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giovedì 14 febbraio 2013

Programma Nazionale /3 - Lavoro



 Presentiamo ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre forze politiche.
- 3^ parte -
 
Come fa un paese che non ha un chiaro Piano Energetico e Piano Industriale a parlare di Lavoro?
“La Germania ha un piano energetico di trent’anni, la Danimarca di quaranta, l’Olanda di cinquanta, il Giappone di cento anni, noi abbiamo un piano energetico che mercoledì pomeriggio siamo nella merda!” ( Beppe Grillo).
Le PMI (piccola e media impresa) sono il cuore e il motore del Paese ma rimangono fuori da qualunque agenda politica. Esse rappresentano circa il 95% delle aziende italiane e il 70% del Pil e creano lavoro per oltre 10 milioni di persone.
Misure per il rilancio da adottare immediatamente sono cospicui sgravi fiscali soprattutto per le PMI che investono in ricerca e sviluppo (favorendo soprattutto lo sviluppo della green economy), sospensione e rinegoziazione dei mutui, incentivi per il microcredito (favorendo l’accesso al finanziamento), rivisitazione del sistema degli studi di settore, inserimento dell’Iva per cassa.
Va progressivamente ripensata l’IRAP, una tassa iniqua che le aziende devono pagare anche se in perdita, rivisto il rapporto con il Fisco che da esattore deve diventare consulente d’impresa, aiutato l’imprenditore in difficoltà con prestiti temporanei a basso tasso d’interesse, e chiusa Equitalia. Il rapporto tra impresa e Stato deve avvenire senza intermediari.
Molto dell’Economia e del Lavoro in Italia ruota intorno alla piccola e media impresa, e per questo motivo se ne devono tutelare i soggetti principali: i lavoratori.
L’Italia deve anche adeguarsi a quanto sancito dalla raccomandazione 92/441 CEE: “Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente. Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.
… il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri”.
L’introduzione del reddito di cittadinanza, un modello sociale già in vigore in gran parte degli Stati d’Europa, è un segno di civiltà: tutti i cittadini hanno diritto alla soddisfazione dei bisogni primari!
Trovare i fondi necessari è semplice: in Italia abbiamo 110 mila persone che percepiscono una pensione tra 10.000 e 90.000 euro mensili; per equità sociale e per i valori che fanno di un popolo una comunità, dobbiamo permettere a tutti di vivere dignitosamente, imponendo un tetto massimo alle pensioni, anche temporaneo, di 4000 euro mensili. In questo modo avremo disponibili 7 miliardi di euro l’anno per introdurre il reddito di cittadinanza. Questo istituto è già attivo in Europa (Belgio, Lussemburgo, Austria, Scandinavia, Olanda, Germania, Gran Bretagna, Francia) secondo diverse forme.
E’ necessaria l’abolizione della Legge Biagi: dal 2004 ad oggi i precari in Italia sono aumentati di quasi un milione di unità. La legge che aveva l’intento di rendere più flessibile il mercato del lavoro ha generato un deterioramento del mercato del lavoro giovanile, accompagnato da un forte senso d’incertezza e instabilità sul futuro di un’intera generazione. Si deve puntare su una nuova legge che preveda la semplificazione delle tipologie contrattuali, l’assegnazione alle agenzie interinali dei soli compiti di ricerca e selezione e maggiori agevolazioni fiscali per l’assunzione a tempo indeterminato dei
giovani.
Va ripensata la riforma delle pensioni con distinzione tra lavori usuranti e non, e va garantita immediatamente la  pensione a tutti gli esodati.

mercoledì 13 ottobre 2010

La pensione ai precari? Un'altra fregatura!

Finalmente, ahimé, sta cominciando a diradarsi la nebbia che aleggia da sempre sulla pensione ai precari, cioè quei lavoratori che l'INPS inquadra come "parasubordinati", per lo più giovani, e quello che si intravede mette i brividi.
Anche a loro nei prossimi giorni arriveranno da parte dell'INPS le istruzioni per consultare online la propria posizione contributiva con una differenza, però, rispetto alle altre categorie di lavoratori: non potranno simulare il calcolo della loro pensione.
Infatti con il sistema contributivo l'ammontare dei versamenti di questa categoria di lavoratori non riuscirà nemmeno a far maturare l'importo della pensione minima!
Quindi, che simulazione vuoi fare se la pensione non l'avrai?
E i contributi versati? State tranquilli non andranno persi: serviranno all'INPS per pagare la pensione a chi il diritto lo avrà maturato, magari utilizzando altre tipologie di contribuzione.
Qundi, ai precari non resta che sperare di rimanere talmente poveri da potere ambire alla pensione sociale, sempre che ne abbiano titolo! O magari di farsi una bella pensione integrativa per conto loro. Si, ma con quali soldi?
Intanto i privilegi dei parlamentari non si toccano e le pensioni maturano anche per quelli decaduti o defunti.
I parlamentari da voi eletti, cari lettori, compresi quelli della pseudo opposizione,  presi da feste e congressi sono tutti ossessivamente impegnati a discutere della cucina della ormai famosa casa di Montecarlo o delle beghe della povera Marcegaglia, ma nessuno ha il coraggio di andare in qualche TG a denunciare l'ennesima ingiustizia sociale che ricadrà sulle spalle delle nuove generazioni.
La situazione  in cui si verrà a trovare una larga fascia della popolazione è catastrofica e rischia di coinvolgere l'intera nazione.E' una bomba ad orologeria ed il tempo passa!

Giovani! Ancora non lo avete capito? Il cerino si spegnerà fra le vostre  dita! Svegliatevi!