mercoledì 27 luglio 2011

Affitti in nero: tempi duri per gli evasori!

Fra le varie disposizioni previste dal Decreto Legislativo n. 23/2011 in materia di federalismo municipale l’art. 3, nel disciplinare il nuovo regime della cedolare secca applicabile dai proprietari di immobili in alternativa facoltativa rispetto al regime ordinario vigente per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’IRPEF, introduce ai commi 8 e 9 anche nuove e pesanti sanzioni per quei proprietari che affittano attualmente in nero o che non hanno registrato i contratti d’affitto o che in futuro non lo faranno entro 30 giorni dalla stipula.

La nuova normativa, in vigore dal 7 giugno 2011, consente all’inquilino di poter autonomamente registrare il contratto d’affitto sia che sia stato stipulato per iscritto o anche in forma verbale, anticipando il versamento dell’imposta dovuta e ottenendo in cambio e contestualmente alla registrazione un contratto d’affitto a condizioni per lui estremamente favorevoli e, di converso, dannose per il proprietario: una durata di 4+4 anni ed un canone di locazione annuale pari al triplo della rendita catastale dell’immobile oggetto della locazione. Ad esempio: un inquilino senza contratto che paga 700 euro al mese per un immobile la cui rendita catastale annua è pari a 300 euro, può ottenere un contratto di 8 anni ad un canone di 75 euro al mese (cioè 300 x 3 diviso 12 mesi). Tutto ciò versando all’agenzia delle entrate una cifra presumibilmente non superiore a poche decine di euro.

Si tratta di una disposizione molto importante per i Comuni che hanno tutto l’interesse a che grazie ad essa emerga buona parte del mercato delle locazioni che opera in totale o parziale evasione fiscale. Stranamente essa è stata emessa da un governo di centro destra che di solito è abbastanza tenero con i proprietari immobiliari, ma è chiaro che la scarsità di risorse economiche unita alla applicazione di un reale federalismo fiscale comporti evidentemente anche scelte dolorose, almeno da un punto di vista elettorale. Strano invece che i media e le amministrazioni, ma anche l’opposizione, non diano invece il giusto risalto ad una disciplina che potrebbe portare linfa vitale ai Comuni e rappresentare uno strumento di equità fiscale in una paese dove l’evasione è ormai diventata una vera e propria piaga sociale.

Vita dura, finalmente, per i proprietari di immobili evasori cronici a beneficio delle casse comunali.

Auspichiamo che il Comune di Formia dia quindi ampio risalto a tale normativa!






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