mercoledì 9 settembre 2009

A proposito di comitati e reminiscenze elettorali.

Un invito alla concretezza


Il dibattito politico cittadino si sta arricchendo nelle ultime settimane di numerose iniziative tra cui le proposte che il Comitato Popolare di Formia sta formulando a sostegno di un programma elettorale con il quale, se abbiamo ben capito, si intende cambiare il modo di fare politica nella nostra città e di cui si discuterà nell’assemblea pubblica indetta dallo stesso comitato per il prossimo 11 settembre.

Non possiamo fare a meno di guardare a questa iniziativa come alla prima risposta al messaggio politico da noi formulato oltre un anno e mezzo fa nel manifesto politico della Lista Civica da noi promossa e sostenuta - “Cittadini di Formia – Amici di Beppe Grillo” - che rappresenta per noi il principale punto di riferimento al quale stiamo tenendo fede, ampliandolo e sviluppandolo, ed ai seppur deboli e finora inascoltati, ma costanti appelli da noi espressi a suo supporto durante tutto questo tempo, ciò indipendentemente dalla figura di Beppe Grillo e dalle sue decisioni a livello nazionale ed anche in contrapposizione con quanti con malcelata furbizia abbiano pensato di sfruttare lista civica, manifesto politico e personaggio pubblico per mire ed ambizioni personali, salvo poi a rinnegarli alla prima occasione.

Chi ne ha memoria forse ricorderà che le riforme istituzionali sia a livello comunale che nazionale rappresentano il punto centrale della nostra proposta politica insieme ad una ferrea moralizzazione della scena politica, certamente non solo cittadina.

A livello locale proponevamo e proponiamo:
  • referendum deliberativo e abrogativo quindi non solo consultivo a livello amministrativo locale nello statuto comunale;
  • abolizione dei quorum nei referendum;
  • elezione diretta del Difensore Civico e sua dotazione di reali poteri di controllo ;
  • adozione del bilancio partecipato deliberativo e non solo consultivo;
  • ricorso a forme di partecipazione diretta dei cittadini alla fase decisionale dell’atto normativo e nel controllo della legittimità dell’operato degli eletti;
  • rispondenza dei candidati a particolari requisiti di moralità e correttezza.

Altro aspetto fondamentale da noi sostenuto è il ricorso a forme di partecipazione politica che vedano i cittadini impegnarsi attivamente ed in maniera diretta e continuativa nella formazione del consenso collettivo sulle scelte politiche da cui dipende la gestione della comunità. Soluzioni diverse dalle attuali strutture partitiche, senza alcuna distinzione politica, che da tempo non hanno più alcun rapporto diretto con i cittadini e che sono da noi ritenute verticistiche ed autoreferenzianti, complici se non causa del degrado sociale e politico nel quale versa il nostro paese.

Ulteriori soluzioni proponiamo poi in tema di sviluppo economico, di difesa del territorio, di mobilità, di risparmio energetico e così via, in linea e confronto costante con le proposte di centinaia di altre realtà civiche in tutta Italia, - Meetup di Beppe Grillo, Liste Civiche a 5 Stelle di Grillo, rete del Nuovo Municipio, rete dei Comuni Virtuosi, Officina Democrazia, Movimento per la Decrescita Felice, Transition Town Italia…… -, ma una efficiente organizzazione dei cittadini in una struttura orizzontale che si occupi dello sviluppo delle idee, della loro analisi e della determinazione di una opinione collettiva democraticamente maturata, è il presupposto essenziale affinché poi tali soluzioni “secondarie” possano essere adottate: niente verticismi, né centri di potere, ma alternanza degli eletti e partecipazione dei cittadini. Tutto ciò, pur contando sulle capacità e sull'iniziativa degli individui, esclude a priori qualsiasi forma di personalismo e di accentramento di potere. Cosa che, forse, i nostri "ex" non avevano suffficentemente capito o apprezzato.

Purtroppo in questi mesi abbiamo constatato che ciò che continua a mancare è proprio il “senso civico”, la partecipazione attiva e disinteressata dei nostri concittadini, anche quelli che possono ritenersi più evoluti da un punto di vista sociale ed intellettuale, a qualsiasi iniziativa che li coinvolga direttamente, democraticamente e responsabilmente nella tutela, nella riappropriazione, nella valorizzazione e nella equa fruizione dei beni comuni, pubblici e collettivi, “drogati” ed annichiliti da una informazione manipolata e fuorviante o da interessi di parte.

Ci viene dunque da sorridere – un amaro sorriso - nel leggere nell’appello dei promotori del Comitato Popolare l’indicazione di proposte che in gran parte condividiamo, ma che implicano una ampia partecipazione popolare, a monte della quale è indispensabile e pregiudiziale un enorme lavoro sul territorio volto alla informazione dei nostri concittadini ed al loro coinvolgimento e soprattutto alla loro liberazione dai vecchi schemi elettorali legati al clientelismo ed al voto di scambio.

Ci sono grandi battaglie sociali e civili che la nostra classe politica ci costringerà ad affrontare nel prossimo futuro. Con la premessa di tutto quanto espresso sopra, noi siamo umilmente disponibili al dialogo ed alla collaborazione per difendere ed aumentare il benessere nella nostra città e nel nostro paese, ma chiediamo che gli altri facciano altrettanto: è necessario che sulle soluzioni proponibili la partecipazione ed il consenso popolare siano espressi in maniera diffusa, chiara e manifesta. Altrimenti si rischia di ricadere nelle consuete pastoie di una politica fatta dai soliti noti senza alcuna sostanziale innovazione ed allora il cambiamento resterà una chimera o una presa in giro!

Ci auguriamo che l’incontro non venga etichettato a priori “di sinistra” e solo per questo snobbato da alcuni e che ad esso vogliano aderire non solo i soliti protagonisti della politica locale, quella dei soliti vecchi partiti tanto per intenderci, ma soprattutto ed essenzialmente i semplici cittadini.

Non perdiamo l’occasione. Proviamoci, a riprenderci la sovranità di questo paese, prima che sia troppo tardi! E se anche questa volta ciò non sarà possibile, noi tireremo avanti per la nostra strada.


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