giovedì 1 aprile 2010

Nucleare: manifestazione il 17 aprile a S. Benedetto del Tronto

 MANIFESTAZIONE CONTRO IL NUCLEARE

I cittadini di S. Benedetto del Tronto scendono in piazza contro il ritorno al nucleare e in particolare contro la localizzazione nel loro territorio di una centrale nucleare in località Sentina. 
Bisogna tra l'altro ricordare che la Sentina ospita una Riserva Naturale Regionale di 180 ettari tra l'abitato di Porto d'Ascoli a Nord e il fiume Tronto a Sud costituita da ambienti unici come cordoni sabbiosi, zone umide retrodunali, e praterie salmastre che ospitano una ricca e peculiare flora ormai scomparsa in quasi tutto il litorale adriatico devastato dall'antropizzazione.
Notevole è l'importanza dell'area per l'avifauna migratoria, che trova nella Riserva l'unica possibilità di sosta costiera tra le aree umide del delta del Po e del Gargano.Scaricheranno in questo habitat protetto le acque di raffreddamento della centrale? Cosa succederà quando la temperatura delle acque di questi luoghi aumenterà?

Riporto qui di seguito il comunicato che accompagna il lancio dell manifestazione giratoci dagli amici della Decrescita, che offre a tutti spunti di riflessione e approfondimento.

"L’enel , Belusconi e Sarkozy hanno firmato un accordo che prevede l’apertura in Italia di almeno 4 centrali nucleari entro il 2020. Tra le aree compatibili all’insediamento di centrali nucleari, è stata individuata la zona Sentina di San Benedetto. Tuttavia i siti detti”possibili” cioè individuati come idonei ad ospitare centrali atomiche, sono una decina...questo è un metodo di chi ha interesse nel costruirle che ha il fine di far restare la popolazione nel dubbio e nella speranza, ad aspettare senza già organizzarsi per opporsi.
Perchè contrastarlo?
1)Una centrale nucleare è fonte di distruzione del territorio fin dall’estrazione delle materie prime: ad esempio negli USA i lavoratori delle miniere di uranio erano prevalentemente indiani nelle riserve che oggi hanno tassi di tumore altissimi,l’estrazione dell’uranio riversa in superficie materiale radioattivo che espone gli esseri viventi alle malattie tipiche di tale inquinamento (in particolare ai tumori); ne sono prova le ferite insanabili che la corsa all’uranio lascia nei 18 paesi (Canada, Cina, Australia  ne sono i maggiori produttori) dove tale minerale viene estratto, senza considerare che esso è esauribile ed i costi della sua estrazione sono altissimi.
2)Una centrale nucleare, una volta attiva, produce scorie radioattive che rimangono attive e potenzialmente distruttive per migliaia di anni. Non tutti sanno, per giunta, che nelle bollette della luce che paghiamo vi è una parte che viene destinata  a coprire le spese di smaltimento delle vecchie scorie radioattive prodotte dalle centrali in funzione negli anni ‘80 in Italia.
3)Inoltre, nonostante i mass media mirano a giustificare le catastrofi come piccoli incidenti che non superano gli standard di “soglie accetabili”, è ben noto che  continuano a verificarsi numerosi incidenti nelle centrali di tutto il mondo, a cui conseguono irrimediabili contaminazioni di materiale radioattivo.
4)L’industria militare inoltre recicla parte delle scorie prodotte dalle centrali per la produzione di armamenti di vario genere tra cui le bombe ad alto potenziale o le più utilizate a “bassa intensità” sganciate anche nei conflitti più recenti (Kossovo, Iraq). Nella vicina Francia questo tipo di riciglaggio viene effettuato da anni. Il nucleare militare viene offuscato dietro la faccia civile del nucleare in quanto i governi non trovano un’argomentazione che possa giustificare agli occhi dell’opinione pubblica questa ipocrita realtà.
5)Questi dati di fatto, che già di per se sarebbero sufficenti per intraprendere una lotta contro questa energia mortale, non sono il fulcro su cui poggia la nostra critica; essa deve essere ampliata nella direzione di un forte dibbattito sul modo stesso di concepire la nostra vita si questo pianeta.
Abbiamo ancora bisogno di così tanta energia? per farne cosa? per continuare in questa folle corsa verso il “progresso”? E’ noto che più che un progresso, attorno a noi ci sia un regresso che ci ha scaraventati verso un mondo malato fatto di tecnologia e infelicità, velocità ed alienazione, denaro e sottomissione, indifferenza e sensazione di non poter far nulla per cambiare questo stato di cose imposto che ci vuole dipendenti e asserviti. Non crediamo di certo che sia una singola manifestazione a cambiare questa situazione, ma di sicuro non è piangendosi addosso che la si inverte. Scendiamo in strada anche per ricordare una catastrofe, quella di 20 anni fa  a Chernobyl, che ha spazzato via la vita e continua  a mietere vittime a suon di tumori e deformazioni e che non possiamo  permettere che venga dimenticata al ritmo di menzogne e distrazioni indotte da coloro che hanno tutto l’interesse nell’affermare delle falsità, fra tutte:”le centrali di terza generazione sono sicure”, “L’energia nucleare è pulita”e “ce l’ha la vicina Francia, perchè non averla anche noi?”... come se in una stanza con 10 mine ci sia un buon motivo per innescarne delle altre, come se la probabilità che scoppino non aumenti e il loro effetto non fosse ancor più devastante e  distruttivo."

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