giovedì 9 settembre 2010

Elezioni anticipate? La crisi greca non è affatto passata e minaccia anche l’Italia.

Mentre in Italia i media corrono dietro alle fregole politiche ed agli inciuci tra i vari comprimari della politica italiana, come nella più squallida delle telenovelas sudamericane, c’è un paese che fa parte della Comunità Europea a poche bracciate di mare da noi la cui crisi finanziaria è ben lungi dall’esaurirsi . Anzi, la minaccia che un effetto domino possa estendersi agli altri PIGS, compreso l’Italia, è tutt’altro che accantonata.
E’ del 23 agosto la comunicazione della Banca Centrale greca secondo cui i depositi bancari delle aziende e dei privati a giugno sono scesi per il sesto mese di fila a 216,5 miliardi di euro da 238 milioni di euro alla fine del 2009. Non si tratta solo di fughe di capitali all’estero, ma anche di utilizzo dei propri risparmi da parte dei dipendenti pubblici per fronteggiare le misure varate nei mesi scorsi: due tagli agli stipendi, il congelamento salariale per tre anni, l’aumento dell’IVA al 21% e altre imposte su carburanti, alcol e tabacchi.
E’ un dissanguamento al quale le già fragili banche greche non potranno resistere a lungo.
Le richieste di prestiti alla BCE aumentano, ma non potranno essere sostenute all’infinito. In effetti la Banca Centrale Europea dovrà affrontare anche altre problematiche. Già a fine settembre le banche europee si troveranno di fronte alla necessità di rimborsare una grossa fetta dei fondi ricevuti a seguito della cirsi o in alternativa di rifinanziarli a breve. Sarà una bella sfida e la BCE sembra intenzionata a sostenerle almeno fino agli inizi del 2011, ma dopo? Fino a quando e con quali risorse? Stampando moneta?
La ripresa economica, al di là della propaganda di regime, è ben lungi da venire ed i pochi segnali positivi di queste ultime settimane riguardano essenzialmente l’economia tedesca. Per quanto poi riguarda l'Italia la crescita (scusate la contraddizione) è addirittura negativa con un PIL al - 0,3% per il terzo trimestre.
Intanto le quotazioni delle azioni delle banche greche precipitano e lo spread (la differenza tra rendimenti) dei titoli di stato greci rispetto ai bund tedeschi è schizzato oltre i 900 punti, dopo il taglio del rating dell'Irlanda, altro paese a rischio default, deciso da Standard & Poor's.
Un autunno finanziario quindi che si presenta delicatissimo. Il default di uno solo dei paesi della comunità europea rischia di innescare un effetto domino e l’Italia è tra i primi della lista, a causa non dell’indebitamento bancario - le banche italiane si sono messe più o meno al sicuro -, bensì per l’enorme e crescente debito pubblico.
In tutto questo con quale coscienza e serenità d’animo i nostri politici si permettono di invocare o addirittura minacciare l’interruzione della legislatura e le elezioni anticipate?
La situazione già rischia di per sé di sfuggire al controllo di Governo e Banca d’Italia, figuriamoci in presenza di un vuoto governativo ed in piena bagarre elettorale!

(da un articolo di ilsussidiario.net)

Giovanni Nocella


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