domenica 26 ottobre 2008

La "democrazia" secondo Francesco Cossiga


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Consigli per gestire il Ministero dell'Interno

Il Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita on. Francesco Cossiga ha rilasciato nei giorni scorsi una intervista sui recenti episodi di protesta negli atenei che lascia intravedere uno scenario politico passato, presente e futuro che fa accapponare la pelle.
Ne riportiamo di seguito una sintesi:

"Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!... questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio.Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese."
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Sono parole che dette da un ex Ministro dell'Interno, ex Capo dello Stato ed attuale senatore a vita sono di una estrema gravità che confermano i sospetti che in parte dei nefasti episodi di violenza politica che hanno cartterizzato gli anni passsati ci sia, putroppo, la mano dello Stato o meglio di coloro che nel nome dello Repubblica Italiana, hanno fomentato gli animi manipolando giovani contestatori e forze dell'ordine allo scopo di perseguire gli obiettivi politici di una parte politica contro l'altra sulla pelle degli Italiani.
Si tratta, certo, di cose passate. Quello che è da ritenersi più grave, per guardare alle cose di oggi, è che di fronte ad una tale assunzione di responsabilità per un fatto politicamente e socialmente assolutamente da condannare non ci sia alcuna reazione da parte delle istituzioni nè tanto meno da esponenti politici, nè di destra e nè di sinistra.
Non so quanti reati si possono ipotizzare in questo comportamento autodenunciato dall'ex Ministro dell'Interno, nè se sia ancora perseguibile, ma penso che in un paese realmente "democratico" questo signore non dovrebbe sedere "a vita" nel nostro Parlamento.
Infine, un'ultima considerazione, forse la più triste: è che purtroppo, visti l'evoluzione della situazione economica e sociale in questo paese e i "provvedimenti" che sta adottando al riguardo il nostro Premier, condivido il timore di Cossiga sul prossimo ritorno del terrorismo.

Qui l'intervista integrale: http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JMS/JMSRA.pdf

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Giovanni Nocella






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