giovedì 5 giugno 2008

AMBIENTE: GIORNATA MONDIALE ONU SI APRE IN NUOVA ZELANDA

(ANSA) - SYDNEY, 5 GIU - Il leader di un piccolo stato-arcipelago che si sta lentamente inabissando nell'Oceano Pacifico e' stato tra gli oratori piu' ascoltati all'apertura della Giornata mondiale dell'Ambiente, promossa dall'Onu, che si e' tenuta oggi a Wellington in Nuova Zelanda, il paese che ha pianificato di diventare a zero emissioni entro il 2020.
Il presidente di Kiribati Note Tong ha detto che il cambiamento climatico non e' una questione di sviluppo economico, ma di sopravvivenza umana. Gli sforzi globali per contenerlo possono arrivare troppo tardi per le isole poco elevate del Pacifico. Alcune delle 94 mila persone che vivono sulla costa sono state gia' trasferite da villaggi vecchi di secoli questa e' l'urgenza, ha aggiunto. ''Il punto piu' elevato a Kiribati e' appena due metri, e secondo lo scenario peggiore il nostro paese sara' sommerso entro questo secolo''.
''E' una prospettiva umiliante, quando una nazione comincia a parlare della sua scomparsa, non per qualche inevitabile disastro naturale, me a causa di cio' che l'uomo sta facendo su questo pianeta'', gli ha fatto eco il direttore del programma ambientale dell'Onu, Achim Steiner. Il mondo deve trovare uno scopo collettivo'' nel combattere il cambiamento climatico, ha aggiunto. ''A meno che ciascuno in questo pianeta prenda sul serio la propria responsabilita', non riusciremo a farcela''.
La parola d'ordine di questa edizione del World Environment Day, che si tiene ogni anno dal 1972, e' 'Cambia Abitudini! Verso un'economia con poco carbonio'. La Nuova Zelanda e' stata scelta per ospitare la manifestazione principale per la sua leadership nel cambiamento climatico, ha detto Steiner.
Un gran parco eolico in costruzione alla periferia di Wellington significa che la capitale sara' presto a zero emissioni nella fornitura di elettricita', ha detto la premier neozelandese Helen Clark. ''Siamo orgogliosi della nostra identita' pulita e verde come nazione, e siamo determinati a continuare ad agire per proteggerla. E questo significa per tutti noi cambiare comportamento''.
Il presidente dell'Intergovernmental Panel on Climate Change dell'Onu, Rajendra Pachauri, ha ricordato che il quarto rapporto dell'ente, una rete di 2000 scienziati, avverte che ''abbiamo solo sette anni'' per ridurre le emissioni di gas serra, se si porra' limitare l'aumento di temperature a non piu' di 2,4 gradi. (ANSA).

Oltre a quello neozelandese almeno sessanta paesi si sono posti obiettivi precisi per le energie rinnovabili, mentre altri 80 hanno mercato per incoraggiare le fonti 'pulite'. Il 20% degli investimenti globali nelle rinnovabili e' nei paesi in via di sviluppo, con India e Cina capofila, e dalle rinnovabili viene gia' il 5% dell'energia mondiale e il 18% dei nuovi investimenti energetici. In questo campo l'Italia sta assumendo il ruolo di fanalino di coda: il taglio di emissioni di CO2 richiesto all'Italia dal protocollo di Kyoto e' del 6,5%, ma secondo le stime, fino al 2006 abbiamo aumentato le emissioni raggiungendo i 573 milioni di tonnellate di CO2. Addiritura, recentemente il neo-ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha sostenuto che gli impegni presi dall'Italia in sede Ue sulla riduzione delle emissioni sono troppo gravosi per il nostro paese, e andrebbero rivisti.

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