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sabato 12 gennaio 2019

 Magari....


lunedì 10 settembre 2018

"Acqua bollente" a Mola e Partecipazione

Giovedì scorso ho assistito come osservatore all'incontro organizzato dal Comune di Formia presso la Torre di Mola con i tecnici di Acqualatina per informare i cittadini sugli imminenti lavori fognari nella zona via Abate Tosti-Largo Purificato.

Si tratta di lavori già previsti e deliberati dalla precedente giunta che dovrebbero iniziare a breve e che dovrebbero finire entro fine anno, il che significa sicuramente Natale con i cantieri aperti. Insomma un modo apparentemente partecipativo per addolcire la pillola e comunicare ai cittadini ed operatori di Mola il casino che dovranno sopportare nei prossimi mesi, ennesimo episodio dal film: “Però, ve l’avevamo detto”! C’è da augurarsi che per lo meno vengano definitivamente risolti i problemi ambientali che l’intero quartiere sopporta da tempo.

L'incontro con i cittadini, come evento partecipativo, potrebbe essere valutato positivamente se fosse realmente inquadrato in un processo di coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni dell'A.C., con la possibilità di intervenire concretamente nella gestione di un servizio pubblico. La “partecipazione” viene invece ancora una volta interpretata, come per le precedenti amministrazioni, al massimo come momento “informativo” durante il quale il Comune informa i cittadini su cose già decise altrove, durante il quale i cittadini ascoltano passivi avendo tutt’al più la possibilità di porre qualche domanda a chiarimento. Non c’è una fase “propositiva” nè tanto meno “deliberativa” nella quale i cittadini possano attivarsi. Insomma uno stentato passo verso il coinvolgimento dei cittadini, ma niente a che vedere, comunque, con la partecipazione di questi alla gestione di un servizio pubblico come la intendiamo nel M5S. Bisogna fare molto di più e di questo ne discuteremo prossimamente con alcune riflessioni e proposte ben precise.

Guardando poi l’evento da un altro punto di vista, non si può non rilevare come, nel caso specifico, non era il Comune ad informare, bensì un ente terzo come Acqualatina. Sindaco e rappresentanti del Comune avevano infatti ben poco da comunicare al riguardo, anzi sembrava che ne sapessero meno dei cittadini presenti. Perchè dunque “patrocinare” come iniziativa del Comune quella che dovrebbe essere una incombenza di Acqualatina? A mio modesto parere il nostro Sindaco non avrebbe dovuto presiedere personalmente l’evento, come ha fatto, facendosene più o meno “sponsor”, bensì favorire certo l’incontro, ma lasciando tutt’al più spazio a qualche tecnico del comune a titolo di controparte dell’Ente gestore e a tutela dell’interesse dei cittadini. La sensazione invece era: Acqualatina ed il Comune da un lato, i cittadini dall'altra.

Non c’è da meravigliarsi, quindi, se la cosa possa apparire come un evento di facciata finalizzato a mostrare da un lato l’attivismo personale del Sindaco su un tema scottante come quello dell’acqua pubblica, “acqua bollente” verrebbe da dire, senza alcun risvolto concreto per i cittadini e dall’altra a fare da paravento e coperchio alle inadempienze ed ai ritardi accumulati da Acqualatina negli anni supportando l’apparente rinnovata efficienza dei suoi interventi sul territorio. Il che risulterebbe perfettamente in linea con il nuovo atteggiamento prevalentemente collaborativo nei confronti di Acqualatina che il Sindaco ha sfoderato dopo l’insediamento, in netto contrasto con l’antagonismo da questi manifestato negli anni precedenti, almeno fino all’inizio della campagna elettorale delle regionali. A dir la verità, infatti, qualche sospetto di un così radicale cambiamento lo aveva già destato durante la campagna elettorale l’avvicinamento ed il supporto dato da Paola Villa a Zingaretti ed alle sue proposte sulla rilevazione delle quote di Acqualatina e sulla riforma (nel frattempo fatta abortire dallo stesso Zingaretti) degli ATO, addirittura inseriti nel Programma delle sue liste e che nulla hanno a che vedere con una vera pubblicizzazione del servizio idrico!

Insomma, ferma restando l’importanza dei lavori da effettuare e dell’informazione più o meno fornita ai cittadini, sembra di assistere ancora alla campagna elettorale personale del Sindaco e comunque ad un bell'assist all’immagine ed agli interessi di Acqualatina.

E i cittadini aspettano l’acqua bene comune! Ne ripaleremo!

venerdì 11 agosto 2017

La crisi idrica.....pensieri tra me e me, sotto la doccia.

 
- Che dici Giovà, a proposito di acqua, faccio anche io il mio bravo comunicato sul cosa si deve fare per risolvere la crisi idrica e sul come? Propongo anche io alternative ergendomi ad esperto di ingegneria idraulica e rabdomante? Li abboffo tutti quanti di chiacchiere, quisquiglie e pinzillacchere, contornati da appelli, sollecitazioni ed ammonimenti?
- Ma no, lascia perdere, ci sono tanti altri che lo stanno facendo egregiamente meglio di te e con maggior audience. Chi ti ascolterebbe? I politici? Scordatelo! Allora i formiani? Macchè, quelli passata l’emergenza smetteranno subito di lamentarsi, per timore che magari qualche politico amico loro si incazza per davvero e poi sono guai. Siamo prossimi alle elezioni comunali, chi vuoi che ti ascolti?
- Magari se dico che mi candido, o meglio, lo faccio capire... capisc ‘a mme.... forse qualcuno mi ascolterebbe, un bel programma ci sta, il MoVimento cresce, sai quanti posso convincere, in prospettiva...
- Ma qua’ prospettiva? Non farti illusioni, fai parte comunque del MoVimento e lo sanno tutti che col MoVimento di certi movimenti non se ne parla nemmeno! Ci sta Beppe Grillo che ti controlla, il codice di comportamento, ‘o Meetup…...Quindi…..
- Allora mi faccio una lista civica tutta mia! Un paio di laureati freschi freschi, qualche casalinga, un avvocato, due operai, qualche disoccupato, quattro scagnozzi che corrono per la città e un bel paio di fiche… che ci vuole a metterli insieme?
- E già e chi vi vota? E i soldi, chi te li da per fare una campagna elettorale vecchio stile? Se vuoi stare al loro gioco devi tirarti dento i capibastone, quelli che portano i voti, gli opinion leader, così si chiamano, così trovi i finanaziatori e devi promettere, promettere, promettere…..e ti devi pure mettere d’accordo, ma aumm aummm s’intende, con gli altri capilista e con i baroni locali, in modo che come va va, uno scranno per te c’esce comunque… e poi si vede. L’importante è entrare nel giro…….
- Ummmm, ci potrei provare, così poi una volta eletto caccio Acqualatina, ripubblicizzo l’acqua, riformo il trasporto pubblico, faccio un bel piano energetico, una lotta alla cementificazione di quelle cazzute…..
- O chiiiii? Ma aró t’abbie? E secondo te, ti fanno fare quello che vuo’ tu? E tutte le cambiali in bianco che devi firmare per farti eleggere, che fai te le scordi? Il giorno dopo che sei eletto t’azzannano i polpacci e non ti mollano più…. Sempre che vuoi fare carriera politica….se no ti fanno fuori subito….
- La carriera politica? E chi la vuole fare? Alla mia età poi…….ma allora non c’è speranza che cambi qualcosa?
- Giovà, sient’ a mme! Una speranza c’è, tu l’hai pure capito qual’è. Si chiama “democrazia diretta”, ci stai lavorando, bene o male, da dieci anni, ma devi coinvolgere tanta, ma tanta gente, di quella sincera ed onesta che come te non pensa alla carriera politica, ma si vuole mettere in gioco per cambiare davvero le cose e possibilmente in meglio, si capisce! Col MoVimento se po' ffa! Sient’ a mme! Ma in una città come Formia, ci vuole tempo. E’ ‘a gente ch’adda cagnà ‘a capa! Non è facile e a Formia a quanto pare dieci anni non bastano. Devi, anzi dovete, perché da solo non vai da nessuna parte, fare meglio e di più! E non pensare alle elezioni. Lascia spazio ai giovani e dai una mano al Meetup ad arrivare dove può, con coerenza e senza compromessi e abbi fede! Prima o poi….. come diceva quello... “add’a venì grillone!”
Mo’ esci da sotto la doccia, che l’acqua è poca, anzi scarseggia…...

martedì 28 maggio 2013

Acqua e democrazia partecipativa: l'Amministrazione Comunale alla prova del nove!

 

Il M5S stelle sollecita un ampio dibattito pubblico.

Lunedì prossimo 26 maggio, finalmente, il Consiglio Comunale di Formia prenderà in esame, nell'apposita Conferenza dei Capigruppo convocata per le ore 9.00, le due Proposte presentate a febbraio dal MoVimento 5 Stelle aventi per tema l'introduzione nello Statuto Comunale (... e non "Popolare" come indicato con evidente lapsus freudiano nella convocazione) del principio dell'Acqua Bene Comune e dei Referendum propositivi ed abrogativi.

E' bastata una larvata minaccia da noi espressa a denti stretti pochi giorni fa per smuovere finalmente il Consiglio Comunale e spingerlo ad affrontare la discussione, segno evidente che, come ampiamente dimostrato in Parlamento dai nostri Portavoce, l'unica arma per arrivare al dialogo con le forze di governo in questo paese è il "ricatto" (politico, si intende!).

Ci teniamo comunque a precisare e ricordare che diversamente da quanto indicato nella stessa convocazione (ma chi l'ha scritta?) non si tratta di "iniziative referendarie popolari" da sottoporre eventualmente al voto dei cittadini, bensì di vere e proprie Delibere su Proposte di iniziativa popolare che l'Amministrazione Comunale deve decidere se adottare o meno. Sono atti, cioè, sui quali il Consiglio Comunale deve prendere posizione e una volta approvati saranno definitivi ed operativi. Se adottati apporteranno infatti un paio di modifiche sostanziali al nostro Statuto Comunale e, visti gli argomenti, sono quindi atti di estrema rilevanza.

Ci avrebbe fatto piacere che su entrambe le tematiche questa Amministrazione si fosse pronunciata ben prima delle Elezioni Europee in modo da far sapere finalmente ai Formiani prima del voto europeo da che parte stanno i loro eletti in Comune, se dalla parte di Acqualatina o di quella degli utenti, se dalla parte della partitocrazia o di quella della partecipazione dei cittadini.

Comunque meglio tardi che mai. Nella passata campagna delle elezioni comunali sia da destra che da sinistra ( ma,come diceva Gaber: "qual è la destra, qual è la sinistra"!) sono state fatte molte chiacchiere e molte promesse sull'acqua pubblica e sulla partecipazione dei cittadini (qualcuno parlava, probabilmente senza neanche sapere quello che diceva, addirittura di "democrazia diretta"!). Bene ora siamo alla prova del nove, vediamo di che pasta è fatta questa Amministrazione Comunale, se di gente che mantiene le promesse o di quaquaraqua. La calendarizzazione della discussione a dopo le Europee, però, ci fa purtroppo temere il peggio, ma speriamo di sbagliare.

Auspichiamo dunque, e ci batteremo per ciò, che su queste due delibere si apra un ampio dibattito cittadino cui invitiamo tutti i Formiani a partecipare attivamente: come MoVimento 5 Stelle faremo l'impossibile per informarvi e coinvolgervi.

mercoledì 20 febbraio 2013

Programma Nazionale /7 - Ambiente e territorio



Presentiamo ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre forze politiche.

7^ parte
 
L’ambiente è la casa in cui tutti viviamo, quindi è un dovere di tutti mantenerlo in condizioni ottimali per se stessi e per le generazioni future. In questo senso si parla di “sviluppo sostenibile” dal 1987. Ad oggi i principali indicatori ecologici ci dicono che già stiamo consumando più risorse e producendo più scarti di quelli che il Pianeta riesce a rigenerare e smaltire nello stesso tempo. Più che crescere in maniera sostenibile, occorre ridurre l’impatto umano, eliminando tutti gli sprechi e gli eccessi. Oggi tutti parlano di green economy in riferimento all’attenzione alle esigenze ambientali, ma la tutela e la salvaguardia
dell’ambiente sono in realtà parole svuotate di significato da anni e anni di cattiva gestione politica. Il 10% del territorio italiano risulta essere fortemente inquinato mentre solo lo 0,02% risulta bonificato: è necessaria quindi la creazione di una Commissione dedicata a fare le bonifiche usando le migliori tecnologie disponibili (BAT) al miglior prezzo possibile. In Piemonte restano ancora da bonificare i siti di lavorazione dell’amianto tra cui Casale Monferrato, devastato dal disastro Eternit, l’area Enichem di Pieve Vergonte, l’area dell’inceneritore di Vercelli, l’area Solvay di Spinetta Marengo, le aree di discarica come Basse di Stura di Torino,
i siti di depositi “temporanei nucleari” e via di seguito. La Regione Piemonte ha in progetto la costruzione di ben quattro inceneritori e diverse multinazionali, Eni in primis, vogliono condurre estesi sondaggi petroliferi esplorativi. Continua, inoltre, la cementificazione sfrenata del territorio con nuove case, strade e autostrade. La salute e l’ambiente non possono essere sacrificati in nome della salvaguardia dei posti di lavoro che devono invece essere incrementati con investimenti di buon senso. La vicenda dell’Ilva di Taranto è un esempio paradigmatico della necessità delle bonifiche.

ACQUA - GIÙ LE MANI DAL REFERENDUM 2011
Inserire l’accesso all’acqua potabile nel novero dei diritti umani e la tutela dell’acqua come bene comune, universale e fondamentale.
Confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato come servizio
pubblico locale privo di rilevanza economica.
Ribadire che tutte le acque, superficiali e sotterranee, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà.

ARIA
Stop alla costruzione di nuove industrie insalubri in Aree sottoposte a Piano di Risanamento dell’Aria.
Disincentivi progressivi all’immatricolazione di mezzi di trasporto alimentati a gasolio anche di
ultima generazione che comportano l’immissione di polveri ultrasottili.
Incentivi alla mobilità pubblica, condivisa ed elettrica.
Introduzione dell’obbligo di misurazione delle polveri ultrasottili e del nanoparticolato e valutazioni scientifiche del loro impatto sulla salute.

RIFIUTI
La gestione dei rifiuti va finalizzata prioritariamente alla loro riduzione e quindi al riutilizzo e al riciclaggio
delle materie prime secondarie di cui sono composti, a seguito della raccolta differenziata porta a porta. La parte restante, trattamenti a freddo, deve essere considerata come un errore progettuale e quindi riconsiderata dall’industria produttiva tramite incentivi e disincentivi. L’obiettivo di fondo a cui tendere si può riassumere nella formula “zero rifiuti” con il superamento della logica di inceneritori e discariche come soluzioni del problema rifiuti. Si propongono, perciò:
·         L’accelerazione del passaggio dalla TASSA rifiuti alla TARIFFA puntuale commisurata alla quantità di rifiuti indifferenziati conferiti allo smaltimento.
·         La tassazione dei vuoti a perdere.
·         L’obbligo per i produttori di indicare le tipologie dei materiali che compongono i prodotti di scarto e le loro modalità di raccolta agevolando così l’utente finale nella differenziazione.
·         La chiusura di tutti gli impianti di incenerimento e la loro sostituzione con impianti di trattamento a freddo del rifiuto residuo, finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo di riciclo totale.
·         L’incentivazione fiscale della vendita di prodotti ottenuti da materiali riciclati.
·         L’incentivarzione dell’apertura di attività commerciali di vendita prodotti senza imballaggi.
·         L’informazione e la responsabilizzazione sia del produttore o importatore di beni che del consumatore sugli impatti ambientali diretti e indiretti (tramite analisi di ciclo di vita - LCA) del prodotto immesso sul mercato nazionale, in modo tale che vengano ridotti e progressivamente eliminati i beni di consumo con vita utile di breve tempo, spesso prodotti all’estero e con smaltimento a carico della collettività.

DIFESA DEL TERRITORIO
E’ fondamentale legiferare al più presto per lo STOP al consumo di suolo, cioè fine dell’espansione orizzontale dei manufatti, siano essi abitazioni o arterie viarie e conseguente perpetuazione delle aree verdi o ad uso agricolo. Al contempo il territorio ed il paesaggio deve essere tutelato e valorizzato come bene fondamentale, come prescritto dalla Costituzione. Quindi proponiamo:
·         Ripristino dell’originaria legge Bucalossi che indirizzava gli oneri di urbanizzazione a copertura degli standard urbanistici e non ai buchi di bilancio in spesa corrente dei Comuni.
·         Stop immediato alla costruzione di “grandi opere inutili” come TAV/TAC, ponte/tunnel sullo stretto di Messina ecc...
·         Privilegiare la riqualificazione del territorio ad oggi edificato.
·         Velocizzazione delle procedure per l’abbattimento delle strutture abusive
·         Politiche di prevenzione del rischio idrogeologico perchè la sola gestione delle emergenze non è un umanamente né economicamente accettabile, convertendo i fondi destinati alle grandi opere inutili,
·         Moratoria dell’apertura di nuove cave spingendo per il riutilizzo del materiale da demolizione edile, di risulta dei fiumi e di triturazione di materiali plastici non riutilizzabili.
·         Limitare il fotovoltaico a terra alle sole aree inutilizzabili.
·         Stop alle trivellazioni petrolifere sul territorio nazionale e in mare.

domenica 6 marzo 2011

Referendum acqua e nucleare: fermate Di Pietro!

Nella sua pluriennale (e vana) battaglia contro il cavaliere, il leader di IDV rischia di provocare un danno irreparabile alla battaglia per la pubblicizzazione dell'acqua e contro il ritorno al nulceare.

Alla manovra del governo che non vuole riunire le date dei referendum con quelle delle elezioni amministrative, nel chiaro intento di evitare che possa essere raggiunto il quorum, rischia di aggiungersi l'effetto negativo della solita sterile contrapprosizione tra pro e contro Berlusconi.

L'accanimento di Di Pietro sul tema del legittimo impedimento rischia di riportare la campagna referendaria nella solita diaspora personalizzata contro il premier, che potrebbe spingere gli elettori di centro destra a non partecipare al voto per motivi di opportunità politica e penalizzare ulteriormente il raggiungimento del quorum. Mai come in questo caso, infatti, i quesiti referendari potrebbero sollecitare l'interesse e la partecipazione di tutti gli Italiani indipendentemente dal proprio schieramento politico trattandosi di una questione di coscienza su problemi di primaria importanza per il benessere e la salute della collettività.

Per favore: fermate Di Pietro!

(Vedi su Il Riformista: http://www.acquabenecomunetoscana.it/IMG/pdf/Il_Riformista_04-03-2011.pdf)



mercoledì 8 dicembre 2010

venerdì 19 novembre 2010

Referendum acqua pubblica: firmate la richiesta di moratoria.

Moratoria subito, diritto al voto nel 2011


Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.
Hanno posto la loro firma perché hanno capito che la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto in discussione tutta la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal “decreto Ronchi” che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione.
Con la loro firma, quelle donne e quegli uomini hanno posto un’imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene essenziale alla vita la decisione non può essere delegata ad alcuno ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.
Per questo chiediamo alle forze politiche e istituzionali l’immediata approvazione, comunque entro il 31.12.2010, di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale.
Le scadenze imposte ..............

mercoledì 14 luglio 2010

Aqualatina: ennesimo squallido episodio!


Riceviamo e postiamo un comunicato del Comitato Spontaneo di Lotta contro Acqualatina sull'ennesimo squallido episodio di cui è protagonista ancora una volta il gestore di quello che dovrebbe essere un pubblico servizio e che invece in barba ai diritti ed alle aspettative dei cittadini viene amministrato come un bene privato secondo la fredda logica del profitto (di chi?).
Non riusciamo a renderci conto conto di come da 7 anni a questa parte la popolazione formiana possa continuare a subire passivamente una tale situazione, complice l'amministrazione comunale che ha reso possibile e tollera usi ed abusi nella gestione di un bene comune.


 ACQUALATINA: UNO SCHIFOSO RICATTO IN PIENA EMERGENZA CALDO!!!!
Non si possono usare termini diversi per le miserabili quanto vili iniziative adottate in questi giorni da acqualatina spa, società privata che tiranneggia ormai da 7 lunghi anni sulla gestione idrica della nostra città e della nostra acqua !! Schifose sono le scuse che inventa per recuperare presunti crediti, a proprio favore, di cui neanche chi è costretto a pagare ne conosce l’origine o la motivazione. Schifosi e miserabili sono i mezzi che adotta per estorcere denaro ai propri clienti.
E’ quanto succede in questi giorni di emergenza caldo ad alcuni cittadini formiani, persone oneste che campano la famiglia con il proprio onesto lavoro e che si trovano da un momento all’altro senza acqua.
Succede in questa città in piena estate, con la temperatura sui 40 gradi di giorno e 30 di notte, che la schifosa società, senza alcuna motivazione, senza alcuna giustificazione, senza alcun preavviso e, cosa più grave, senza alcuna autorizzazione del tribunale (cosa prevista tassativamente per legge in questi casi), si attribuisce l’autorità di lasciare senza una goccia d’acqua una intera famiglia di 4 persone di cui due bambini piccolissimi!! Nonostante il capofamiglia si sia recato immediatamente presso i locali uffici della schifosa società con tutti, e sottolineo tutti !!! i tagliandi dei pagamenti effettuati tempestivamente per il consumo idrico, l’impiegato della schifosa società ha preteso il pagamento di un non meglio precisato “ricalcolo degli oneri di depurazione dell’anno 2005-2009” per i quali la stessa schifosa società gli aveva comunicato a mezzo a/r un errore di valutazione e per il quale è in atto un contenzioso.
Ma in questi giorni di afa e calore, l’onesto cittadino, operaio metalmeccanico, per poter ottenere l’erogazione dell’acqua per se e i propri figli, spalle al muro, ha dovuto cedere all’odioso ricatto e si è visto costretto a sborsare 460 euro, quasi mezzo stipendio, che NON doveva in nessun modo alla schifosa società, viste tutte le scadenze tempestivamente saldate e il contenzioso in atto.
In merito a questa ennesima sconcertante vicenda, lo scrivente Comitato comunica che nei prossimi giorni depositerà presso la Procura della Repubblica di Latina, presso la Prefettura, presso l’Ufficio d’Igiene,  presso il Comando della GdF, una denuncia dettagliata, affinché vengano accertate le responsabilità soggettive, dei singoli impiegati e manager, morali e materiali, relative al comportamento della società acqualatina spa, che non esita a ricattare i propri clienti in piena emergenza caldo, anche se hanno pagato tutte le bollette. Solleciteremo fortemente gli inquirenti affinché accertino le responsabilità dei singoli operatori che quotidianamente attuano materialmente il blocco del flusso idrico senza mandato del tribunale e senza neanche adeguato preavviso, affinché si faccia chiarezza sulle modalità di ricalcolo di questi oneri aggiuntivi e delle relative modalità di emissione, che di volta in vota la schifosa società obbliga a pagare ai propri clienti senza fornire spiegazioni sufficienti e ricattandoli con l’interruzione del flusso specie in questi mesi di emergenza caldo, rischiando concretamente di attentare non solo alla salute pubblica, ma anche all’incolumità delle persone, soprattutto anziani e bambini.
A tale proposito il Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina, considerata la desolante inutilità del sindaco di Formia in materia, solleciterà direttamente il Prefetto di Latina e l’Ufficio di Igiene, affinché si adoperino con una specifica ordinanza, alla SOSPENSIONE IMMEDIATA DI TUTTE LE LIMITAZIONI IDRICHE che la società acqualatina ha attuato o ha intenzione di attuare durante i mesi estivi, per poter tutelare la salute e l’igiene della collettività almeno in questi mesi di emergenza caldo

COMITATO SPONTANEO DI LOTTA CONTRO ACQUALATINA

Via Majorino 31, 04023 Formia – giov. dalle 15.30 alle 19.00   



giovedì 1 luglio 2010

Referendum acqua: ultima per firmare!

Sabato 3 luglio dalle 18.00 in Piazza Vittoria a Formia. Firmiamo per l'acqua.


 

Chiudiamo la raccolta firme contro la privatizzazione dell'acqua. Ultima occasione per chi non l'avesse fatto per firmare i tre quesiti referendari. Ma non finisce qui.
Intendiamo cominciare a proporre a tutti una importante iniziativa concreta finalizzata ad un corretto uso nei nostri territori dell'acqua quale risorsa naturale di vitale importanza, nel rispetto dei diritti dei cittadini ed a tutela dell'ambiente.

domenica 20 giugno 2010

Acqua: un milione di firme!

Il giorno 19 giugno 2010 17.32, Segreteria Forum Acqua <segreteria@acquabenecomune.org> ha scritto:
 

Care/i,

nonostante la prudenza adottata lo scorso fine settimana, sulla base dei dati ricevuti negli ultimi giorni, e di quelli che ci stanno arrivando dai banchetti, pensiamo sia giunto il momento di rompere gli indugi ed annunciare il:
raggiungimento del milione di firme!!

Consapevoli del risultato storico raggiunto grazie al lavoro e l'impegno di tutte e tutti voi, andiamo avanti per travolgere di firme e consensi tutti coloro che remano contro questo referendum: lo straordinario successo della raccolta è la prova che questa battaglia si può e si deve vincere!

Sempre più convinti che la battaglia per l'acqua sia una battaglia per la democrazia, la segreteria si complimenta con tutte e tutti per il lavoro fin qui svolto, e invia un grande in bocca al lupo per quello ancora da svolgere.

Rimandiamo, come sempre, al mercoledì per la pubblicazione dei dati divisi per Regione.

Un saluto


--
Segreteria Campagna Referendaria Acqua Pubblica
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma

mercoledì 5 maggio 2010

Referendum acqua: dove firmare a Formia

In base alle comunicazioni che abbiamo ricevuto riepiloghiamo di seguito un primo calendario dei banchetti che si terranno a Formia in piazza Vittoria per la raccolta delle firme per il referendum contro la privatizzazione dell'acqua:

  • giovedi 6 maggio - ore 16.00 - 19.00 a cura del Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina
  • sabato 8 e domenica 9 - ore 18.00 - 21.00 a cura delle organizzazioni che aderiscono o sostengono il Forum per l'Acqua Pubblica.
In considerazione dell'importanza che l'iniziativa riveste invitiamo tutti i nostri concittadini formiani , indipendentemente dalla loro fede politica o dal loro ceto sociale, a firmare affinchè non venga perpretata l'ennesima violazione dei diritti primari dei cittadini.

I beni essenziali, come l'acqua, non possono essere assoggetti alle leggi del profitto o del libero mercato, nè tantomeno oggetto di speculazioni a favore di pochi e a danno della comunità.

Nei primi giorni sono già state raccolte oltre 250.000 firme ed il Lazio sta facendo una grande raccolta, segno evidente che le vicende legate alla distribuzione dell'acqua da parte di Acqualatina hanno già ampiamente sensibilizzato la popolazione. L'obiettivo è di andare ben oltre il limite prefissato dal Forum delle 750.000 firme (il minimo è di 500.000) per dare un segnale forte ai nostri dipendenti in parlamento e perchè no, anche a quelli che siedono nei nostri consigli comunali.

A Gaeta e Scauri la campagna è già partita nei giorni scorsi,  che anche Formia faccia la sua parte.

Ricordiamo di presentarsi ai banchetti muniti di valido documento di identità.

giovedì 29 aprile 2010

Breve guida alla questione Acqua


Risposte alle principali domande sui referendum e il problema dell’acqua pubblica


I temi trattati
1)    il culmine della questione: il Decreto Ronchi del 2009
2)    domande e luoghi comuni in tema di acqua pubblica o privata
3)    il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
4)    i quesiti referendari del Forum
5)    i quesiti IdV
6)    cosa succede dopo i referendum
7)    la legge di iniziativa popolare del 2007 per la ripubblicizzazione dell’acqua

1) Cosa succede con il Decreto Ronchi del 2009?

Con il decreto Ronchi del 2009 tutti i servizi pubblici locali come l’acqua vengono definitivamente ceduti al mercato e sottoposti alle regole del profitto, espropriando i cittadini di quei beni comuni faticosamente realizzati negli anni con i soldi delle tasse.
Noi abbiamo pagato gli acquedotti e qualche privato ne godrà i profitti.
È l’atto conclusivo di un processo che ha avuto per protagonisti governi di ogni colore, sia su scala nazionale sia locale.
La nuova legislazione, imponendo la cessione forzata della gestione del patrimonio pubblico e l’ingresso sostanzialmente obbligatorio dei privati nella gestione dei servizi, renderà obbligatoria la privatizzazione dell’acqua.

2) I luoghi comuni e i sostenitori del Decreto Ronchi dicono:

a) che non si tratta di una privatizzazione ma di una liberalizzazione;
Si parla di privatizzazione e non di liberalizzazione poiché il servizio idrico, per definizione, è un monopolio naturale. Non può infatti esistere una competizione fra più fornitori in concorrenza poiché vi è un solo acquedotto.
Non una liberalizzazione con tanti gestori in concorrenza ma una privatizzazione con un solo monopolista privato.
Da monopolio pubblico a servizio della collettività a monopolio privato per l’interesse di pochi.
Ma a questo punto, se di monopolio si tratta, è ovvio che il servizio debba rimanere pubblico.

b) che comunque l’acqua e le infrastrutture rimangono pubbliche mentre è la sola gestione del servizio a non esserlo più;
Se è vero che l’acqua e le infrastrutture, restano del demanio da un punto di vista formale (si parla appunto di “proprietà formale”), all’atto pratico la “proprietà reale” è di colui che gestisce direttamente il bene, che eroga il servizio e che ne incassa gli utili per gli anni a venire.
La proprietà reale si concretizza anche a causa della mancanza di trasparenza nei rapporti pubblico-privato, la debolezza dei controlli e l’impossibilità dell’ente pubblico di incidere sulla governance della società private. Il controllo pubblico è infatti limitato o nullo quando ci si trova dinanzi a forme giuridiche di diritto privato regolate dal diritto societario.
Conta poco affermare che l’acqua è pubblica quando di fatto, per sempre, ogni relazione che avremo, rapporto economico, reclamo, disservizio, saranno una questione privata regolata da un contratto di servizio fra il cittadino ed una società quotata in borsa, probabilmente neppure italiana. Non potremo più decidere, né cambiare fornitore né lamentarci in Comune o fare valere il nostro voto.
Un bene è pubblico solo se è gestito da un soggetto formalmente e sostanzialmente pubblico, nell’interesse esclusivo della collettività.

c) che è l’Unione Europea che ce lo impone;
L’Unione Europea non ci impone assolutamente nulla. Essa stabilisce infatti che i servizi essenziali privi di rilevanza economica, identificati dai singoli Stati, possono essere sottratti al mercato.
Spetta ai singoli Stati definire quali sono i servizi essenziali privi di rilevanza economica.
Tradotto: è l’Italia stessa che si è imposta la privatizzazione dell’acqua.
A riprova che l’Unione europea non impone nulla, il fatto che nel 2010 Parigi, dopo 25 anni di gestione privata, è tornata alla gestione pubblica.

d) che l’ingresso dei privati migliorerà la gestione e i servizi ed aumenteranno gli investimenti;
in Italia (ma anche all’estero), l’ingresso dei privati ha generalmente portato ad un notevole aumento delle tariffe (anche del 400%), ma senza un miglioramento del servizio che anzi, spesso è peggiorato, ma soprattutto ad un netta riduzione degli investimenti di ripristino e modernizzazione delle infrastrutture. Da 3 miliardi a 700 mila euro.
Le diverse esperienze privatistiche di gestione dell’acqua hanno quindi dimostrato come le finalità delle spa siano incompatibili con la gestione dei beni comuni. Il conseguimento del profitto si basa infatti sulla contrazione dei costi, sull’aumento dei ricavi, e sull’imputazione degli eventuali investimenti a carico della tariffa.
Ciò può significare che alla scadenza delle concessione, le SpA avranno tratto ingenti profitti senza avere investito adeguatamente sulle reti e a noi cittadini saranno restituiti degli acquedotti fatiscenti da riparare con le nostre tasse.
e) che la gestione pubblica è sprecona ed inefficiente, caratterizzata dal clientelismo.
Se è verosimile che in molti casi la gestione pubblica dell’acqua è inefficiente e sprecona, la soluzione non è regalare ad un privato ciò che è di tutti.
A partire dal presupposto che una gestione pubblica è per definizione orientata all’interesse della collettività mentre una gestione privata deve fare gli interessi dei soci azionisti, ciò che dobbiamo pretendere sono degli strumenti atti a migliorare l’opera degli enti di diritto pubblico e la riduzione degli sprechi. E questo lo possiamo fare ad esempio tramite la leva elettorale, ma solo a condizione che la gestione resti in mano pubblica.
La questione è chi e come avviene la gestione ma soprattutto con quali fini.
Una spa ha l’obbligo di chiudere il bilancio in attivo, deve guadagnare. L’ente pubblico punta invece al pareggio e non ha fini di lucro.
Il privato quando investe del capitale deve farlo rientrare nel più breve tempo possibile e soprattutto lo deve fare fruttare. L’ente non ha il problema di fare fruttare il capitale ne di farlo rientrare.
Gli investimenti delle spa sono caricati sulla tariffa mentre l’ente preleva dalla fiscalità generale.

3) Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Il Forum si è ufficialmente costituito nel 2006 (ma era già attivo in forma non organica) ad opera di innumerevoli movimenti, reti associative e sindacali, nazionali e territoriali. Tutti questi soggetti hanno condiviso la necessità di cambiare radicalmente il quadro normativo esistente attraverso una proposta di legge d'iniziativa popolare portata in parlamento nel 2007 e sottoscritta da più di 400.000 persone.
In seguito al peggioramento del quadro normativo in materia di acqua, il Forum si è attivato per avviare una campagna referendaria atta a ripubblicizzarla.
Poiché si tratta di un movimento apartitico di cittadini ed associazioni, hanno aderito all’iniziativa referendaria le realtà più diverse e rappresentativa di una larga fetta della società italiana, dalle associazioni ambientaliste a quelle cattoliche e della sinistra, sindacati, associazioni di categoria, chiese, comitati ed Enti Locali, enti no profit ed associazioni umanitarie, testate giornalistiche e gruppi di acquisto.
I partiti, poiché non facenti parte della società civile hanno potuto aderire al comitato di sostegno ma non al comitato promotore dei referendum.
L’IdV, è stato l’unico partito che pur manifestando interesse per il tema ha scelto di non aderire promuovendo dei propri referendum.

4) Cosa chiedono i 3 referendum?

Referendum 1: abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica
ovvero, fermare la privatizzazione dell’acqua.
Propone di abrogare la normativa che stabilisce che entro il 2011 la gestione del servizio idrico debba essere obbligatoriamente affidata: o a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto (pubblico-privato), all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40% e la gestione diretta del servizio idrico (art. 5 legge Ronchi). Il pubblico, per statuto, resta vincolato alle scelte del privato.
La norma da abrogare impone inoltre che per le società miste collocate in Borsa, l’Ente Pubblico non possa detenere la maggioranza delle quote ma anzi, debba scendere al 30%.

Referendum 2: abrogazione dell’art. 150 (quattro commi) del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo ala scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato
ovvero, aprire la strada della ripubblicizzazione.
Propone di abrogare l’articolo di legge che definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni, escludendo la gestione diretta ad opera degli Enti di Diritto Pubblico (salvo casi eccezionali).
L’abrogazione di questo articolo consentirebbe l’affidamento della gestione del servizio idrico anche agli Enti di Diritto Pubblico, favorendo di fatto la ripubblicizzazione con la partecipazione diretta dei cittadini e delle comunità locali.

Referendum 3: abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”
ovvero eliminare i profitti dal bene comune acqua.
Si tratta di abrogare la parte di normativa che concede ai gestori del servizio idrico un profitto garantito. La legge prevede infatti che i gestori addizionino almeno un 7% all’importo delle bollette quale remunerazione del capitale investito. Ossia, qualsiasi cosa faccia il gestore, questi ha la garanzia di un incasso certo.
I cittadini da una parte vengono privati del bene comune acqua e dall’altra sono obbligati, con una maggiorazione della bolletta, a garantire un profitto ai privati.
Abrogando questa norma tariffaria, verrebbe meno uno dei fattori di richiamo delle società private, ossia la garanzia di un introito certo.

5) I quesiti dell’Italia dei Valori (IdV)

Contrariamente ai quesiti del Forum, che hanno saputo aggregare un’ampia rappresentanza della società, il partito dell’IdV corre da solo.
In merito ai quesiti referendari presentati da Di Pietro, sull' art. 15 del d.l. n. 135, in caso di esito positivo rimarrebbero sostanzialmente in piedi i modelli già esistenti. Invece i quesiti formulati dal Forum dei movimenti per l'acqua hanno come obiettivo dichiarato, di scardinare questi modelli che, seppur con tonalità differenti, orbitano, nella dimensione privatistica. Si tratta pertanto di un quesito che non coglie lo spirito di fondo dei referendum presentati dal forum, riportandosi piuttosto alle norme e ai modelli che hanno avviato la privatizzazione nel nostro paese (riassunto tratto da Alberto Lucarelli, il Manifesto).
Non solo. In caso di esito positivo, l’impianto normativo che resterebbe in vigore andrebbe contro le leggi che i governi Prodi prima e Berlusconi poi hanno dovuto approvare anche a causa delle SpA e Srl a capitale interamente pubblico (in house) o misto, avevano violato e stanno violando il Trattato Europeo sui principi di libertà di insediamento stabilimento e concorrenza. Le sentenze della Corte di giustizia Europea, a partire dal 2005, si sono pronunciate contro le SpA e le Srl a capitale interamente pubblico o misto che in Italia stavano gestendo servizi pubblici locali con affidamenti senza gara pubblica.
Per i non addetti, queste SpA e Srl, facendo, per il codice civile Italiano, attività di impresa e commercio, stanno esercitando, concorrenza sleale.
In altre parole, i referendum IdV finiscono con il promuovere una vera e propria sfida anche al Trattato Europeo.
(riassunto tratto da Luigi Meconi, hyperlink 13/04/2010).

6) Cosa succederà se passano i 3 quesiti referendari?

Qualora dovessero passare i 3 quesiti referendari del Forum non si tornerà alle leggi preesistenti ma di fatto si creerà un vuoto normativo che dovrà essere colmato con l’emanazione di nuove leggi.
Ma poiché già dal 2007 giace una proposta di legge di iniziativa popolare a favore dell’acqua pubblica sottoscritta da 400.000 persone, sarà giocoforza e c’è la speranza che il parlamento lavori attorno a questo testo.

7) Cosa propone la legge di iniziativa popolare del 2007?

La legge, definisce i “principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e del servizio idrico”
In particolare.
- detta i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico nazionale prefiggendosi l’obiettivo di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile, preservativo e solidale anche a garanzia delle future generazioni
Riguarda sia le acque di superficie che quelle sotterranee regolamentandone l’uso civile, agricolo e industriale.
- definisce che il servizio idrico è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e la sua gestione è sottratta al principio della libera concorrenza ed è realizzata senza fini di lucro.
- stabilisce che cessino tutte le forme di gestione del servizio idrico affidate a terzi mentre quelle
affidate a società a capitale misto pubblico-privato si trasformino in società a capitale interamente pubblico per poi divenire enti di diritto pubblico.
- determina che il servizio idrico integrato sia finanziato dalla fiscalità generale, specifica e dalla tariffa.
- stabilisce che l’erogazione giornaliera pari a 50 litri di acqua per persona sia considerata un diritto umano e quantitativo minimo vitale garantito e gratuito che non può essere sospeso.
- determina che la copertura finanziaria, per quanto attiene alla fiscalità generale, sia garantita attraverso il prelievo di risorse dalle spese militari, l’IVA derivante dalla vendita delle acque minerali, gli introiti delle sanzioni per danni ambientali, il prelievo fiscale sulla produzione e l’uso di sostanze chimiche inquinanti.

(Christian Grassi – fonte Segreteria MDF)