Dopo la revoca della delibera “Comune vs Disabili”, tra i protagonisti di questo provvedimento e gli attenti osservatori delle dinamiche sociali e politiche di questa città, sono volate anche parole grosse negli ultimi giorni e anche tante parole a vuoto. A parte i titoli onorifici che si sono scambiati alcuni protagonisti di questo dibattito c’è anche un altro aspetto che ha destato la mia curiosità sul quale provo ad esprimere la mia opinione.
Premetto che sono un accanito sostenitore degli strumenti di partecipazione popolare, fulcro di quella democrazia partecipativa che cerco di promuovere insieme agli altri attivisti del Meetup del M5S di Formia e che auspico vengano introdotti e/o rafforzati sia a livello nazionale che locale e confermo che insieme a molti di loro avremmo certamente firmato la richiesta di revoca del provvedimento in questione.
E’ proprio per questo che guardo con occhio benevolo, ma disincantato, a coloro che rivendicano il merito di aver provocato la marcia indietro di sindaco e A.C su questo triste provvedimento grazie alla presunta efficacia della minacciata raccolta firme di cui sopra. Dobbiamo metterci in testa, infatti, che questa raccolta firme come le tante altre già promosse e quelle future e come qualsiasi altra forma di manifestazione popolare come assemblee, fiaccolate, cortei di protesta, eccetera che potrebbero e dovrebbero concretizzarsi negli atti di partecipazione popolare presenti e disciplinati nello Statuto comunale, possono avere rilevanza dal punto di vista folkloristico e come valvola di sfogo di protagonismi personali e di incazzature collettive, ma nei fatti non hanno alcuna possibilità di determinare precisi provvedimenti amministrativi che rispettino davvero la volontà popolare e gli interessi collettivi. A meno che non ci sia un interesse specifico anche da parte dei nostri amministratori.
Infatti, a parte il diritto al voto, esercitabile una tantum se va male ogni cinque anni e spesso drogato dagli interessi personali e dal ricatto dello scambio di voto, i cittadini non hanno alcuna possibilità di intervenire direttamente e concretamente nell’amministrazione di una città (e del paese e lì andrà ancora peggio se passa la Schiforma Costituzionale della Boschi! #IoVotoNo!). E agli amministratori attuali come a quelli del passato della volontà popolare e degli interessi collettivi, spero che sia chiaro, non gliene frega una mazza! Ficcatevelo bene nelle vostre sinapsi!!!!!
Non si spiega altrimenti perché Acqualatina ed Equitalia siano ancora lì e continuino a tartassare i cittadini, perché per il petcoke non sia stata mossa ancora una spilla, perché l’antenna di Castellonorato si farà, perché la tutela del verde pubblico sia un optional, perché le corse e le fermate degli autobus vengano soppresse o spostate senza battere ciglio, perché il Registro Tumori sia lettera morta, perchè il mare del Golfo fa schifo e via così cantando! Nel caso in questione, davvero credete che il sindaco Bartolomeo e i suoi collaboratori si potessero lasciar influenzare dalle firme di protesta di alcuni cittadini?
La revoca del provvedimento secondo me è dovuta invece al combinarsi di due altri fattori. Da un lato forse, nel fondo della loro anima, ma proprio nel fondo, anche costoro hanno un po' di buon senso e coscienza e dopo una tormentata crisi mistica si saranno accorti che quel provvedimento, al dirla col Fantozzi, era un “cagata pazzesca”! Quella però che credo sia stata davvero determinante è la valutazione economica del provvedimento e della irrisorietà per le casse comunali di questo famigerato pedaggio, come da loro stessi affermato, per cui si saranno detti che non valeva la pena di continuare a fare una figura di m..da per pochi spiccioli! E questo ci conferma l’idea di squallore morale che molti si sono fatti all’indirizzo di questi signori come amministratori: secondo voi, se, ahimè per i cittadini di Formia, queste entrate fossero state più consistenti, avrebbero davvero rimosso la “cagata” o l’avrebbero lasciata lì giustificandola in qualche modo?
Allora, per venire al cuore del problema, come stiamo tentando di fare da anni noi attivisti del Meetup 5 Stelle di Formia, bisogna insistere e premere sul Consiglio Comunale sulla modifica delle regole del gioco, introducendo nello Statuto comunale quelle correzioni e innovazioni che mettano i cittadini in condizione di poter realmente intervenire quando occorre e in qualunque momento nel processo deliberativo e per questo di poter positivamente e concretamente influire indirettamente anche nel merito dell’operato dei nostri amministratori, senza dover attendere le elezioni o l’intervento dell’autorità giudiziaria.
Di tutto ciò mi riprometto insieme agli altri attivisti di discuterne ampiamente e pubblicamente con le iniziative a sfondo istituzionale che il Meetup Formia 5 Stelle intraprenderà nelle prossime settimane.

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