Probabile, invece, un completo travisamento della normativa originaria.
Il testo del decreto fiscale approvato venerdì 26 giugno dal Consiglio dei ministri non contiene l'attesa nuova norma di rinvio dell'entrata in vigore della possibilità di azione collettiva dei consumatori nei confronti delle aziende. Era stato deciso di inserire nel ”milleproproghe”, che è stato assorbito poi nel decreto fiscale, un nuovo rinvio dell'entrata in vigore della nuova legge sulla class action, attualmente prevista ai primi di luglio. La norma invece non figura nel testo entrato in consiglio dei ministri ed approvato, per cui in teoria la normativa sulla class action potrebbe entrare in vigore il 1° luglio!
Probabilmente non sarà così. Il sottosegretario allo sviluppo economico, Stefano Saglia, che sta seguendo l'esame in Parlamento del ddl sviluppo, ha detto che ''si cerchera' di impedire'' il rispetto del termine del primo luglio e la proroga potrebbe essere contenuta in un decreto.
Il governo infatti ha previsto una revisione, noi diciamo uno stravolgimento, della normativa che istituirebbe la cosiddetta “falsa” class action con articoli inseriti nel ddl sviluppo che è attualmente in discussione alla Camera e che dovrà tornare al Senato.
La legge originaria risalente al governo Prodi già presentava notevoli difetti che ne falsavano la portata in quanto: non consentiva a tutti i cittadini la legittimazione attiva ad utilizzare questo istituto legale ma lo riservava solo ad alcune delle associazioni consumatori lasciando fuori tutti gli altri soggetti associativi non consumistici; non prevedeva il cosiddetto danno punitivo limitando notevolmente gli eventuali risarcimenti dovuti dalle aziende soccombenti; prevedeva due fasi nell’azione risarcitoria, per cui se nella prima falliva la prevista conciliazione il cittadino avrebbe dovuto poi sobbarcarsi il prosieguo dell’azione a proprie spese.
Questo testo ha poi subito ulteriori “peggioramenti” - ammesso che ciò fosse possibile, ma ci sono riusciti! – con il nuovo Governo. Il testo varato dal Senato poche settimane fa creava dubbi di interpretazione sul procedimento risarcitorio con il rischio di disparità di trattamento e prevedeva la irretroattività del provvedimento, una mostruosità giuridica in quanto una disciplina di natura processuale come la Class action dovrebbe operare dal momento della sua entrata in vigore, a prescindere dal momento della commissione dell'illecito. Quest’ultima modifica era stata introdotta evidentemente per timore degli effetti dirompenti che la Class action potrebbe avere su numerose vicende degli ultimi anni di cui sono rimaste vittime migliaia di cittadini come quelle dell’Alitalia, della Cirio e della Parmalat per le quali si potrà così tranquillamente attendere il decorrere di tutte le prescrizioni del caso!
Mentre però il Senato discuteva ed approvava queste variazioni il Governo, con la sua ormai solita delicatezza istituzionale, decideva di abbandonare completamente il vecchio testo per riproporlo contemporaneamente alla Camera e inserendolo in un contesto normativo completamente diverso quale il DDL sullo sviluppo, delegittimando ancora una volta, sempre che ce ne si ormai più bisogno, il ruolo del Parlamento come sede di confronto tra maggioranza ed opposizione.
Le norme inserite nel DDL sviluppo sembrano comunque andare tutte nella stessa direzione cioè quella di impoverire un importante strumento a tutela dei risparmiatori rendendolo praticamente innocuo per le aziende e dimostrando che al Governo stanno più a cuore le sorti delle aziende che lo sostengono che quelle dei cittadini da esse danneggiati..
Continuiamo a farci del male!
domenica 28 giugno 2009
Class action, salta il rinvio, in vigore da primi di luglio ?
Pubblicato da
Cittadini del Golfo di Gaeta
alle
18:00
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