Riprendendo una definizione tratta da un dizionario on line, il termine “presenzialismo” può essere considerato sinonimo di un comportamento sano e virtuso se rappresenta l’”impegno... di essere presente a riunioni, sedute, manifestazioni, incontri culturali, trasmissioni televisive, ecc., quando se ne presenti la benché minima occasione …. per concrete necessità di contatti politici o di lavoro” (e io in quel “ecc.” ci leggo oggi anche i social network).
Oppure si riduce ad un “vezzo” se è espressione di “motivi di immagine o di personale esibizionismo”. Come spesso accade in politica a ridosso delle campagne elettorali.
Si assiste così al pietoso spettacolo di tanti che di questo “vezzo” ne fanno un uso frequente senza trarne in pratica alcun vantaggio personale, nè tanto meno suscitare un qualche interesse di pubblica utilità, come ad esempio accaduto durante le recenti campagne elettorali, compresa soprattutto quella per le comunali a Formia, allorchè alcuni ne hanno abusato per mettersi ovunque e in qualsiasi modo in mostra, magari per riuscire a candidarsi in qualche lista o comunque a conquistarsi un qualche posticino al sole qui o là. Passata l’occasione e finita la bisogna questi personaggi di solito tornano buoni buoni nell’ombra con un pugno di mosche in mano, salvo a ripresentarsi dopo cinque anni o quando sarà per riproporsi nuovamente pieni di speranza e voglia di apparire. Quindi in sostanza non fanno danni, se non , forse, a sé stessi e per sopportarli basta un minimo di pazienza e la consapevolezza del tempo che passa. Sono semplice folklore elettorale!
C’è però a volte qualcuno che, forte delle proprie ambizioni personali ed in possesso di indubbie e maggiori qualità comunicative ed espressive, del “presenzialismo” ne riesce a fare quasi una professione, un’arte o quanto meno un metodo quasi scientifico e sistematico per imporre pazientemente negli anni all’attenzione degli altri la propria persona o, meglio ancora, l’immagine che di essa vuol dare, finendo col raggiungere a volte risultati di una certa importanza. In questi casi la situazione può assumere aspetti di una certa gravità se, avendo l’iniziativa avuto successo, si sia riusciti a trasmettere come buono un contenitore in realtà vuoto o parzialmente vuoto o, peggio ancora, totalmente diverso dalla realtà del personaggio. Le conseguenze possono essere disastrose poi anche per la collettività se, visto che stiamo parlando di politica, la persona in questione finisca per ricoprire ruoli rilevanti per la comunità.

Quanti lo hanno acclamato e lo hanno accettato, abbagliati dall’apparente fulgore che ne emana e dalle apparenti qualità umane, sociali e professionali, così come apparse, senza dubitare in alcun modo della loro veridicità e sincerità ed anzi facendosene cieco ed accanito sostenitore e difensore, spesso rischiano di risvegliarsi poi bruscamente di fronte a fatti contrastanti con l’immagine che avevano percepito o addirittura contribuito a creare e ciò, purtroppo, accade quando è ormai troppo tardi. A quel punto resta solo il mea culpa, mea maxima culpa, ammesso e non concesso che se ne abbia coscienza accompagnata da una giusta dose di onestà intellettuale!
Effetto e danno collaterale del successo di alcuni di questi presenzialisti della politica è poi l’imitazione dei loro metodi da parte di altri che nel tentativo di seguirne le orme ed il successo non scompaiono nell’ombra dopo le elezioni, ma ci tartassano gli zebedei per i successivi cinque anni nella speranza di avere anche loro, in futuro, analogo successo! E allora qui ci vuole più che un pò di pazienza e sopportazione!
In questa mia divagazione estiva ho ripetuto volutamente più volte il termine “apparire”, perchè alla base del mio ragionamento c’è, come sempre, il Dubbio. Infatti le mie sono sensazioni che vivo “a pelle”, direi istintivamente, suffragate poi dalla mia attenzione ai particolari ed ai piccoli gesti a volte impercettibili e variano chiaramente nella loro percezione da persona a persona. Nella gran parte dei casi solo il tempo può dire se sbaglio o meno, se siamo di fronte a comportamenti sani e virtuosi o a vezzi negativi e dannosi. Comunque, parafrasando Cartesio, dubito ergo sum, consapevole che il Dubbio è il motore del progresso umano e resto vigile e in attesa di fatti chiarificatori, sempre che per ciascuna di quelle persone, ne valga davvero la pena attendere e trarne una conclusione.


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