Presentiamo
ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè
tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre
forze politiche.
Come fa
un paese che non ha un chiaro Piano Energetico e Piano Industriale a parlare di
Lavoro?
- 3^ parte -
“La
Germania ha un piano energetico di trent’anni, la Danimarca di quaranta, l’Olanda
di cinquanta, il Giappone
di cento anni, noi abbiamo un piano energetico che mercoledì pomeriggio siamo
nella merda!” ( Beppe
Grillo).
Le PMI
(piccola e media impresa) sono il cuore e il motore del Paese
ma rimangono fuori da qualunque agenda
politica. Esse rappresentano circa il 95% delle aziende italiane e il 70% del
Pil e creano lavoro per oltre 10
milioni di persone.
Misure
per il rilancio da adottare immediatamente sono cospicui sgravi fiscali
soprattutto per le PMI che investono
in ricerca e sviluppo (favorendo soprattutto lo sviluppo della green economy),
sospensione e rinegoziazione
dei mutui, incentivi per il microcredito (favorendo
l’accesso al finanziamento), rivisitazione del
sistema degli studi di settore, inserimento dell’Iva per cassa.
Va
progressivamente ripensata l’IRAP,
una tassa iniqua che le aziende devono pagare anche se in perdita,
rivisto il rapporto con il Fisco che
da esattore deve diventare consulente d’impresa, aiutato l’imprenditore
in difficoltà con prestiti temporanei a basso tasso d’interesse,
e chiusa Equitalia.
Il rapporto
tra impresa e Stato deve avvenire senza intermediari.
Molto
dell’Economia e del Lavoro in Italia ruota intorno alla piccola e media
impresa, e per questo motivo se ne
devono tutelare i soggetti principali: i lavoratori.
L’Italia
deve anche adeguarsi a quanto sancito dalla raccomandazione 92/441 CEE: “Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale
adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa
in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente.
Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi
o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di
sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti
adeguate alla loro situazione personale.
… il Parlamento europeo, nella sua risoluzione
concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato
l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso
quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri”.
L’introduzione
del reddito di cittadinanza,
un modello sociale già in vigore in gran parte degli Stati d’Europa,
è un segno di civiltà: tutti i cittadini hanno diritto alla soddisfazione dei bisogni
primari!
Trovare
i fondi necessari è semplice: in Italia abbiamo 110 mila persone che
percepiscono una pensione tra
10.000 e 90.000 euro mensili; per equità sociale e per i valori che fanno di un
popolo una comunità, dobbiamo
permettere a tutti di vivere dignitosamente, imponendo un tetto massimo alle
pensioni, anche temporaneo,
di 4000 euro mensili. In questo modo avremo disponibili 7 miliardi di euro l’anno
per introdurre
il reddito di cittadinanza. Questo istituto è già attivo in Europa (Belgio,
Lussemburgo, Austria, Scandinavia,
Olanda, Germania, Gran Bretagna, Francia) secondo diverse forme.
E’
necessaria l’abolizione della Legge Biagi:
dal 2004 ad oggi i precari in Italia sono aumentati di quasi un
milione di unità. La legge che aveva l’intento di rendere più flessibile il
mercato del lavoro ha generato
un deterioramento del mercato del lavoro giovanile, accompagnato da un forte
senso d’incertezza e
instabilità sul futuro di un’intera generazione. Si deve puntare su una nuova
legge che preveda la semplificazione
delle tipologie contrattuali, l’assegnazione
alle agenzie interinali dei soli compiti di ricerca
e selezione e maggiori agevolazioni fiscali per l’assunzione
a tempo indeterminato dei
giovani.
Va
ripensata la riforma delle pensioni con distinzione tra lavori usuranti e non,
e va garantita immediatamente la pensione a tutti gli esodati.


Nessun commento:
Posta un commento