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lunedì 3 dicembre 2018

 Assemblea pubblica su pontile petroli.

Report e riflessioni a 5 stelle.

(Una voce fuori dal coro - seguitemi fino in fondo, please!)

L’assemblea di ieri è stata discretamente partecipata. Ci sono stati diversi interventi e testimonianze di cittadini, operatori economici (balneari) ed esponenti di associazioni operanti sul territorio sul tema ambiente. Presenti naturalmente diversi esponenti e personaggi politici non solo formiani tra i quali sono intervenuti Pasquale Di Gabriele, Presidente del Consiglio Comunale di Formia, Emiliano Scinicariello, Consigliere Comunale a Gaeta e infine Paola Villa, Sindaco di Formia.

In modo quasi unanime è stata sollecitata dagli intervenuti un’azione unitaria ed univoca da parte dei sindaci del Golfo, ma sono anche emersi i rilevanti interessi economici che stanno dietro l’intera vicenda del deposito e del pontile petroli di Gaeta e che difficilmente potranno essere superati, a mio giudizio, a favore dei cittadini se a decidere sarà solo chi di quegli interessi è di fatto portatore. Mi riferisco chiaramente ad ENI, ma anche al Comune di Gaeta ed alla stessa Autorità Portuale che si sono assegnati il compito di valutare un progetto di fattibilità sulla varie alternative possibili.

La soluzione offshore comporterebbe infatti, a quanto pare, un costo di impianto quasi totalmente a carico di ENI, con Comune ed Autorità che perderebbero invece i vari diritti e poteri economici di cui resterebbero invece titolari con la soluzione porto commerciale. Per cui, contrariamente ai dimenticati proclami elettorali del sindaco Mitrano (non facciamoci infinocchiare dal suo recente strategico abbaiare contro l’ENI!) ed alle recenti manifestazioni della volontà popolare, sembra che la soluzione del porto commerciale sia scontata! Del resto da uno degli interventi è emerso da alcuni documenti citati che da anni stia andando avanti il progetto per la delocalizzazione del pontile nel nuovo porto commerciale di Gaeta, con tanto di dighe foranee e ammennicoli vari per un complesso che già definito e particolareggiato sconvolgerà indiscutibilmente l’intero golfo. Come il Porto Ranucci!

Desta sospetti, poi, come sottolineato da Paola Villa, il fatto che, riguardo al recente stanziamento di ben 195 milioni di Euro da parte della Banca Europea degli Investimenti a favore dei Porti di Roma e del Lazio, nel relativo comunicato stampa dell’Authority del 3 ottobre scorso siano stati citati i lavori previsti a Fiumicino e Civitavecchia, ma non quelli da fare a Gaeta! Perchè tanta segretezza? O alla BEI non interessa dove saranno investiti?

Il vero problema, a mio parere, è che comunque anche sostenendo la delocalizzazione offshore, a quanto pare la soluzione più gradita dalla quasi totalità dei presenti all’assemblea ed avallata dal Comune di Formia, non si risolva il vero problema che è a monte della delocalizzazione del pontile: la presenza, cioè, di un sito di stoccaggio petroli ad eccezionale pericolosità per comunità ed ambiente a ridosso di due centri abitati come Formia e Gaeta, incompatibile ormai con lo sviluppo urbanistico delle due città, estremamente pericoloso per comunità ed ambiente ed in contrasto con la vocazione turistica dell’intera area. Significativa e sconvolgente al riguardo la testimonianza dell’ex comandante dei rimorchiatori del porto di Gaeta, particolarmente esperto per il suo lavoro sulla questione sicurezza di pontili e petroliere, che ha evidenziato come la questione “pericolosità” non stia solo nell’eventuale sversamento in mare o nei danni che una eventuale esplosione di una petroliera potrebbe arrecare alle abitazioni a ridosso del pontile, ma nel disastro che una tale esplosione potrebbe causare nel raggio di chilometri e che, pur stando offshore il pontile, non sarebbe assolutamente evitato!

Occorre quindi che la questione venga riportata a ben altra prospettiva che coinvolga una progettazione pluriennale sull’intera destinazione del Golfo di Gaeta e sul futuro delle comunità che vi vivono che necessariamente rientra in quella ben più ampia della tutela ambientale del golfo e della sicurezza dei cittadini, ma anche dello sviluppo economico dell’intera area e della politica energetica del nostro paese. Quello di Gaeta è un sito di stoccaggio strategico di importanza nazionale ed il suo spostamento richiederà uno sforzo enorme che coinvolge diverse competenze e con complicazioni altrettanto immense. C’è il rischio è vero che la questione si dilati enormemente, ma adesso è il momento che le comunità del golfo devono sfruttare per evitare che fra chiacchiere, discussioni e passerelle varie, non si concluda come al solito alcunché di concreto e lo scempio vada lo stesso a buon fine, anzi a cattivo fine!

Sia la delocalizzazione offshore che quella al porto commerciale rappresenterebbero infatti comunque un investimento di parecchi soldoni, il che starà a significare che una volta spesi il deposito ENI da Gaeta non andrà mai più via!!!!!! Con tanti saluti al Golfo Area Sensibile ed alle velleità turistiche di tutti!!!!!! Non ci facciamo prendere in giro!!!!

La concessione, ricordiamolo, è stata rinnovata solo per 4 anni, anziché i 10 richiesti! Forse conseguenza del cambio di passo che c’è stato a livello di governo che dovrebbe determinare, almeno si spera, una accelerazione verso una politica energetica nella quale il ricorso a fonti fossili come il petrolio dovrebbe diminuire a favore di quelle rinnovabili. Non lo sappiamo ancora, personalmente ci credo, ma ci dà comunque una scadenza a breve per agire! L’obiettivo di un’azione popolare e politica deve essere quindi a mio giudizio lo spostamento del deposito, non la delocalizzazione del pontile, che va solo messo in sicurezza per i prossimi ultimi 4 anni di permanenza del deposito nel golfo!

Se a Mitrano e a Villa stanno davvero a cuore le vocazioni turistiche del Golfo si adoperino per lo spostamento dell’intero deposito ENI, non per la delocalizzazione del pontile qui o là secondo i rispettivi interessi campanilistici!

Quindi, e vengo alle proposte d’azione dei promotori dell’assemblea, c’è da essere totalmente d’accordo nel coinvolgere e sensibilizzare quanto più è possibile le comunità del Golfo, come ha sottolineato in assemblea una commossa ragazza di Minturno, perché serve la più ampia partecipazione popolare, spostando però, come detto, l’attenzione dal pontile al deposito, inquadrando la vicenda anche in una prospettiva di sviluppo turistico ed economico futuro, oltre che di sicurezza e tutela dell’ambiente.

Quanto all’azione politica, non me ne vogliano gli amministratori locali, ma di loro non è che ci sia tanto da fidarsi, visto che fanno ancora più o meno in gran parte riferimento a forze politiche che in tani anni hanno solo ignorato il problema aggravandolo. Bisogna che la questione arrivi in alto, molto in alto, a chi non ha, o almeno non ha ancora, le mani in pasta ed ha programmi di sviluppo del paese totalmente diversi da quelli di chi li ha preceduti fino a ieri. E che sappia tener conto delle esigenze e della volontà dei cittadini.

Per quanto concerne il M5S a livello locale, da attivista propongo e mi adopererò per la convocazione al più presto di un incontro pubblico tra i cittadini iscritti al M5S di Formia allargato ai nostri portavoce in Regione e Parlamento ed aperto a chiunque voglia confrontarsi con noi, per discutere e definire la linea e l’azione politica del M5S a livello locale a sostegno di questa iniziativa e su altre tematiche di estrema rilevanza per la città di Formia.

sabato 24 novembre 2018

 Natale a Formia! A spese di chi?


I principali tagli che la Giunta ha recentemente deliberato per finanziare il Natale a Formia riguardano:

  • le spese per servizi di pulizia e altre spese per Biblioteca, Archivio Storico e Officina Culturale (tanto li usano i cittadini!!!);
  • il capitolo “Acquisto beni” della Protezione Civile (viva la sicurezza!!!);
  • altre funzionalità dell’Archivio Storico (erano troppi gli Euro stanziati!!!);
  • la demolizione di manufatti abusivi (giusto! lotta all’abusivismo!!!!);
  • lo Stadio di Maranola con finanziamenti ridotti ad un magnifico “zero” Euro (Formia Città dello Sport? Si, quello delle tre carte!!!);
  • la formazione - udite, udite - del personale per aggiornamento e anticorruzione (efficienza e trasparenza, anche per questa amministrazione un optional!!!);
  • i servizi funebri per i non abbienti (vietato anche morire per chi è più povero!!!);
  • vari altri capitoli nel settore commercio (vi organizziamo il Natale, per il resto arrangiatevi!!!);
  • altre spese varie diverse, di gestione e acquisto beni (insomma, non vi arrabbiate, meno servizi per tutti!!!)

Totale: 89.500 € di tagli che si aggiungono ai 30.000 € già stanziati in bilancio che andranno a finanziare il Natale a Formia per un totale di spesa di circa 130.000 €, con i 10.000 destinati ad Associazioni di promozione turistica! Quali? Boh!!! Al momento non è dato sapere.

La delibera è la n. 91 del 5 novembre cui è seguita quella del 13 novembre che ha riepilogato le iniziative in programma, di cui solo alcune già note ed approvate e indicato le linee di indirizzo in base alle quali selezionare le associaizoni, le imprese ed i professionisti cui affidare le altre, previo dovuto contributo economico, con tanto di avviso pubblico, “gara” e commissione da nominare! Il tutto quando manca un mese al Natale? Cioè oltre ad aver stanziato cifre che al momento della delibera non si sapeva come sarebbero state spese (o si sapevano già?), c’è da chiedersi come si fa ad organizzare luminarie e manifestazioni ad un mese dal Natale? Bisognerà fare salti mortali per portate a Formia attrezzature ed eventi di un minimo di spessore, considerato che il meglio sarà già impegnato altrove!

La tempistica desta perplessità anche per un altro aspetto, quello della scelta delle associazioni che si faranno carico delle varie iniziative programmate. Hai voglia ad essere iscritto al Registro del Comune e a prevedere avvisi pubblici e gare! Parteciperà probabilmente solo chi forse già sapeva che i miseri 30.000 € annunciati a suo tempo sarebbero diventati 130.000??? Insomma, la solita distribuzione alla vecchia maniera di strenne natalizie? Ancora figli e figliastri (viene da dire cittadini e cittadinastri)? Sbaglio o in passato su queste cose qualcuno che ci governa oggi criticava le vecchie Giunte?

Il tutto, poi, probabilmente per fare concorrenza a Gaeta e per evitare che i formiani, tra mille polemiche campanilistiche, si vadano a godere le luminarie e le manifestazioni degli altri (sperando che non lo facciano ugualmente!). O forse anche per accontentare un pò i commercianti, soprattutto quelli del centro, che beneficeranno di queste iniziative (ma sarà davvero così?). In verità anche per loro bisogna considerare che, come detto sopra, si dà da una parte e si toglie dall’altra! E’ vero, non si fanno nuovi debiti, ma si taglia ancora sui servizi ai cittadini e sull’efficenza della macchina comunale! Al riguardo ci auguriamo che i 42.000 € di contributo regionale per queste festività, coperti per cassa con la “manovrina” di questi giorni, se e quando erogati dalla Regione ritornino nei cassetti dai quali sono stati presi e non magari utilizzati per altre improvvisate, tipo la coda di un altro film!

Quindi, cambiamento zero! Anzi! E’ evidente che questa amministrazione ancora una volta improvvisa all’ultimo momento, nella migliore tradizione formiana, senza alcuna programmazione che risponda ad un piano ragionato di governo della Città, sfruttando l’emergenza dell’ultimo momento per arrangiarsi alla meglio ed aggravando peraltro una situazione gestionale del Bene Comune che via via si fa sempre più precaria! Lunedì 27 in Consiglio Comunale si discuterà infatti di altre ulteriori spese fuori bilancio! Ma chi l’ha fatto questo bilancio? Come? E , dal punto di vista politico, qual’è la connessione con quanto urlato in campagna elettorale?

Sarebbe stato indubbiamente preferibile organizzarsi per tempo, coinvolgendo, coerentemente con quanto si proclama, i cittadini e le associazioni, soprattutto delle periferie, in maniera chiara e trasparente. Forse più che spendere migliaia e migliaia di Euro, togliendoli ai servizi ai cittadini, servirebbero maggior senso della comunità, solidarietà e partecipazione. Ma si sa, oramai nella politica del terzo millennio è l’apparenza quella che conta! Solo profumi e niente balocchi!!!

(Le due delibere di Giunta per chi vuole approfondire:

https://www.comune.formia.lt.it/sites/default/files/allegati_albo/dgc_91_2018.pdf https://www.comune.formia.lt.it/sites/default/files/allegati_albo/dgc_97_2018.pdf)

P.S. Le luminarie in testa alla nota sono quelle di Rio de Janeiro.

lunedì 19 novembre 2018

Ancora con gli inceneritori?

A discutere con la lobbie degli inceneritori e dei termovalorizzatori c'è da perdere solo tempo. Non capiscono o meglio non vogliono capire che a monte del problema c'è la differenza tra il produrre energia con i termovalorizzatori, che sembra la loro motivazione principale e che vorebbero far credere "pulita" solo perchè di "ultima generazione" e indispensabile, che comporta la distruzione irreversibile di materie prime, ed il recupero di queste sotto forma di materie prime secondarie, compost e materiali di recupero come previsto dall'applicazione dei principi dell'Economia Circolare che l'Europa sta promuovendo da anni e solo in Italia nessun politico (tranne quelli del M5S) conosce!
(La lista del M5S presentata alle elezioni a Formia prevede nel suo Programma un capitolo apposito sull’Economia Circolare, ma che ne parliamo affà?)

Con i termovalorizzatori non si risolve affatto l'emergenza rifiuti, tanto meno si dà sollievo alla Terra dei fuochi, come afferma il "cazzaro verde" (cit. Travaglio) perchè come già detto ci vogliono anni per costruirli e metterli in funzione. Hai voglia a morì nel frattempo!

Come per le centrali nucleari se non c'è il contributo pubblico e la garanzia di guadagni certi, nessun imprenditore privato se ne accollerebbe i costi né i rischi perchè la probabilità di fallimento è enorme. Fallimento che diventa certo se si continua, come richiesto dall'Europa e dalla logica della difesa dell'ambiente e delle risorse enegetiche, a spingere per la raccolta differenziata! Se differenziamo vuol dire che recuperiamo e ricicliamo, si produce meno monnezza e negli inceneritori cosa bruciate?

E' vero del resto che all'estero hanno impianti evoluti che in Italia ce li sogniamo (forse Bolzano, chissà) , ma li stanno dismettendo mano mano che avanzano con le energie alternative (mica so' fessi!). Infatti in Europa, dove si differenzia più che da noi, non hanno più monnezza da bruciare e usano la nostra. Il bello è che noi italiani siamo talmente intelligenti che paghiamo per dargliela e con trasporto a nostro carico!!!!!! Mentre invece gliela dovremmo vendere!!!!!! Perchè per loro è combustibile, come il gasolio o il carbone!!!!!!! Altrimenti sarebbero costretti a chiuderli con perdite enormi!!!!!!

Se proprio vogliamo impegnare risorse economiche in questa specie di "grandi impianti" (avete rotto con i grandi impianti, scendete nel concreto a fare le cose anche piccole, ma che servono davvero e ci mancano da troppo tempo), facciamolo con il solare, l'eolico, la geotermia ecc., impianti che sono a impatto zero ed una volta costruiti sfruttano energie inesauribili ed a costo zero!

Vi dirò di più! Il M5S sta portando avanti in Europa la liberalizzazione della produzione di energia che è ad un passo dall'essere realtà! Il che significa che presto l'energia la potremo produrre tutti anche con microimpianti casalinghi e condominiali o a livello comunale in base alle risorse locali e la potremo immettere in rete senza soggiacere ai ricatti ed ai condizionamenti dell'Enel facendocela pagare a prezzi di mercato! Guadagno ed economia per tutti!!!!!

I termovalorizzatori sono solo un BUSINESS per chi li costruisce (a spese nostre) e chi li gestisce (sempre a spese nostre) e per i politicanti che li supportano!!!!!

E in questo c'è piena convergenza di Lega, PD e rimasugli vari della destra che dipendono dalle lobbie dell’energia! (Ma Salvini nel 2016 non era contro gli inceneritori che voleva Renzi?)

Il M5S RISPONDE SOLO AI CITTADINI!!!!!

CAPITE PERCHE E' INDIGESTO AI VECCHI PARTITI?????






sabato 3 novembre 2018

 A chi risponde Paola Villa?

Più precisamente la domanda dovrebbe essere: qual’è l’elettorato di riferimento della nuova Giunta che amministra Formia? E’ una domanda questa che non vuole essere retorica, cui qualcuno potrebbe replicare con una tipica frase fatta secondo cui il sindaco risponde a tutti i cittadini, né tanto meno polemica, perché visti il prima, il durante ed il dopo la campagna elettorale credo sia più che legittimo porsela oggi per tentare di comprendere quale sarà il futuro politico ed amministrativo della città.

E’ indubbio che la vittoria elettorale alle comunali sia stata un successo personale di Paola Villa, che fin dalle precedenti amministrative del 2013 ha saputo catalizzare intorno alla sua persona le aspirazioni di rinnovamento dell’elettorato, a discapito soprattutto del M5S che, diciamoci la verità, non ha saputo fare altrettanto, pur avendo idee, qualità e numeri. Le liste a sostegno della professoressa sindaco infatti non hanno una grande storia politica alle spalle, la sua stessa lista non ha certo brillato per attivismo nel quinquennio precedente e solo alcuni della sua amministrazione hanno un trascorso di un qualche rilievo politico.

Una coalizione fatta per lo più di giovani inesperti (che a certe condizioni, ci può stare!), eterogenea e senza particolari caratterizzazioni politiche che si è condensata intorno alla sua leadership, concretizzandosi in un Programma senza né arte né parte, pieno di generiche buone intenzioni, grandi aspirazioni legate al “bene comune” o “al bene della città”, appelli al “volemose bene”, cui molti formiani hanno creduto o voluto credere, ma nulla di chiaro e concreto, tanto da assomigliare più che ad un programma amministrativo vero e proprio ad una bella “letterina di Natale”, di quelle che da bambini si indirizzano a Gesù Bambino cui i genitori credono perchè non possono o non sanno fare altrimenti.

Qualcuno può dire che è presto per esprimere giudizi e infatti personalmente non ne esprimo, per ora. Le mie sono considerazioni o meglio preoccupazioni quasi “a caldo”, ma è indubbio che la temuta confusione di idee e l’assoluta mancanza di linee politiche programmatiche dell’intera amministrazione, opposizioni comprese, stiano drammaticamente (per la città) venendo fuori e stanno emergendo contraddizioni, incertezze, ambiguità che rispecchiano in pieno gli schemi della vecchia politica, quella che molti auspicavano fosse ormai alle spalle. I “civici”, come temevamo e pronosticavamo noi del M5S, si ritrovano in balia delle tempeste politiche che travagliano da sempre la nostra città e la nostra regione e senza una bussola o una rotta chiara e percorribile anche la migliore barca rischia di naufragare, figuriamoci se comincia a fare acqua! Questo, si badi bene, vale per chiunque.

C’è da credere comunque, tornando alla domanda iniziale e mettendo a confronto i risultati delle comunali con le elezioni politiche e regionali, pur con le dovute differenze tra politiche ed amministrative, che sia quindi più che valida l’ipotesi da tempo e da molti avvalorata, per me quasi una certezza, che una buona parte, forse una gran parte di questo elettorato che ha scelto Paola Villa Sindaco, venga, per quanto riguarda un suo più ampio orientamento politico, da un’area vicina, molto vicina al M5S!

A cosa porta questa affermazione? Per come si stanno avviando le cose a nulla di buono per la coalizione civica che ci amministra o tenta di farlo, ma in fin dei conti della loro sorte non è che ci possa importare gran che. Ciò che conta, per me e credo molti altri attivisti del M5S, è piuttosto l’opinione al riguardo degli 8.480 formiani che il 4 marzo scorso hanno dato fiducia al M5S a livello nazionale!

E’ a loro e in particolare a coloro che hanno preferito ignorare la lista del M5S alle comunali, che viene da chiedere se sono contenti di come si stanno mettendo le cose, se ritengono che non sia il caso, non dico di tornare alle elezioni, perché in fin dei conti è forse troppo presto per una sentenza del genere, ma almeno di valutare qualche azione concreta affinchè le loro attese “pentastellate” possano essere soddisfatte da questa amministrazione. Qualcosa potrebbe cambiare a breve se il TAR darà ragione, almeno in parte (incrociamo le dita!), al ricorso degli attivisti del M5S contro i denunciati brogli elettorali ed il nostro Antonio Romano andrà a sedere in Consiglio Comunale, ma un solo Portavoce del M5S può essere importante per portare meglio avanti le nostre battaglie come opposizione, ma non basta per ottenere grandi risultati da un punto di vista programmatico, quelli che anche voi formiani a 5 Stelle “transfughi” attendete da questa amministrazione e che, secondo me attenderete invano se non ci diamo da fare. Serve di più, molto di più!

Procediamo però con calma. Le strade percorribili sono diverse e come M5S dovremo scegliere fra quelle che rispettano e rispecchiano la nostra identità e la nostra autonomia. Nessun pasticcio vecchia maniera! Riflettiamo per ora su questa mia provocazione e magari cominciamo a pensare al se, come e quando agire per rivendicare democraticamente le nostre aspettative da elettori del M5S, per poi magari discuterne a breve tutti insieme. Intanto ricordo a tutti che la partecipazione politica dei cittadini è l’essenza del M5S, ma anche uno dei fondamenti della Democrazia!

lunedì 10 settembre 2018

"Acqua bollente" a Mola e Partecipazione

Giovedì scorso ho assistito come osservatore all'incontro organizzato dal Comune di Formia presso la Torre di Mola con i tecnici di Acqualatina per informare i cittadini sugli imminenti lavori fognari nella zona via Abate Tosti-Largo Purificato.

Si tratta di lavori già previsti e deliberati dalla precedente giunta che dovrebbero iniziare a breve e che dovrebbero finire entro fine anno, il che significa sicuramente Natale con i cantieri aperti. Insomma un modo apparentemente partecipativo per addolcire la pillola e comunicare ai cittadini ed operatori di Mola il casino che dovranno sopportare nei prossimi mesi, ennesimo episodio dal film: “Però, ve l’avevamo detto”! C’è da augurarsi che per lo meno vengano definitivamente risolti i problemi ambientali che l’intero quartiere sopporta da tempo.

L'incontro con i cittadini, come evento partecipativo, potrebbe essere valutato positivamente se fosse realmente inquadrato in un processo di coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni dell'A.C., con la possibilità di intervenire concretamente nella gestione di un servizio pubblico. La “partecipazione” viene invece ancora una volta interpretata, come per le precedenti amministrazioni, al massimo come momento “informativo” durante il quale il Comune informa i cittadini su cose già decise altrove, durante il quale i cittadini ascoltano passivi avendo tutt’al più la possibilità di porre qualche domanda a chiarimento. Non c’è una fase “propositiva” nè tanto meno “deliberativa” nella quale i cittadini possano attivarsi. Insomma uno stentato passo verso il coinvolgimento dei cittadini, ma niente a che vedere, comunque, con la partecipazione di questi alla gestione di un servizio pubblico come la intendiamo nel M5S. Bisogna fare molto di più e di questo ne discuteremo prossimamente con alcune riflessioni e proposte ben precise.

Guardando poi l’evento da un altro punto di vista, non si può non rilevare come, nel caso specifico, non era il Comune ad informare, bensì un ente terzo come Acqualatina. Sindaco e rappresentanti del Comune avevano infatti ben poco da comunicare al riguardo, anzi sembrava che ne sapessero meno dei cittadini presenti. Perchè dunque “patrocinare” come iniziativa del Comune quella che dovrebbe essere una incombenza di Acqualatina? A mio modesto parere il nostro Sindaco non avrebbe dovuto presiedere personalmente l’evento, come ha fatto, facendosene più o meno “sponsor”, bensì favorire certo l’incontro, ma lasciando tutt’al più spazio a qualche tecnico del comune a titolo di controparte dell’Ente gestore e a tutela dell’interesse dei cittadini. La sensazione invece era: Acqualatina ed il Comune da un lato, i cittadini dall'altra.

Non c’è da meravigliarsi, quindi, se la cosa possa apparire come un evento di facciata finalizzato a mostrare da un lato l’attivismo personale del Sindaco su un tema scottante come quello dell’acqua pubblica, “acqua bollente” verrebbe da dire, senza alcun risvolto concreto per i cittadini e dall’altra a fare da paravento e coperchio alle inadempienze ed ai ritardi accumulati da Acqualatina negli anni supportando l’apparente rinnovata efficienza dei suoi interventi sul territorio. Il che risulterebbe perfettamente in linea con il nuovo atteggiamento prevalentemente collaborativo nei confronti di Acqualatina che il Sindaco ha sfoderato dopo l’insediamento, in netto contrasto con l’antagonismo da questi manifestato negli anni precedenti, almeno fino all’inizio della campagna elettorale delle regionali. A dir la verità, infatti, qualche sospetto di un così radicale cambiamento lo aveva già destato durante la campagna elettorale l’avvicinamento ed il supporto dato da Paola Villa a Zingaretti ed alle sue proposte sulla rilevazione delle quote di Acqualatina e sulla riforma (nel frattempo fatta abortire dallo stesso Zingaretti) degli ATO, addirittura inseriti nel Programma delle sue liste e che nulla hanno a che vedere con una vera pubblicizzazione del servizio idrico!

Insomma, ferma restando l’importanza dei lavori da effettuare e dell’informazione più o meno fornita ai cittadini, sembra di assistere ancora alla campagna elettorale personale del Sindaco e comunque ad un bell'assist all’immagine ed agli interessi di Acqualatina.

E i cittadini aspettano l’acqua bene comune! Ne ripaleremo!

venerdì 17 agosto 2018

Svelato il segreto della Risonanza Magnetica? Ora si indaghi sul ritardo!

Nella precisazione pubblicata recentemente relativa alla questione della Risonanza Magnetica presso l’Ospedale di Formia, fornita in risposta ad un post del Consigliere Claudio Marciano, il Consigliere Paolo Mazza ha ricostruito tutti i vari passaggi della pratica fino al 18 maggio 2015, data in cui il parere in merito dell’Ufficio Urbanistica del Comune di Formia viene inviato al Settore Sviluppo Economico.

Sappiamo poi tutti che dopo oltre tre anni da quella data a seguito della ispezione dei portavoce e degli attivisti del M5S presso il suddetto presidio ospedaliero e della esplicita richiesta di chiarimenti formulata al sindaco di Formia dal deputato Raffaele Trano, l’autorizzazione è stata finalmente rilasciata il 14 agosto scorso, anche grazie al diretto interessamento del Sindaco Paola Villa.

Questa scaramuccia tra consiglieri, che non sappiamo ancora se è finita, è servita al momento per chiarire, forse e in parte, i rapporti interni al Comune di Formia, scaricando a quanto pare sul Settore Sviluppo Economico della passata Amministrazione il sospetto di eventuali responsabilità, ma conferma in sostanza che l’inerzia del Comune di Formia non è “presunta”, come afferma Mazza, bensì reale. Anzi addirittura ci fa risalire al 2013 come data di inizio dell’iter per l’installazione del tomografo, ma non ci dice perché la pratica è rimasta ferma tre anni presso il Settore Sviluppo Economico del Comune. Certo non è l’attuale Amministrazione a dover rispondere del ritardo, ma c’è da chiedersi: se non fosse stato per l’interessamento del M5S, la pratica sarebbe rimasta nel cassetto?

Mettendo da parte le speculazioni politiche, appare comunque evidente che sia doveroso da parte dell’Amministrazione Comunale avviare un’inchiesta interna per accertare eventuali responsabilità personali o comunque per rimuovere eventuali lungaggini ed inefficienze della macchina burocratica del Comune, affinché cose del genere non accadano più.

Al di là di questo, c’è da considerare che oltre cinque anni per autorizzare - chissà quanto ci vorrà per installarla realmente! - un’apparecchiatura così importante per un Presidio Ospedaliero sede di DEA di I Livello come quello di Formia sono tanti ed è allucinante il rimpallo amministrativo della pratica tra Regione, ASL e Comune! L’inerzia non riguarda infatti solo il Comune, come abbiamo visto, ma anche gli altri Enti che non hanno mai sollecitato una pratica per un macchinario di cui erano destinatari o finanziatori! Stiamo parlando di un’apparecchiatura della quale avrebbero beneficiato migliaia di cittadini di Formia e del comprensorio costretti invece per anni a dover continuare a percorrere svariati chilometri o a rivolgersi a strutture private a pagamento per usufruire di un esame diagnostico!!!!!

La domanda sorge spontanea: cui prodest?

E’ necessario dunque che non finisca tutto a tarallucci e vini e si indaghi per accertare eventuali responsabilità amministrative e prevalenze di interessi privati, per sapere dov’è questa apparecchiatura, se è funzionale o nel tempo sia diventata obsoleta, perchè c’è voluto tanto tempo per autorizzarla e quanto tempo sarà necessario per installarla, se c’è il personale specializzato per farla funzionare. C’è chiaramente il rischio che siano evidenziati a diversi livelli, non solo comunali, risvolti che vanno ben oltre l’aspetto amministrativo e burocratico per sfociare in quello giudiziario. Una vicenda per la quale i Cittadini attendono risposte ed è giusto che chiedano trasparenza e ripristino della legalità!

C’è da augurarsi che il sindaco ed i portavoce interessati per quanto di loro competenza, si attivino a 360° per fare la più assoluta chiarezza, altrimenti lo faranno i cittadini!

giovedì 2 agosto 2018


Brogli elettorali, che c'azzecca la trasparenza? Qui è questione di legalità! La risata iniziale con la quale il neo sindaco Paola Villa ha accolto le domande dei giornalisti sul tema dei brogli elettorali denunciati al TAR ed alla giustizia penale dagli attivisti del Meetup di Formia è emblematica e da sola non andrebbe commentata, ma le affermazioni che l’hanno seguita necessitano di alcune puntualizzazioni, che faccio a livello personale, da attivista storico, mi sia consentito, del Meetup.

Sono state infatti pronunciate parole a mio giudizio molto gravi dalla Prima Cittadina di Formia. Sinceramente mi aspettavo, per una denuncia così grave e nell’attesa delle decisioni di Tar e Procura che potrebbero mettere a rischio non solo la lista di Forza Italia, ma l’intero iter elettorale, affermazioni magari neutre e distaccate, ma di principio sulla importanza del rispetto delle leggi da parte di chiunque, a maggior motivo da parte di chi si candida alle elezioni, chiede fiducia ai cittadini e va poi ad amministrare il famoso “bene comune”.

Paola Villa ha esordito invece con un vero e proprio attacco politico contro il Meetup di Formia, che a quanto pare è l’unica voce scomoda e fuori dal coro di omertà che sta circondando questo fatto di cronaca amministrativa e giudiziaria che, se accertato e dimostrato in giudizio, umilierebbe ulteriormente la nostra città e non certo per colpa del M5S! In sostanza il Meetup 5 Stelle di Formia sarebbe reo di “continuare a fare politica” con le denunce, anzichè accodarsi al democraticamente scorretto “volemose tutti bene”, al “tutti fermi, tutti zitti” del Gian Burrasca, come se sia da condannare chi rileva e denuncia un illecito amministrativamente e penalmente rilevante e non chi lo ha commesso. Come si deve fare politica allora, cara sig. Sindaco, secondo lei? Facendo finta di ignorare e continuando a coprire come se niente fosse le illegalità di cui si viene a conoscenza? E questo si può chiamare “cambiamento”? Per me è perfetta continuità con il vecchio! Anzi peggio, perché in campagna elettorale in tanti vi siete vantati di tutt’altro! E ci avete vinto le elezioni!

Prosegue poi, il Sindaco di Formia, cercando di dare una strana definizione del concetto di “trasparenza”, che a suo giudizio sarebbe ben altra cosa, ma non si riesce a capire cosa. Forse non è trasparente, secondo lei, che qualcuno denunci mettendoci la faccia e supportando la denuncia con prove documentali quanto meno attendibili? A confronto cita la presunta “trasparenza” con la quale lei ha annunciato l’incontro avuto con il ns portavoce Raffaele Trano e da noi del Meetup, secondo lei, “non gradito”, mettendo sullo stesso piano un’azione istituzionale lecita ed opportuna e la denuncia di un fatto illecito e dannoso per la collettività. Il primo sarebbe “trasparente” perchè lo fa lei, la seconda no perchè la facciamo noi? Al riguardo, in realtà, ciò che non è stato gradito non è stato l’incontro con Trano in sé - per carità, siamo noi i primi a chiedere il ”fiato sul collo” alle amministrazioni locali anche da parte dei nostri Portavoce in Regione e Parlamento - bensì il contenuto del relativo comunicato emesso dall’A.C. che ha stranamente omesso il motivo reale dell’incontro che a noi risulta essere la richiesta da parte di Trano di informazioni relative al mancato utilizzo da 4 anni del macchinario di risonanza magnetica dell’Ospedale di Formia, cui tra l’altro a tutt’oggi non è stato dato esito. Dal comunicato sembrava invece quasi che si trattasse di una visita di omaggio alla neo sindaca da parte di un portavoce del M5S, con il quale lei collaborerebbe a prescindere dall’appartenenza politica (e perchè non dovrebbe?) o forse a prescindere dal Meetup di Formia?

Comunque, che c’entra in tutto ciò la trasparenza? Qui è questione di legalità, di rispetto delle leggi! E ammesso che si tratti di trasparenza, se questa deve essere a 360°, come lei dice, forse non deve riguardare la sua amministrazione?

Poi si passa all’argomentazione monstre! La politica deve sottoporsi al giudizio dei cittadini! E’ questo che importa, ciò che decideranno invece TAR e Tribunale è “ben altra cosa”, cioè non conta una mazza per il neo Sindaco di Formia????? Viva gli illeciti e le illegalità dei politici, basta che c’è il consenso dei cittadini???? Non fa niente se da qualcuno è stato estorto violando la legge ed inficiando il diritto alla libertà di voto, col rischio di falsare l’intera procedura elettorale a danno della collettività? Codici amministrativi e penali sono carta straccia per la neo sindaca? Ma non era un’altra la crociata intrapresa in campagna elettorale? Tutto stravolto e dimenticato? Sicuri che così si fa il bene comune e gli interessi della città? Tanto si risanano i conti (come? e sarà davvero così?)!

C’è da rimanere a dir poco esterrefatti! Ma tutti tacciono!
Nelle chiacchiere successive durante la conferenza stampa si ribadiscono i concetti espressi prima e si rincara la dose, nel tentativo di sminuire la gravità di quanto denunciato dal Meetup addossandogli chissà quali interessi di parte, come se gli intrallazzatori, o presunti tali, fossimo noi e non gli altri. In realtà noi abbiamo agito fin da prima delle votazioni per l’affermazione della legalità, del rispetto delle leggi, del rispetto dei cittadini che non possono continuare ad essere trattati con “metti ‘na firma qui e statti zitto!” E’ questo quello che denunciamo! L’accesso agli atti è stato fatto prima del voto e abbiamo chiesto fin dal 2 maggio, inascoltati, un Osservatorio della DDA per le elezioni perché temevamo ciò che stiamo denunciando!

Continui ad esser serena cara sig.ra Sindaco, non ce l’abbiamo con lei o con la sua Giunta o col Consiglio Comunale e nemmeno con i protagonisti di questa per noi triste vicenda, se vera. Siamo semplicemente MoVimento 5 Stelle! Lasciamo alle autorità competenti il compito di indagare e giudicare, invitandole a farlo anche per quanto riguarda, si figuri, il nostro operato, forse perchè abbiamo la coscienza tranquilla. Stia serena, perchè noi collaboreremo con la sua amministrazione per il bene comune e nell’interesse della città, stia tranquilla, ma a modo nostro, con severità, puntualità e la più assoluta indipendenza ed autonomia e non tutti in fila per uno dietro di lei. Per noi la Democrazia è un’altra cosa!

Qui un resoconto ed il video della conferenza stampa.

Giovanni Nocella - Attivista Meetup Formia 5 Stelle

mercoledì 11 aprile 2018

Waterfront da 5 Stelle!

 
Già dalla presentazione fatta a dicembre scorso, avevamo capito di essere di fronte ad un progetto di Waterfront, quello proposto dall’Associazione La Marina Club, di ampio respiro che non rappresenta solo una semplice ridisegnazione della costa per renderla più funzionale alle esigenze di una città come Formia, ma che coinvolge molteplici aspetti tutti indispensabili per il rilancio della nostra città, sotto diversi punti di vista.
Il progetto presentato ieri alle forze politiche che si contenderanno l’Amministrazione Comunale il 10 giugno prossimo restituisce innanzitutto il mare alla città, entrambi da troppo tempo separati da una insensata anche se ormai indispensabile litoranea che di fatto da decenni priva Formia di una passeggiata a mare e di un contatto diretto con le attività marinaresche, oltre che, come abbiamo visto, con un patrimono archeologico di eccezionale interesse.
Ma c’è di più, molto di più. Innanzitutto, come detto, c’è la salvaguardia di un patrimonio archeologico e culturale unico nel suo genere, da troppo tempo in assoluto stato di abbandono, che opportunamente valorizzato può costituire un forte, fortissimo richiamo turistico, di cui la città ha estremo bisogno e che come ha sottolineato la prof.ssa Vincenza D’Urso può restituire il giusto equilibrio tra mare e monti che dovrebbe caratterizzare il nostro territorio, ma che nel contempo ha bisogno del necessario “rispetto” da parte di tutti noi. C’è poi il recupero di aree da destinare ad attività sportive (la vela in primis), ludiche, di intrattenimento e svago, tutte, anch’esse, di forte richiamo turistico, legate al mare. C’è l’opportunità di una razionalizzazione della cantieristica formiana, per aiutarla a ritrovare i fasti di un tempo e rilanciare un settore imprenditoriale che ben si inserisce in quella che per noi sarà una Formia a 5 Stelle, fatta non solo di cultura, sport, turismo e ospitalità, ma anche di piccole e medie imprese dei vari settori, di artigiani, del recupero di antichi mestieri che riqualificati e proiettati nell’era digitale potranno offrire nuovo lavoro ai nostri giovani.
C’è il recupero di aree di sosta per le auto, che integreremo con il resto del nostro Piano della Sosta per un Piano Mobilità finalizzato soprattutto al decongestionamento del centro città per renderlo usufruibile e vivibile per tutti.
C’è poi, non ultimo, il recupero di posti barca di piccolo e medio cabotaggio da mettere a disposizione di Formiani e non, per il rilancio di una diportistica degna di una città di mare come Formia, in alternativa al famigerato porto turistisco cd. “Ranucci” che rappresenterebbe secondo noi una vera jattura per la città ed uno scempio per l’intero Golfo di Gaeta e che ci auguriamo completamente affondato dalle pastoie burocratiche e dalla fumosità degli interessi di chi lo aveva promosso.
Essendo stati credo i primi come Meetup, e di ciò può darne conferma lo stesso Giovanni Di Russo, ad avere l’onore di aver esaminato e valutato il progetto ancor prima della presentazione di dicembre, avremmo potuto tentare di metterci il cappello sopra, ma non sarebbe stato corretto nei confronti di un progetto, e delle persone che lo promuovono, che è della Città e ad essa deve appartenere.
Ieri le diverse parti politiche presenti hanno espresso le loro valutazioni ed il loro apprezzamento sull’iniziativa, pur se con diverse sfumature, in particolare sugli aspetti organizzativi e finanziari.
Archiviato a quanto pare il parere favorevole della Sovrintendenza ai Beni Culturali, le diversità riguardano forse il coinvolgimento più o meno accentuato dei privati in un’iniziativa che a nostro giudizio deve rimanere totalmente nelle mani dell’Amministrazione Comunale che deve gestirla in proprio assumendosi la responsabilità di condurla con trasparenza e nell’esclusivo interesse comune, come è ormai consuetudine delle amministrazioni a 5 Stelle. Qualche dubbio è stato espresso in tema di finanziamenti pubblici in merito alla loro farraginosità e difficoltà di ottenimento, problemi secondo noi appositamente creati e voluti dal vecchio sistema di spartizione di potere e risorse economiche tipico dei partiti e che contiamo di superare grazie alla garanzia di avere un contatto diretto e disinteressato con i nostri portavoce in Regione, Parlamento e in Europa, che aiuterà sicuramente a coprire l’aspetto finanziario.
Chiunque, dunque, amministrerà Formia, ricordi le promesse di questi giorni! Noi cittadini di Formia vi controlleremo!
Per quanto ci riguarda, come affermato dal nostro candidato sindaco Antonio Romano, integreremo di certo questo progetto nel nostro Programma Amministrativo e ci auguriamo che anche altre forze politiche lo facciano, perché riteniamo che sia una iniziativa che possa solo fare bene per la città e ci adopereremo alla sua realizzazione, insieme agli altri progetti che ci stanno arrivando dalla comunità formiana, sia se saremo maggioranza di governo che opposizione.

sabato 16 dicembre 2017

Il vero problema della vicenda Fucci.




Uno dei difetti della democrazia rappresentativa così come è stata "adattata" in Italia dai partiti negli anni è il consolidamento costante e crescente del potere nelle mani di pochi, che sono poi quelli che si sono arroccati nelle segreterie dei partiti trasformandoli da strumenti di partecipazione democratica in centri di potere. Per scardinare questo caposaldo dell'oligarchia dei partiti la Democrazia Diretta propone, tra gli altri principi che ne sono fondamento, quello dell'"alternanza", che comporta il costante ricambio tra i cittadini nelle cariche elettive, per evitare quindi che l'ebbrezza del potere possa dare alla testa dei singoli e danneggiare la collettività. Da qui, vista la mancanza di norme di legge sul tema, deriva la norma prevista dal M5S dei due mandati che tutti i ns. candidati portavoce, a tutti i livelli, conoscono, accettano e sottoscrivono.
Fabio Fucci, sindaco del M5S di Pomezia, ha provato se ho ben capito a far modificare la norma adattandola al suo primo breve mandato. Forse avrebbe dovuto sollevare il problema prima, lontano dalle elezioni, affinchè la cosa potesse essere valutata con più serenità, non a pochi mesi dalle elezioni. Se lo staff comunque non ha ritenuto che ci fosse oggi l'opportunità di procedere in tal senso, doveva semplicemente rispettare l'accordo sottoscritto, che non è stipulato solo con chi gestisce il simbolo del M5S, ma con l’intera collettività che questo simbolo rappresenta. Questo anche perchè, checchè ne dica qualcuno, i simboli hanno la loro importanza!
Ora ha senza dubbio il pieno diritto di decidere quello che vuole e quindi di ricandidarsi con una sua lista civica. La legge non glielo impedisce. Andrà per la sua strada che si separa, purtroppo per lui, inesorabilmente e, mi permetto di dire dall’alto della mia delusione, miseramente da quella del M5S.
E’ stato un buon sindaco per la sua città, anzi un ottimo sindaco, fiore all’occhiello dell’intero M5S. Solo poche settimane fa ne tessevamo le lodi durante la nostra Festa del Golfo. Purtroppo, ad una prova così delicata per la sua credibilità ha preferito anteporre il proprio io, la propria ambizione personale ad un progetto che è molto più grande ed importante di lui e della sua personale “carriera” politica. Non serve addurre a scusante che, nell’interesse della città, per completare il lavoro iniziato a Pomezia serve esperienza e capacità come quella che ha mostrato lui, peccando di presunzione, né tantomeno affermare che l’esperienza da Consigliere e Presidente del Consiglio Comunale di Adriano Zuccalà, candidato sindaco della lista del M5S alle prossime elezioni a Pomezia, non sia paragonabile alla sua da Primo Cittadino, contraddicendo sé stesso. Oltre che ad essere scorretto nei confronti di chi ha collaborato fino ad oggi con lui, Fabio Fucci infatti dimentica che lui veniva da un solo anno da consigliere dell’opposizione e senza alcuna esperienza di governo di una città!
Con la sua decisione Fucci ha gettato alle ortiche, almeno dal punto di visto etico, anni di limpida e meritevole attività politica. Come Pizzarotti.
Il vero problema però non sono i Fucci o i Pizzarotti, che come sono venuti così possono andare, causando certo qualche momentaneo danno al MoVimento, più per le speculazioni mediatiche che altro, senza comprometterne peraltro più di tanto il progetto politico sul lungo termine. Il vero problema sono gli elettori del M5S. Soprattutto coloro che hanno votato i Fucci e i Pizzarotti. Sono loro che devono essere certi di aver capito che dietro il successo dei loro sindaci a 5 Stelle non ci sono le capacità taumaturgiche di questi “primi cittadini”, ma un lavoro di squadra, frutto di un entusiasmo, di una volontà ferrea di cambiamento, di un modo diverso di approcciare la politica che sono marchio di fabbrica del M5S! Di un progetto politico che non ha eguali sulla scena politica italiana, che si fonda certo sulle capacità delle persone, ma che prescinde dai personalismi e li travalica, che trova nel rispetto delle poche, ma ferree regole della Democrazia Diretta la forza per contrastare l’onnipotenza dei partiti. Non so se i Fucci e i Pizzarotti riusciranno a replicare altrove tutto ciò. Temo invece che resteranno fagocitati dal sistema e con essi i loro elettori, come avvenuto per tutti coloro che hanno tradito la loro stessa parola data col M5S.
Sono i cittadini che alle prossime elezioni potranno e dovranno fare la differenza, per il vero cambiamento, confermando quella maturità politica di cui il paese ha bisogno, non i Fucci ed i Pizzarotti!

lunedì 3 aprile 2017

Formia: usciamo dal pantano elettorale!


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Quello che si poteva pensare che accadesse per motivi ben più gravi e pregnanti, come le indagini ed i procedimenti giudiziari o la sostanziale inerzia amministrativa che fa da sfondo al ristagno ed al progressivo degrado della nostra città, magari per un sussulto di dignità e senso civico, è accaduto invece per il più banale e prevedibile degli eventi legati alla vecchia politica: il tradimento!
Inutile dilungarsi nella ricerca delle motivazioni tecniche o politiche o personali che sono alla base della sostanziale e apparentemente inattesa “sfiducia” ricevuta dalla Giunta Bartolomeo. Perderemmo il nostro tempo a rimestare nei putridi liquami di una vecchia politica, tanto rancida ed avvizzita, quanto decisa a resistere a qualsiasi tentativo di rinnovamento e depurazione, in un’agonia prolungata, a tutti i costi, a danno della città!
Quale e quanta tristezza destano in noi le conseguenti, a questo punto doverose, ma tardive dimissioni di un Sindaco, che al di là di qualsiasi altra considerazione politica sulla sua amministrazione, ha sulle spalle il peso di aver trascinato per mesi la sua Giunta e con essa l’intera città nell’inerzia politica ed amministrativa, fino ad un così squallido epilogo.
Salvo eventuali possibili ripensamenti, grazie al freddo e cinico calcolo di politicanti cui il bene della città è totalmente estraneo, le dimissioni non sono venute né sono state provocate, infatti, quando le chiedeva il Meetup del M5S più o meno un anno fa, né quantomeno nei giorni scorsi in tempo, però, per consentire di andare subito ad elezioni a giugno prossimo. La città dovrà sorbirsi invece quindici lunghi mesi di “ordinaria amministrazione” commissariale (forse una vera boccata d’ossigeno per la città!) che si trasformerà in realtà in una lunga, estenuante, caotica, gigantesca campagna elettorale, fatta di intrighi, intrallazzi, accuse e accordi sotto banco, senza esclusione di colpi. Non è che questa amministrazione sia stata caratterizzata fino a ieri da alcunché di eclatante e significativo, ma almeno l’apparenza di un dialogo democratico poteva essere salvata dal perdurare della Giunta in carica. Ora tutti saranno legittimati ad accusare gli altri delle peggiori colpe e responsabilità alle quali si rivendicheranno ipocritamente ed assolutamente estranei, come sta accadendo a livello nazionale, salvo accordasrsi dietro le quinte per il “non si sa mai”! Tutti alla ricerca di un falsa ed inverosimile verginità politica per ammaliare e fregare ancora una volta e senza scrupoli l’elettorato formiano, come al solito trattato come l’amante più squallido e stupido, ma nel contempo complice passivo.
Mai come adesso è il momento di fare qualcosa di nuovo, di diverso per il futuro della città: con questa gente non bisogna avere a che fare, non dobbiamo scendere al loro livello nè confrontarci con loro perché non sono loro i nostri interlocutori. Nei prossimi mesi, mi rivolgo non solo agli amici del M5S, ma a tutti i formiani di buona volontà, non inseguiamoli nel triste proliferare di liste e listerelle, nella caccia ad ogni singolo voto, nel balletto squallido delle promesse elettorali e del voto di scambio, nella ragnatela di alleanze e collegamenti più o meno palesi tessuti col filo del calcolo elettorale.
Mettiamo da parte interessi e direi “alibi” personali, uniamoci tutti insieme nel Meetup del M5S, unica forza politica costruita liberamente dai cittadini che può realmente costituire un’alternativa credibile in tanto squallore tanto a livello nazionale che locale. Rinnoviamo il nostro impegno per costruire, come dice oggi Roberto Fico in un’intervista a Il fatto Quotidiano, “una strada che vada al di là della presentazione delle liste e delle candidature”, per “costruire realtà sui territori, diffondere valori, e fare pressione sulla politica.”
Questo è il nostro ruolo. Confrontiamoci costantemente con i nostri concittadini e lavoriamo ad un programma di rinnovamento della città che sia forte e condiviso, che sia “amministrativo” e non puramente “elettorale” e soprattutto elaboriamo con i cittadini una nuova visione della città che la proietti realmente nel futuro, libera da tanto putridume.
Ora è il momento di fare un passo avanti!

lunedì 26 settembre 2016

Formia Rifiuti Zero, lavoratori e cittadini.

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Personalmente condivido in buona parte l’articolo pubblicato ieri su FormiaLibera sulla gestione rifiuti a Formia, al quale rinvio per una sua attenta lettura.
Il pugno di ferro che Rossi e Marciano stanno adottando nei confronti dei dipendenti e dei cittadini contrasta, secondo me, con le caratteristiche di quello che dovrebbe essere un servizio reso ai cittadini in un settore molto delicato e complesso come quello della gestione dei rifiuti che richiede equilibrio, collaborazione e senso civile da parte di tutti, politici, assessori, dirigenti, dipendenti e cittadini.
Le sanzioni pecuniarie all'indirizzo dei cittadini andrebbero sostituite con l'esempio positivo di un corretto conferimento differenziato premiato dall'applicazione della tariffa puntuale a beneficio dei cittadini virtuosi. Il cittadino incivile, oggi difficilmente rintracciabile (tranne che per il vecchietto o la casalinga “colti in fragranza di reato”) e quindi impunito, checché ne dicano Rossi e Marciano, si vedrebbe infatti realmente penalizzato sotto l’aspetto economico dal suo comportamento scorretto rispetto a chi conferisce correttamente i rifiuti traendone un guadagno. La raccolta differenziata andrebbe poi comunque integrata con altri provvedimenti, come ad esempio il dislocamento di un discreto numero di cassonetti su tutto il territorio cittadino. Senza lo spauracchio di multe o contravvenzioni questi cassonetti riceverebbero i sacchetti, sia differenziati che non, altrimenti abbandonati lungo le strade cittadine, soprattutto se periferiche e nascoste ad occhi “sanzionatori”, da chi dovesse insistere ad essere incivile, onde evitare che il contenuto di questi sacchetti, schiacciati dai veicoli in transito o lacerati da animali randagi, come oggi tristemente accade, contribuisca a determinare un effetto disastroso per la vivibilità delle nostre strade sia per l’impatto visivo che provocano che per quello igienico sanitario. Occorre poi l’apertura di più isole ecologiche e di impianti per la raccolta, il riciclaggio ed il riuso dei vari materiali differenziabili con applicazione, appunto, della tariffa puntuale a beneficio del cittadino e incentivando iniziative associazionistiche e cooperativistiche che coinvolgano il volontariato o creino nuove occasioni di lavoro. Tutto ciò tra l’altro consentirebbe la graduale riduzione della costosa ed a volte difficile raccolta porta a porta. Serve, poi, consorziandosi con i comuni vicini, l’apertura di centri di compostaggio centralizzati e di impianti per la lavorazione dell’indifferenziata residua con l’obiettivo complessivo di ridurre questa al minimo se non portarla realmente pressoché a ZERO ed evitare così il ricorso a discariche ed inceneritori. Infine è indispensabile da parte dell’Amministrazione Comunale l’emanazione di disposizioni mirate per ridurre a monte la creazione del rifiuto, che non cito qui per non dilungarmi troppo, che avrebbero tra l’altro effetti positivi anche sotto altri punti di vista, da quello ecologico e ambientale a quello solidaristico e sociale.
Le sanzioni disciplinari nei confronti dei dipendenti, necessarie quando realmente servono, ma a quanto pare, in base a quanto letto su FormiaLibera, genericamente applicate nel caso della FRZ in modo vessatorio e coercitivo, andrebbero in buona parte sostituite, oltre che da una revisione del servizio come sopra descritto, anche da congrui investimenti nel numero, qualità e sicurezza degli automezzi e dei luoghi e metodi di lavoro, ciò sia per la tutela dei lavoratori e dei cittadini, sia per ridurre le sacche di malcontento dalle quali poi possono scaturire assenteismo, menefreghismo e quant’altro da parte dei lavoratori.
Questi gli accorgimenti che secondo me porterebbero ad una sana e corretta Gestione Rifiuti Zero! E credo che un ampio dibattito a livello cittadino possa essere utile per un confronto di idee e per trovare soluzioni ampiamente condivise.
Il nodo che contrasta con una soluzione come quella sopra descritta oltre che magari nelle caratteristiche personali e caratteriali di chi oggi "dirige la baracca", come si sostiene nell'articolo di FormiaLibera, va probabilmente cercato anche nella difficoltà a conciliare le esigenze di bilancio e dei costi di gestione sempre più onerosi con un servizio che sia adeguato alle aspettative della cittadinanza. Tuttavia, come già accennato in un recente scambio di opinione tra me e Marciano su fb, credo che il continuo aumento dei costi della gestione dei rifiuti, che ricordiamo secondo una sana e corretta politica di Gestione Rifiuti Zero rappresentano una vera ricchezza della quale dovrebbero beneficiare innanzitutto i cittadini in quanto "produttori" di tale ricchezza, trovi la sua fonte principale essenzialmente nel contrasto istituzionale tra i Comuni da un lato, sollecitati ormai dai cittadini ad una sana gestione e ad essa apparentemente orientati, ed il Governo e le Regioni dall'altro, guidate da forze politiche, tra l’altro le stesse che guidano i comuni, come accade per Formia con il PD di Renzi e Zingaretti, che a chiacchiere, come per l’acqua pubblica, predicano la soluzione Rifiuti Zero, ma nei fatti continuano a inseguire l'enorme business che ruota intorno alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti, con delibere, piani industriali e investimenti che privilegiano la fase terminale del famigerato “ciclo integrato” dei rifiuti, rappresentata dall’uso crescente di discariche ed inceneritori, a discapito delle altre fasi (riduzione a monte, compostaggio, riciclo, riuso, differenziazione spinta….) contravvenendo tra l’altro anche alle Direttive della CE con conseguenti sanzioni, sia a livello nazionale che regionale, pagate sempre dai cittadini con le tasse.
In sostanza la spinta da parte dei Comuni sulla raccolta differenziata, come peraltro predica Marciano, che sarebbe virtuosa a prescindere dal come viene realizzata, si scontra con la conseguente progressiva riduzione della quota indifferenziata e quindi del CDR destinato ad alimentare l’uso di discariche ed inceneritori, andando quindi contro gli interessi economici delle aziende che li gestiscono. Queste, infatti, grazie ad accordi contrattuali capestro stipulati con gli enti pubblici scaricano i minori introiti derivanti dalla riduzione dei conferimenti di indifferenziata da parte dei comuni sul costo unitario per tonnellata conferita e quindi sulle tariffe comunali, come recentemente annunciato dal nostro assessore Marciano. Ciò che è assurdo dunque è che in questo guazzabuglio i cittadini più differenziano e più pagano!
Per non parlare del costo sanitario sopportato dai cittadini per curarsi dai danni provocati da questo modello di “smaltimento” dei rifiuti e di quello del recupero ambientale!
L’alternativa per queste aziende è riempire le loro discariche e alimentare i loro inceneritori con rifiuti provenienti da comuni di altre province e regioni con ulteriori e maggiori costi per il trasporto, un vero “core business” quello del trasporto rifiuti spesso appannaggio della malavita organizzata. Costi che restano comunque a carico di altri Enti Locali e quindi sempre dei cittadini con l’aumento, tra l’altro, del dissenso sociale delle popolazioni che “ospitano” discariche ed inceneritori a causa dell’”importazione” di rifiuti provenienti da altre località. Oppure, i gestori sono costretti, come spesso accade, ad alimentare gli inceneritori con altri combustibili come gasolio o gas metano, per tenerli accesi o per raggiungere le temperature necessarie, scaricando sempre e comunque sulle tariffe comunali i maggiori costi e i minori introiti.
Alla base di tutto ciò, però, ci sono le scelte politiche di chi tutto questo disastroso impianto della gestione dei rifiuti lo ha messo in piedi in Italia in questi ultimi decenni e continua a gestirlo, speculando su ogni centesimo pubblico speso e massacrando in sostanza cittadini e territori. Ecco perché la soluzione di problemi che sembrano circoscritti al ristretto ambito comunale o al massimo intercomunale hanno bisogno di risposte “politiche” portate avanti da forze che non solo abbiano le mani libere e non abbiano alcun conflitto di interessi come invece accade per i partiti che ci governano, a cominciare per quanto ci riguarda dal PD, ma che nello stesso tempo siano di ampio respiro andando comunque oltre i confini cittadini e possano e sappiano interfacciarsi con progetti e piani industriali regionali e nazionali in linea tra di loro e perseguiti nell’interesse reale della cittadinanza. Insomma la palla, volenti o nolenti, torna sempre ai cittadini. Imprecazioni, proteste e manifestazioni non servono a nulla se puntualmente vengono tradite dalle croci messe nelle urne elettorali.
Salvo un improvvisa, sana, folle rivolta agli ordini di scuderia da parte dei nostri attuali amministratori, cosa che reputo non solo improbabile, ma decisamente impossibile, le sole cose che ci restano da fare a noi cittadini sono continuare a differenziare pazientemente i rifiuti, tenere il fiato sul collo ai nostri amministratori, sottoscrivendo ad esempio la proposta del M5S sulla istituzione dell’Osservatorio Comunale Rifiuti Zero e lavorare seriamente ad un’alternativa politica per le prossime elezioni.