Presentiamo
ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè
tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre
forze politiche.
- 2^ parte -
Stato e Cittadini
L’organizzazione
attuale dello Stato è eccessivamente burocratica,
sovradimensionata, costosa
ed inefficiente.
Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il
candidato, ma solo il simbolo del partito: quindi è necessaria una revisione
della legge elettorale che reintroduca le
preferenze. La Costituzione non è applicata, ed i
partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e
giudizio.
Il
parlamentare non deve più essere una professione,
remunerata con cifre da capogiro e sommersa da privilegi, ma un servizio
civile: riduzione a due soli mandati, eliminazione del
vitalizio (dopo 5 anni), l’adeguamento degli
stipendi, ed il divieto di esercitare un’altra professione
durante il mandato, sono fondamentali. A tutto ciò va
aggiunto la non eleggibilità a
cariche pubbliche per i cittadini condannati, ed
il divieto di cumulo delle cariche per i
parlamentari.
Nell’ottica
di una organizzazione dello Stato meno costosa e più efficiente, proponiamo l’abolizione
delle province e l’accorpamento dei Comuni più piccoli, salvaguardando
i servizi. Per riavvicinare la politica ai cittadini proponiamo l’abolizione
dei rimborsi elettorali che sostituiscono il
vecchio finanziamento pubblico ai partiti, sul quale i cittadini si sono già
espressi con parere contrario grazie al referendum abrogativo dell’Aprile 1993,
costatoci ad oggi oltre 2 miliardi di euro.
La
partecipazione dei cittadini deve essere favorita sia tramite l’obbligatorietà
della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi
di iniziativa popolare, sia con l’introduzione di
referendum propositivi oltre che a brogativi senza quorum,
da tenersi insieme ad altre elezioni in modo da incentivare il voto e ridurne
il costo.
Inoltre
l’introduzione di una vera “azione collettiva”, o class
action, è il modo migliore con cui i cittadini possono
essere tutelati e risarciti dai torti delle
aziende e delle multinazionali, in quanto la
relativa sentenza
favorevole avrà poi effetto o potrà essere fatta valere da tutti i soggetti che
si trovino nell’identica situazione.
IL CODICE
DI COMPORTAMENTO PER I PARLAMENTARI DEL M5S
Trasparenza
Votazioni
parlamentari motivate e spiegate giornalmente con
un video pubblicato sul canale YouTube del MoVimento 5 Stelle.
Votazioni in
aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
Il parlamentare
eletto dovrà dimettersi obbligatoriamente se condannato,
anche solo in primo grado, nel caso di rinvio a giudizio sarà invece sua
facoltà decidere se lasciare l’incarico.
Rendicontazione
spese mensili per l’attività parlamentare (viaggi,
vitto, alloggi, ecc) sul sito del M5S.
Relazione
con i cittadini
Le richieste
di proposte di legge originate dal portale del MoVimento 5
Stelle attraverso gli iscritti dovranno obbligatoriamente essere portate in
aula se votate da almeno il 20% dei partecipanti. I gruppi parlamentari
potranno comunque valutare ogni singola proposta anche se sotto la soglia del
20%.
Trattamento
economico
L’indennità
parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro
lordi mensili (meno della metà della retribuzione
prevista per legge), il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme
all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). Rifiuto
del vitalizio.
GIUSTIZIA
Per
troppo tempo la giustizia è
stata bersaglio di politiche governative che l’hanno ridotta ad uno stato di
asservimento e l’hanno resa un mero strumento per accrescere l’intoccabilità
della classe politica. Per anni, il Parlamento
ha sprecato tempo e risorse nella promulgazione di provvedimenti ad personam che
tutelassero gli interessi dei singoli invischiati in procedimenti giudiziari,
snaturando la valenza di generalità e astrazione propria delle leggi. I
continui attacchi ai giudici e alla Magistratura hanno
svilito il ruolo primario che essi rivestono nel garantire l’applicazione del
principio fondamentale sancito dall’articolo 3
della Costituzione: “Tutti i
cittadini sono eguali davanti alla legge”. Le
principali proposte del M5S sono:
Promulgazione
di una nuova legge elettorale che preveda
l’eleggibilità diretta dei candidati alla Camera e al Senato, un massimo di due
mandati elettivi, l’ineleggibilità dei condannati in via
definitiva al Parlamento e la sospensione del
mandato per i condannati in primo e in secondo grado in attesa di giudizio
definitivo.
Lotta
concreta alla corruzione attraverso la reintroduzione del reato di falso in
bilancio, depenalizzato dal governo Berlusconi nel
2002 e non ripristinato dalla legge anticorruzione recentemente approvata dal
Parlamento. Il falso in bilancio è un fondamentale
“reato-mezzo”, utile cioè a scoprire reati ad esso connessi: attraverso la
falsificazione di fatture l’imprenditore nasconde la creazione di fondi neri,
reinvestibili ad esempio in condotte corruttive.
Introduzione,
sulla scorta del modello americano, della figura dell’agente
provocatore per i reati contro la Pubblica
Amministrazione al fine di contrastare i fenomeni di corruzione e concussione.
L’agente di polizia giudiziaria, sotto mentite spoglie, offre denaro o altre
utilità a pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio per scovare
quelle che sono le figure corrotte o disponibili a farsi corrompere, con la
previsione di un’attenuante qualora il corrotto o il concusso, nell’ottica di
una collaborazione con la giustizia, denunci il fatto prima del rinvio a
giudizio.
Promulgazione
di una legge sul conflitto d’interessi.
L’intero sistema italiano è invischiato in conflitti d’interesse: banche,
pubbliche amministrazioni, università, informazione, mercato dei farmaci,
calcio, Autorità di garanzia,cooperative, partiti. La
mancata approvazione di una disciplina in materia di conflitto di interessi da
parte dei governi di destra e di sinistra che si sono alternati negli ultimi
vent’anni, ha inferto un colpo mortale al pluralismo
del sistema radio-televisivo ed editoriale italiano,
generando un caso unico inEuropa.
Introduzione
del numero identificativo per le forze dell’ordine affinché
vengano identificate immediatamente dalle autorità preposte, se responsabili di
atti di violenza gratuita e criminale.
Lotta
alla criminalità organizzata con
particolare riguardo non solo alle associazioni di
tipo mafioso nazionale, la cui attività si è estesa in
maniera preponderante alla c.d. “zona grigia”(la quale rappresenta i rapporti
di collusione e le relazioni esterne delle organizzazioni mafiose) ma altresì
alle organizzazioni sovranazionali che ad esempio promuovono la tratta
di persone a scopo di schiavitù o di sfruttamento sessuale.
Occorrono pene severe e limitazioni, per coloro che commettono detti reati,
alla possibilità di usufruire dei benefici concessi da legge, oltre a
provvedere in parallelo alla tutela dei soggetti lesi (maggiore tutele statali
agli imprenditori che si sono opposti al pagamento del c.d. “pizzo”, aiuti alle
vittime di violenze e soprusi ecc...).
Riforma
dell’istituto della prescrizione,
che va adattato alla disciplina e alla regolamentazione della sua interruzione
sulla base dell’esperienza degli altri Paesi Europei con
disciplina giuridica analoga a quella italiana (Spagna, Francia, Germania),
mediante l´aumento dei tempi della stessa e la previsione della interruzione
della decorrenza in presenza dell´incriminazione e di
qualsivoglia atto processuale, congelandola
così per tutta la durata del processo sino alla pronuncia di sentenza
definitiva in merito. Ciò permetterebbe di non dover assistere alle puntuali
tattiche dilatorie esperite dai legali al solo fine di far scadere il termine ma
altresì di poter snellire il carico di lavoro dei Tribunali, inducendo a
scegliere i riti alternativi che impiegano meno risorse del sistema giudiziario
e in cambio concedono riduzioni di pena.
La lotta
all´evasione fiscale deve divenire priorità, visto l´enorme
effetto collaterale sulla collettività dei contribuenti onesti, reprimendola
con pene dure come avviene nel resto del mondo, non concedendo il rientro nel
territorio italiano di capitali con potenziali e probabili proventi illeciti
poiché per illecito si intende anche il denaro oggetto di evasione fiscale.
Le intercettazioni
dei Parlamentari devono avvenire con medesimi limiti e
garanzie stabilite dal legislatore per qualsivoglia altro cittadino,
soprattutto alla luce degli scenari di collusione tra politica e malaffare
venutisi a delineare con sempre maggior precisione negli ultimi ´20 anni di storia
italiana, ciò modificando la Costituzione nella parte in cui concede tale
“privilegio” in forza del ruolo ricoperto dai politici
- segue -
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