Messaggio molto forte quello emerso mercoledì pomeriggio nel
corso dell’incontro organizzato presso l’Archivio Storico Comunale di Formia
dal MoVimento 5 Stelle sul tema “Mafie e legalità”.
Davanti ad alcune decine di cittadini in una sala nella
quale spiccava l’assenza di stampa ed istituzioni i presenti hanno assistito
alla proiezione dell’intervento del dr. Giovanni Conzo Sostituto Procuratore
della DDA di Napoli all’incontro di sabato scorso su analogo tema tenutosi
presso l’Appia Grand Hotel su iniziativa dell’Associazione Antimafia “Antonino
Caponnetto” ed alla successiva testimonianza del dr. Elvio Di Cesare, Segretario di detta
associazione, che ha partecipato a titolo strettamente personale.
Le notizie, le analisi, le argomentazioni esposte in oltre
due ore di dibattito hanno delineato, come già avvenuto sabato scorso, un
quadro decisamente allarmante che innanzitutto
ha ribadito la forte presenza nei nostri
territori di attività criminose gestite dai vari clan camorristici provenienti
dall’hinterland napoletano e casertano.
Un’ azione criminosa che non si manifesta più o almeno non
solo con i classici comportamenti malavitosi basati sulla violenza e sulla
prevaricazione, ma si esplica ormai in vere proprie imprese economiche e finanziarie
tese ad acquisire beni ed aziende locali
facendone centri per il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite,
che poi a loro volta espandono la loro attività economica sul territorio
attraverso attività apparentemente rispettose della legalità e per questo ancor
più pericolose perché ammantate di “normalità”. Ne deriva un tessuto sociale
che, già gravemente provato dalla crisi
economica ed istituzionale che il paese attraversa, è ancor più esposto ai
pericoli dell’usura ed alla falsa e pericolosa via di fuga rappresentata dagli
enormi capitali che la malavita è in grado di immettere sul mercato
alterandolo.
Altro aspetto negativo emerso è dato dalle difficoltà che le
forze dell’ordine e la magistratura incontrano nell’espletamento delle indagini
e dei procedimenti giudiziari e nel portarli a buon fine. Mesi e mesi di
indagini che si fermano a volte per un cavillo legale o per la inadeguatezza di
una norma o per lo spostamento ad altro incarico di un magistrato o di un funzionario esperto. Procure, su un
territorio di chiara impronta mafiosa e
camorristica, che non hanno competenza in ambito di lotta alla mafia . Organi
dello stato purtroppo a volte collusi con la malavita. E via di questo passo.
E quello che è ancor più grave, perché impedisce qualsiasi
tentativo di adeguamento di norme e strutture, è la collusione a qualsiasi
livello tra malavita organizzata e i cosiddetti colletti bianchi della politica
le cui implicazioni a quanto pare vengono riscontrate dalle indagini degli
organi competenti - a cominciare dalla
"Formia Connection” per finire alle ultime indagini svolte a Sabaudia o
quella nel Porto Di Gaeta – e che continuano ad esercitare la loro influenza su
aziende e amministrazioni locali. Insomma un vero e proprio cancro che sta
corrodendo il paese.
Il dibattito tra i cittadini presenti si è quindi spostato
sul cosa fare, sul come i singoli cittadini in una tale situazione possono
reagire in considerazione anche dei pericoli ai quali ci si espone
ogniqualvolta si provi a denunciare fatti e circostanze più o meno sospette se
non evidenti.
La risposta come cittadini del M5S cercheremo di trovarla
innanzitutto informando la cittadinanza, allertandola e invitandola a prendere
coscienza della situazione, troppo spesso invece sottovalutata dai politici
locali. In attesa di strutture e normative più adeguate che solleciteremo nelle
istituzioni nelle quali stiamo per entrare come movimento politico, invitiamo
tutti a collaborare attivamente con strutture, come l’Associazione Caponnetto,
che già operano sul territorio e che possono costituire da filtro protettivo.
Insomma ci deve essere una reazione collettiva, grazie alla
quale il singolo non si senta isolato, un’azione il cui primo atto dovrà essere
espresso il 24 e 25 febbraio con il rifiuto netto e categorico di qualsiasi
ipotesi di voto di scambio. I cittadini devono smetterla di barattare la
propria coscienza ed il loro futuro per
qualche misero interesse personale. Anche il voto dato per motivi parentali o
di amicizia, pur dato e ricevuto il più delle volte nella massima buona fede,
può nascondere l’inganno e la frode rappresentata dall’eleggere alla fine chi
non doveva essere eletto.
In sostanza mafioso o camorrista è anche il cittadino che si
rifiuta di aprire gli occhi, di sentire, di vedere.
Anche nella lotta alla criminalità organizzata,
dunque, il MoVimento 5 Stelle si propone come vera e propria forza d’urto contro un sistema
politico marcio nelle fondamenta. Il paese va ricostruito nei suoi principi
fondamentali.


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