Si è conclusa da poco la IV edizione di “Le Notti di Cicerone” e come MoVimento 5 Stelle proviamo a farne una valutazione complessiva in termini propositivi cercando di coglierne anche gli aspetti positivi.
Non possiamo innanzitutto fare a meno di sottolineare il marchiano errore – particolarmente grave per una manifestazione che nasce per essere “culturale” – di definire “Olimpiadi” la rievocazione delle gare che si svolgevano nell’antica Roma , visto che i “Giochi Olimpici” erano una prerogativa dell’antica Grecia, a volte addirittura osteggiata dai Romani perché prerogativa di quella cultura, ammirata ed odiata allo stesso tempo.
Fanno poi storcere un po’ il naso le parate un po’ carnevalesche e le “abbuffate” stile fiera paesana che stanno a sottolineare come l’amministrazione in carica sicuramente dell’antica Roma applichi, ormai per consuetudine, uno dei principi per molti aspetti meno qualificanti, cioè quello del panem et circenses, tipico di un atteggiamento padre-padrone nei confronti della comunità, mostrandosi tra l’altro più sensibile all’aspetto commerciale piuttosto che a quello culturale. Né tantomeno riteniamo “cultura” la parata di vip o pseudo tali della cerimonia finale.
Di positivo abbiamo colto l’entusiasmo dei molti giovani delle scuole e delle associazioni coinvolti che con estrema freschezza e genuinità hanno dato, come negli anni passati, l’unico tocco di “cultura” alla manifestazione descrivendo spesso sapientemente siti e reperti archeologici, declamando versi ed illustrando costumi ed abitudini degli antichi romani, a dimostrazione che i giovani, se ben guidati e con le giuste opportunità, sanno e possono essere qualcosa di più dello sballo e del semplice divertimento e sicuramente una risorsa inestimabile per questa città, i cui migliori elementi purtroppo stanno emigrando in cerca di lavoro.
C’è poi l’ennesima dimostrazione della ricchezza del patrimonio archeologico e quindi culturale dell’intero Golfo che grazie alle sue bellezze naturali, ai possibili itinerari turistici montani e costieri, alle escursioni alle vicine isole Ponziane potrebbe davvero rappresentare un qualcosa di unicum a metà strada tra la monumentalità austera e papalina di Roma e la policroma, ma altrettanto ricca di storia e cultura, giovialità del Golfo di Napoli.
Un qualcosa che se ben programmato e gestito sarebbe la vera ricchezza di questi luoghi, sia nell’offrire ai suoi cittadini molteplici occasioni di vero acculturamento, sia nel garantire enormi e costanti opportunità di sviluppo economico per l’intero anno nel campo del turismo e dei servizi ad esso connessi.
Restiamo quindi fortemente polemici verso questa amministrazione per il fatto che questa manifestazione, per tutti i suoi difetti e per il contesto passato e recente nel quale essa si inserisce, già ampiamente illustrato nella ipotetica lettera di Corrado Augias redatta con la consueta ironia da un aderente al M5S, rappresenti solo un vacuo tentativo di fare cultura a Formia, altrettanto unicum ed isolato nello squallido panorama della gestione della cosa comune.
Sarà, quindi, obiettivo principale del M5S trasformare questo evento da episodio isolato a costante e prerogativa economica e culturale di questa città e dell’intero Golfo. Non abbiamo una ricetta miracolosa o la bacchetta magica. Occorreranno invece innovazioni e scelte coraggiose in più settori per trasformare questa città da borgo decadente e “lavatrice” della camorra a fiore all’occhiello della costa tirrenica.
Se i formiani coglieranno grazie al M5S l’opportunità di prendere in mano le redini della città e di gestirla come farebbe un “buon padre di famiglia”, ce la faremo.
Non più solo due, bensì “365 Notti di Cicerone” .


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