martedì 28 ottobre 2008

Officina Culturale: futuro ancora più incerto.

Deludenti le dichiarazioni del Sindaco Forte.


Chi come il sottoscritto ha pazientato fino a sera nel Consiglio Comunale di ieri per conoscere la posizione dell’Amministrazione Comunale sulla questione tanto dibattuta nei giorni scorsi del futuro dell’Officina Culturale penso sia rimasto profondamente deluso. Mi riferisco naturalmente a chi auspica che questo spazio fino ad oggi dedicato ai giovani e non solo ed allo scambio culturale possa continuare a servire la Città.

Mi ha innanzitutto logorato il fatto che l’interpellanza del consigliere Mariarita Manzo sia stata discussa al termine di una interminabile seduta, scenario di lunghe, noiose, ed inutili diatribe tra maggioranza ed opposizione ed anche all’interno degli stessi gruppi, sulle presunte infiltrazioni camorristiche nel Comune, sfocianti in accuse e battibecchi interpersonali che mi ricordavano tanto una sceneggiata o una riunione di condominio.

Ma veniamo al caso che ci interessa.

Il fatto che alla interpellanza abbia risposto il Sindaco in persona e non un assessore o il delegato alle politiche giovanili è un fatto importante in quanto comporta di per sé un’assunzione di paternità e quindi di responsabilità da parte del Primo Cittadino sulla disdetta dell’affidamento in gestione all’ARCI dal 1° gennaio 2009 che taglia la testa a qualsiasi polemica sulla politica giovanile di questa maggioranza: l’Amministrazione Comunale fa propria la politica giovanile del delegato Zangrillo e quindi, sciogliendo la riserva che l’amico Salvatore Scimonetti esprimeva in un precedente nostro inserto, per i giovani formiani e per la Città sotto questo punto di vista si prospettano davvero tempi “neri”.

Quanto al merito della replica sembra che il Sindaco non abbia una conoscenza seppur approssimativa di cosa sia Officina Culturale e di come sia stata gestita. Ha parlato di ragazzi che danno fastidio con la loro musica, ha fatto allusioni addirittura a chissà quali comportamenti più o meno leciti – e questa è un’affermazione che se non documentata è gravemente infamante nei confronti di tutti coloro che hanno usufruito della sala – ha parlato di “mattonelle” e di qualche altra cosa che non ho ben compreso. Concludendo Officina Culturale si sposti in periferia, perché in centro dà fastidio, magari in qualche struttura che il Comune è disposto a finanziare, o si colleghi a qualche altra struttura già operante. Unica apertura la disponibilità ad istituire una commissione che valuti la possibilità di regolamentare e gestire in senso più ampio l’intero problema degli spazi comunali destinati ai giovani.

Che dire? Il Sindaco non sa che l’Officina Culturale è stata utilizzata anche da centri anziani, associazioni culturali e religiose? Non sa che la sala è completamente insonorizzata? Non sa che le “mattonelle” sono state sostituite dal parquet? Non sa che non è stato mai denunciato da chicchessia un abuso o un illecito commesso nella sala? Non comprende che il Centro Città ha necessità di un punto di aggregazione dei giovani che tra l’altro è punto di riferimento per tante altre realtà associative della Città che ne usufruiscono proprio perché è in centro, senza voler sottolineare che anche le periferie avrebbero diritto a spazi analoghi?

Non ci credo. Penso piuttosto che sia prevalsa l’opinione che Officina Culturale vada chiusa perché è di “sinistra”. Punto e basta.

E in questo contesto non mi fa scrupolo contestare che sia stato forse un errore affidare ad un consigliere della minoranza di sinistra il compito di presentare una interpellanza in Consiglio Comunale, avallando la tesi che Officina Culturale sia difesa solo dalla sinistra. Sarebbe stato meglio raccogliere la firma di più consiglieri anche della maggioranza, perché l’educazione dei giovani e la tutela della cultura non devono avere un colore politico o essere strumentalizzate per fini politici.

Quand’è che ne usciremo da questa contrapposizione sterile e dannosa per la città?

A questo riguardo riteniamo che sarebbe meglio che l’intera cittadinanza si facesse avanti a reclamare che a Formia non solo venga salvata l’operatività dell’Officina Culturale così com’è ora fino a che venga riesaminata tutta la questione delle politiche giovanili, ma che vengano recuperati altri spazi pubblici da destinare ad attività culturali e di socializzazione dei cittadini, siano essi giovani e meno giovani.

Parliamo di strutture sportive, teatrali, musicali, artistiche magari autogestite da strutture volontaristiche che facciano capo direttamente all’amministrazione comunale, piuttosto che affidarle a gestioni private che ne farebbero solo oggetto di lucro, come del resto accade oggi.

Questo ed altro proporremo nella assemblea pubblica che si terrà nell’Officina Culturale di piazzetta Municipio sabato prossimo. Ci auguriamo una nutrita partecipazione da parte dei cittadini.


Giovanni Nocella

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