giovedì 20 gennaio 2011

Il topolino e l'elefante


A volte mi chiedo se non debba ormai considerare vana e forse anche fastidiosa questa mia insistenza nel sollecitare la partecipazione politica di chi mi sta intorno. Visto i risultati e quello che ci circonda non so se considerarmi l’ennesima “Cassandra” che predica invano contro la globalizzazione dei cervelli o un tenace e un po’ matto Don Chisciotte nella sua battaglia contro i mulini a vento dell’indifferenza, della noia e dell’assuefazione.

La condizione psicologica cui entrambe le situazioni portano è spesso di assoluta frustrazione e mi viene voglia di chiudere il mio impegno e la mia voglia di partecipazione in un cassetto e buttare via la chiave.

Proprio quando sono sul punto di farlo, mi capita però di leggere o sentire di fatti che confermano che qualcosa si riesce a fare, da qualche altra parte qualcuno, che pensa e si muove come e forse meglio di me, riesce a raggiungere un piccolo traguardo a conferma che, magari a piccoli passi, qualche cambiamento si può ottenere e che non tutto sia una chimera.

E allora, ahimé, mi rianimo un po’.



Questa volta è il turno degli amici del MoVimento 5 Stelle di Napoli che oggi presentano (vedi) in Comune 2 Istanze Pubbliche, entrambe sottoscritte da più di 500 cittadini/elettori residenti nel Comune di Napoli che riguardano l' emanazione di 3 Regolamenti attuativi dei "Referendum comunali abrogativi", degli "Istituti di Partecipazione Popolare" (istanze e petizioni) e per le "registrazioni in video ed in voce dei lavori del Consiglio Comunale e loro pubblicazione", nonché l'attivazione del Servizio Pubblico affinché il Comune si faccia carico degli oneri occorrenti alla loro registrazione ed archiviazione sul Sito Web Istituzionale del Comune. E’ un’iniziativa sulla cui legittimità, nonché nel merito, l'Amministrazione comunale di Napoli è tenuta a pronunciarsi entro 60 giorni.

Pensare che per il Comune di Formia, in base allo statuto comunale, il termine si riduce addirittura a 30 giorni!

Insomma si tratta della realizzazione di uno di quei primi passi sulla strada della democratizzazione di questo paese, più volte da me indicato anche come strada per un ampliameno dei consensi tra la cittadinanza verso il MoVimento 5 Stelle, che anche se non dovessero raggiungere subito il loro obiettivo servono quanto meno a dimostrare quale sia la differenza sostanziale delle nostre proposte rispetto a quelle delle altre forze politiche, con lo scopo essenziale non di coltivare interessi personali, bensì di portare i cittadini ad avere voce in capitolo nella formazione delle delibere comunali.

Mi chiedo allora perché a Formia tutto ciò non si riesce a fare. Perché non si riesce a metter insieme quel topolino che può terrorizzare e mettere in fuga l’elefante. Finirà anche lui nel cassetto?

1 commento:

Anonimo ha detto...

Purtroppo la nostra città, Formia, ha una cultura molto clientelare e suddita di quel potere politico che spesso e volentieri in cambbio di voti ha risposto con piaceri e favori di ogni genere.
Detto questo come prefazione storica, credo che in questa città qualcosa è cambiato dal punto di vista culturale e della legalità. Forse vado avanti, troppo, ma ho la speranza che bisogna muoversi e smuovere questo torpore e sono convinto che forze sane della società civile, quelle stanche di subire e le nuove generazioni possano seguire