E' molto grave a mio giudizio che anche in realtà territoriali del
MoVimento ormai consolidate, come nei comuni cui è stata recentemente
negata la certificazione da parte dello Staff, siano state presentate
più liste da certificare. Certamente la questione della composizione delle liste del M5S a livello locale va affrontata seriamente a livello collettivo in modo da avere poche ma chiare regole valide per tutti e sarebbe opportuno che la possibilità del ricorso al voto online venga esteso a tutti i comuni, anche il più piccolo. Sono impegni questi che il “direttorio” e tutti noi dovremo affrontare al più presto stando bene attenti ad evitare formule partitiche. In attesa di una “codificazione” possibilmente condivisa e non calata dall'alto basterebbe però applicare già in ciascun meetup le semplici regole della Democrazia Diretta, quali ad es. il diritto alla partecipazione per tutti, il rispetto reciproco, la discussione e condivisione delle decisioni, il rispetto reciproco del rapporto maggioranza/minoranza, l'alternanza nella copertura dei vari ruoli ed evitare assolutamente la presentazione di più liste in concorrenza tra loro.
Il Meetup non deve essere inteso come uno strumento politico da utilizzare solo a fini elettorali, come purtroppo sovente accade con la nascita di meetup a ridosso delle elezioni, perchè si corre il rischio di limitarsi alla sola sfera elettorale e di uniformarsi ad un qualsiasi partito, con strumentalizzazioni personali, divisioni, correnti, per non parlare del rischio delle possibili infiltrazioni e manipolazioni, eventi tutti che potrebbero portare poi a conseguenze ben più gravi dal punto di vista operativo e di immagine nel caso di sempre più probabili successi elettorali. Quando all'interno di un Meetup si rompe il dialogo tra gli iscritti per cui da un lato si procede ad espulsioni per motivi di diversità di opinioni o dall’altro si“sbatte la porta” quando non si condividono le scelte della maggioranza, con apertura di un altro o più Meetup in una stessa città, o si fanno manovre per favorire questo o denigrare quell'altro, vuol dire che si stanno negando i principi di partecipazione democratica che sono fondamento del M5S. La Democrazia Diretta, della quale il M5S è promotore, soprattutto in una fase come quella attuale nella quale non ci sono leggi che ne garantiscano il rispetto, è molto difficile da applicare ed è facile che tra noi italiani, da decenni assuefatti alla delega e ai leader e non abituati alla partecipazione democratica spuntino prevaricazioni, personalismi, protagonismi e le riunioni dei meetup si trasformino in assemblee condominiali dove il “mio” deve prevalere sul “tuo”. Dobbiamo invece imparare a ragionare col “noi”! Il meetup deve essere una palestra nella quale gli attivisti del M5S devono esercitarsi alla Democrazia Diretta. Se non ci si riesce a livello di meetup, come si può pretendere di applicarla e di farla rispettare a livello comunale?
Il Meetup deve essere innanzitutto occasione e opportunità di una rivoluzione culturale da attuarsi giorno per giorno nella vita di tutti noi, per la quale a quanto pare occorrono anni, basata sulla partecipazione di tutti e su decisioni discusse e condivise, alla cui base c'è un nuovo modo di fare e condividere l'informazione. Ed è giusto ed opportuno, a mio giudizio, che lo Staff di fronte all'evidente fallimento a livello locale, derivante dalla presentazione di più liste, dell'applicazione di principi che sono base e fondamento del MoVimento si prenda la responsabilità di porre un argine a questa pericolosa deriva. I protagonisti locali di queste vicende, indipendentemente da chi ha o pretende ragione, da chi è prima e chi dopo, dovrebbero solo fare mea culpa e assumersi la responsabilità del fallimento di fronte alla cittadinanza privata di una lista a 5 Stelle e ricominciare tutto daccapo cercando con umiltà la via del dialogo e della collaborazione e cercare di crescere dal punto di vista democratico, anzichè scaricare sullo Staff le loro incapacità.
Voglio ricordare poi che i Meetup, pur essendo parte essenziale e fondante del M5S non sono il MoVimento, che può esprimersi anche attraverso altre e molteplici realtà al di fuori di essi e nessun Meetup può arrogarsi la pretesa di identificarsi in via esclusiva, a livello comunale, con la lista da presentare alle amministrative, che non può che essere una e una sola soltanto e deve essere espressione di tutti i cittadini iscritti al Movimento in quella città, non di un singolo Meetup. Detto questo, laddove gli interessi e le opinioni divergano in maniera inconciliabile tanto da rendere necessaria e addirittura operativamente positiva la proliferazione di un nuovo Meetup sarebbe bene che ognuno di quelli operanti nello stesso comune, ai fini di una costruttiva azione sul territorio, proceda sulla propria strada fatta di attivismo ed iniziative concrete senza interferire, ostacolare o contrapporsi all’attività dell’altro o degli altri, privilegiando il dialogo e la collaborazione sui punti e le iniziative in comune. In fase elettorale il loro ruolo non è quello di candidare ciascuno i propri iscritti, ma di collaborare tutti insieme alla costruzione di un unico Programma Amministrativo ed alla identificazione, fra tutti gli iscritti ad una certa data al MoVimento e a prescindere dalla loro iscrizione al singolo meetup, dei potenziali candidati verificandone in prima battuta i requisiti morali ed il rispetto dei canoni prescritti dal M5S. La scelta definitiva dei componenti della lista, in base al loro curriculim, spetta a tutti gli iscritti al MoVimento ed anche qui io porrei una anziantià minima di iscrizione onde evitare cordate ed infiltrazioni.
I pettegolezzi, le urla, le accuse e gli attacchi personali, le delazioni, le zuffe pre e post elettorali lasciamoli ai partiti, perchè non appartengono al M5S.
Giovanni Nocella - Attivista Meetup Formia 5 Stelle

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