sabato 20 giugno 2009

Votare o non votare, questo è il problema

Referendum: un dubbio amletico.

Nei giorni scorsi abbiamo ampiamente commentato i motivi per cui riteniamo che l’esito positivo di questo prossimo referendum, almeno per quanto riguarda i primi due quesiti, non cancellerebbe affatto il “porcellum”, anzi è più che evidente che avrebbe conseguenze ancora più gravi sul nostro sistema elettorale, per cui per tali argomentazioni vi rinviamo al citato post pubblicato anche su questo blog.

Ciò su cui invece abbiamo sentito la necessità di riflettere sono le nostre conclusioni finali in quel post, cioè l’invito a non andare a votare, affermazione che indubbiamente, pur se dettata dal desiderio di contrastare in qualche modo l’arroganza della nostra classe politica, ci va un po’ stretta e in verità contrasta con alcuni principi di cui siamo promotori.

Siamo infatti convinti che la nostra sia una democrazia “zoppa” e che il referendum rappresenti una delle principali forme di partecipazione diretta da parte del cittadino alla formazione delle leggi e che in Italia, nella quale è operativo solo il tipo abrogativo, sia necessario ampliare l’iniziativa popolare introducendo anche il referendum propositivo/modificativo, da utilizzare per approvare o modificare nuove norme, e quello confermativo facoltativo oggi ristretto solo ad alcuni casi di modifiche costituzionali, da utilizzare per verificare che alcune norme approvate dal Parlamento riscuotano effettivamente il consenso popolare. Il referendum sarebbe così un potente strumento di iniziativa legislativa nelle mani dei cittadini e di controllo dell’operato dei nostri parlamentari.

Siamo altresì convinti che sia necessario abolire il cosiddetto quorum che attualmente svuota di efficacia lo strumento referendario in quanto equiparando l’assenteismo al NO, ne falsa qualsiasi esito finale a vantaggio di chi si oppone a qualsiasi cambiamento.

A conferma del nostro profondo convincimento nella validità di questi principi proprio in queste settimane stiamo partecipando ad un Coordinamento a livello nazionale fra numerose associazioni a sostegno del disegno di legge presentato al Senato dal sen. Oskar Peterlini che ci auguriamo si discuta a breve e che prevede una radicale modifica dell'esercizio del potere legislativo con l'istituzione dei Referendum deliberativi a iniziativa popolare senza quorum.

C’è poi da considerare anche che se non si va a votare, potrebbe persino apparire come se la legge "porcata" ricevesse una specie di "avallo" da parte dei cittadini.

Da queste considerazioni deriva il dubbio amletico votare o non votare e la considerazione finale di andare ad esercitare comunque questo nostro diritto e di votare NO ai primi due quesiti, in quanto proponendo di abrogare il premio di maggioranza alla coalizione conferirebbero ai partiti maggiori ancora più potere; e votare invece SI al quesito n. 3, in quanto proponendo l'abrogazione della candidatura multipla in più circoscrizioni eviterebbe che la persona candidata una volta eletta possa essere ritirata da qui o da là dal partito-mandante che può così riservare a suo piacimento l'accesso al ruolo di "rappresentanti" ai più servizievoli al partito, e pur non intaccando l'"effetto porcata" dell’attuale legge elettorale per lo meno va già in un senso di maggior correttezza. In fin dei conti un piccolo scherzo alla casta si riuscirebbe a farlo.

Certo, si corre il rischio che raggiungendo il quorum in caso di vittoria dei SI ai primi due quesiti la “porcata” si aggraverebbe, ma visto il degrado politico cui siamo giunti……

E poi qui è in ballo la “Democrazia” come noi la intendiamo, di cui non possiamo affermare in linea teorica i principi fondanti e poi negarli nei fatti!

Ci auguriamo, invece, che anche chi legga percepisca l’importanza dell’abolizione del quorum e della introduzione di nuovi tipi di referendum, argomenti su cui torneremo a breve nel tentativo di approfondirne insieme i termini e sostenere in qualche modo la legge in discussione al Senato.


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