martedì 9 marzo 2010

Mussolini, Berlusconi ed il diario di Elsa Morante.

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Nota ad una “bufala” che circola in rete.

Circola in rete e su facebook una  pagina di diario di Elsa Morante scritta nel 1945 dopo l’uccisione di Mussolini e della Petacci, rimaneggiata e riassunta da qualcuno a proprio uso e consumo per dimostrare le molteplici negatività che accomunano due protagonisti della politica italiana, Mussolini in passato e Berlusconi oggi.

Indubbiamente, anche rileggendo il testo originale, che ho cercato e trovato grazie alla rete e che potete voi stessi leggere qui, sono numerose le somiglianze caratteriali e comportamentali dei due personaggi anche se chiaramente le  situazioni storiche e contingenti che ne hanno caratterizzato l’ascesa e la permanenza al potere sono diverse, sempre augurandoci, sia per Berlusconi  che per la nostra democrazia, che comunque non portino ad un finale troppo uguale: “Berlusconi fuori dai co…ni!”, si, ma democraticamente.

Credo che il testo ridotto che circola – non lo riporto perché sarà facile per il lettore reperirlo in rete –  rappresenti innanzitutto un ingenuo tentativo di giustificare e motivare l’antiberlusconismo con un confronto con personaggi della nostra storia più o meno passata fin troppo facile visto il ruolo da essi ricoperto, che diventa però stupido ed irriverente quando cerca di asservirvi anche i grandi della nostra cultura come Elsa Morante, ridotta quasi ad una vestale vaticinante pur di riuscire ad additare in qualche modo le nefandezze del personaggio di oggi.

Nel leggere il testo originale della Morante, c’è invece da cogliere un’altra ben più profonda e triste valutazione che io leggo in quei passaggi in cui l’autrice richiama le responsabilità del popolo italiano. 

"Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.”

Ed ancora:
 "Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.
Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.”

Un’affermazione pesantissima quest’ultima della Morante, tanto che la descrizione delle caratteristiche di questa mediocrità, che da questo punto segue nel testo, pur se apparentemente  riferibile al Mussolini a me sembra descrivere, come forse nelle stesse intenzioni della Morante, l’italiano contemporaneo!

 "Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così (l’italiano contemporaneo)  predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così (l’italiano contemporaneo) con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena …..,  e la musica patetica ……. Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre …… e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo." 

A mio modesto parere, ciò di cui ci si deve meravigliare e vergognare, senza alcuna compiacenza né per chi è “pro” né per chi è “anti” berlusconi, non è la somiglianza dei due personaggi, ma il fatto che ad oltre 60 anni da quella pagina della nostra storia commentata dalla Morante il giudizio da questa espressa del popolo italiano contemporaneo sia ancora oggi perfettamente e drammaticamente calzante con l’italiano moderno e che il duce di oggi sia degna espressione di un popolo e di una classe politica  che sono addirittura peggiorati. Se 60 anni fa ci dettero speranza i “Padri della Patria”, oggi all’orizzonte si profilano solo “padrini”.

Che squallore!

Giovanni Nocella

1 commento:

Michela ha detto...

Bell'articolo. Sono contenta di non essere stata l'unica a verificare se il link su fb fosse vero o falso...