martedì 19 febbraio 2013

Programma Nazionale /6 - Energia




Presentiamo ai cittadini il Programma Nazionale del MoVimento 5 Stelle affinchè tutti ne possano prendere visione e confrontarlo con quello delle altre forze politiche.

- 6^ parte -
 

Il nostro paese ha bisogno di un piano energetico nazionale che preveda un uso razionale dell’energia e delle materie prime tramite azioni dirette alla promozione del risparmio energetico, all’uso appropriato delle fonti di energia, al miglioramento dei processi tecnologici che utilizzano o trasformano energia, allo sviluppo delle fonti rinnovabili, alla sostituzione delle
materie prime energetiche di importazione. Attualmente, l’importazione di materie prime grava sul bilancio per più di 60 miliardi di euro, impattando fortemente sullo spread e sulla nostra economia.
Vanno quantomeno raggiunti gli obiettivi del Protocollo di Kyoto entro il 2020: abbassamento dei consumi energetici del 20%, innalzamento al 20% della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili e riduzione del 20% delle emissioni di CO2, per evitare di incorrere in ulteriori sanzioni pecuniarie per inadempienza.
La Legge 9 gennaio 1991 n. 10 recepiva integralmente tali obblighi ma è stata totalmente disattesa. In oltre 20 anni il rendimento del sistema energetico nazionale è aumentato solo del 10% passando dal 36% del 1991 al 46% attuale, a causa di una politica incapace, interessata a mantenere le entrate fiscali o a fare gli interessi delle principali compagnie petrolifere ed energetiche come ENI, SORGENIA, EDISON, ENEL, A2A, IREN.
A livello di consumi, oggi, il 95% del parco edilizio del paese presenta fabbisogni di energia primaria analoghi a quelli degli anni ’60, compresi cioè tra 18 e 25 metri cubi di metano per ogni metro quadro calpestabile e un continuo aumento dei costi del combustibile impone una rigorosa riduzione.
Si rendono necessarie le seguenti misure:

  •  Introduzione dell’obbligo di diagnosi energetica del sistema edificio-impianto per il patrimonio edilizio esistente ed in particolar modo per gli edifici pubblici o ad uso pubblico. Bisogna dunque quantificare i consumi e le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costo-beneficio dell’intervento, pianificando anche gli interventi per la riduzione della spesa energetica e i relativi tempi di ritorno degli investimenti, oltre a possibili miglioramenti di classe dell’edificio nel sistema di certificazione energetica.
  • Incentivazione delle nuove tecnologie nei processi di combustione e dei nuovi materiali da coibentazione energetica altamente performanti che, se adottati unitamente ad efficienti sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, permettono di ridurre fino al 50% e non meno del 30% i consumi per la climatizzazione invernale della maggior parte delle edifici esistenti dotati di impianto centralizzato, con notevoli vantaggi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e NOX. 
  • Agevolazione delle anticipazioni bancarie e semplificazione delle norme per i contratti di  riqualificazione energetica col metodo esco (energy service company), effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava.. I costi di investimento si ripagano da soli in meno di cinque anni grazie all’ingente risparmio energetico. 
  •  In caso di nuove costruzioni o di ristrutturazioni globali di edifici preesistenti, realizzazione di involucri edilizi che sfruttino gli apporti gratuiti di energia e che utilizzino impianti convenzionali e fonti rinnovabili, in grado di garantire bilanci energetici positivi e di rendere energeticamente indipendente il fabbricato (case passive). In maniera ancor più virtuosa, si potrebbe contribuire all’immissione di energia nel sistema nazionale (case attive).
  • Incentivazione della rottamazione di edifici privi di rilevanza architettonica/paesaggistica, al fine di ricostruirne, nel medesimo luogo, altri con criteri moderni di rispondenza alle normative antisismiche, antincendio, energetiche e acustiche.
  • Implemento, a livello di singole utenze, dell’efficienza di lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali, nonché introduzione di un sistema di monitoraggio del costo giornaliero del Kwh, in modo da consigliare il momento più opportuno per l’utilizzo energetico, favorendo l’uso delle fonti rinnovabili, per loro natura discontinue, in un sistema a produzione continua.

 A livello di produzione non c’è bisogno di costruire nuovi grandi impianti il cui picco nominale è già ben oltre il massimo mai utilizzato, ma di “efficientare” gli esistenti. Proponiamo quindi:


  • L’incremento dell’efficienza del parco energetico delle centrali termoelettriche a gas naturale che ad oggi si attesta intorno al 46%, adeguandolo ai parametri del 55-60 % che ad oggi si possono ottenere per centrali di nuova generazione a cicli combinati.
  •  Chiusura di tutte le centrali a carbone.
  • Incentivazione della co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc, consentendo di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97% e rifiutando così la logica dei grandi impianti e delle reti di teleriscaldamento che si sono rivelate non efficienti.
  • Incentivazione della micro-cogenerazione a livello domestico.
  • Incentivazione dell’utilizzo di sistemi di generazione privi di processo di combustione in sinergia con l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia (fotovoltaico, geotermico, eolico, idroelettrico), soprattutto di taglia mini e micro.
  • Incentivazione della produzione di biogas derivante dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici in impianti dedicati alla chiusura del ciclo in aziende agricole.
  • Agevolazione della produzione di biocombustibili, esclusivamente in terreni marginali e non destinati alla produzione di alimenti per uomini ed animali, quali aree industriali dismesse o zone limitrofe ad aree industriali a rischio ambientale.
  • Eliminazione retroattiva degli incentivi per la combustione dei rifiuti, anche nella loro componente organica.
  • Realizzazione di una rete infrastrutturale di ricarica destinata alla futura mobilità elettrica con colonnine di carica distribuite nelle principali città, previo accordo con le principali associazioni di categoria presso i distributori carburanti della rete viaria italiana.
  • Efficientazione della rete energetica di distribuzione di TERNA sia per ridurre la dissipazione nell’alta tensione che per permettere la “messa in rete” di molteplici fonti energetiche distribuite, nella previsione di un futuro in cui ogni abitazione/vettura elettrica sarà, a seconda dei momenti, un produttore o consumatore di energia elettrica/termica

Nessun commento: