Siamo di fronte ad una generale ed eccezionale dimostrazione di ipocrisia e di strumentalizzazione mediatica. Si esaltano gli appelli a favore di questa signora accusata di due reati secondo la legge del proprio paese e ci si indigna per lei, tanto che l’europarlmento delibera che “una condanna a morte per lapidazione non può mai essere accettata o giusitificata”.
Perchè, quelle per fucilazione o per iniezione letale invece vanno bene? e quelle concesse dal Trattao di Lisbona?
Il fatto è che c’è una predisposizione mediatica, frutto della più becera manipolazione dell’informazione, ad evidenziare e condannare “a prescindere” il regime iraniano, per fatti e situazioni che invece vengono tollerati e accettati per altri paesi.
Per rimanere nel tema, in Cina le condanne a morte per fucilazione sono all’ordine del giorno, ma non si contestano perchè ormai la Cina è la prima potenza mondiale e bisogna tenersela amica, perchè altrimenti da un momento all’altro affonda il dollaro.
In Arabia Saudita le lapidazioni vengono inflitte a piene mani, anche lì si applica il Corano, ma l’Arabia Saudita è partner petrolifero e amico degli Stati Uniti, e allora silenzio!
Nello stato di Washington (USA) credo che oggi 10 settembre ci sia una esecuzione capitale di un certo Cal Coburn Brown: nessun media ha osato un solo trafiletto sull’argomento!
Negli USA ci sono oltre 3.000 persone nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione della propria condanna a morte, un’attesa che è di per sè una tortura perchè dura anni.
Silenzio assoluto!
Per questa Sakineh invece si mobilitano i parlamenti e le piazze solo perchè “si deve attaccare il regime iraniano” il cui principale crimine è di non accettare dollari per il suo petrolio!
C’è una sola parola a commento di tutto questo: vergogna!
E non perchè me ne freghi più di tanto del regime iraniano, quanto piuttosto dell’alienante manipolazione che si tenta di fare dell’informazione per influenzare l’opinione pubblica.
Giovanni Nocella
venerdì 10 settembre 2010
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