giovedì 14 giugno 2012

La svendita dell'Italia prosegue!


Sembra che la cessione del patrimonio pubblico, destinata apparentemente a ridurre il debito pubblico, ma, in verità, ad aggravarlo, Monti la voglia fare attraverso la costituzione di fondi comuni, mobiliari ed immobiliari.
Innanzitutto  si ripresenta al riguardo il problema della valutazione degli  immobili conferiti,  che però oggi Monti affronta in maniera diversa rispetto a quanto fatto nelle precedenti occasioni, da Tremonti nel 2001 e da Siniscalco nel 2004. In quei casi è stato constatato, guarda un pò, che al termine dell'operazione centinaia di immobili dello Stato sono stati letteralmente  “svenduti” a beneficio degli acquirenti, incassando al netto meno della metà del loro valore di mercato (poi ci chiediamo come mai stiamo in mutande!).
Oggi, per ovviare a questo “errore”, Monti – furbetto quanto meno al pari di chi lo ha preceduto -  pensa di ricorrere al sistema dei fondi comuni che, come si sa, sono quotati sui  mercati (sempre loro, i “mercati”!)  e quindi più trasparenti (sic!), ma che saranno alimentati anche e forse soprattutto dal risparmio dei privati cittadini, minacciati dal default  e invogliati a “salvare la patria” (invece delle fedi di mussoliniana memoria, doneremo direttamente i nostri miseri  euri allo Stato o a chi per esso!).
Il problema è che in una fase di mercato come quella attuale decisamente difficile per il settore immobiliare, visto il pericolo nei prossimi mesi di svalutazioni  a raffica, soprattutto del patrimonio delle banche,  c’è il forte rischio che i risparmiatori che acquisteranno  quote di questi fondi rimarranno presto con il cerino acceso in mano.
Né sorte migliore avranno i fondi mobiliari che dovrebbero accogliere le partecipazioni statali. E’ vero che la capitalizzazione di borsa è già crollata e prima o poi dovrebbe riprendersi, ma chi può dire se si è toccati il fondo? Siamo certi che anche in questo caso il povero risparmiatore dopo qualche altro mese di aggravamento della crisi non si veda costretto a recuperare – se potrà - quel che rimane dei propri risparmi per sopravvivere?
A quel punto ai soliti investitori istituzionali (i mercanti che governano i mercati!) dopo aver drenato il risparmio in mano ai  privati non resterà che rastrellare le quote dei fondi mobiliari ed immobiliari a prezzi stracciati per mettere le mani sul patrimonio pubblico, con l’effetto collaterale, certamente di non minore gravità, che lo Stato e gli enti locali, dopo essersi spossessati di beni immobili e partecipazioni, attualmente, almeno sulla carta, fonte di entrate e profitti, si troveranno a pagare in mano a istituzioni e società private il fitto per le sedi dei loro uffici ed i servizi che una volta erano “pubblici”.
Dopo aver finanziato con le nostre tasse ed i nostri sacrifici la BCE che ha finanziato a sua volta le banche che hanno acquistato i nostri Titoli di Stato che ci ritroveremo nelle casse dei nostri fondi comuni quando ne avverrà il consolidamento, gli Italiani sono pronti a soggiacere con gioia all’ennesimo “travaso di ricchezza” compiuto sulla loro testa e nelle loro tasche.
L’unica miserevole speranza è che questo costante e progressivo impoverimento del paese abbia tempi lunghi  per poter reagire in tempo. Altrimenti, se l’Italia finirà nei prossimi mesi col non valere più nulla come Grecia e Spagna, sarà anch'essa abbandonata inesorabilmente dai mercati e svenduta al miglior offerente, con le sue spiagge, i suoi monti, i suoi monumenti e la sua storia!
Per favore, non lasciamoli fare, interveniamo in qualche modo!

Giovanni Nocella

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