scoperto la trattativa Stato-mafia, raccontando di tutto e di più anche con apposite maratone quotidiane non-stop. Affinché gli elettori, una volta tanto, sapessero e capissero.[…]

mercoledì 7 settembre 2016

Però, che bello il MoVimento 5 Stelle!

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/14100514_1193514550691992_6812987208649693953_n.jpg?oh=4913fd33184ea4a2a84a6c7b4dca620c&oe=5A0D0D9F
Per l’ennesima volta sembra travolto e strapazzato, a detta dei media, spaccato da intrallazzi, liti furibonde, pianti e attacchi isterici dei portavoce, da un Grillo che non parla perché imbufalito nero e con le corde vocali fuse per l’ira furibonda, da un massa scalmanata e urlante di sostenitori armati di clava o di machete a caccia di teste, pronti ad insultare tutti e nessuno e se è possibile a menarli. Insomma un’accozzaglia di gentaccia immonda che non capisce nulla di politica e non sa governare neanche la Capitale d’Italia e si azzuffano spietatamente tra di loro.
Per chi come me lo ha visto nascere, questo MoVimento, e lo ha visto crescere ed affermarsi nella politica italiana come nessun altro partito o movimento ha mai fatto ed al quale in questi anni ha dato il suo modesto contributo con sincerità e senza alcun tornaconto personale è una sofferenza atroce.
Dal profondo scalpita in un crescendo impetuoso un urlo spaventoso per mandare sonoramente tutti aff….! Poi all’improvviso un pensiero si fa largo nella mente, fulminante ed illuminante. Fermi tutti, questo è un deja vu! Questo clima di caccia alle streghe, questo lurido linciaggio mediatico, noi, dei 5 Stelle, lo abbiamo già vissuto, subìto, decine di volte, fin da quando, nei primi Meetup parlavamo di Liste Civiche e di Democrazia Diretta e ci dicevano che eravamo dei pazzi illusi. O di quando sui vari network litigavamo con chi sbeffeggiava gli Amici di Beppe Grillo dandoci pochi mesi di sopravvivenza.
Allora ricaccio indietro l’urlo, mi guardo un po' intorno sui social e leggo di gente che incita la Raggi ad andare avanti, perché un errore nelle nomine di qualche assessore o dirigente, nella politica romana resa subdola e infida dai partiti, ci può anche stare e non può, non deve travolgerti, cara Virginia. Leggo e ascolto “eletti” che lasciano qualsiasi cosa stiano facendo e si riuniscono, per ore, come spesso altre volte hanno fatto, per capire dove hanno sbagliato, come devono procedere, che litigano e magari si prendono pure a male parole, come si fa tra i migliori amici. E sono pronti a chiedere scusa ai loro elettori, per quelle che il grande Totò chiamerebbe quisquiglie, pinzillacchere! Avete mai sentito un esponente di un qualsiasi partito chiedere scusa per le frodi, le corruzioni, gli imbrogli, le ruberie, le bastardate che lui e quelli come lui hanno commesso a vagonate negli ultimi decenni?
Riprendo fiato e vedo un MoVimento che è vivo, palpitante, fatto di passione politica, di gente entusiasta, decisa, che si preoccupa di quello che può accadere, che non si vergogna dei suoi eletti come gli elettori dei partiti, ma ne è orgogliosa, che mostra con rabbia tutta la voglia che ha di cambiare davvero questo schifo di paese. Senti amici che ti chiamano, preoccupati: e adesso? che succede? Grillo che dice? Ma è vero o sono le solite bufale del PD? Tu che ne pensi? Ma stai a sentire l’Unità?
E intanto vedo le facce dei piddini e di quelli degli altri partiti e dei loro accoliti trasformarsi. Fino a poco prima gongolanti, boriose, pregne della maligna soddisfazione di aver forse messo finalmente all’angolo l’avversario, non un normale competitor facente parte della loro razza, ma il nemico pubblico numero uno della partitocrazia italiana, quello che se continua a vincere …. so’cazzi pe’ tutti!
Poi le vene dei loro colli si gonfiano, i visi si fanno paonazzi, gli occhi si iniettano di sangue, la bava comincia a colare dalle loro bocche ormai ridotte a delle fetide cloache… urlano, strepitano, ma Virginia è ancora lì, Luigi pure e tutti gli altri con loro, più forti e determinati di prima, le piazze dei 5 Stelle continuano a riempirsi e i sondaggi…. oddio i sondaggi….. forse hanno perso qualcosa al culmine della campagna di diffamazione… ma già stanno riguadagnando tutto, e vanno avanti… e il referendum si avvicina …...e pure, inesorabilmente, le elezioni politiche……
Però, che bello il MoVimento 5 Stelle! 
 

venerdì 29 luglio 2016

Cena sotto le stelle: una bruschetta con Paola Villa.

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13782023_1161026853940762_4211889375927793533_n.jpg?oh=bccde92c707258bd446e3cb2ae4ad9ed&oe=59DA042APremetto che in questa sede esprimo mie personali considerazioni a integrazione di quanto ho affermato ieri durante la Cena sotto le Stelle promossa dal Meetup di Formia 5 Stelle a Vindicio su un preciso tema del quale si è discusso, a beneficio soprattutto per chi ieri non ha partecipato all’evento e per rispetto degli iscritti al M5S e dell’intero elettorato formiano. 
Impostata inizialmente come un incontro informale tra attivisti e simpatizzanti per chiacchierare tra amici su alcuni prossimi impegni del M5S, la serata ha assunto un risvolto imprevisto per la inaspettata presenza al nostro tavolo di una protagonista della vita politica della città esterna al M5S, parlo cioè di Paola Villa. Naturalmente non c’è stato alcun problema per la sua presenza visto che il Meetup è un organismo aperto a tutti e che qualcuno di noi aveva pensato opportuno invitarla, pur non avvisando gli altri, anzi la situazione è stata occasione utile per chiarire alcuni aspetti nei reciproci rapporti tra due forze politiche, per così dire, emergenti in città.
Ne è scaturita una chiacchierata a più voci degli attivisti con Paola durante la quale sono emersi due principali sue considerazioni. Da un lato la conferma della sua assoluta indisponibilità, già nota fin dal 2013, a far parte del M5S in quanto, pur condividendo quasi tutto del MoVimento, una cosa non accetterà mai ed è la presenza di Beppe Grillo nel MoVimento e le sue probabili, a suo dire, interferenze con la politica della città. Al riguardo abbiamo ribadito ieri sera che per l’esperienza maturata da tutti noi attivisti la motivazione addotta è assolutamente campata in aria perché nessuno di noi ha mai avuto sentore o notizia di interferenze di alcun genere da parte di Beppe o dello Staff nella formazione delle liste, sia a livello locale che regionale che nazionale, nella stesura dei programmi elettorali e nella gestione amministrativa delle città. Grillo se interviene, si limita a garantire per quanto possibile tutti gli iscritti a che nel MoVimento non entrino infiltrati e furbetti e a metterne fuori quelli che si rivelino tali ad elezione avvenuta. E’ cioè un valore aggiunto al M5S che non è sintomo di sudditanza, ma di garanzia, per quanto possibile vista l’assoluta assenza di norme legislative che tutelino la partecipazione diretta dei cittadini promossa dal M5S, del rispetto delle regole che nel M5S tutti accettiamo e che ci differenziano da tutte le altre forze politiche. A mio giudizio, come ho ribadito ieri sera, la supposizione di Grillo padre-padrone del MoVimento non è né più né meno che un alibi, sicuramente enfatizzato, addotto per non sottomettersi alle stringenti condizioni di fedeltà agli impegni assunti con gli elettori poste dal M5S per le candidature. Al contrario mi chiedo come si fa a sostenere, come fa Paola, in contrapposizione ad una lista civica del M5S, la validità e l’efficienza di una lista civica a carattere esclusivamente cittadino, isolata rispetto alle altre realtà politiche territoriali e nazionali, focalizzata sulla personalità e centralità del candidato sindaco che in pratica non risponderebbe, a garanzia dell’elettorato, né ad una tanto da noi deprecata segreteria di partito, nè allo Staff del M5S, ma neanche, vista l’attuale legge elettorale comunale, ai cittadini, se non una tantum dopo cinque anni! Insomma l’uomo solo al comando, anzi in questo caso la donna! Come vogliono i Napolitano, i Renzi , i De Luca e contro il quale il M5S lotta fin dalla sua nascita!
Idea ancor più inaccettabile, a mio giudizio, se posta in relazione alla seconda considerazione, per me ancor più grave e sintomatica, su una nuova ipotesi politica in base alla quale, secondo Paola, si potrebbe andare, tutti insieme per il bene della città, alle elezioni con una griglia di quattro o cinque liste collegate, con le quali andare incontro alla particolarità dell’elettorato formiano, per intercettarne quanti più voti possibile, scendendo in pratica anche noi sullo stesso campo di gioco e secondo le regole dei Forte. dei Bartolomeo e compagnia bella, nei quali loro sono maestri e sicuramente vincenti!
Confluendo poi su quale candidato sindaco non è stato detto, ma un’idea personalmente me la sono fatta lo stesso, secondo un copione che ricalca quello del 2013!
Insomma un gruppone di liste di cui dovremmo far parte anche noi come M5S che invece, è notorio, in tutte le occasioni elettorali a qualsiasi livello si è sempre presentato con la Lista Unica, senza apparentamenti e accordi pre-elettorali, proprio per rompere con i metodi più deprecabili di un vecchio modo di fare politica, contiguo al clientelismo ed al voto di scambio! Senza contare le cambiali in bianco che come M5S andremmo a sottoscrivere senza neanche saperlo nei confronti dei candidati delle altre liste apparentate!
Ma stiamo scherzando? E dov’è il cambiamento? Noi stiamo lottando per una rivoluzione culturale, che è presupposto essenziale affinché la realtà politica, sociale ed economica italiana possa cambiare davvero, per la quale occorrerebbero probabilmente almeno un paio di generazioni e che in Italia è stata accelerata solo grazie a Grillo e Casaleggio. Se a Formia tutto ciò non verrà recepito, pazienza, i formiani voteranno Forte, Bartolomeo, o Villa o chi per essi e si terranno un sindaco vecchia maniera che risponderà alle vecchie regole del gioco e noi continueremo a lavorare sul territorio e sulle coscienze nel tentativo di cambiarle, le regole, a favore dei cittadini, con il paese che intanto andrà avanti a 5 Stelle!
E pensare che tutto il discorso ieri era nato dalle critiche di una nostra attivista sull’inadeguatezza, secondo lei, del nostro attivismo a livello territoriale nel campo delle relazioni sociali. Siamo finiti col discutere con Paola non di iniziative e suggerimenti pratici per interfacciarci con i cittadini, ma di liste ed accordi pre-elettorali! E poi siamo noi quelli che la buttano sempre in politica? Bah!

domenica 8 maggio 2016

PD e M5S: i fatti di Livorno e la Questione Morale.

 A LIVORNO le indagini giudiziarie sull'Aamps riguardano tutta l'attività della municipalizzata degli ultimi anni fino al deposito delle carte in Tribunale da parte dell'amministrazione di Nogarin e la richiesta di concordato. Logico quindi che coinvolgano anche gli ultimi titolari della gestione del bilancio del Comune cioè assessore al bilancio e sindaco pro tempore, per cui credo che le informazioni di garanzia da questi ricevute siano da considerare un ATTO DOVUTO. E' chiaro infatti che le responsabilità del dissesto sono essenzialmente degli amministratori precedenti (del PD), verso i quali pendono le accuse più gravi di cui nessun Tg o esponente del PD parla, così com'è possibile che gli amministratori del M5S possano aver commesso anche loro, in tanto bailamme, degli illeciti. E' necessario quindi, come opportunamente sostengono i 5 Stelle, conoscere la natura dell'atto e soprattutto capire se ci sono FATTI realmente imputabili a sindaco ed assessore del M5S, prima che il M5S si esprima sulle loro dimissioni. Il problema vero, però, sta nel fatto che si tratta, appunto, di amministratori del M5S, per cui le "vajasse" del PD hanno colto subito l'occasione per scatenarsi in un susseguirsi frenetico di urla, accuse , battute più o meno ironiche e sarcastiche, tutte gongolanti per l’opportunità, più unica che rara, di togliersi i macigni che hanno nelle scarpe. Lasciamole fare, ogni tanto uno sfogo è opportuno per scaricare la tensione e quelli del PD di tensione ne stanno accumulando davvero tanta in questi ultimi mesi, grazie al fiato sul collo dei 5 Stelle nei loro confronti, visti i rinvii a giudizi e le carcerazioni dei loro amministratori, e l’incalzare elettorale crescente del M5S. L’accusa principale, soprattutto verso Grillo e “direttorio”, è di avere un duplice metro di giudizio: giustizialisti nei confronti degli altri, garantisti per i loro. In verità l’accusa nascerebbe dal fatto che il PD, a differenza del M5S, è garantista verso tutti, M5S compreso, almeno cosi loro dicono, salvo poi ad andare a Quarto ad inscenare una plateale manifestazione in piazza per chiedere le dimissioni della Capuozzo, contestandole quando poi vennero chieste dal M5S, o a “sciacallare” su altri episodi strumentalmente gonfiati ad arte, tipo servizio delle Iene a Bagheria o inceneritore di Parma o altre “balle” mediatiche sui 5 Stelle (vedi ultimamente tutte le fregnacce sulla Raggi!) . La realtà è che queste due principali forze politiche operanti sulla scena nazionale, rispetto alle vicende giudiziarie che possono coinvolgere esponenti politici che ricoprono cariche istituzionali, hanno chiaramente un metro di giudizio assolutamente differente. Il M5S ritiene che di fronte alla evidenza di fatti indiscutibili, tipo intercettazioni o documentazioni incontrovertibili o dichiarazioni ed ammissioni spontanee, anche a prescindere da eventuali avvisi di garanzia, che compromettano la trasparenza e la credibilità sua o della forza politica cui appartiene o dell’istituzione che rappresenta il politico debba dimettersi, rimettendo, in caso di cariche elettive, il giudizio ai cittadini, nel rispetto di un codice etico politico del quale il M5S è portatore. Il Pd invece non si sogna assolutamente di imporre un comportamento etico ai suoi amministratori pubblici, preferendo l’attesa del terzo grado di giustizia o comunque una sentenza definitiva per prendere delle decisioni sulla opportunità o meno delle dimissioni dalle cariche pubbliche. Dimissioni che comunque, quando non imposte per effetto di legge, sono lasciate alla discrezionalità del soggetto interessato, vedi ad es. il recentissimo caso Lodi o le decine e decine di casi nei quali gli amministratori inquisiti ed a volte condannati, di qualsiasi parte politica eccetto il M5S, restano al loro posto nel più assoluto menefreghismo. Cito ad es. Galan, De Luca, Formigoni, Soru, Satta in Sardegna ecc. ecc. per non parlare della telenovela giudiziaria di Berlusconi, che se non era per il M5S stava ancora seduto in Parlamento! Sono certo che anche il clamore (isterico) del PD sul caso di Livorno e di Nogarin, si trasformerà a breve in un boomerang, perché i casi sono due. O Nogarin ha davvero commesso qualcosa che viola il Codice etico politico del M5S ed allora, indipendentemente dall’esito e dalle lungaggini dell’inchiesta giudiziaria, vedrete che si dimetterà dando prova di trasparenza e correttezza, a differenza dei PD. Oppure non c’è alcuna sua responsabilità ed allora le sbavanti préfiche del Pd faranno bene ad andare, per l’ennesima volta, a nascondersi in attesa della prossima bufala mediatica anti-M5S. Codice etico si, oppure no. Questione Morale si, oppure no. Questa la differenza tra M5S e PD.

venerdì 25 marzo 2016

Il M5S e le liste non certificate.


 


E' molto grave a mio giudizio che anche in realtà territoriali del MoVimento ormai consolidate, come nei comuni cui è stata recentemente negata la certificazione da parte dello Staff, siano state presentate più liste da certificare. Certamente la questione della composizione delle liste del M5S a livello locale va affrontata seriamente a livello collettivo in modo da avere poche ma chiare regole valide per tutti e sarebbe opportuno che la possibilità del ricorso al voto online venga esteso a tutti i comuni, anche il più piccolo. Sono impegni questi che il “direttorio” e tutti noi dovremo affrontare al più presto stando bene attenti ad evitare formule partitiche. In attesa di una “codificazione” possibilmente condivisa e non calata dall'alto basterebbe però applicare già in ciascun meetup le semplici regole della Democrazia Diretta, quali ad es. il diritto alla partecipazione per tutti, il rispetto reciproco, la discussione e condivisione delle decisioni, il rispetto reciproco del rapporto maggioranza/minoranza, l'alternanza nella copertura dei vari ruoli ed evitare assolutamente la presentazione di più liste in concorrenza tra loro.
Il Meetup non deve essere inteso come uno strumento politico da utilizzare solo a fini elettorali, come purtroppo sovente accade con la nascita di meetup a ridosso delle elezioni, perchè si corre il rischio di limitarsi alla sola sfera elettorale e di uniformarsi ad un qualsiasi partito, con strumentalizzazioni personali, divisioni, correnti, per non parlare del rischio delle possibili infiltrazioni e manipolazioni, eventi tutti che potrebbero portare poi a conseguenze ben più gravi dal punto di vista operativo e di immagine nel caso di sempre più probabili successi elettorali. Quando all'interno di un Meetup si rompe il dialogo tra gli iscritti per cui da un lato si procede ad espulsioni per motivi di diversità di opinioni o dall’altro si“sbatte la porta” quando non si condividono le scelte della maggioranza, con apertura di un altro o più Meetup in una stessa città, o si fanno manovre per favorire questo o denigrare quell'altro, vuol dire che si stanno negando i principi di partecipazione democratica che sono fondamento del M5S. La Democrazia Diretta, della quale il M5S è promotore, soprattutto in una fase come quella attuale nella quale non ci sono leggi che ne garantiscano il rispetto, è molto difficile da applicare ed è facile che tra noi italiani, da decenni assuefatti alla delega e ai leader e non abituati alla partecipazione democratica spuntino prevaricazioni, personalismi, protagonismi e le riunioni dei meetup si trasformino in assemblee condominiali dove il “mio” deve prevalere sul “tuo”. Dobbiamo invece imparare a ragionare col “noi”! Il meetup deve essere una palestra nella quale gli attivisti del M5S devono esercitarsi alla Democrazia Diretta. Se non ci si riesce a livello di meetup, come si può pretendere di applicarla e di farla rispettare a livello comunale?
Il Meetup deve essere innanzitutto occasione e opportunità di una rivoluzione culturale da attuarsi giorno per giorno nella vita di tutti noi, per la quale a quanto pare occorrono anni, basata sulla partecipazione di tutti e su decisioni discusse e condivise, alla cui base c'è un nuovo modo di fare e condividere l'informazione. Ed è giusto ed opportuno, a mio giudizio, che lo Staff di fronte all'evidente fallimento a livello locale, derivante dalla presentazione di più liste, dell'applicazione di principi che sono base e fondamento del MoVimento si prenda la responsabilità di porre un argine a questa pericolosa deriva. I protagonisti locali di queste vicende, indipendentemente da chi ha o pretende ragione, da chi è prima e chi dopo, dovrebbero solo fare mea culpa e assumersi la responsabilità del fallimento di fronte alla cittadinanza privata di una lista a 5 Stelle e ricominciare tutto daccapo cercando con umiltà la via del dialogo e della collaborazione e cercare di crescere dal punto di vista democratico, anzichè scaricare sullo Staff le loro incapacità.
Voglio ricordare poi che i Meetup, pur essendo parte essenziale e fondante del M5S non sono il MoVimento, che può esprimersi anche attraverso altre e molteplici realtà al di fuori di essi e nessun Meetup può arrogarsi la pretesa di identificarsi in via esclusiva, a livello comunale, con la lista da presentare alle amministrative, che non può che essere una e una sola soltanto e deve essere espressione di tutti i cittadini iscritti al Movimento in quella città, non di un singolo Meetup. Detto questo, laddove gli interessi e le opinioni divergano in maniera inconciliabile tanto da rendere necessaria e addirittura operativamente positiva la proliferazione di un nuovo Meetup sarebbe bene che ognuno di quelli operanti nello stesso comune, ai fini di una costruttiva azione sul territorio, proceda sulla propria strada fatta di attivismo ed iniziative concrete senza interferire, ostacolare o contrapporsi all’attività dell’altro o degli altri, privilegiando il dialogo e la collaborazione sui punti e le iniziative in comune. In fase elettorale il loro ruolo non è quello di candidare ciascuno i propri iscritti, ma di collaborare tutti insieme alla costruzione di un unico Programma Amministrativo ed alla identificazione, fra tutti gli iscritti ad una certa data al MoVimento e a prescindere dalla loro iscrizione al singolo meetup, dei potenziali candidati verificandone in prima battuta i requisiti morali ed il rispetto dei canoni prescritti dal M5S. La scelta definitiva dei componenti della lista, in base al loro curriculim, spetta a tutti gli iscritti al MoVimento ed anche qui io porrei una anziantià minima di iscrizione onde evitare cordate ed infiltrazioni.
I pettegolezzi, le urla, le accuse e gli attacchi personali, le delazioni, le zuffe pre e post elettorali lasciamoli ai partiti, perchè non appartengono al M5S.
 
Giovanni Nocella - Attivista Meetup Formia 5 Stelle


martedì 11 agosto 2015

Grillo, il MoVimento e l'immigrazione.

    A beneficio di chi cerca di capirci qualcosa nell'ennesima diatriba alimentata in questi giorni dai media di regime su Grillo e l'immigrazione, prima di emettere giudizi affrettati e sommari e magari un po' di parte, mi permetto di dare un mio contributo facendo alcune considerazioni sulle regole suggerite da Bertola sul blog di Grillo. Naturalmente, valutatele come meglio credete.

    I quattro “suggerimenti di Bertola”:
  1. Giro di vite sui permessi di soggiorno. In sostanza si chiede maggiore attenzione sul rilascio dei permessi che in Italia vengono rilasciati anche a chi in altri paesi europei non verrebbe accolto. Motivo? Non solo per adeguarci all'Europa, ma soprattutto perché questo sistema alimenta volenti o nolenti il business dell'accoglienza!
  2. Rimpatrio anche “forzoso” di chi non è autorizzato a stare in Europa. Nella realtà italiana gli “espulsi” non lasciano per niente affatto il paese, ma restano in Italia. Però, essendo clandestini, non possono cercare casa e trovare lavoro, ma non possono neanche andare nel resto d'Europa e restano a vegetare nel lager dell'accoglienza oppure ne scappano e vanno ad alimentare il sottobosco del lavoro nero e dei fitti irregolari, dei vucumprà illegali, dello spaccio di droga e della prostituzione, della delinquenza in generale, delle periferie delle città. Come al solito chi critica dà peso forse solo alla parola “forzoso”, interpretandoila come forma di violenza e sopruso verso i più deboli, ma non al rispetto delle leggi che ci siamo dati!
  3. Iter veloce per valutare i ricorsi degli immigrati contro il diniego di accoglienza. Il ritardo cronico delle attuali procedure consente (o meglio costringe) all'immigrato giudicato clandestino di rimanere ugualmente in Italia fino all'esito del ricorso. Poiché esse impiegano anche anni per la risposta il clandestino, ma anche chi ha subìto un errore di valutazione ed avrebbe diritto all'asilo, continuerà ad affollare i lager dei centri di accoglienza e per di più pagheremo per lui oltre il soggiorno (alle cooperative) anche le spese legali (agli avvocati). Secondo voi chi ne trae vantaggio da questo casino?
  4. Sorveglianza più stretta dei centri di accoglienza. Si tratta di applicare semplicemente le norme di vigilanza e prevenzione che le cooperative cui è affidata l'accoglienza dovrebbero rispettare e per le quali probabilmente sono anche pagate. In questo caso, secondo voi, contro chi è puntato il dito?
In sintesi, per deduzione logica, chi critica queste proposte dunque vuole:
  1. Che vengano violate le norme italiane ed europee che distinguono tra rifugiato con dirito ad asilo e immigrato senza diritto di asilo;
  2. che l'espulsione e di conseguenza il diritto di asilo continuino ad essere una farsa a beneficio del buonismo di facciata di PD e soci  e soprattutto dell'industria dell'accoglienza e della macchina della delinquenza, organizzata e non;
  3. che i centri di accoglienza continuino ad essere affollati all'inverosimile di “espulsi” succhiando soldi agli italiani;
  4. che i centri di accoglienza continuino ad essere focolaio e rifugio della delinquenza immigrata, mettendo a rischio la tranquillità degli italiani.

In sostanza chi critica queste proposte vuole che si continui ad ingrassare chi mangia a danno degli Italiani sul problema dell'immigrazione,  ivi compreso, a quanto pare, i centri religiosi che gestiscono l'accoglienza, viste le rimostranze suscitate dalle suddette proposte nei Vescovi italiani ed esternate con tanta arroganza dal Segretario Generale della Cei! E, naturalmente, che si continui a votare PD (Partito Democattolico)!
In linea generale, insomma, assistiamo , secondo me, all'ennesimo tentativo di demonizzare il M5S accomunandolo alla Lega in un unico calderone di irresponsabili, disumani, razzisti, fascisti eccetera eccetera. Insomma la solita storia della diffamazione ad ogni costo di Grillo e del MoVimento, senza che alcuno dei giornalisti di regime metta in evidenza gli illeciti, le illegalità, le frodi, le omissioni da cui prendono stimolo le proposte di Bertola in questo caso e del M5S in genere. Continuano a guardare al dito e non alla luna! Nessun commento invece a quanto pochi giorni prima è stato pubblicato  sullo stesso blog di Grillo che invito a leggere e che puntava per l'ennesima volta il dito contro gli affari sporchi che l'industria dell'accoglienza alimenta in Italia!

Giudicate voi!

rif.
http://www.beppegrillo.it/2015/08/quattro_proposte_sullimmigrazione_di_vittorio_bertola.html
http://www.beppegrillo.it/2015/08/i_clandestini_sono_il_nuovo_oro_nero.html

venerdì 26 luglio 2013

Crack Italia: i numeri li dà Di Battista!

Mentre il Governo Letta procede, come i precedenti, a colpi di fiducia delegittimando la centralità democratica del Parlamento e l'attuale maggioranza si prepara da partito unico ad un vero e proprio golpe costituzionale, il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista ha scritto uno sconvolgente messaggio su Facebook. Invitando tutti a condividerlo. Sono numeri tragici quelli messi nero su bianco dal deputato. Ecco di seguito il messaggio: 
 
Facciamo diventare VIRALE questo post ragazzi. Condividiamo come non mai, lo stiamo facendo tutti quanti! 
 
Napolitano blinda il governo e nasconde i conti sotto il tappeto. Per la prima volta nel suo mandato, il presidente della Repubblica ha incontrato il ragioniere generale dello Stato. Perché? Ve lo diciamo noi: 

- Debito pubblico: record a 2.074 miliardi, veleggiamo verso il 130% del Pil

- Debito aggregato di Stato, famiglie, imprese e banche: 400% del Pil, circa 6mila miliardi

- Pil: atteso un altro -2% quest'anno. Si aggiunge al -2,4 del 2012

- Rapporto deficit/Pil: 2,9% nel 2013. Peggioramento ciclo economico Imu, Iva, Tares, Cassa integrazione in deroga lo portano ben oltre la soglia del 3%

- Prestiti delle banche alle imprese: -5% su base annua nei mesi da marzo a maggio. In fumo 60 miliardi di prestiti solo nel 2012

- Sofferenze bancarie: a maggio sono salite del 22,4% annuo a 135,5 miliardi

- Base produttiva: eroso circa il 20% dall'inizio della crisi

- Ricchezza: bruciati circa 12 punti di Pil dall'inizio della crisi. 200 miliardi circa

- Entrate tributarie: a maggio -0,7 miliardi rispetto allo stesso mese di un anno fa (a 30,1 miliardi, -2,2%). Nei primi 5 mesi del 2013 il calo è dello 0,4% rispetto ai primi 5 mesi del 2012

- Gettito Iva: -6,8% nei primi 5 mesi del 2013, un vero disastro

- Potere d'acquisto delle famiglie: -94 miliardi dall'inizio della crisi, circa 4mila euro in meno per nucleo

- Disoccupazione: sfondata quota 12,2%, dato peggiore dal 1977

- Disoccupazione giovanile: oltre il 38%

- Neet: 2,2 milioni nella fascia fino agli under 30, ragazzi che non studiano, non    lavorano, non imparano un mestiere, totalmente inattivi

- Precariato: contratti atipici per il 53% dei giovani (dato Ocse)

- Ammortizzatori: 80 miliardi erogati dall'Inps dall'inizio della crisi tra cassa integrazione e indennità di disoccupazione.
 

giovedì 25 luglio 2013

Il M5S chiede al Comune di Formia l’emanazione dei Regolamenti per gli Istituti di Partecipazione popolare


Prende formalmente il via l’operazione “Fiato sul Collo”del M5S con la nuova amministrazione.

“Fiato sul collo” sull’Amministrazione Bartolomeo:  è quanto avevano promesso in campagna elettorale i candidati della Lista del MoVimento 5 Stelle a prescindere  dal risultato elettorale e infatti, a poche settimane dall’insediamento della nuova Giunta, il gruppo di attivisti del M5S facenti capo al Meetup di Formia ha protocollato questa mattina la prima iniziativa istituzionale nei confronti  della nuova amministrazione.
Dopo le dichiarazioni di sostegno alla proposta dell’Associazione Caponnetto per l’istituzione di un osservatorio comunale contro le illegalità e la proposta informale di deliberazione per la disciplina delle sale giochi, arriva il primo atto formale: la petizione, firmata da alcuni cittadini formiani,  per la emanazione del Regolamento di attuazione degli Istituti di Partecipazione popolare dei cittadini all’amministrazione locale.
In particolare ci si riferisce ai  Regolamenti di attuazione delle disposizioni previste dall’art. 17 e 18 dello Statuto Comunale relative alle modalità di presentazione e le procedure per l'esame di ammissibilità di istanze e petizioni, nonché  delle Proposte di delibera ad iniziativa popolare. Si tratta in entrambi i casi di un atto dovuto, reso obbligatorio  dal T.U del 2007 sulla Disciplina degli Enti Locali e dallo stesso Statuto, dei quali, invece, ad oltre sei anni dall’entrata in vigore del nuovo T.U., non c’è alcuna traccia negli atti del Comune di Formia. Pertanto, il MoVimento 5 Stelle invita con questa petizione l’Amministrazione Bartolomeo a colmare questa lacuna, promuovendo una delibera importante che agevola la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa della città.
Il MoVimento 5 Stelle mette dunque in mora l’Amministrazione che  ha ora  60 giorni di tempo per deliberare in merito ed evitare la denuncia al TAR.
Si tratta del primo atto formale con il quale gli attivisti di Formia intendono  adoperarsi per realizzare uno degli obiettivi fondamentali del MoVimento 5 Stelle: la partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della loro città, dimostrando altresì che la partecipazione politica può essere espletata anche senza sedere in Consiglio Comunale. Altre iniziative seguiranno, infatti,  finalizzate da un lato ad un sempre maggior coinvolgimento dei cittadini, sia per la individuazione delle esigenze  primarie della cittadinanza che per  la formulazione di richieste da proporre all’A.C., dall’altro alla costante verifica della efficacia e correttezza dell’operato dell’Amministrazione Comunale.  
Il tutto senza alcuna contrapposizione o contrasto a priori, ma proponendo un’opposizione seria e costruttiva tesa alla tutela degli interessi della cittadinanza ed alla salvaguardia del bene comune.

Il MoVimento 5 Stelle di Formia