sabato 5 febbraio 2011

A Formia il Bilancio partecipativo. Realtà o pura demagogia?

Nei giorni scorsi l’assessore alle finanze del Comune di Formia ha reso noto che entro la fine di febbraio saranno installati in piazza dei gazebo per raccogliere le istanze dei cittadini sul Bilancio Partecipato. “Si tratta – spiega l’assessore - di dare come amministrazione concretezza e visibilità alle proposte ed ai suggerimenti che provengono da parte della cittadinanza sui bisogni e interventi concreti della città.“
Salto sulla sedia, mi viene spontaneo quasi un applauso. Finalmente – penso - si apre alla democrazia diretta…. , però poi leggo: “… Segnalazioni che verranno vagliate dall’amministrazione e successivamente incluse nel documento di bilancio da portare in discussione e approvazione in Consiglio Comunale”.
Belle parole, certo. Va bene, quindi si raccolgono le istanze che vengono dai cittadini, ma …. tutto qui? Due, tre gazebo nei prossimi fine settimana in previsione della discussione del bilancio, ma poi a decidere sarà comunque il Consiglio comunale e di partecipazione se ne riparlerà, forse, l’anno prossimo?
Riconduco il tutto al primo capoverso dell’articolo da cui ho appreso la notizia e il discorso si fa più chiaro: la notizia viene all’indomani del contributo ricevuto dalla Regione Lazio di 10 mila euro per consentire qualche forma di partecipazione dei cittadini sul bilancio del comune. L’impressione che ne emerge è che possa trattarsi semplicemente dell’ennesimo “contentino” nei confronti della democrazia diretta, espressione che nei suoi vari termini ed espressioni viene ormai letteralmente e continuamente fagocitata dai partiti e dalle istituzioni che la interpretano a modo loro, svuotandola del suo significato originale e delle potenzialità di reale trasformazione delle modalità con le quali viene gestita oggi la cosa pubblica. Insomma la “partecipazione” proposta in questa caso sembra né più né meno che un’occasione per spendere un altro po’ di soldi, raccogliere qualche suggerimento se conviene alla maggioranza di turno e tirare dritto sulla linea politica e programmatica delle segreterie dei partiti e degli interessi che essi rappresentano.
L’errore di fondo lo si intravede nelle stesse parole dell’assessore che parlando del bilancio partecipativo lo definisce come “un processo di democrazia diretta con il quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi in ordine alle cose da realizzare per il territorio”. Eh no, non si tratta di “esprimersi”, nella democrazia diretta i cittadini vengono chiamati a “decidere”.
La partecipazione al bilancio comunale è solo una delle modalità in cui si può esprimere la democrazia diretta e non può essere ridotta a qualche gazebo in piazza, ma rappresenta un processo decisionale che coinvolge i cittadini in prima persona attraverso il quale si possa giungere a definire i progetti che la comunità ritiene più utili ed urgenti. Esso passa attraverso la convocazione di assemblee di quartiere, la proposta e la discussione pubblica e condivisa delle varie proposte per definirne la necessità e la validità, l’analisi di fattibilità realizzata insieme con gli uffici tecnici ed amministrativi del Comune, la scelta delle priorità fatta in modo democratico e condiviso che l’Amministrazione si impegna a realizzare, in quanto organo esecutivo della volontà dei cittadini, e infine e non ultimo per importanza, la verifica puntuale del processo di realizzazione.
Non ci si limita poi ai soli aspetti bilancistici in quanto i meccanismi partecipativi della democrazia diretta vanno applicati anche ad altri settori strategicamente determinanti per il governo di un territorio, prima fra tutti ad esempio la definizione del Nuovo Piano Regolatore che avrà senz’altro un ruolo determinante per il futuro assetto socio-economico ed urbanistico della città.
Allora, se non è fumo, invece di spendere questa manciata di Euri in inutili “gazebo”, li si utilizzino per mettere a disposizione della cittadinanza in tutta la città una o più sale per le assemblee di quartiere alle quali i cittadini possano cominciare a partecipare liberamente senza il “filtro” e la mediazione di ulteriori “eletti” e per informarli adeguatamente sulle procedure amministrative e sulle problematiche da valutare e soprattutto si apportino le innovazioni e le modifiche necessarie affinché la partecipazione dei cittadini al governo del paese finalmente – a più di 60 anni dalla proclamazione della nostra Costituzione – cominci a diventare realtà, partendo proprio delle nostre amministrazioni comunali.
Questa trasformazione rappresenta un percorso lungo e difficile ed è una delle battaglie che come MoVimento 5 Stelle sosteniamo da sempre. Da qualche parte occorre cominciare e se questa amministrazione avrà il coraggio di farlo, come già sta avvenendo in tanti comuni d'Italia, almeno su questo argomento, avrà tutta la nostra collaborazione in qualità di cittadini ai quali preme l’interesse comune e non quello personale o di parte e purché si tratti di fatti e non di chiacchiere. In caso contrario faremo di tutto per ostacolare qualsiasi forma di strumentalizzazione demagogica.

Sovranità ai cittadini e dignità alle istituzioni

Giovanni Nocella

Nessun commento: