martedì 22 febbraio 2011

Nord Africa: rivolte democratiche?

In ballo petrolio e gas, ma anche acqua ed equilibri internazionali.

Si deve stare molto attenti nel valutare la effettiva spontaneità di queste rivolte scoppiate a catena in Nord Africa. Ricordiamoci infatti che ci sono in ballo nella regione alcuni fra i più grossi produttori al mondo di petrolio e di gas, senza dimenticarci poi del canale di Suez, vitale per gli scambi commerciali di mezzo mondo, e dei potenziali approvvigionamenti idrici dal Nilo per Israele, per questo Stato sempre più vitali.
Gli equilibri mondiali stanno cambiando rapidamente a discapito del monocentrismo americano ed i metodi per tentare di mantenere la leadership mondiale sono vari e sempre più raffinati, dalla guerra contro l'IRAQ, con la vana e menzognera ricerca della famosa "pistola fumante", alla "esportazione della democrazia" contro fantomatici terroristi (quegli stessi talebani che sono stati a suo tempo armati e finanziati quando si difendevano dai russi e che forse presto si toglieranno la veste di “terroristi” per diventare di nuovo “alleati” contro Mosca ) a suon di bombe e di massacri di civili come in Afghanistan, dai golpe in stile sudamericano alle rivolte colorate dell’est euro-asiatico e agli attacchi finanziari ai bilanci pubblici di mezza Europa.
I regimi di Algeria, Tunisia ed Egitto non erano mai stati messi in discussione finora dalla politica e dalla stampa occidentale, anzi sono sempre stati considerati partners affidabili dell’occidente e comunque è giudizio unanime che essi abbiano consentito a quei paesi di fare un salto qualitativo enorme sia dal punto di vista economico che sociale. Erano però ormai decotti ed un'eventuale passaggio di consegne da parte dei vecchi amici, scoperti oggi “dittatori” e “tiranni”, fatto per via "democratica" cioè con regolari elezioni, avrebbe comportato il rischio di una vittoria degli integralisti islamici con le dovute conseguenze sia per la gestione delle risorse energetiche che per i rapporti con l’Islam.
Oltre alla possibilità di instaurare in quei paesi, con il pretesto di esportare la “nostra” democrazia, nuovi governi “amici”, si possono anche creare altresì le condizioni per fare terra bruciata intorno a Gheddafi che è anch’egli un tiranno ed un dittatore forse peggiore degli altri, ma in realtà è, o era, l’unico nell’area davvero pericolosamente ostile all’imperialismo americano-israeliano. Forse è lui il vero principale obiettivo di questo presunto “complotto”. Del resto, portare la “democrazia” con le armi in terra libica sarebbe stato infatti molto, ma molto rischioso: sarebbe stata una palese aggressione ad uno Stato sovrano, che avrebbe potuto scatenare le ire di Russia, Iran, Turchia e forse anche Cina, senza pensare che a Gheddafi sarebbe bastato chiudere i rubinetti di gas e petrolio per mettere in ginocchio mezza Europa. Agire invece dall’interno, con una bella e magari sanguinosa “rivoluzione”, è tutta un’altra cosa!
Quanto a coloro, soprattutto “italioti”, che inneggiano quasi con tifo da stadio, alla rivolta “democratica” contro quei regimi e soprattutto in chiave antiberlusconiana contro Gheddafi (ma anche contro Mubarak, ma più che altro per il fantomatico collegamento con Ruby!), sinceramente meriterebbero un morso in testa!
A parte il fatto che comunque si tratta di vicende da condannare perchè intrise di sangue e violenza, che mietono vittime soprattutto tra i civili e le popolazioni inermi, ma ancora una volta si tratta per questi “democratici” di strumentalizzare ipocritamente a fini politici il loro atteggiamento moralista, anzi di falso moralismo.
Se è vero infatti che in via assoluta sarebbe giusto ed equo per una Nazione democratica e civile (!) come l’Italia non avere rapporti con un tipo come Gheddafi (per giunta amico di un vecchio cialtrone nostrano!) - a parte il fatto che ce ne accorgiamo dopo quarant’anni che abbiamo rapporti con lui - allora dovremmo chiudere i nostri rapporti politici e commerciali e ritirare i nostri ambasciatori con mezzo mondo, a cominciare dalla Cina per finire probabilmente con gli stessi USA, e chiudere gran parte delle nostre imprese “delocalizzate”!
Davanti a quante porcherie e nefandezze in realtà chiudiamo quotidianamente gli occhi? Basti pensare ai milioni di persone, soprattutto bambini, che tirano le cuoia per fame e sete e malattie curabili alla faccia di tutti i benpensanti nostrani!
Questi nostri “moralisti rivoluzionari” dovrebbero però anche dichiararsi disponibili a spostarsi da domani in bicicletta o a dorso di mulo e a vestirsi di stracci! …..e a fumarsi spinelli di merda di vacca!
Quali potranno essere gli sviluppi? Nessuno ha certo la palla di vetro e c’è da auspicare che realmente questi popoli abbiano la possibilità di esercitare il loro sacrosanto diritto all’autodeterminazione e possano scegliersi liberamente leggi e governanti. Come paese civile e “democratico” dovremmo innanzitutto adoperarci in tal senso.
C’è da temere però che non sarà così.
Forse queste aree avranno un lungo periodo di fibrillazione, di guerre civili e lotte tra bande (in Libia ci sono ancora, udite, udite, le “Tribù”!) che alimenteranno il traffico internazionale di armi, mieteranno migliaia di vittime e causeranno un esodo biblico e catastrofico verso l’Europa, che avrà così la sua bella gatta da pelare (l’America infatti è troppo lontana, no?).
Forse l’annientamento di un potenziale fronte bellico contro Israele senza sparare un solo colpo di uranio impoverito e senza sganciare tonnellate di bombe cluster, eliminando di fatto uno o più dei suoi potenziali nemici, potrà alimentare le velleità espansioniste dello stato ebraico, che potrà così fronteggiare più serenamente ad est il fronte ostile (o pseudo tale) turco-iraniano. Ricordiamoci che Israele di bombe atomiche ne ha un’arsenale!
Forse le nostre “democrazie” occidentali finiranno ancor più col rinunciare a dialogare con l’Islam (quello “integralista” che certo non resterà a guardare) ed il nostro paese dovrà rinunciare ancora una volta a qualsiasi velleità di assurgere a potenza chiave del Mediterraneo.
Certo qualcosa dovrà cambiare nella politica energetica di molti paesi, primo fra tutti il nostro, con sommo infausto gaudio di chi osteggia stupidamente gli accordi energetici, vitali per il nostro paese, con Libia, Iran e Russia.
Inoltre, la politica internazionale dell’Europa (e dell’Italia) finirà con l’appiattirsi ulteriormente alle esigenze dell’imperialismo atlantico e della NATO rinunciando al suo possibile ruolo di cerniera con l’est europeo e di Potenza Guida e sacrificando la sovranità delle Nazioni che ne fanno parte ai potentati economico-finanziari anglo-americo-israeliani.
Sapete poi qual’è la ciliegina su questa bella torta? Che è probabile che almeno per i prossimi due anni e alla faccia di tutti, continueremo a vivere queste vicende con lo stesso premier!
Auguriamoci che queste analisi siano totalmente sbagliate, ma tutti noi dovremmo comunque aprire gli occhi e sottrarci alla subdola propaganda ed alla manipolazione di massa dell’opinione pubblica che è in atto da decenni nei media a discapito della vera democrazia e delle nostre coscienze.

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