venerdì 12 novembre 2010

La fine dell’autonomia italiana e la svendita del patrimonio industriale pubblico

Quel che rimane della sinistra italiana sta subendo una deleteria involuzione che rischia di portarla addirittura ad accettare come soluzioni alternative a Berlusconi personaggi come Fini o Draghi. Più probabile che sia il secondo a prevalere anche in vista dei problemi finanziari che l'Italia dovrà affrontare di qui alla primavera prossima. Il rischio è di veder completare la svendita del nostro paese avviata dopo Mani Pulite ed il suo totale asservimento alla politica internazionale degli USA. Per uscire dalla sterile contrapposizione tra berlusconismo ed antiberlusconismo e meglio inquadrare le vicende politiche e non degli ultimi anni è forse bene valutare la situazione politica italiana nell'ambito di una analisi degli equilibri internazionali nell'area mediterranea (Iran, Libia, Israele, Palestina) e nei rapporti con l'est europeo (Russia) e gli altri paesi fornitori di risorse energetiche. L'articolo al quale vi rinvio pubblicato su Conflitti e Strategie è utile per introdurre all'argomento, ma c'è molto altro ancora da analizzare per chiarirci le idee e non andare a rimorchio dei media di regime. 

Giovanni Nocella

 La fine dell’autonomia italiana e la svendita del patrimonio industriale pubblico


Sottopongo alla vostra attenzione due articoli (ripresi da Il Giornale) ed una intervista (tratta da Panorama) che mi sembrano definire, pur con qualche circonlocuzione e reticenza discorsiva, il clima di intimidazione e di assedio creatosi intorno al premier Berlusconi. Questa situazione, quasi certamente, determinerà non solo la caduta del suo governo ma anche quella del suo Impero imprenditoriale ed economico.  Così sparirà dalla faccia della terra colui che, additato dai suoi avversari e detrattori come l’ultimo dittatore fascista, non si è piegato abbastanza ai “sinistri” poteri del cattivo vapore dominanti in Italia. Continua


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