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venerdì 17 agosto 2018

Svelato il segreto della Risonanza Magnetica? Ora si indaghi sul ritardo!

Nella precisazione pubblicata recentemente relativa alla questione della Risonanza Magnetica presso l’Ospedale di Formia, fornita in risposta ad un post del Consigliere Claudio Marciano, il Consigliere Paolo Mazza ha ricostruito tutti i vari passaggi della pratica fino al 18 maggio 2015, data in cui il parere in merito dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Formia viene inviato al Settore Sviluppo Economico.

Sappiamo poi tutti che dopo oltre tre anni da quella data a seguito della ispezione dei portavoce e degli attivisti del M5S presso il suddetto presidio ospedaliero e della esplicita richiesta di chiarimenti formulata al sindaco di Formia dal deputato Raffaele Trano, l’autorizzazione è stata finalmente rilasciata il 14 agosto scorso, anche grazie al diretto interessamento del Sindaco Paola Villa.

Questa scaramuccia tra consiglieri, che non sappiamo ancora se è finita, è servita al momento per chiarire, forse e in parte, i rapporti interni al Comune di Formia, scaricando a quanto pare sul Settore Sviluppo Economico della passata Amministrazione il sospetto di eventuali responsabilità, ma conferma in sostanza che l’inerzia del Comune di Formia non è “presunta”, come afferma Mazza, bensì reale. Anzi addirittura ci fa risalire al 2013 come data di inizio dell’iter per l’installazione del tomografo, ma non ci dice perché la pratica è rimasta ferma tre anni presso il Settore Sviluppo Economico del Comune. Certo non è l’attuale Amministrazione a dover rispondere del ritardo, ma c’è da chiedersi: se non fosse stato per l’interessamento del M5S, la pratica sarebbe rimasta nel cassetto?

Mettendo da parte le speculazioni politiche, appare comunque evidente che sia doveroso da parte dell’Amministrazione Comunale avviare un’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità personali o comunque per rimuovere eventuali lungaggini ed inefficienze della macchina burocratica del Comune, affinché cose del genere non accadano più.

Al di là di questo, c’è da considerare che oltre cinque anni per autorizzare - chissà quanto ci vorrà per installarla realmente! - un’apparecchiatura così importante per un Presidio Ospedaliero sede di DEA di I Livello come quello di Formia sono tanti ed è allucinante il rimpallo amministrativo della pratica tra Regione, ASL e Comune! L’inerzia non riguarda infatti solo il Comune, come abbiamo visto, ma anche gli altri Enti che non hanno mai sollecitato una pratica per un macchinario di cui erano destinatari o finanziatori! Stiamo parlando di un’apparecchiatura della quale avrebbero beneficiato migliaia di cittadini di Formia e del comprensorio costretti invece per anni a dover continuare a percorrere svariati chilometri o a rivolgersi a strutture private a pagamento per usufruire di un esame diagnostico!!!!!

La domanda sorge spontanea: cui prodest?

E’ necessario dunque che non finisca tutto a tarallucci e vini e si indaghi per accertare eventuali responsabilità amministrative e prevalenze di interessi privati, per sapere dov’è questa apparecchiatura, se è funzionale o nel tempo sia diventata obsoleta, perchè c’è voluto tanto tempo per autorizzarla e quanto tempo sarà necessario per installarla, se c’è il personale specializzato per farla funzionare. C’è chiaramente il rischio che siano evidenziati a diversi livelli, non solo comunali, risvolti che vanno ben oltre l’aspetto amministrativo e burocratico per sfociare in quello giudiziario. Una vicenda per la quale i Cittadini attendono risposte ed è giusto che chiedano trasparenza e ripristino della legalità!

C’è da augurarsi che il sindaco ed i portavoce interessati per quanto di loro competenza, si attivino a 360° per fare la più assoluta chiarezza, altrimenti lo faranno i cittadini!

domenica 17 febbraio 2013

Programma Nazionale /5 - Sanità




Presentiamo ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre forze politiche.

- 5^ parte -
 

L’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universale, introdotto dalla Riforma Sanitaria 833/1978. E nella valutazione mondiale dell’OMS del 2000 eravamo considerati il miglior sistema sanitario nazionale dopo la Francia. Ben diverso però il dato 2012 dell’Agenzia svedese “Health Consumer Powerhouse” che sulla base di tre parametri (stato di salute della popolazione, equità del finanziamento e risposta ai bisogni dei pazienti) ci pone al 21esimo posto su 36 paesi europei, rilevando soprattutto un dato molto negativo sui tempi d’attesa.
Insomma il SSN va difeso e salvaguardato, ma va anche migliorato, risolvendo le sacche di inefficienza dovute alla regionalizzazione della Sanità a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 e riducendo al minimo l’interferenza politica nella sua gestione.
Ad oggi il SSN vive grazie ad un fondo Sanitario nazionale unico, di circa 110 miliardi di euro, poi ripartito alle varie Regioni sulla base di parametri che tengono conto della popolazione pesata per età ed indice di salute e della spesa storica. Tale fondo è principalmente costituito dall’IRAP, in parte dall’IRPEF e in minima parte ma in aumento dalle entrate dirette del SSN tramite il pagamento dei ticket. Questa cifra serve per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) decisi dal Piano Sanitario Nazionale triennale.
Per via dell’austerità imposta da Monti e prima da Berlusconi, dal 2010 al 2015 ci saranno circa 30 miliardi di euro di tagli tendenziali, con i quali sarà difficile mantenere l’attuale struttura sanitaria.
Già sono in atto forti riduzioni di personale tramite il blocco del turnover nonché chiusure e riclassificazioni dei presidi ospedalieri e dei pronti soccorso a poliambulatori e punti di primo intervento. In più l’aumento dei ticket sanitari in diverse regioni sta rendendo concorrenziali i servizi offerti dai privati che drenano via sempre più risorse dal sistema pubblico. E tutto questo è insensato se paragoniamo la spesa sanitaria italiana in relazione al PIL: è tra le più basse in Europa. Il rapporto Ocse “Health at a glance” 2012 ci dice che la spesa sanitaria italiana pubblica sul PIL nel 2010 è del 7% e arriviamo al 9% sommando la spesa privata, nella media europea, ma ben al di sotto di Francia e Germania (9 e 11%). E anche la spesa sanitaria pro-capite è più bassa di quella europea.
Non è quindi più possibile comprimere il Fondo Sanitario Nazionale. Idem dicasi per il Fondo per la non autosufficienza, che va anzi incrementato nettamente.
Si tratta al più di efficientare la spesa, con l’obbligo di verificare i risultati (outcomes). Ad esempio bisogna centralizzare gli acquisti sanitari presso una centrale unica nazionale (es. Consip), ridurre gli acquisti di apparecchiature per diagnostica o terapia (in Italia ci sono 21 Risonanze per milione di abitanti contro le 7 di Francia e Germania), ridurre i primariati e far sì che le nomine siano tecniche e non politiche, anche per la dirigenza di ASL e ASO, ridurre gli accessi impropri in ospedale e le prescrizioni di esami e farmaci impropri con controlli a tappeto e sanzioni per i medici prescrittori, grazie al passaggio necessario alla “ricetta telematica”.
Occorre spostare la cura delle patologie, in particolare quelle croniche, dall’ospedale al territorio dove ormai è provato che una loro gestione, a parità d’efficacia, è sicuramente meno dispendiosa e più gradita da parte dei cittadini. Occorre quindi implementare la capacità di fare rete di tutta l’assistenza territoriale e in particolare della medicina generale, che di essa ne è la parte determinante.
Essa deve essere inserita al centro del Servizio Sanitario Nazionale, con la realizzazione, come da ACN, delle Associazioni Funzionali Territoriali (AFT) e delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), cioè reti di poliambulatori aperti tutti i giorni, interfacciati telematicamente con gli ospedali, nonché di notte con i medici di guardia medica, realizzando la vera continuità assistenziale.

ALCUNE DELLE PRINCIPALI PROPOSTE DEL M5S SONO:

TERAPIA
I ticket sanitari proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali.
Si deve promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” si devono prescrivere i principi attivi e il farmacista è tenuto a prescrivere il generico salvo dichiarazione diversa del medico basata su comprovata intolleranza ad un eccipiente.
Promuovere la vendita di farmaci sfusi laddove possibile per ridurre gli sprechi
Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l’uso degli oppiacei (morfina e simili) e dei tetra-idro-cannabinoidi
Legalizzazione e equiparazione delle medicine/ trattamenti alternativi riconosciuti

PREVENZIONE
È’ necessaria una Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e scelte di consumo consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e  l’automedicazione semplice;
Informare sui pro e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva);
Inserimento dell’educazione alimentare, sessuale, dell’automedicazione e dei corsi di Primo Soccorso all’interno del percorso della scuola secondaria e nei luoghi di lavoro con più di 15 dipendenti.

PERSONALE SANITARIO
Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentendo a un medico che lavora in strutture pubbliche di operare nel privato, se non in forma volontaria; con la possibilità di “intramoenia” solo oltre l’orario di servizio.
Istituzione dell’infermiere di famiglia così come indicato dall’OMS da oltre dieci anni e inserito nel percorso post laurea infermieristica.
Potenziamento delle cure domiciliari con formazione del e sostegno al “caregiver” per ridurre l’accesso
all’ospedale di pazienti cronici;
Adeguare le piante organiche infermieristiche agli standard europei portandole da 5,5 a 7,5-8 per mille abitanti.

STRUTTURE SANITARIE
Organizzazione degli ospedali per intensità di cura (HUB o di riferimento con DEA di II livello, SPOKE o cardine con DEA di I livello, territoriali con Pronti Soccorso semplici), senza sguarnire i territori marginali o disagiati
 Introduzione di un ticket di Pronto Soccorso per gli accessi impropri/abusi;
 Aumento dei posti nelle strutture territoriali quali RAF, RSA, case di riposo etc inserendo nell’organico la presenza dei volontari delle varie associazioni ed i lavoratori in mobilità/cassa integrazione, con istituzione di borse di lavoro, valide ai fini dell’acquisizione di punteggio per la partecipazione a concorsi per ausiliari;
Investire sui consultori familiari e i Servizi per le Tossicodipendenze (SERT).
Istituzione di almeno un pronto soccorso odontoiatrico regionale a cui afferiscano, in turni, i medici dentisti nei giorni festivi e notturni con tariffe molto ribassate o a titolo gratuito a seconda del reddito;
Revisione dei criteri di accreditamento e convenzionamento coi privati;
Liste di attesa pubbliche e on line e istituzione di centri unici di prenotazione on line
Liste di classificazione per outcomes (esiti) per patologie dei singoli ospedali
Utilizzo della tecnologia open source per creare un software unico per tutte le ASR italiane, che dialoghi con la tessera sanitaria elettronica e con le cartelle cliniche elettroniche dei medici di medicina generale nonchè degli specialisti in modo da registrare tutte le informazioni sanitarie del singolo cittadino;

POLITICA SANITARIA
Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica, defiscalizzazioni delle donazioni dei privati;
Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale
Introdurre la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche
Tavolo partecipativo in ogni ASR con diritto di voto nelle scelte/indirizzi economici degli ospedali, di associazioni , rappresentanti di cittadini, professionisti del reparto, anche per la scelta di nominativi da proporre per cariche di Primario e Direttore;
Studi sulla correlazione tra accesso diretto al medico specialista e abbattimento delle liste di attesa;
Detrazione di una quota variabile delle spese sostenute per la salute a seconda del reddito;
Raccolta differenziata effettiva e poter risalire alla provenienza e allo smaltimento della stessa. Utilizzo di materiale riciclabile e lavabile nel maggior numero possibile; Utilizzo da parte degli ospedali di impianti per la sterilizzazione dei rifiuti, per limitare al più possibile l’invio ad incenerimento.

- segue - 

venerdì 8 febbraio 2013

Stati Generali della Sanità del Lazio - MoVimento 5 Stelle Lazio


Gli AttiVisti del M5S daranno voce alla voglia di cambiamento e alle proposte civiche degli Operatori della Sanità del Lazio in data giovedì 14 febbraio dalle ore 15 alle ore 18 introdotti dai  Portavoce Regionali, Nazionali e dai singoli AttiVisti impegnati sul tema.
L'incontro, a cui parteciperà il Candidato Portavoce alla Presidenza della Regione Lazio, Davide Barillari, si svolgerà presso la Citta dell'Altra economia, Largo Dino Frisullo (zona Testaccio) e sarà trasmesso in diretta streaming.


Come partecipare:

Ogni operatore, rappresentante di una categoria o semplice lavoratore del settore, verrà introdotto da una “madrina” (Portavoce o Attivista) che si farà anche carico di portare avanti e sviluppare in rete e sul territorio l’istanza che verrà presentata durante l’incontro.

Ogni operatore/relatore avrà circa 10 minuti per parlare, a seconda del numero di adesioni, quindi si consiglia di prepararsi l’intervento, che sarà videoripreso e caricato sui canali You Tube.

Ogni operatore che relazionerà avrà l’obbligo di fornire alla propria “madrina” i seguenti dati: nome, cognome, una breve breve presentazione (ca. 10 righe), un abstract dell’intervento (ca. 10 righe). Tali dati verranno pubblicati in rete e promossi attraverso le nostre piattaforme e i nostri canali di divulgazione.
Lo scopo è quello di  fornire la massima visibilità e il massimo approfondimento relativo all’intervento, attraverso la presa in carico e la diffusione da parte della “madrina” che assicureranno una capillare diffusione delle diverse questioni sul web.

Successivamente agli operatori prenotati, daremo voce alle persone del pubblico che vorranno intervenire.

Tutti gli operatori che desiderano partecipare e che non hanno contatti diretti con AttiVisti e PortaVoce del M5S Lazio possono scrivere a: ufficiostampa.sanita@lazio5stelle.it. Verranno messi in contatto e seguiti da un nostro portavoce o attivista competente nella tematica in questione.

Nessuno verrà lasciato indietro.
Buon MoVimento.


lunedì 3 dicembre 2012

Centrale del Garigliano: inchiesta per disastro ambientale!



A pochi giorni dal Tavolo detto della Trasparenza tenutosi il 27 novembre scorso a Sessa Aurunca durante il  quale le cosiddette autorità costituite presenti    – stiamo parlando di rappresentanti dei Comuni e Province interessati, dell'ISPRA, del Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo economico, dell'Osservatorio Ambientale, dell'ASLCE , dell'ARPAC  e della Sogin  -  si sono premurate di rassicurare tutti, con estremo puntiglio,  sull’impatto ambientale di quello che resta della Centrale elettronucleare del Garigliano, affermando tra l’altro che la media dei tumori nel Comune di Sessa Aurunca è inferiore a quella della regione e tirando anche le orecchie a chi crea allarme sulla incidenza del cancro in tutta l’area circostante la Centrale, c’è chi a livello di autorità, finalmente, la pensa diversamente ed apre un’indagine giudiziaria.
E’ il sostituto procuratore della Repubblica Giuliana Giuliano di Santa Maria Capua Vetere che ha aperto un fascicolo per disastro ambientale e irregolarità in materia di sicurezza nucleare, con un blitz della Guardia di Finanza presso la Centrale che ha portato al sequestro di documenti ed accertato fatti  gravissimi di cui si sono resi colpevoli Enti ed Autorità che hanno il compito di mettere in sicurezza il sito e di vigilare sulla tutela dell’ambiente e della nostra salute.  
Controlli dell’Arpa previsti ogni sei mesi che non vengono svolti da sette anni, rifiuti radioattivi interrati a meno di 50 cm di profondità e a contatto con la falda acquifera, scoli dei reattori che finiscono nel Garigliano … cioè tutto quello che comitati e cittadini denunciano da anni, lì, in bella mostra, in barba al Tavolo della Trasparenza, a denunciare un rischio  ormai conclamato!
Ma allora tre giorni prima le autorità presenti a questo benedetto Tavolo di cosa stavano parlando? Su quali basi si permettono di fare certe affermazioni? Quali lavori di decontaminazione sono stati realmente effettuati dalla SOGIN, con quale efficacia? E per il futuro che garanzie ci sono che questo disastro strisciante abbia termine? Stiamo parlando di scorie che resteranno in quel sito “temporaneamente” ancora per decine di anni  prima di essere trasferite in un fantomatico Deposito Nazionale di cui nessuno sa se e dove sarà realizzato, stoccati in una struttura chiaramente decrepita e fatiscente, a rischio di inondazioni, in una zona sismica e densamente abitata!
L'esito del referendum ha posto un freno, almeno per un po’, alla questione nucleare da un punto di vista dell’approvvigionamento energetico e ci auguriamo che ciò costringa il Governo ad aprire finalmente alla ricerca ed agli investimenti in energie alternative ed  a basso impatto ambientale ed a spingere per la riduzione dei consumi ed il risparmio energetico. Come è sotto gli occhi di tutti, però, con il nucleare non si può abbassare la guardia e non solo per il Garigliano. Resta infatti, sempre più grave, nel nostro paese il rischio ambientale e sociale delle tonnellate di scorie e di rifiuti radioattivi derivanti non solo dalle centrali dismesse , ma anche dalle attività civili e sanitarie (per non parlare delle testate nucleari presenti sul nostro territorio!).
Noi del MoVimento 5 Stelle siamo convinti quindi, come più volte affermato durante la recente campagna referendaria, che il problema della Centrale del Garigliano non riguarda solo  il Comune di Sessa Aurunca e le zone immediatamente a ridosso della Centrale, bensì l’intera area compresa in un raggio di centinaia di chilometri  da questa e indirettamente tutti noi italiani e poiché come due anni fa non abbiamo alcuna fiducia nelle autorità comunali delle nostre città in tema di tutela della salute dei cittadini e di difesa dell'ambiente e del territorio, torniamo ad invocare ancora una volta – e ci adopereremo per essa - una  mobilitazione generale dei cittadini a sostegno questa volta dell’azione della magistratura, affinché i responsabili vengano puniti in maniera esemplare, si faccia chiarezza (Trasparenza?) sulle reali condizioni della centrale  e si adottino provvedimenti immediati ed efficaci.

Giovanni Nocella
MoVimento Formia 5 Stelle

lunedì 15 novembre 2010

Appello per la legge di iniziativa popolare sui rifiuti

Pubblichiamo a disposizione di tutti il testo dell'appello per la legge di iniziativa popolare sui rifiuti di cui si discuterà in Regione mercoledì prossimo. Chi vuole può copiarla ed inviarla agli inidirizzi e-mail di tutti i Consiglieri e Gruppi del Consiglio Regionale Lazio CHE PUO' SCARICARE QUI.
Cerchiamo di fare pressione, indipendentemente dal proprio schieramento politico. E' in ballo la nostra salute.

Giovanni Nocella
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Gentile Consigliere,

sono venuto a conoscenza che mercoledi 17 novembre all'o.d.g. del Consiglio vi è inserita la proposta di deliberazione consiliare n. 18 , di iniziativa del consigliere Abbruzzese, concernente la verifica della regolarita' formale (ex art. 9 l.r. 63/1980) della proposta di legge regionale di iniziativa popolare, riguardante una proposta di modifica della legge regionale Lazio 9 luglio 1998, n. 27 "disciplina regionale della gestione dei rifiuti".

Si tratta del paziente ed autorevole lavoro di un gruppo di persone molto preparato in materia rifiuti, che, sull'esperienza concreta e positiva di altre realtà amministrative sia in Italia che nel mondo, ha elaborato un piano regionale alternativo e sostenibile della gestione rifiuti, che esclude il ricorso all'incenerimento, prevedendo un ciclo basato su riduzione - riciclo e recupero di materia ed energia ricalcando il c.d. modello "Rifiuti Zero".

La sintesi del lavoro è che "rifiuti zero" non solo è possibile, grazie alla raccolta differenziata spinta porta a porta, ma è già perfettamente funzionante in molte città italiane e nel mondo; costa 1/10 rispetto alla tradizionale gestione discarica-incenerimento, non inquina, moltiplica per 25 i posti di lavoro, rilancia l'economia con il recupero delle materie prime secondarie.

Inoltre questa proposta tende a riallineare il Lazio con la normativa europea e nazionale in materia, evitare lo sperpero di risorse in impianti tossici e finanziati con fondi pubblici, tutelare la salute evitando l'impatto sanitario che l'inquinamento da nanopolveri produce irreversibilmente sugli esseri umani e sull'ambiente, e assicurare un futuro sostenibile alle presenti e prossime generazioni.

Alla vigilia della presentazione dell'atteso nuovo piano rifiuti regionale e del sempre più incalzante problema della gestione degli stessi, La prego di non approvare la proposta di delibera n. 18 in discussione il 17.11.10 che cancellerebbe l'iniziativa popolare suddetta per mere questioni formali e di intervenire per dare comunque la possibilità ai tanti cittadini laziali firmatari, più di 12.000, di essere ascoltati e considerati nelle scelte in tema di rifiuti che saranno effettuate a livello regionale e che andranno inevitabilmente ad incidere sul presente e sul futuro della regione.

Qualche indirizzo web d'approfondimento del modello Rifiuti Zero:

www.centroriciclo.com
www.compost.it
www.comunivirtuosi.org
www.corsorziopriula.it
www.decrescitafelice.it
www.ecoistituto.com
www.inceneritori.org
www.isde.it
www.riducimballi.it
www.rifiutizero.org
www.rifiutizerocampania.org
www.stefanomontanari.net
www.storyofstuff.com

Confidando nell'accoglimento di questa mia richiesta, invio i miei più cordiali saluti.

(fonte Massimo Piras - Presid. Assoc. "Non bruciamoci il futuro")

giovedì 28 gennaio 2010

CI STANNO UCCIDENDO DA 50 ANNI

Guardate questo video di 7 minuti di Gianni Lannes, non dimenticherete.

E’ GRAVISSIMA LA DENUNCIA CONTENUTA IN QUESTO VIDEO: IL GIORNALISTA GIANNI LANNES E’ ENTRATO SENZA ESSERE FERMATO IN UNA CENTRALE NUCLEARE DISMESSA (QUELLA DI CAORSO ) ED HA FILMATO PER DUE ORE I TIR DELLA ‘NDRANGHETA CHE PORTAVANO VIA TONNELLATE DI RIFIUTI NUCLEARI, CARICANDOLE SU CONTAINER.
LI HA SEGUITI FINO A GENOVA E A LA SPEZIA, DOVE I CONTAINER PIENI DI RIFIUTI SONO STATI CARICATI SU NAVI DA AFFONDARE IN MARE: ORA, NON TRENT’ANNI FA!

SVEGLIA GENTE!!!

Diffondete il piu' possibile. Copiate, linkate, scaricate ricaricate su facebook, vimeo, youtube. Pubblicate nei vostri blog. Inviate ai gruppi che amministrate. Scateniamo la Nostra Controffensiva.

CI STANNO UCCIDENDO DA 50 ANNI,
STIAMO MORENDO
E NON CE NE ACCORGIAMO!




sabato 16 gennaio 2010

Vaccino H1N1, Ecco il contratto segreto tra Novartis e Governo

I media "scoprono" l'accordo Novartis-Governo.

Trova finalmente riscontro sulla stampa quanto già da tempo ed ampiamente diffuso in rete circa gli accordi più o meno segreti che il Governo ha stipultao con la casa farmaceutica fornitrice in Italia del vaccino contro la fantomatica influenza H1N1.
Oltre al flop cui è andata incontro una scandalosa campagna di allarmismo collettivo su un tipo di influenza che fin dai suoi primi accenni si presentava di ordinaria amministrazione e non certo quella eccezionale e pericolosissima pandemia che si voleva far credere e che ha visto coinvolti in prima persona ministri, parlamentari ed esperti , ecco dunque finalmente la verità sul contratto che lo Stato ha stipulato con la Novartis che avevamo già denunciato qui. che comunque ci costerà 24 milioni di euro.

Fonte: www.repubblica.it/salute

di Adele Sarno


Fino ad oggi non si avevano idee chiare sul numero delle dosi di siero vaccinale acquistate, sui tempi di consegna, sui prezzi. Ma l'accordo tra la casa farmaceutica e il governo italiano per fronteggiare l’eventuale pandemia del virus H1N1 non è più un segreto


Novartis è obbligata a produrre le dosi di vaccino e a rispettare l’accordo con il ministero della Salute. Ma solo fino a quando ciò sia ritenuto "ragionevole". E ancora, se il siero vaccinale è dannoso per la salute “il Ministero è tenuto a tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole, se il vaccino fa male a chi lo assume paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione. Infine, se il prodotto non viene consegnato per mancato ottenimento dell'autorizzazione all'immissione al commercio e di prove cliniche positive, è ancora il Ministero a pagare. Il forfait è di 24 milioni di euro netti.

Il contratto tra la casa farmaceutica e il governo italiano per fronteggiare l’eventuale pandemia del virus H1N1 non è più un segreto. Lo pubblica il sito del mensile Altreconomia, proprio adesso che Ferruccio Fazio, ministro della Salute, in un'interrogazione ha annunciato che ha annullato metà delle dosi che avrebbe dovuto ricevere dalla Sanofi, cioè 24 milioni.

Fino ad oggi non si avevano idee chiare sul numero delle dosi di siero vaccinale acquistate dalla Novartis, sui tempi di consegna, sui prezzi. L’unica cosa nota dell’accordo con la multinazionale era che la Corte dei conti aveva 'bacchettato' il governo perché colpevole di aver accettato clausole troppo favorevoli all'azienda. Fra queste l'assenza di penali, l'acquisizione da parte del ministero dei rischi e il risarcimento alla multinazionale per eventuali perdite.

Il contratto è stato firmato il 21 agosto 2009 tra il direttore generale del ministero, Fabrizio Oleari, e l'amministratore delegato di Novartis Vaccines, Francesco Gulli. Nel testo si regolamenta l'acquisto diretto di 24 milioni di dosi di vaccino. Costo: 184 milioni di euro, iva inclusa. Di queste sono state prodotte e consegante dieci milioni di dosi. Mentre quelle usate sono quasi 900 mila. Il contratto si può leggere e scaricare, sebbene ci sia la presenza di omissis.

Nell’articolo 1 si stabilisce che Novartis è obbligata a produrre e a rispettare il contratto ma solo fino a quando ciò sia ‘ragionevole’. Dove per ‘sforzi commercialmente ragionevoli’ si intende che l’azienda si impegna ad adempiere all’incarico ma che laddove intervengano ‘fattori esulanti dal pieno controllo della Novartis’ l’accordo decade, e lo Stato paga lo stesso (art.3.1). Tra questi: “La disponibilità di uova e di altri materiali e il successo delle sperimentazioni cliniche necessarie a convalidare le caratteristiche di sicurezza e immunogenicità del prodotto”.

La confezione? Decide l’azienda. Ancora, il ministero non è autorizzato ad apportare modifiche alla confezione né a oscurare marchi su di essa. Alterare, oscurare, rimuovere o manomettere il marchio commerciale.

La consegna e la spedizione.
La multinazionale – si legge nell’articolo 3 – si impegna a consegnare entro una data concordata il vaccino, ma qualora non sia in grado di consegnare il prodotto basta una comunicazione al Ministero sette giorni prima della scadenza, per ottenere un rinvio concordato tra le parti. E se il ministero si dovesse trovare impossibilitato a ritirare il prodotto Novartis potrà rivenderlo ad altri clienti o fatturare al ministero quanto non ritirato, con la possibilità di rivenderlo comunque dopo 90 giorni.

Articolo 4: garanzie e indennizzi.
E se dall’assunzione del vaccino deriva un danno alla salute? L’azienda non è responsabile. Si legge nell’articolo 4.6: “Il Ministero è tenuto a indennizzare, manlevare e tenere indenne Novartis da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire in conseguenza di danni a persone e cose causati dal prodotto”. In altre parole se il vaccino è dannoso paga lo Stato. La multinazionale risponde soltanto dei difetti di fabbricazione.

Prezzo.
Il prezzo per ciascuna dose di vaccino è pari a 7 euro. Totale: 168 milioni di euro più iva. Il ministero dovrà pagare entro 60 giorni dall'emissione della fattura, su un conto corrente del Monte dei Paschi di Siena (articolo 5).

Cause di forza maggiore.
Ministero e azienda non sono responsabili l’uno nei confronti dell’altra se intervengono cause di forza maggiore. Quelle che limitano le responsabilità di Novartis vengono estese a situazioni che dovrebbero invece essere garantite da Novartis, come "epidemie e pandemie", "atti di qualsiasi autorità pubblica", "atti di enti sopranazionali”, come per esempio l'Oms (art. 8.3).

Durata e risoluzione (9.3).
Nel caso in cui il vaccino non possa essere consegnato per mancato ottenimento dell'autorizzazione all'immissione al commercio e di prove cliniche positive, il ministero paga Novartis con un forfait: 24 milioni di euro netti. E per chiudere, nell’articolo dieci, le parti si impegnano a mantenere assoluto riserbo sulle informazioni riservate.

(Gennaio 15, 2010)