sabato 19 marzo 2011

La guerra in Libia! Mistificazione mediatica ed ipocrisia alla base dell’intervento militare.

Stiamo rischiando di scatenare una guerra nel Mediterraneo senza neanche sapere quale sia veramente la situazione in Libia, attaccando uno Stato sovrano ed interferendo nelle sue questioni interne, addirittura con l’avallo dell’ONU. E' un precedente gravissimo di cui pagheremo le conseguenze e che viola qualsiasi principio internazionale in tema di sovranità nazionale e autodeterminazione dei popoli e viola tra l’altro ancora una volta la nostra COSTITUZIONE, che tutti sventolavano pochi giorni fa.

Una situazione che ricorda la "pistola fumante" di Bush o le armi di distruzione di massa di Saddam o il fantomatico inseguimento di Bin Laden nelle alture dell'Afghanistan.

E’ dal 1911 che l'Italia ha rapporti privilegiati con la Libia. Prima perchè colonia, poi con il protettorato ed infine con 40 anni di rapporti con Gheddafi. Da sempre i nostri governi intrattengono rapporti con il dittatore libico, così come avviene con tante altre realtà in tutto il mondo in cui si violano i diritti umani a cominciare dalla Cina. Da quanto non viene pubblicato dai nostri media si evince che la Libia è, nonostante o grazie a Gheddafi, il paese più progredito dell'Africa (eccetto forse Sud Africa). C'è il reddito medio più alto (circa 14.000 dollari pro-capite, forse più di alcune nostre regioni), è l'unico paese africano ad avere un sistema pensionistico ed un sistema sanitario, l'alfabetizzazione è all'87% contro una media dell'Africa nettamente inferiore, non c'è un solo libico tra i migranti, il sistema politico se non può essere definito democratico è comunque tra i più avanzati d'Africa, l'integralismo islamico è sconosciuto. E' l'unico paese produttore di petrolio nel quale la ricchezza da questo derivante è distribuita tra i cittadini.

Gheddafi ha però soprattutto il grande difetto, al pari dell'Iran in medio oriente, di essere rimasto l'unico effettivo baluardo in Africa contro l'imperialismo americano. Soprattutto in Italia è diventato uno spauracchio esclusivamente in chiave antiberlusconiana, perchè fino a qualche mese fa non se lo filava nessuno!

Se dessimo uno sguardo alla storia della nostra politica energetica e risalissimo alle vicende di Mattei ed alla forte presenza dell'ENI in Libia ci renderemmo conto di quale errore stia facendo l'Italia a lasciare campo libero nella area a francesi e britannici, da tempo presenti in Libia a sobillare ed armare gli irridententisti cirenaici. La Francia ha bisogno del petrolio libico, soprattutto dopo tutto il casino che sta venendo fuori contro il NUCLEARE. Quanto al confronto con le guerre in Iraq, Afghanistan e Kosovo è vero, non sono la stessa cosa. In quei casi c'erano motivazioni più o meno valide dietro cui si sono nascosti gli interventisti, anche se poi rivelatesi fasulle (la pistola fumante, la armi di distruzione di massa , Bin Laden) per un'azione militare. Oggi nel caso della Libia è pura aggressione ad uno stato sovrano, membro dell'ONU, che sta reagendo ad una rivolta interna come farebbe chiunque altro stato sovrano: vedasi al riguardo quanto accaduto in un passato più o meno recente in Irlanda, nei Paesi Baschi, in Corsica, nelle Falkland, in Tibet, nello Xinghijang ecc. Nel caso libico poi non c'è alcuna prova documentata degli orrori reclamizzati in base ai quali gli USA chiedono l’intervento del Tribunale contro le violazioni dei diritti umani dell’Aja. Proprio loro che insieme alla Cina ed alla Russia non ne hanno mai sottoscritto la Convenzione che ne è alla base!

Quanto ai migranti di Lampedusa, come dicevo, non c'è tra di loro un solo libico, solo tunisini, algerini ed altri africani. I libici non avevano bisogno di emigrare, né per motivi economici, né per motivi politici. Vedremo adesso cosa succederà invece. Si riverseranno in Italia anche tutti gli altri africani e non (cinesi, vietnamiti, indiani ecc.) che in Libia avevano trovato lavoro! Tutto ciò è la prova evidente tra l'altro che i regimi filo occidentali dell' Algeria, della Tunisia e dell'Egitto hanno fallito perchè da loro oggi ci sono rivolte, insurrezioni di popolo, giovani soprattutto, che non hanno lavoro e fanno la fame. In Libia si tratta invece di un'insurrezione armata fomentata da pochi focolai che da sempre sono in rotta con le Tribù dominanti che i media - servi della politica imperialista filo americana e filo israeliana - hanno trasformato artatamente in lotta di popolo.

Di sicuro comunque c'è che l'Italia ne uscirà con le ossa rotte e l'Europa peggio (con sommo gaudio dello Zio Tom).

C’è infine un ‘ultimo paio di domande da porsi. Come mai altri stati, soprattutto Cina e Russia, che fino a qualche tempo fa a avrebbero fatto fuoco e fiamme contro una risoluzione come quella che é stata votata dall’ONU, tacciono? Forse perché in cambio potranno fare il loro porco comodo da qualche altra parte del globo? E l’intervento militare in Libia, diciottesimo produttore di petrolio nel mondo, non sarà forse il viatico per un prossimo intervento militare americano in Arabia Saudita, secondo produttore di petrolio al mondo e paesi limitrofi? Lì però, saranno botte da orbi!

E poi qualcuno se ne viene ancora che le guerre si fanno per portare la democrazia o per difendere i diritti umani o le popolazioni civili? A suon di bombe e massacrando i civili? Ma fatemi il piacere. Questa è pura ipocrisia!

Giovanni Nocella

Nessun commento: