
Personalmente condivido in buona parte l’articolo pubblicato ieri su FormiaLibera sulla gestione rifiuti a Formia, al quale rinvio per una sua attenta lettura.
Il pugno di ferro che Rossi e Marciano stanno adottando nei confronti dei dipendenti e dei cittadini contrasta, secondo me, con le caratteristiche di quello che dovrebbe essere un servizio reso ai cittadini in un settore molto delicato e complesso come quello della gestione dei rifiuti che richiede equilibrio, collaborazione e senso civile da parte di tutti, politici, assessori, dirigenti, dipendenti e cittadini.
Le sanzioni pecuniarie all'indirizzo dei cittadini andrebbero sostituite con l'esempio positivo di un corretto conferimento differenziato premiato dall'applicazione della tariffa puntuale a beneficio dei cittadini virtuosi. Il cittadino incivile, oggi difficilmente rintracciabile (tranne che per il vecchietto o la casalinga “colti in fragranza di reato”) e quindi impunito, checché ne dicano Rossi e Marciano, si vedrebbe infatti realmente penalizzato sotto l’aspetto economico dal suo comportamento scorretto rispetto a chi conferisce correttamente i rifiuti traendone un guadagno. La raccolta differenziata andrebbe poi comunque integrata con altri provvedimenti, come ad esempio il dislocamento di un discreto numero di cassonetti su tutto il territorio cittadino. Senza lo spauracchio di multe o contravvenzioni questi cassonetti riceverebbero i sacchetti, sia differenziati che non, altrimenti abbandonati lungo le strade cittadine, soprattutto se periferiche e nascoste ad occhi “sanzionatori”, da chi dovesse insistere ad essere incivile, onde evitare che il contenuto di questi sacchetti, schiacciati dai veicoli in transito o lacerati da animali randagi, come oggi tristemente accade, contribuisca a determinare un effetto disastroso per la vivibilità delle nostre strade sia per l’impatto visivo che provocano che per quello igienico sanitario. Occorre poi l’apertura di più isole ecologiche e di impianti per la raccolta, il riciclaggio ed il riuso dei vari materiali differenziabili con applicazione, appunto, della tariffa puntuale a beneficio del cittadino e incentivando iniziative associazionistiche e cooperativistiche che coinvolgano il volontariato o creino nuove occasioni di lavoro. Tutto ciò tra l’altro consentirebbe la graduale riduzione della costosa ed a volte difficile raccolta porta a porta. Serve, poi, consorziandosi con i comuni vicini, l’apertura di centri di compostaggio centralizzati e di impianti per la lavorazione dell’indifferenziata residua con l’obiettivo complessivo di ridurre questa al minimo se non portarla realmente pressoché a ZERO ed evitare così il ricorso a discariche ed inceneritori. Infine è indispensabile da parte dell’Amministrazione Comunale l’emanazione di disposizioni mirate per ridurre a monte la creazione del rifiuto, che non cito qui per non dilungarmi troppo, che avrebbero tra l’altro effetti positivi anche sotto altri punti di vista, da quello ecologico e ambientale a quello solidaristico e sociale.
Le sanzioni disciplinari nei confronti dei dipendenti, necessarie quando realmente servono, ma a quanto pare, in base a quanto letto su FormiaLibera, genericamente applicate nel caso della FRZ in modo vessatorio e coercitivo, andrebbero in buona parte sostituite, oltre che da una revisione del servizio come sopra descritto, anche da congrui investimenti nel numero, qualità e sicurezza degli automezzi e dei luoghi e metodi di lavoro, ciò sia per la tutela dei lavoratori e dei cittadini, sia per ridurre le sacche di malcontento dalle quali poi possono scaturire assenteismo, menefreghismo e quant’altro da parte dei lavoratori.
Questi gli accorgimenti che secondo me porterebbero ad una sana e corretta Gestione Rifiuti Zero! E credo che un ampio dibattito a livello cittadino possa essere utile per un confronto di idee e per trovare soluzioni ampiamente condivise.
Il nodo che contrasta con una soluzione come quella sopra descritta oltre che magari nelle caratteristiche personali e caratteriali di chi oggi "dirige la baracca", come si sostiene nell'articolo di FormiaLibera, va probabilmente cercato anche nella difficoltà a conciliare le esigenze di bilancio e dei costi di gestione sempre più onerosi con un servizio che sia adeguato alle aspettative della cittadinanza. Tuttavia, come già accennato in un recente scambio di opinione tra me e Marciano su fb, credo che il continuo aumento dei costi della gestione dei rifiuti, che ricordiamo secondo una sana e corretta politica di Gestione Rifiuti Zero rappresentano una vera ricchezza della quale dovrebbero beneficiare innanzitutto i cittadini in quanto "produttori" di tale ricchezza, trovi la sua fonte principale essenzialmente nel contrasto istituzionale tra i Comuni da un lato, sollecitati ormai dai cittadini ad una sana gestione e ad essa apparentemente orientati, ed il Governo e le Regioni dall'altro, guidate da forze politiche, tra l’altro le stesse che guidano i comuni, come accade per Formia con il PD di Renzi e Zingaretti, che a chiacchiere, come per l’acqua pubblica, predicano la soluzione Rifiuti Zero, ma nei fatti continuano a inseguire l'enorme business che ruota intorno alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti, con delibere, piani industriali e investimenti che privilegiano la fase terminale del famigerato “ciclo integrato” dei rifiuti, rappresentata dall’uso crescente di discariche ed inceneritori, a discapito delle altre fasi (riduzione a monte, compostaggio, riciclo, riuso, differenziazione spinta….) contravvenendo tra l’altro anche alle Direttive della CE con conseguenti sanzioni, sia a livello nazionale che regionale, pagate sempre dai cittadini con le tasse.
In sostanza la spinta da parte dei Comuni sulla raccolta differenziata, come peraltro predica Marciano, che sarebbe virtuosa a prescindere dal come viene realizzata, si scontra con la conseguente progressiva riduzione della quota indifferenziata e quindi del CDR destinato ad alimentare l’uso di discariche ed inceneritori, andando quindi contro gli interessi economici delle aziende che li gestiscono. Queste, infatti, grazie ad accordi contrattuali capestro stipulati con gli enti pubblici scaricano i minori introiti derivanti dalla riduzione dei conferimenti di indifferenziata da parte dei comuni sul costo unitario per tonnellata conferita e quindi sulle tariffe comunali, come recentemente annunciato dal nostro assessore Marciano. Ciò che è assurdo dunque è che in questo guazzabuglio i cittadini più differenziano e più pagano!
Per non parlare del costo sanitario sopportato dai cittadini per curarsi dai danni provocati da questo modello di “smaltimento” dei rifiuti e di quello del recupero ambientale!
L’alternativa per queste aziende è riempire le loro discariche e alimentare i loro inceneritori con rifiuti provenienti da comuni di altre province e regioni con ulteriori e maggiori costi per il trasporto, un vero “core business” quello del trasporto rifiuti spesso appannaggio della malavita organizzata. Costi che restano comunque a carico di altri Enti Locali e quindi sempre dei cittadini con l’aumento, tra l’altro, del dissenso sociale delle popolazioni che “ospitano” discariche ed inceneritori a causa dell’”importazione” di rifiuti provenienti da altre località. Oppure, i gestori sono costretti, come spesso accade, ad alimentare gli inceneritori con altri combustibili come gasolio o gas metano, per tenerli accesi o per raggiungere le temperature necessarie, scaricando sempre e comunque sulle tariffe comunali i maggiori costi e i minori introiti.
Alla base di tutto ciò, però, ci sono le scelte politiche di chi tutto questo disastroso impianto della gestione dei rifiuti lo ha messo in piedi in Italia in questi ultimi decenni e continua a gestirlo, speculando su ogni centesimo pubblico speso e massacrando in sostanza cittadini e territori. Ecco perché la soluzione di problemi che sembrano circoscritti al ristretto ambito comunale o al massimo intercomunale hanno bisogno di risposte “politiche” portate avanti da forze che non solo abbiano le mani libere e non abbiano alcun conflitto di interessi come invece accade per i partiti che ci governano, a cominciare per quanto ci riguarda dal PD, ma che nello stesso tempo siano di ampio respiro andando comunque oltre i confini cittadini e possano e sappiano interfacciarsi con progetti e piani industriali regionali e nazionali in linea tra di loro e perseguiti nell’interesse reale della cittadinanza. Insomma la palla, volenti o nolenti, torna sempre ai cittadini. Imprecazioni, proteste e manifestazioni non servono a nulla se puntualmente vengono tradite dalle croci messe nelle urne elettorali.
Salvo un improvvisa, sana, folle rivolta agli ordini di scuderia da parte dei nostri attuali amministratori, cosa che reputo non solo improbabile, ma decisamente impossibile, le sole cose che ci restano da fare a noi cittadini sono continuare a differenziare pazientemente i rifiuti, tenere il fiato sul collo ai nostri amministratori, sottoscrivendo ad esempio la proposta del M5S sulla istituzione dell’Osservatorio Comunale Rifiuti Zero e lavorare seriamente ad un’alternativa politica per le prossime elezioni.

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