Faccio seguito al post pubblicato qualche giorno fa
in tema di "democrazia" riportando di seguito un estratto dell'articolo
del Prof. Paolo Becchi, Ordinario di Filosofia del Dirittto
all'Università di Genova, sulla democrazia diretta che sicuramente
meglio di me illustra quello che ritengo l'aspetto più importante del
cambiamento proposto dal MoVimento 5 Stelle. Partendo da questa diversa
prospettiva, cioè il cittadino al centro del sistema anzichè i partiti,
che è in netta antitesi con quanto affermato da questi ultimi nella 1^ e
2^ Repubblica, forse anche le altre proposte del M5S diventano più
comprensibili.
fonte
Il MoVimento 5 Stelle viene presentato ancora come
espressione dell' "anti-politica". In realtà, questa campagna elettorale
sta mostrando che esso è l'unica forza dotata di un programma politico, nuovo ed alternativo al sistema partitocratico.
Mi soffermo qui solo su un punto decisivo. Il MoVimento 5 Stelle è
l'unica forza politica ad aver posto come centrale la questione del rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta
all'interno della nostra organizzazione politica ed istituzionale.
Strumenti che dovranno portare ad un rafforzamento della democrazia
fondata sulla partecipazione attiva di tutti i cittadini.
È questa la vera rivoluzione, la vera sfida a cui il MoVimento è chiamato. Parlo di "rivoluzione",
perché la storia della nostra costituzione repubblicana è segnata
proprio dalla sfiducia, espressa sin dalle sedute dell'Assemblea
Costituente, verso la partecipazione diretta dei cittadini alla vita
politica del Paese. La cosiddetta "democrazia dei partiti" è
stata l'espressione più evidente di questa volontà di spostare la
sovranità dal popolo ad un particolare soggetto politico, il partito
appunto.
Non posso ripercorrere, in questa sede, la storia dei dibattiti e dei
progetti discussi dai Costituenti. Permettetemi solo di ricordare quali
sono, oggi, gli strumenti di democrazia diretta presenti nella
Costituzione e quali possibilità concrete si danno per il loro
rafforzamento.
Anzitutto, la cosiddetta iniziativa popolare. È prevista
dall'art. 71 Cost., il quale prevede che "il popolo esercita
l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno
50.000 elettori, di un progetto di legge redatto in articoli".
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| Prof. Paolo Becchi |
Intervento diretto, popolare, nella formazione delle leggi, dunque. Senonché, questo articolo è rimasto sino ad oggi lettera morta.
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Occorre, allora, sottrarre al Parlamento, ed in particolare alle commissioni parlamentari, il potere di "bloccare" la proposta e di emendarla, obbligando l'Assemblea a votare direttamente sul testo come presentato entro un termine preciso e prestabilito.
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Occorre istituire un iter obbligato per l'esame delle proposte di legge di iniziativa popolare.
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. Se il MoVimento potesse assicurare un continuo dialogo con il popolo, un'attività continua di iniziative legislative provenienti direttamente dai cittadini, il Parlamento verrebbe finalmente costretto a discutere pubblicamente e a deliberare su progetti di legge popolari, e non su articoli ed emendamenti "negoziati" nei corridoi e nelle segreterie di partito.
Fino ad oggi tutto ciò non è stato possibile per la debolezza, l'incapacità e la volontà contraria espressa dai partiti politici. Con il MoVimento 5 Stelle in Parlamento, avrà finalmente inizio un lavoro sotterraneo, che "scavi", dentro i regolamenti parlamentari portando alla luce gli elementi di democrazia diretta. Dico questo ai giovani del MoVimento che entreranno in Parlamento. Vi accusano, ci accusano, di voler "stracciare" la Costituzione. Cercano di intrappolarvi così. Ma noi dobbiamo capire che il vero punto debole della "casta", del regime dei partiti non è la Costituzione, ma un altro: è il controllo delle tempistiche dei lavori parlamentari. Date battaglia agli ordini del giorno, alla formazione dei calendari, al lavoro delle commissioni. E' in questo lavoro di logoramento, in questo lavoro di tattica parlamentare, che si possono aprire le porte, dall'interno del sistema rappresentativo, alla democrazia diretta.
Passo, ora, ad un altro articolo della Costituzione, l'art. 50, che prevede, invece, il cosiddetto diritto di petizione: "Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità".
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Il diritto di petizione dovrebbe, pertanto, poter avere l'effetto di provocare pubbliche discussioni sulle questioni sollevate dai cittadini, promuovendo così il dibattito pubblico ed istituzionale ed assicurando un controllo diretto dei cittadini sui lavori parlamentari.
Controllo che, oggi, non è più un'utopia, e trova nella "rete" il suo principale mezzo di realizzazione. La rivoluzione di internet permette finalmente di rendere attuale quel principio che, più di due secoli fa, Immanuel Kant aveva formulato ed espresso così: «Tutte le azioni relative al diritto di altri uomini, la cui massima non è compatibile con la pubblicità, sono ingiuste».
La pubblicità, il diritto di ciascun cittadino ad accedere a tutta la documentazione e le informazioni riguardanti lo Stato e l'amministrazione, non è una semplice regola di buon andamento, come talvolta si dice: è il principio essenziale di ogni autentica democrazia. Principio che la rete rende ormai facilmente attuabile e realizzabile. La democrazia diretta passa non solo per l'iniziativa, dunque, ma anche per il controllo: un controllo senza nessuna restrizione, senza nessun limite. Su questo punto, il MoVimento può fare molto. Anche per rafforzare la diffusione di internet in Italia, ossia nel Paese che, rispetto all'accesso alla rete, è più in ritardo in Europa. In Italia solo metà della popolazione possiede un computer e l'accesso a Internet. Un ritardo che è il sintomo del livello di democrazia presente nel Paese. Un ritardo, quindi, che rivela un dato ed un problema politico, e non semplicemente "tecnologico" o "culturale". Rivela il deficit di democrazia che il MoVimento è chiamato a colmare.
Si deve, infine, passare agli strumenti referendari. Come saprete, la nostra costituzione - a parte i referendum consultivi che riguardano gli enti territoriali ed il referendum previsto per la revisione costituzionale - ammette unicamente il referendum abrogativo, peraltro escludendo che lo stesso possa avere ad oggetto una serie di materie, tra cui le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Su questo punto, il MoVimento dovrà dar battaglia, insistendo sulla necessità di una riforma costituzionale in materia referendaria. Aprire la strada ai referendum propositivi e senza quorum, ampliare quelli consultivi e rivedere i limiti che sono stati imposti allo stesso referendum abrogativo.
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Il MoVimento 5 Stelle dovrà, pertanto, insistere per garantire ai cittadini, anche mediante l'adozione di una legge ad hoc (la cui formazione richiederebbe, in ogni caso, le maggioranze previste per la modifica della Costituzione) la possibilità di referendum vincolanti, che siano in grado di imporre la volontà popolare nelle materie in cui si vede direttamente coinvolta la sovranità del popolo.
Chiudo questa breve parentesi, per ricordare l'ultimo tipo di referendum previsto nel nostro attuale ordinamento, che è quello di revisione costituzionale. La nostra Costituzione prevede, infatti, che, in caso di legge costituzionale approvata a maggioranza non di 2/3, ma assoluta, la legge possa essere sottoposta a referendum quando, entro tre mesi dall'approvazione, lo richiedano 500.000 elettori, oppure 1/5 dei membri di ciascuna Camera, o, infine, 5 consigli regionali.
Il popolo dovrebbe essere sovrano soprattutto con riferimento alla sua costituzione. La disciplina della "revisione" costituzionale dovrebbe, in questo senso, essere riscritta, secondo due principi fondamentali. Anzitutto, quello secondo il quale ogni modifica della Costituzione deve essere - qualsiasi sia la maggioranza raggiunta in Assemblea - sottoposta al giudizio del popolo, con un referendum pertanto obbligatorio, e non puramente facoltativo. Inoltre, la revisione della Costituzione dovrebbe poter essere disposta direttamente dal popolo stesso, oltre che dall'iniziativa parlamentare.
Referendum, diritti di iniziativa e diritti di revisione. Sono questi i tre strumenti che il MoVimento dovrà cercare di rafforzare, per poter innestare in questo Paese quanti più possibili elementi di democrazia diretta che consentano la partecipazione attiva di tutti i cittadini alla cosa pubblica. In Italia c'è al momento una Destra, un Centro, una Sinistra: sono loro l'antipolitica e lo stanno dimostrando. Poi c'è la nuova, vera, politica, quella del MoVimento 5 Stelle, che, quale sarà l'esito delle elezioni, rovescerà il Parlamento come un calzino.
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Giovanni Nocella
Aderente al MoVimento 5 Stelle
Candidato Portavoce Camera Deputati Lazio 2


2 commenti:
ho votato movimento 5 stelle per le politiche e le regionali e ne sono fiero, ma sicuramente non votero il movimento di formia alle comunali se qualcosa non dovesse cambiare mi sono recato all'incontro di oggi, formiani pochissimi forse 2/3 giovanni nocella gia parlava testuali sue parole alla domanda di una signora riferita a loro candidati "non si possono 'reciclare'?" ha risposto lei no riferito a laura vallucci io sicuramente si già parla come i classici politici, altra cosa piu grave c'è delio fantasia ex consigliere comunale che ha votato il progetto del porto a ranucci la formia servizi l'ampliamento volumetrico del'ex ENEL e tante altre schifezze formiane, detto questo posso solo dire che se le cose rimangono cosi farò come al solito mi asterro o annullero la scheda, e se mi capitasse l'occasione di parlare del movimento di formia sicuramente ne parlerò male Saluti Roscio
Posto anche qui la risposta al tuo spamming
Peccato "Roscio" che tu non abbia manifestato le tue perplessità durante l'incontro, ti avremmo dato volentieri la parola. Se ho ben capito non ti sei neanche presentato come tutti gli altri. Credo che tu abbia ascoltato solo parte di tutto quello che abbiamo detto stasera visto che hai postato queste tue considerazioni alle 19.33 mentre l'incontro è proseguito fin dopo le 21.00 e come capita spesso a molti hai colto alcune battute estrapolandole dal contesto e le hai interpretate a modo tuo.
Laura non si può presentare a Formia perchè risiede a Gaeta, io invece si perchè risiedo a Formia. Questo era il senso delle mie affermazioni. Che poi io mi candidi o meno sarà deciso dal gruppo (questo poi non lo hai ascoltato o non lo ricordi?). Sputare delle sentenze su persone che credo tu abbia incontrato solo stasera e di sfuggita mi sembra un comportamento alquanto approssimativo e superficiale. Quanto ai preconcetti che tu mostri di avere perchè con noi c'è qualcuno che non gradisci per il suo passato politico, lasciano il tempo che trovano pechè la posizione di Delio per tutti noi è più che chiara e comunque il tuo atteggiamento preclusivo è in netto contrasto con i principi del M5S. Se questo è il tuo modo di ragionare mi spiace che tu abbia votato M5S.
Parla pure male di noi, non sarai il primo, ma dì pure che non hai capito niente di noi.
Se vorrai confrontarti da cittadino a viso aperto siamo a tua disposizione e risponderemo a tutte le tue domande in pubblico e con la massima trasparenza. Degli anonimi e delle pettegole non sappiamo cosa fare. Per noi sono delle nullità.
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