domenica 5 aprile 2009

Eccezionale: al Senato disegno di legge per l'istituzione dei referendum deliberativi a iniziativa popolare senza quorum!

4 marzo 2009

E' stato presentato al Senato un disegno di legge che prevede l'istituzione dei Referendum deliberativi a iniziativa popolare senza quorum. Il testo, presentato dal sen. Oskar Peterlini del Gruppo UDC-SVP-Aut propone una radicale modifica dell'esercizio del potere legislativo con l'introduzione dell’iniziativa legislativa popolare e dell’iniziativa legislativa costituzionale e di democrazia diretta.
In sostanza quello che rappresentava il punto centrale del programma elettorale della Lista Civica da noi sostenuta e da noi ritenuto come la riforma istituzionale più importante da attuarsi per restituire la Sovranità al Popolo potrebbe concretizzarsi molto prima di quanto potevamo prevedere.
Pur se ci speravamo, non credevamo certo che in questa legislatura ci fosse qualche parlamentare che osasse una cosa del genere andando contro gli interessi della partitocrazia che ci governa. Forse ciò è merito delle origini altoatesine del senatore, visto che in Trentino Alto Adige c'è sicuramente una maggiore confidenza con la democrazia diretta. Ma la proposta c'è e il disegno di legge sembra quasi perfetto. L'analisi fatta dal Sen. Peterlini sui Referendum e gli strumenti di iniziativa popolare in Italia sembra tratta da un manuale di diritto costituzionale ed evidenzia la necessità che anche in Italia si arrivi finalmente ad una forma di democrazia reale in cui venga finalmente consegnato ai Cittadini il diritto di avere l'ultima parola sulle leggi di questo paese.
Si tratterebbe di una vera e propria "rivoluzione democratica" come in più occasioni abbiamo affermato.
Usiamo il condizionale perchè chiaramente ora si apre un iter che non sarà certo facile e che a questo punto, per quanto concerne il nostro impegno politico, diventerà il punto centrale della nostra azione e che stavamo anticipando aderendo ad Officina Democrazia, il Coordinamento per i Referendum Deliberativi a Iniziativa Popolare senza Quorum nato nell'ambito dei Meetup degli Amici di Beppe Grillo.

Il disegno di legge prevede:

* L’iniziativa popolare legislativa

I cittadini possono avanzare una proposta di legge, il parlamento deve discuterla e approvarla entro un periodo di tempo stabilito, se non lo fa, o se ne approva una versione emendata il comitato promotore può richiedere l’avvio del referendum legislativo.
Il parlamento può avanzare una controproposta. In questo caso l’elettore dovrà decidere se approva l’una e/o l’altra. Qualora entrambe fossero ritenute valide dovrà scegliere quale delle due preferisce.
Il parlamento non può modificare nel corso della legislatura la legge così approvata .

* Il Referendum confermativo facoltativo

Il “Referendum confermativo facoltativo”, che oggi nell’ordinamento giuridico italiano esiste solo per i casi di modifica della Costituzione da parte del Parlamento, approvati da una maggioranza inferiore ai due terzi dei Parlamentari, viene esteso alle leggi ordinarie dello Stato.
E'simile all’attuale referendum abrogativo ma è espresso in termini positivi (volete voi questa legge?). Viene inoltre introdotto il principio che se la legge viene respinta il parlamento non può ripresentarla nel corso della stessa legislatura. La Corte Costituzionale potrà bloccare eventuali leggi esercitando il giudizio di “similitudine” alla legge già respinta.

* L’iniziativa popolare costituzionale

Viene riconosciuta ai cittadini la facoltà di iniziativa per l’esercizio della legislazione costituzionale. E' prevista la presentazione di una proposta di “preesame” di ammissibilità redatta in articoli da parte di almeno 50.000 cittadini le cui firme vanno raccolte nell’arco di 6 mesi. Una volta ottenuta la verifica di ammissibilità di una loro proposta di modifica costituzionale da parte della Corte Costituzionale si può passare alla seconda fase di raccolta effettiva delle firme che dovranno essere di almeno un milione. Ciò per evitare che la bocciatura da parte della Corte Costituizionale avvenga dopo la raccolta certamente impegnativa e dispendiosa di un milione di firme, come accade oggi. Anche in questo caso il Parlamento può presentare una sua controproposta che verrebbe sottoposta all’elettore nel referendum alla stregua dell’iniziativa popolare per le leggi ordinarie.

* L’abolizione del quorum di partecipazione

Il Sen. Peterlini sottolinea nella sua relazione, come affermano da sempre gli oppositori di questa norma aberrante, che l'applicazione del quorum di partecipazione è un principio antidemocratico utilizzato come mezzo per aumentare la forza dei no, in quanto parifica gli astenuti dal voto a chi vota "no", indebolendo di fatto la forza dei "si".
L'abuso, poi, che ne è stato fatto in più occasioni dalle parti politiche, con l'invito ai cittadini a disertare il voto allontanandoli di fatto dalla partecipazione, ha contribuito a svuotre di importanza l'istituto del Referendum.

Infine il disegno di legge introduce l’ innalzamento della soglia di voti necessaria per le modifiche costituzionali deliberate dal parlamento, norma tesa a scoraggiare modifiche costituzionali effettuate da maggioranze contrarie alla volontà generale ed il principio che le proposte di legge costituzionali a iniziativa popolare vanno approvate non solo dalla maggioranza dei cittadini ma anche dalla maggioranza delle regioni, inserendosi questo principio nella direzione di un più ampio ruolo di queste in ottica federalista.

Quest è la strada giusta, perchè il primato della sovranità spetta al popolo, non ai suoi rappresentanti.


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